giovedì 2 luglio 2015

2 luglio - Fascismo padronale alla FCA/Pomigliano



FORTE IMBARAZZO DALLA COMMISSIONE ELETTORALE E DELLA FIOM DI LANDINI CHE PAVENTANO L’ESCLUSIONE DELLA LISTA DEI CANDIDATI SLAI COBAS DALLA PROSSIMA TORNATA ELETTORALE MA NON TROVANO IL CORAGGIO DI FORMALIZZARE LA DECISIONE AL SINDACATO DI BASE.
SLAI COBAS ECCEPISCE L’IRRITUALE “ESCLUSIONE A MEZZO STAMPA” E CHIEDE LA SOSPENSIONE DELLE PROSSIME PROCEDURE DI VOTO E LA CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE ELETTORALE COMPRENSIVA DI TUTTE LE COMPONENTI SINDACALI PRESENTATRICI DI LISTE RLS PREANNUNCIANDO IN MANCANZA LE NECESSARIE INIZIATIVE A TUTELA DELLE LIBERTA’SINDACALI E NORMATIVE IN CAPO AI LAVORATORI NONCHE’ A SLAI COBAS.
SLAI COBAS – COORDINAMENTO PROVINCIALE DI NAPOLI

2 luglio - Casale: Un piazzale dedicato a tutte le vittime dell'amianto



Davanti al circolo ricreativo comunale. Lunedì 6 luglio, alle 11, la cerimonia di intitolazione


30 Giugno 2015
– CASALE MONFERRATO  Si terrà lunedì 6 luglio alle 11 la cerimonia d’intitolazione del piazzale antistante il Circolo Ricreativo Comunale Casalese, situato tra via Giovanni Reggio e via Padre Pio da Petralcina. Su proposta della Commissione per la toponomastica, nel marzo 2014 è stato deliberato di intitolarlo alle Vittime dell’amianto, recependo così la richiesta fatta nel 2013 proprio dal Circolo Casalese. Circolo che per anni è stato il ritrovo dei lavoratori della fabbrica Eternit, tanto da essere chiamato Dopolavoro Eternit. Il ritrovo per l’intitolazione è fissato nel luogo stesso della cerimonia.

mercoledì 1 luglio 2015

1 luglio - Milano: gli operai della Marcegaglia ocuupano il tetto contro la chiusura



Mercoledì, 01 Luglio 2015
Questa mattina, alle 5.30, sei operai della Marcegaglia di viale Sarca hanno occupato il tetto dello stabilimento. La protesta nasce dalla decisione del gigante dell’acciaio di chiudere il sito produttivo milanese e di dar quindi corso ai  licenziamenti.

Milano, 1 luglio 2015

Confederazione Unitaria di Base
Milano: V.le Lombardia 20 - tel. 02/70631804 fax 02/70602409
www.cub.it  www.cubvideo.it - e mail cub.nazionale@tiscali.it

1 luglio - Domeus chiude il blog "bastamortesul lavoro": da questo mese tutte le informazioni su salute e sicurezza su questo blog



SICUREZZA SUL LAVORO: KNOW YOUR RIGHTS!

NEWSLETTER N. 216 DEL 30/06/15


NEWSLETTER PER LA TUTELA DELLA SALUTE
E DELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI
(a cura di Marco Spezia - sp-mail@libero.it)

INDICE


LE “FREQUENTLY ASKED QUESTIONS” DI SICUREZZA SUL LAVORO - KNOW YOUR RIGHTS - N.1
1
IL GOVERNO SI STA PREPARANDO A STRAVOLGERE LA NORMATIVA DI PREVENZIONE INFORTUNI.
6
JOBS ACT: PRIMI PASSI PER L’ABOLIZIONE DEL REGISTRO INFORTUNI E PER LA COSTITUZIONE DELL’AGENZIA UNICA PER LA TUTELA DEI LAVORATORI
6
LA SICUREZZA NELLA MANUTENZIONE DELLE MACCHINE
7
LA CONSULTAZIONE DEL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA
10
JOBS ACT: NUOVE SEMPLIFICAZIONI E MODIFICHE DEL D.LGS. 81/08
12
RISCHIO ESPLOSIONE DI POLVERI NELL’INDUSTRIA: ISOLAMENTO E PROTEZIONE
16


