da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 25.05.26
ORE 12 - L’annuncio del prossimo piano industriale per quanto
riguarda Cassino non è arrivato, anzi, già si sapeva da qualche
giorno che sarebbe stato disatteso, quindi si sono presi pure un po'
di tempo.
OPERAIO STELLANTIS - Effettivamente non solo non c’è
questo piano industriale, ma non è in calendario, questa mi è
sembrata la novità perché è legato a questa ipotesi che lo
potrebbero prendere i cinesi.
ORE 12 - quindi vuol dire che la situazione è realmente
vaga.
OP STELLANTIS - Sì, molto, perché da che c'erano
le prospettive di un probabile acquirente che poteva essere la
Dongfeng, a questo punto sono saltati questi incontri perché hanno
preferito investire in Francia e non qui in Italia.
ORE 12 - Ma oggi hanno partecipato i sindacati
di Cassino a questa cosiddetta call che ha fatto Elkann?
OP STELLANTIS - Non ho la certezza se quale
sindacalista abbia partecipato, penso che qualche rappresentanza
nazionale dovrebbe aver partecipato, anche la FIOM ha emesso un
comunicato che sostanzialmente dice che non c'erano le prospettive
per Cassino.
ORE 12 - Ma a livello di operai c'era attesa con
qualche speranza?
OP STELLANTIS - Sì, era molto atteso questo
giorno, infatti molti si aspettavano che il 21 venisse emanato il
piano industriale per quanto riguarda Cassino, invece poi c’è
stata la delusione più totale, sull'annuncio del rafforzamento e di
un piano per gli altri siti come Pomigliano e Melfi hanno escluso
Cassino, ma non solo, anche Maserati e questo la dice lunga
sulle prospettive, quindi le possibili aperture, adesso, sono
diverse, potrebbero puntare su un indebolimento ancora maggiore del
sito di Cassino, fino a portarlo poi alla chiusura e questo ha creato
maggior dubbi nella testa degli operai.
ORE 12 - Voi state sempre lavorando al minimo da
quanto ho capito?
OP STELLANTIS - Allora, lo stabilimento di Cassino
lo possiamo dividere in due frazioni: lo stampaggio che riguarda lo
stampaggio a freddo, stampaggio a caldo e stampaggio plastico.
L'altro polo all’interno dello stesso stabilimento è la lastratura
e il montaggio che stanno lavorando pochissimo, addirittura 1-2
giorni a settimana, a differenza del polo dove c'è lo stampaggio che
produce anche per Sevel, qui ci sono i 21 turni, la cassa
integrazione c'è poco e niente, quindi c'è pure questa cosa ambigua
nello stesso sito.
ORE 12 - In termini di numeri tra i due siti che numeri ci
sono?
OP STELLANTIS - Considera che nello stabilimento di
Cassino siamo 2.400 operai di cui una gran parte è in
cassintegrazione, mentre c'è quella fetta dei reparti di stampaggio
che è un migliaio più o meno tra tutti e tre i reparti, lavora,
potenzialmente al 50%, però se dobbiamo esaminare la statura
montaggio i rapporti sono più alti.
ORE 12 - Tu pensi che la delusione si possa
trasformare in mobilitazione?
OP STELLANTIS - Questo è difficile dirlo e pure da
farsi, perché nel frattempo non è mai stato curato quell'aspetto
che rafforzasse la coscienza operaia, sono stati sempre fuori dallo
stabilimento, non è stato semplice avere un contatto con gli operai
e poter rafforzare questo rapporto per elevare questa coscienza di
classe, però un po' di mormorii ci sono da parte di qualche
sindacato che ancora riprende quella linea, come la CUB per esempio.
ORE 12 - Dopo che non hanno dato sul momento nessuna
prospettiva, almeno una assemblea generale dovrebbero fare, mettere
in campo qualche iniziativa, perché siccome il piano è comunque in
divenire, movimenti nel piano vi possono essere se i lavoratori si
mobilitano. Non si chiude un sito come Cassino di colpo, almeno
imbrogliami ma non mi puoi tenere proprio fuori dal piano generale
dopo che hai caricato di soluzioni - tutte abbastanza eventuali -
tutti gli altri siti.
