sabato 3 ottobre 2026

3 ottobre - OMICIDI A CASCATA: L'ARCHITETTURA LEGALE E CRIMINALE CHE UCCIDE GLI OPERAI E GONFIA DI SOLDI I RICCHI E POTENTI CHE AI VERTICE DELLA "CASCATA" NON PAGANO MAI

(l)'ingiustizia di questo sistema su cui occorre una lotta prolungata per affermare la giustizia proletaria


NON PAGANO MAI. Quasi tutte le morti sul lavoro sono coinvolte.​Il subappalto a cascata si è consolidato come una vera e propria struttura di schermatura e deregolamentazione nel panorama del lavoro pubblico e privato. Un meccanismo in cui la catena contrattuale si allunga per spezzettare i costi e, insieme ad essi, la catena della responsabilità penale.​La piramide del profitto e della deregolamentazione​La logica del subappalto indefinito o non contingentato produce un'asimmetria strutturale:​Ai vertici: La grande azienda o il raggruppamento che vince l'appalto gestisce la parte finanziaria, trattiene il margine di profitto ed esternalizza il rischio operativo ad altre sigle societarie.​Alla base: L'ultima ditta esecutrice dell'anello si trova a lavorare con margini risicati, tempistiche stringenti e budget compressi. In questa strettoia economica, i primi capitoli di spesa a soffrire sono inevitabilmente la sicurezza, i dispositivi di protezione, la formazione e i ritmi di lavoro.​Lo "scudo burocratico" nelle aule di giustizia​La criticità più profonda emerge al momento dell'accertamento delle responsabilità in sede giudiziaria. Come evidenziato dalle recenti vicende processuali per gli infortuni mortali sul lavoro:​La conformità sulla carta: I vertici della filiera riescono quasi sempre a dimostrare l'adempimento meramente formale degli obblighi (redazione dei piani di sicurezza, verbali di idoneità, notifiche amministrative).​L'isolamento dell'errore esecutivo: Durante i dibattimenti, le difese delle grandi imprese tendono a circoscrivere la causa della tragedia all'ultima fase operativa, attribuendo la colpa a una svista, a un'imprudenza o alla mancata vigilanza dell'ultimo delegato alla sicurezza in cantiere.​L'impunità apicale: L'applicazione rigorosa del nesso di causa immediato porta spesso all'assoluzione dei committenti e degli appaltatori principali, lasciando le uniche condanne in capo a preposti, capicantiere o piccoli imprenditori privi di effettivo potere decisionale e finanziario.​Il nodo politico e normativo​Finché il sistema normativo consentirà di separare la titolarità dell'appalto dalla responsabilità diretta e solidale per la vita di chi lavora nel cantiere, il subappalto continuerà a funzionare come una macchina di scaricabarile. La tutela dell'incolumità dei lavoratori richiede il superamento della logica del massimo ribasso mascherato e la reintroduzione di una responsabilità penale e civile piena, diretta e non delegabile lungo tutta la filiera d'impresa. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro Sito Internet http://cadutisullavoro.blogspot.it


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