...incentivi all'uscita degli operai, come dire licenziamenti camuffati, e dicono che per il momento è un documento interno
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venerdì 3 luglio 2026
giovedì 2 luglio 2026
3 luglio - Milano: Contestazioni disciplinari all'Ospedale San Raffaele. Massima solidarietà a Margherita
Ospedale San Raffaele di Milano: duro attacco al sindacalismo di base
Diffida pretestuosa alla CUB Sanità e contestazione disciplinare alla coordinatrice RSU Margherita Napoletano.
In concomitanza con lo sciopero di due giorni, del 25 e 26 giugno, arriva un duro attacco al sindacalismo di base: una diffida pretestuosa alla CUB e una contestazione disciplinare con possibili gravi conseguenze alla delegata che più si è esposta, come portavoce, denunciando in primis le gravi carenze in termini di sicurezza per pazienti e lavoratori.
È difficile non rilevare la coincidenza tra l’intensificarsi dell’azione sindacale e l’avvio di iniziative disciplinari nei confronti di una delle delegate che più si è spesa nella tutela dei lavoratori e della sicurezza. Una coincidenza che desta forte preoccupazione e che rischia di essere percepita come un tentativo di scoraggiare chi esercita il proprio ruolo sindacale con determinazione.
Infatti, lo scorso settembre, come coordinatrice della RSU, Margherita Napoletano aveva firmato la lettera che denunciava la grave carenza di personale e l’uso scriteriato degli appalti. A dicembre, quando le previsioni si sono avverate, con i noti fatti di cronaca, come CUB sanità italiana e USI sanità, contemporaneamente ai pazienti, abbiamo reso pubblico quanto stava accadendo al terzo piano del settore iceberg, nel reparto di medicina ad alta intensità di cura. Infine, ancora oggi come sindacato di base, stiamo denunciando che la fuga di personale continua, a causa della pessima organizzazione del lavoro e delle retribuzioni, nettamente inferiori a quelle del pubblico e, perfino, di quelle che avevamo nel 2012.
L’utilizzo delle cooperative e delle società di professionisti, paradossalmente, è parzialmente sotto controllo solo nel reparto che è stato oggetto di sanzioni, sia da parte dell’ATS che dell’Ispettorato del lavoro: il resto dell’Ospedale San Raffaele rimane in balia di cooperative e liberi professionisti, che non sempre vengono coordinati o adeguatamente formati sui rischi interferenziali o messi nelle condizioni di poter operare in sicurezza.
L’Amministrazione farebbe bene ad ascoltare chi rappresenta i lavoratori e occuparsi di risolvere i veri problemi, invece di attaccare pretestuosamente chi denuncia.
Difendere Margherita Napoletano significa difendere il diritto di ogni lavoratrice e di ogni lavoratore a segnalare situazioni di rischio senza il timore di ritorsioni. Per questo la CUB Sanità Italiana continuerà a sostenere la propria delegata in ogni sede e a denunciare tutte le criticità che riguardano la sicurezza, le condizioni di lavoro e la qualità dell’assistenza.
Se pensano di tapparci la bocca, dopo che abbiamo rappresentato anche alle istituzioni – Prefettura e Regione – come le scelte dell’amministrazione dell’Ospedale stiano potenzialmente mettendo a rischio lavoratori e pazienti, sappiano che ora grideremo ancora più forte!
Milano, 29 giugno 2026
CUB Sanità di Milano e prov.
Unione Sindacale Italiana Sanità
3 luglio - LA STRAGE DI VIAREGGIO: L'IGNOBILE ARROGANZA DI WeBuild CONTRO LA CONDANNA DI MORETTI
“In carcere per responsabilità non sue”: l’establishment compra una pagina sui quotidiani per difendere Moretti
Un'inserzione acquistata dal gruppo WeBuild, critiche alla condanna: "Per responsabilità oggettiva". Ma le sentenze dicono altro
mercoledì 1 luglio 2026
2 luglio - info da tarantocontro SULLA LOTTA DELLE LAVORATRICI ASILI E LE BUGIE DEL RAPPRESENTANTE CISL
Le lavoratrici asili Slai Cobas ottengono: oggi dovevano stare a casa e invece continuano a lavorare
Il loro lavoro, come nelle ultime estati, doveva finire ieri 30 giugno e per due mesi (luglio e agosto) dovevano stare a casa senza stipendio.
Ma le lavoratrici dello Slai Cobas non ci stavano. E come è successo nel 2022 e 2023 che con la lotta abbiamo strappato un mese di lavoro estivo, così quest'anno abbiamo conquistato, per ora, 3 settimane di lavoro. Oggi non siamo a casa, ma al lavoro per una settimana di luglio e poi lavoreremo per tutta la seconda metà di agosto.
E' un piccolo risultato, ma ancora una volta è frutto della lotta che in tutto questo anno scolastico 2025/2026 abbiamo portato avanti, con scioperi, assemblee, presidi al Comune, incontri con l'Assessora Simeone e suoi collaboratori - che hanno compreso e trovato la soluzione, pur in una fase in cui le risposte del Comune ai problemi dei lavoratori in generale è: non ci sono soldi in bilancio.
