lunedì 3 agosto 2020

2 agosto - da Taranto, denuncia: Ex Procuratore Capristo - cercò di inquinare anche le indagini per la morte dell'operaio Campo - La denuncia di allora dello Slai Cobas sc


Solo lo Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto, e non ambientalisti, sindacalisti confederali e USB, ha denunciato sin dal primo momento la funzione di questo Procuratore - messo lì da padroni, faccendieri e Renzi allora capo del governo, e lo ha contestato in piena udienza del processo "Ambiente svenduto"; ricevendone inchieste, minacce e assunzione diretta da parte del Procuratore del processo per la contestazione a Renzi che è di fatto un processo allo Slai Cobas, ai suoi dirigenti e attivisti.
*****
C’è anche il fascicolo per l’omicidio colposo sulla morte dell’operaio Giacomo Campo, rimasto schiacciato nel nastro trasportatore dell’altoforno 4 dell’ex Ilva, tra quelli acquisiti dalla Procura di Potenza che indaga sull’ex procuratore Taranto Carlo Maria Capristo e la sua gestione dell’affare Ilva. Nel processo per l’incidente mortale che vede alla sbarra 9 imputati, infatti, spunta ancora una volta nel collegio difensivo il nome dell’avvocato Giacomo Ragno, condannato nel processo sul “sistema Trani” e ritenuto estremamente vicino a Capristo.
Giacomo Campo morì il 17 settembre del 2016: l’uomo, dipendente della ditta dell’appalto Steel Service, quel giorno stava intervenendo per risolvere un inconveniente che rischiava di pregiudicare la funzionalità del nastro trasportatore, ma durante l’intervento rimase schiacciato nell’impianto. A distanza di pochissimi giorni, il nastro fu sottoposto all’esame del consulente della procura, l’ingegner Massimo Sorli, professore ordinario di Meccanica applicata ed aerospaziale del Politecnico di Torino, e immediatamente dissequestrato. Un fatto anomalo, rispetto a quanto accaduto nelle numerose inchieste avviate in fabbrica: in città il provvedimento fu particolarmente discusso visto che il blocco del nastro trasportatore avrebbe interrotto una parte importante dell’attività produttiva della fabbrica.

Fu lo stesso procuratore Capristo a dare la notizia ai giornalisti e in quell’incontro adombrò anche lo spettro di un ipotetico sabotaggio: “Il procuratore Capristo – scrisse il Sole 24 ore pochi giorni dopo il dissequestro – pur non parlando esplicitamente di sabotaggio, ha tuttavia detto che ci sono segnali, attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria, che fanno ipotizzare la presenza di azioni interne ed esterne alla fabbrica contrarie al progetto di risanamento ambientale.   Il giudice Del Castillo, che ha svolto la funzione di giudice delle indagini preliminari a Trani, ha infatti raccontato ai colleghi di essere stato invitato proprio da Capristo ad accogliere “velocemente” una richiesta di archiviazione in favore di Ragno: per l’allora procuratore di Trani Capristo “l’accusa era a suo dire infondata e l’avvocato Ragno era un galantuomo vittima di calunnia”. Ma Del Castillo ha raccontato anche che in un’altra occasione si ritrovò un fascicolo nel quale l’avvocato Ragno, difensore di un indagato, gli aveva annunciato un “atteggiamento accusatorio ‘benevolo’ del Capristo” che gli aveva fatto intendere “che il procedimento poteva concludersi in fretta con esito positivo per l’assistito”. A questo, ora si è aggiunto il ruolo di Ragno come difensore in alcune vicende Ilva: quella sulla morte di Campo e soprattutto nel maxi processo Ambiente svenduto, nel quale assiste uno dei massimi dirigenti della fabbrica.
LA DENUNCIA DI CAPRISTO DELLO SLAI COBAS NEL SETTEMBRE 2016:
"...con questa dichiarazionesibillina, il nuovo Procuratore di Taranto ha lanciato un allarmismo - questo sì "scomposto" - che ha come effetto di coprire le vere responsabilità dei Commissari e del governo sulla morte dell'operaio Giacomo Campo. All'Ilva chi sta "remando contro" la sicurezza degli operai sono i Commissari che stanno mandando la fabbrica alla deriva, non facendo neanche l'ordinaria manutenzione, una fabbrica dove, come denunciano da tempo gli operai, manca di tutto, pure i Dpi, gli impianti sono sempre più insicuri, e gli operai vengono mandati allo sbaraglio. Prima o poi l'infortunio grave doveva succedere, e quello di Giacomo è un'assassinio annunciato. Per non dire che tutta questa situazione in fabbrica è già costata dalla gestione dei Commissari 4 morti! Ma questo il Procuratore non lo dice! All'Ilva chi sta "remando contro" è il governo Renzi che con i suoi decreti ha rinviato addirittura al 2019, o, meglio, ai nuovi padroni dell'Ilva (?!) gli interventi di risanamento degli impianti e delle aree più pericolose, tra cui proprio i Treni nastri. Ma questo il Procuratore si guarda bene dal dirlo!
Ci manca poco che il Procuratore parli di "terrorismo", per deviare dagli accertamenti sulle vere respondabilità, sui veri mandanti della morte di Giacomo e degli altri operai all'Ilva..."

SI TRATTA DI DICHIARAZIONI GRAVI, VOLUTAMENTE "EQUIVOCHE" CHE VANNO RESPINTE AL MITTENTE!

Nessun commento:

Posta un commento