LE “FREQUENTLY ASKED QUESTIONS” DI SICUREZZA SUL LAVORO - KNOW YOUR RIGHTS - N.1

1 luglio - In vista di un nuovo Sciopero delle Donne, le lavoratrici dell'MFPR e dello Slai Cobas sc vanno dalle Operaie della Fiat/Sata di Melfi



Dal seminario del 20° anniversario del
Movimento femminista proletario rivoluzionario
Palermo - 6 giugno 2015, dove è stata letta la lettera "le "fortunate" operaie di Melfi

Lettera/saluto e iniziativa:
Alle operaie della Sata Melfi

Il vostro racconto/denuncia viva di quanto succede alla Sata di Melfi ha fortemente emozionato le tante lavoratrici, operaie, disoccupate, ragazze presenti al seminario, suscitando sentimenti di rabbia, di solidarietà e di ancora più determinazione della necessità della lotta delle donne, soprattutto delle lavoratrici. Ma nello stesso tempo, dalle vostre forti parole, abbiamo visto che proprio le operaie possono essere il “tallone d’Achille” di Marchionne. Questo padrone che violenta le vostre vite per i suoi profitti, che non attacca solo le condizioni di lavoro, ma i vostri corpi, le vostre famiglie, i vostri affetti, i vostri sogni, questo padrone che appare forte, imbattibile, è però anche “un gigante dai piedi di argilla”, che può “crollare” se gli operai si ribellano e lottano. E in questo voi operaie che subite doppi attacchi, come lavoratrici e come donne, potete essere la parte più determinata, più combattiva. Noi in questi anni siamo venute a Melfi. Abbiamo fatto una bella inchiesta parlando direttamente con voi operaie davanti ai cancelli della Sata; essa già mostrava che gli effetti del sistema Marchionne per le donne sono doppiamente pesanti e generali, con danni sia fisici che psichici, sia dentro che portati fuori la fabbrica; una importante inchiesta perchè volevamo e vogliamo che siano le operaie a parlare e ad imporre il punto di vista delle donne; l’abbiamo fatta conoscere a livello nazionale con opuscoli, materiali. Nell’8 marzo del 2011 siamo state ugualmente alla Sata, per dire a padroni e a governo: “PROVATE VOI A STARE ALLA CATENA...”.
Nel novembre 2013 abbiamo lanciato e realizzato lo “sciopero delle donne”. Uno sciopero nuovo, storico in Italia, che ha visto una grande partecipazione, circa 20 mila lavoratrici, dalle fabbriche, ai servizi, alle scuole, ecc. con una piattaforma che ha intrecciato ragioni e bi/sogni di classe e di genere; questo sciopero delle donne è stato anche una novità, una rottura di concezioni sbagliate, maschiliste - presenti anche nel movimento sindacale e tra i nostri compagni operai.

Voi nel vostro racconto/denuncia dite: “... Quando si avvicina la pausa c'è il conto alla rovescia dei minuti... e ci chiediamo cosa riusciamo a fare: andiamo al bagno, fumiamo o mangiamo qualcosa?... I primi dieci giorni consecutivi di lavoro sono stati devastanti, avevamo i polsi, i polpastrelli e e tutti i muscoli indolenziti. I due giorni di riposo li avremmo dedicati alle faccende di casa, in teoria, ma la stanchezza era tanta e non siamo riuscite a fare tutto... e qualche capo, sempre più spiritoso, ha suggerito di mettere “un aiuto in casa”. Magari che si occupi anche dei nostri affetti? No grazie! Seguire i bambini e aiutarli nei compiti è un’altra impresa: durante il turno di pomeriggio non riusciamo quasi a vederli, mentre con i turni di mattina e notte cerchiamo di recuperare e di dare il massimo. A volte tentiamo di colmare l’assenza facendo loro dei regali, oppure siamo eccessivamente tolleranti, altre volte invece ci si arrabbia per poco o niente a causa del nervosismo e della stanchezza. Sono molti i casi di coniugi che si sono separati e lavorano in squadre diverse per far sì che uno dei due sia a casa in assenza dell’altro, ma con la nuova turnazione ci ritroviamo a fare anche due turni diversi nella stessa settimana...”.