OP STELLANTIS - Io spero che comunque
ci sia quella parte sana del sindacalismo confederale, perché
comunque in ogni sindacato c'è una testa e c'è una sinistra e
speriamo che ci sia quella parte di sinistra che spinga a prendere
una posizione più chiara, un po' più schietta e preparare il
terreno a eventuali lotte, perché non sappiamo effettivamente cosa
ci diranno da qui ai prossimi mesi, può darsi che arriveremo a
dicembre e ci annunceranno poi una chiusura, quindi ci potremmo
aspettare una cosa del genere. Quindi sarebbe il momento di
cominciare a guardare pure oltre al proprio orticello
ORE 12 - Questo mi pare proprio necessario perché
altrimenti con una pseudo pacificazione che possono realizzare verso
gli altri stabilimenti con questa aspettativa, effettivamente si
rischia di essere ancora più abbandonati di prima, quindi veramente
bisogna far di tutto per farsi sentire subito, in maniera che il
messaggio a Stellantis e ai loro amici interni al sindacato arrivi
forte chiaro, che non si può mica aspettare e trasformare questa
situazione in una vera e propria agonia dello stabilimento.
OP STELLANTIS - Io credo che adesso il prossimo
passo che dovremmo fare noi operai più avanzati, sarà proprio
quello di spingere le rappresentanze sindacali a prendere una
posizione un po' più chiara, ma già sarebbe molto fargli
organizzare un'assemblea.
Ore 12 - Se si riesce a fare un'assemblea generale, io
credo che quelli che tu chiami la “parte sana” possa avere un
effettiva voce ed egemonia poi sull'intero stabilimento, proprio
perché i fatti alla fine gli danno ragione. Però l'assemblea è un
passaggio indispensabile perché noi la stiamo vedendo quasi da
semestre a semestre all'Ilva in cui in qualche maniera si sono create
le circostanze per assemblee generali, le cose si sono veramente
mosse e non sono andati in direzione della parte non sana che
sindacato pilotava. Lo stesso è stato a Melfi perché proprio
l'assemblea di qualche settimana fa si è trasformata in una protesta
massiva degli operai, c'è stato un operaio che ha cominciato dicendo
non rispondete più nemmeno al telefono e questo ha trovato
un’ovazione di tutti gli altri lavoratori e l'assemblea si è
immediatamente riscaldata per la circostanza che finalmente i
lavoratori erano stati messi insieme in assemblea e non era
continuata quella circolazione di informazioni per sigla o per
reparti che è poco incisiva per far sentire la voce dei lavoratori
invece quando hanno messo insieme tutti i lavoratori le cose sono
andate in tutt'altra direzione e questo a Cassino mi sembra un
passaggio decisivo altrimenti effettivamente la situazione può
realmente peggiorare proprio perché l'intenzione di chiudere non
proprio Cassino ma tutto il piano di ristrutturazione è in generale
un piano a perdere per diversi stabilimenti e poi scavando dentro
cose del piano si vede che i tempi sono molto differenziati, che
alcune variabili sono legate all'andamento effettivo del mercato,
quindi si cade in una palude di stabilimento per stabilimento di cui
difficilmente se ne esce vivi ma soprattutto non ne uscirebbe vivo
Cassino.
OP STELLANTIS - Sì, perché ad oggi è l'unico
sito che è stato totalmente depotenziato che lascia intendere che la
strada che si andrà a percorrere i prossimi mesi, la preoccupazione
è quella di ulteriore depotenziamento, quindi riuscire a incentivare
porterebbe lo stabilimento a 2000 unità. Quattro anni fa nel periodo
di Renzi lasciava intendere già questo con 1800 esuberi che è
ancora oggi nel sito di Cassino dichiarano 1800 esuberi, quindi in un
momento in cui ci sono esuberi vuol dire per loro ancora previsti
tagli, questo è chiaro, lo hanno detto proprio in tutte le lingue.
ORE 12 - Pensate di fare un volantino a caldo o
aspettate che ci sia qualcosa?
OP STELLANTIS - La Fiom già è uscita un proprio
volantino, ha già preso una posizione in merito quindi hanno fatto
capire che bisogna già organizzarsi, a muoversi perché non ci sarà
più tempo quando arriverà nel piano definitivo che magari prevederà
la cosa peggiore per questo sito, anche noi come operai possiamo
organizzare un volantinaggio.
ORE 12 - Questo mi sembra un passaggio proprio
inevitabile che forse può effettivamente essere una scintilla in
positivo rispetto anche a livello di pressione che i lavoratori
possono esercitare verso le organizzazioni sindacali.