Dalle testimonianze di consulenti, di compagni di lavoro di Francesco
Zaccaria è chiaro che si è trattato di un assassinio! Il tornado di quel giorno
maledetto è stata solo la causa esterna che ha precipitato una situazione di
mancanza di sicurezza delle gru che comunque poteva portare in ogni momento ad
un infortunio mortale.
Per questo, nel ricordare con rabbia Francesco per la sua giovane vita
distrutta, e nel stare anche in questo giorno vicino ai suoi familiari, a suo
padre che combatte ancora, riportiamo alcuni appunti da queste testimonianze,
perchè servano soprattutto agli altri operai.
Ma, prima di questo, c'è un altro aspetto emblematico che è bene
sottolineare e che è di fatto un'autoaccusa della direzione Ilva, che ha
tentato di intimidire, mettere a tacere gli altri compagni di lavoro gruisti di
Francesco.
L'altro operaio gruista, Morrone, che quel giorno del 28 novembre 2012 ha
rischiato anche lui la vita, nell'udienza ha dichiarato che quando è tornato a
lavoro è stato demansionato, impiegato alle pulizie civili, dove tuttora
lavora, senza che l'azienda abbia fornito alcuna motivazione...
Il manifesto fatto nel 2012 dallo Slai cobas
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