venerdì 3 luglio 2015

3 luglio - Nella "grande" Germania gli operai muoino alla catena di montaggio. Come in Italia e in tutto il mondo



Volkswagen, morto operaio. Schiacciato da un robot mentre lavorava in fabbrica
Germania, l'incidente nella casa tedesca a Baunatal. Un portavoce dell'azienda: "Non si ha memoria di incidenti simili". La procura di Kassel apre un'inchiesta
di F. Q. | 2 luglio 2015 



Un giovane dipendente dello stabilimento della Volkswagen è stato schiacciato da un robot dell’impianto in cui stava lavorando contro un pannello di metallo ed è rimasto ucciso. Il fatto è avvenuto in Germania a Baunatal, comune del Land dell’Assia, a pochi km da Francoforte. E’ stata aperta dalla procura locale un’inchiesta per “appurare eventuali responsabilità” – ha affermato Heiko Hillwig, un portavoce a Kassel, al giornale locale “Hessische Niedersächsische”. Sarebbe il primo caso di un lavoratore rimasto ucciso in una circostanza simile: “Non si ha memoria di incidenti mortali in circostanze analoghe”, precisa il portavoce. Dalla sede di Wolfsburg, l’azienda automobilistica fa sapere che con lo stesso robot aveva lavorato anche un altro dipendente, senza che nulla facesse emergere qualche problema del macchinario.


giovedì 2 luglio 2015

2 luglio - Informazione sugli operai Marcegaglia di Milano che hanno occupato il tetto contro la chiusura



Cassa integrazione finita, sei operai salgono sul tetto
La protesta "a oltranza" allo stabilimento Marcegaglia tra Milano e Sesto



Sesto San Giovanni (Milano), 1 luglio 2015 - Sono gli ultimi operai in carico allo stabilimento Marcegaglia di viale Sarca, sul confine tra Milano e Sesto San Giovanni. Protestano contro quello che chiamano "il trasferimento forzoso a Pozzolo Formigaro, in provincia di Alessandria, ad oltre 100 chilometri di distanza", forzoso perché l'alternativa sarebbe "il licenziamento". Per protestare, in sei (il settimo del drappello è malato) salgono sul carroponte dello stabilimento. Una protesta dal tetto, per farsi vedere di qua e di là dal confine. Quando un anno fa è stato raggiunto l'accordo tra azienda  e lavoratori sul trasferimento in Piemonte i sette non hanno accettato. Sono rimasti in cassa integrazione. E ora, con le nuove disposizioni del Governo sugli ammortizzatori sociali, anche quella è finita. L'ultima chance, salire sul tetto. "A oltranza", assicurano.   Al loro fianco è rimasta la Fiom-Cgil, che "appoggia la protesta" e li sostiene nella richiesta di una collocazione "in uno dei quattro siti limitrofi a Milano, che producono a pieno ritmo".  


 di seguito il primo comunicato degli operai

2 luglio - Milano 1° luglio: prima iniziativa unitaria di precari, lavoratori e sindacalismo di classe e conflittuale, contro l'Expo della cancellazione dei diritti

report dei compagni dello Slai Cobas sc, Milano:
una settantina di precari della scuola, autoferrontranvieri, precari del Comune, della rete Attitude noexpo, delegati della Cub-Usb-Usi-il sindacato è un'altra cosa e Slai Cobas sc, hanno manifestato davanti la sede di Expo S.P.A  in pieno centro città. Denunciando lavoro precario e gratuito; il controllo dei lavoratori; lo stato di poizia per le assunzioni; l'attacco al diritto di sciopero. nel confronto tra le varie realtà si è concordato sulla necessità di continuare su questo strada di iniziative che dal sito Expo si sviluppino sui posti di lavoro. Un primo appuntamento è per la giornata di oggi davanti il Comune in solidarietà coi autoferrontranvieri ATM contro l'attacco al diritto di sciopero


2 luglio - C'è l'Expo e i lavoratori continuano a morire



Il braccio della gru lo schiaccia
Muore operaio 47enne
La vittima, Giancarlo Romeri, è deceduta sul colpo mentre lavorava alla costruzione di un supermercato. Vani i soccorsi
di Anna Campaniello 