Per le lavoratrici dell'ausiliariato e pulizie degli asili si tratta di avere quasi un mese di stipendio in più, in una situazione in cui i nostri salari sono sempre più miseri, benchè il lavoro aumenta e prezzi e bollette ci mangiano il poco salario che abbiamo.
Noi come lavoratrici Slai Cobas non ci siamo mai fermate, sapendo bene che non bastano lettere, parole ad ottenere migliori condizioni di lavoro, difesa dei nostri diritti, della nostra dignità di lavoratrici e di un servizio importante per le famiglie, i bambini, ma ci vuole la nostra mobilitazione.
Per questo, non ci fermiamo, abbiamo tante altre cose da conquistare! Prima di tutto la fine definitiva dei periodi di sospensione del lavoro in estate e a natale e pasqua, dobbiamo lavorare tutto l'anno; quindi l'aumento dell'orario giornaliero di lavoro a 6 ore (le lavoratrici in questi anni sono diminuite: da 82 a poco più di 60, ma l'orario è rimasto sempre lo stesso: 3 ore e 30 minuti); il riconoscimento del nostro lavoro che è soprattutto di "ausiliariato", pertanto chiediamo un CCNL adeguato e il 3° livello; la difesa della nostra salute con l'uso di macchinari e strumentazione per le pulizie (fatte ancora a mano, con scopa e straccio); ecc.
Invitiamo le lavoratrici degli altri sindacati, in particolare della Cisl (vedi comunicato specifico), ad essere unite nelle prossime iniziative di lotta. Gli altri sindacati anche su questa questione del lavoro estivo non hanno fatto nulla, solo ieri hanno fatto l'incontro con l'assessorato e ora non solo si attribuiscono il merito del mese di lavoro conquistato solo dalla pervicacia delle lavoratrici Slai Cobas, ma spandono menzogne e insulti verso lo Slai Cobas.
Alle lavoratrici diciamo: aprite gli occhi!
RSA lavoratrici e lavoratori Slai Cobas asili
1.7.26
Il rappresentante della Cisl per gli asili Taranto per "farsi bello" dice bugie alle lavoratrici e insulta le RSA Slai Cobas
Da un messaggio inviato dalla Cisl alle lavoratrici iscritte:
"Allora
oggi arriva richiesta incontro pubblica istruzione. Stanno facendo
programma che ci verrà esposto penso entro lunedì massimo
martedì.
Ciò che vi hanno detto altri cazzate. Nessun accordo.
Anche perché l’accordo si fa con sindacati firmatari dei ccnl
nazionali e accordi istituzionali. Per cui appena mi arriva
convocazione, vi inoltro.
Rigettate ogni altre informazioni
che circolano in merito. Stanno verificando e valutando anno
scolastico fine 2026. E’ tutto".
QUESTE INVECE SONO LE VERE E PROPRIE "CAZZATE" di tale Alessio, rappresentante della Cisl.
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una risposta da una lavoratrice asili |
Prima questione. La Cisl solo pochissimi giorni fa inoltra una richiesta di incontro con la Pubblica Istruzione. Ma la Cisl la fa dopo che lo Slai Cobas ha fatto già nelle scorse settimane due incontri con la Pubblica Istruzione, con l'assessora, e dopo che già giovedì scorso aveva ottenuto la disponibilità dell'assessorato a verificare la possibilità di lavorare per alcune settimane nel periodo di sospensione estiva (come infatti poi è avvenuto); quindi per non fare una figura miserabile con le sue iscritte (che già dalle RSA Slai Cobas sapevano degli esiti positivi degli incontri), per appropriarsi di un risultato frutto di una battaglia fatta solo delle lavoratrici Slai Cobas, spaccia la sua richiesta di incontro come novità. Dicendo anche il falso, che la PI starebbe "verificando e valutando anno scolastico fine 2026"; non dicendo che si trattava del solo lavoro estivo (altrimenti probabilmente anche le sue iscritte avrebbero detto: te ne ricordi tardi... ).
Ma, il rappresentante della Cisl non si ferma a questo, e passa agli attacchi alle RSA Slai Cobas, dicendo che hanno detto "cazzate", che bisogna "rigettare" le loro informazioni, e affermando che solo i sindacati confederali contano - quindi non i lavoratori, le lavoratrici, che invece devono essere liberi di ascoltare chiunque, di partecipare alle iniziative dello Slai Cobas, ecc..
Ma questi attacchi non testimoniano altro che non è la difesa delle condizioni e degli interessi dei lavoratori la loro preoccupazione, non è il protagonismo necessario delle lavoratrici, ma solo fare tessere.
Chiaramente siccome questo rappresentante della Cisl non è nuovo a queste uscite, offese - lo ha fatto anche in passato - ora avrà la risposta che si merita.