Cosa c'è di più chiaro! Le donne sono colpite, non solo in alcuni aspetti della loro vita, ma a 360° gradi! Abbiamo non una ma mille catene da spezzare. E per questo abbiamo doppie, tante ragioni per lottare, alla Fca come in tutti i posti di lavoro, contro chi ci nega diritti, salute, la stessa vita.

L’ASSEMBLEA HA DECISO DI LANCIARE UN NUOVO, SECONDO SCIOPERO DELLE DONNE. Che la scintilla del 2013 cominci ad alimentare un incendio.
Un nuovo sciopero delle donne, in cui la condizione di voi operaie di Melfi, la vostra forte denuncia sia al centro, sia un riferimento e un esempio della necessità che le donne operaie siano in prima fila contro i padroni e il governo fascisti e maschilisti.
In preparazione di questo sciopero, l’assemblea ha deciso di organizzare una delegazione alla Sata di Melfi per costruire insieme a voi una nuova piattaforma per lo sciopero delle donne. Un forte saluto!
Le lavoratrici del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
Slai cobas per il sindacato di classe
29 giugno 2015

1 luglio - Fincantieri di Monfalcone: 7 dirigenti indagati per traffico illecito di rifiuti, l'azienda chiude



Dalla repubblica



MONFALCONE. Sequestrate aree nello stabilimento Fincantieri a Panzano, aMonfalcone. Sette gli indagati, fra quadri e dirigenti. E da oggi cinquemila operai sono costretti a rimanere a casa. Il blitz è stato messo in atto ieri mattina dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Udine. Sono stati apposti i sigilli a quattro aree destinate a cernita e stoccaggio di scarti di lavorazione. Interessato anche il reparto sabbiature. Al termine di una giornata convulsa, il proseguimento dell’attività produttiva è rimasto in bilico fino a questa mattina, quando l’azienda ha diramato un comunicato in cui annuncia la chiusura del cantiere di Panzano a partire dalla giornata di oggi, martedì 30 giugno: “Fincantieri, ferma restando l’intenzione di assumere con urgenza tutte le opportune iniziative in sede giudiziaria al fine di ottenere la revoca di detta misura, che considera particolarmente gravosa anche in ragione dei danni che il permanere degli effetti della stessa potrebbe provocare, è costretta, in ottemperanza al predetto provvedimento delTribunale, a disporre a far data da oggi la sospensione dell’attività lavorativa di tutto il personale coinvolto nel ciclo produttivo del cantiere di Monfalcone” si legge nella nota. Questi i numeri del “disastro”: dei cinquemila operai da oggi a casa, 1600 sono dipendenti diretti di Fincentieri, 3400 sono invece addetti delle ditte esterne. Aperta la procedura per consentire l’accesso all’istituto della Cassa integrazione: a questo proposito qualcosa di più preciso si saprà nel corso della giornata. Tutto è scaturito nella mattinata di lunedì, quando i carabinieri del Noe si sono presentati in cantiere e hanno proceduto ad apporre i sigilli e a notificare le sette denunce, con gli indagati in stato di libertà. La contestazione ipotizzata dalTribunale di Gorizia è quella digestione illecita di rifiuti, in violazione dell’articolo 256 del decreto legislativo 152/2006. Si tratta cioè di rifiuti gestiti in assenza della relativa prescrizione autorizzativa. L’operazione messa in atto dagli uomini del Noe è scattata verso le 9 ed è proseguita per l’intera mattinata. In particolare, i carabinieri “ecologici” hanno posto sotto sequestro l’area adibita a selezione e cernita dei rifiuti derivanti dagli scarti di lavorazione delle navi passeggeri, nonchè altre tre aree destinate alle operazioni di stoccaggio dei materiali. Si parla quindi anche del reparto sabbiature. Aree piuttosto estese e tali da pregiudicare il regolare processo produttivo. L’azione dei Noe fa riferimento, secondo quanto si è potuto apprendere, a un’indagine partita lo scorso anno e culminata in una sentenza, emessa dallaCorte di Cassazione, rinviata allo stesso Tribunale di Gorizia, che ha quindi proceduto con l’intervento nello stabilimento di Panzano.