Schiacciato dal braccio di una gru in un cantiere edile di Erba, è morto sul colpo un operaio di 47 anni di Talamona (Sondrio). L’operaio stava lavorando alla costruzione di un nuovo supermercato. Il dramma si è consumato poco prima delle 10 di martedì mattina. Vani i soccorsi. La dinamica dell’incidente è al vaglio dei tecnici dell’Asl. La vittima è Giancarlo Romeri, operaio di un’azienda di Talamona specializzata in opere di copertura e impermeabilizzazioni. La ditta stava partecipando ai lavori, avviati nel gennaio scorso, per la realizzazione di un nuovo spazio commerciale nella città di Erba. L’operaio, secondo i primi accertamenti, è stato schiacciato dallo stabilizzatore di un mezzo pesante, ovvero da un braccio estensibile del mezzo.
Dinamica da accertare
Sembra che Romeri fosse accanto alla gru quando è stato azionato il meccanismo, probabilmente avviato da qualcuno che non si era accorto della presenza del 47enne. Il pesante braccio ha schiacciato l’operaio sbattendolo contro un muro e provocandogli gravissime lesioni al torace. Immediati ma purtroppo vani i soccorsi. Giancarlo Romeri è morto in pochi istanti a causa dei traumi subiti. A Erba sono intervenuti i carabinieri e i tecnici dell’Asl, che hanno effettuato i rilievi e raccolto le testimonianze dei presenti per accertare la dinamica della tragedia e eventuali responsabilità. A Erba, nel cantiere dopo la tragedia è intervenuto anche il sindaco, Marcella Tili. I sindacati hanno organizzato per mercoledì mattina all’alba un presidio in ricordo dell’ennesima vittima del lavoro e per chiedere maggiore sicurezza.
30 giugno 2015 | 18:23
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2 luglio - TARANTO: La lotta per il lavoro non è reato. Dalla prossima settimana riprende la mobilitazione contro la repressione



la prossima settimana riprendono i processi contro i Disoccupati Organizzati Slai Cobas sc e Margherita Calderazzi - ma la repressione non spegne ma alimenta la lotta!
il processo del 7 luglio è in corte d'appello - perchè  i magistrati di primo grado hanno assolto Margherita Calderazzi e i due Disoccupati Organizzati
ma i vigili che provocano e reprimono non ci vogliono stare e ricorrono in appello



il comunicato dopo il primo processo

2 luglio - Bergamo, la lotta nella Logistica diretta dallo Slai Cobas sc: Se toccano uno toccano tutti. Uniti si vince! L'iniziativa di lotta riparte più forte.



La giornata di mobilitazione per il lavoro, contro lo sfruttamento dello slai cobas per il sindacato di classe di martedì 30 giugno ha segnato un passo avanti nella consapevolezza dei lavoratori della giusta strada di unire le vertenze per essere più forti nella stessa battaglia a difesa dei posti di lavoro, cosa che normalmente i sindacati confederali non fanno, tenendo isolati le singole aziende vertenza per vertenza, mentre in questa occasione i lavoratori di varie aziende si sono riconosciuti parte della stessa classe che produce la ricchezza del paese.
Nella assemblea che si è tenuta fuori dal tribunale a cui hanno partecipato oltre alle 3 aziende in lotta contro i licenziamenti anche delegati della Kuehne Nagel e lavoratori di altre aziende, nell'attesa della conclusione dell'udienza per il processo LDD che ha portato allo scandaloso rinvio a dicembre della prossima udienza, su cui torneremo più approfonditamente, si è deciso di riprendere la mobilitazione con iniziative più adeguate a mettere sotto i riflettori l'operato degli enti preposti che devono rispondere ai lavoratori  sugli accordi sindacali e sulle condizioni di sfruttamento che portano alla chiusura delle fabbriche, tra cui l'Inps e in particolare la direzione provinciale del lavoro, rappresentante del ministero del lavoro e quindi del governo Renzi-Poletti in prima fila nell'attacco ai diritti dei lavoratori con leggi a favore dei padroni.
Quindi un'iniziativa che non finisce ma riparte più forte e decisa contro il sistema capitalista che nella crisi attacca i lavoratori mentre aumentano i profitti delle aziende.

a seguire alcuni video della giornata e l'unico articolo apparso sul "giorno", mentre il resto della stampa presente per l'udienza calderoli-kienge ha volutamente censurato.


2 luglio - Taranto: processo Ilva - lo Slai Cobas per il sindacato di classe, unica voce di lotta e di denuncia dentro e fuori il processo - anche ieri


2 luglio - Report morti sul lavoro 2015



Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
http://cadutisullavoro.blogspot.it
Report morti sul lavoro nel 2015
Dal 1° gennaio al 30 giugno
Dall’inizio dell’anno sono morti sui luoghi di lavoro 300 lavoratori, con le morti sulle strade e in itinere si superano i 620 morti complessivi (stima minima) . Occorre tenere presente che nelle statistiche delle morti sul lavoro lo Stato considera morti sul lavoro anche i lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere e che tantissime categorie come per esempio le Partite Iva Individuali, Vigili del Fuoco, Poliziotti, Carabinieri, lavoratori in nero e tanti altri non rientrano nelle statistiche ufficiali. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario fare conoscere anche questo aspetto ai cittadini italiani. TENIAMO SEMPRE PRESENTE QUESTO ASPETTO QUANDO PARLIAMO DI QUESTE TRAGEDIE CHE SI TENDONO SEMPRE A SOTTOVALUTARE.
Morti per infortuni sui luoghi di lavoro per regione e provincia per ordine decrescente delle morti.