SEDE LEGALE E NAZIONALE TARANTO VIA LIVIO ANDRONICO, 47 tel 099/4792086 347/5301704 slaicobasta@gmail.com
sabato 16 marzo 2024
venerdì 15 marzo 2024
15 marzo - Contro le morti sul lavoro per il profitto dei padroni assassini, quale lotta è necessaria?
da Controinformazione rossoperaia del 14/03
L'orribile strage dei lavoratori continua ininterrotta. Ieri altri 5 morti sul lavoro, 5 vite operaie, giovani, anziani, migranti, spezzate per il profitto dei padroni, per il sistema che produce morte dei lavoratori, per il governo che sulla sicurezza sul lavoro dimostra fino in fondo di essere un’agenzia, un Ufficio consulenza dei padroni. Non si era ancora spento l'eco e né si spegnerà l'eco della strage di Firenze, dove gli operai sono stati seppelliti vivi dal crollo delle strutture atte alla costruzione di un nuovo grande centro commerciale dell'ESSELUNGA. Abbiamo già detto molto su questo, denunciato, sostenuto le proteste sul territorio, sostenuto anche lo sciopero - banale e limitato - indetto dai sindacati confederali di 2 ore. Abbiamo denunciato le responsabilità del governo, del sistema, dei padroni assassini. Ma queste nuove morti ci dicono che la denuncia che facciamo - giusta e necessaria – è insufficiente e che bisogna andare dentro le vicende che producono questi morti operai. In fabbrica innanzitutto, perché è facile descrivere le condizioni di lavoro che vi sono in edilizia o vi sono nei luoghi in cui più facilmente la vita degli operai è a rischio, ma in fabbrica in generale è nascosta, è meno evidente che il lavoro è nocivo, che il lavoro è mortale e che i profitti dei padroni sono esattamente l'altra faccia del pianeta dello sfruttamento sul lavoro. A Caserta è morto Giuseppe Borrelli, 26 anni, un ragazzo di Volla, nel Napoletano, stritolato e morto in una pressa della laminazione sottile, nella fabbrica del gruppo Moschini che ha sede a San Marco Evangelista, in provincia di Caserta. Era da solo quando si è verificato l'incidente. Il gruppo Moschini non è una fabbrichetta. Il gruppo Moschini ha stabilimenti in Italia, Inghilterra, Turchia, Canada, Corea del Sud. Quella di San Marco non è una fabbrichetta, lavorano 400 operai. Trasformano in pellicole di alluminio per alimenti i profilati t 30/40 m. Borrelli lavorava lì da tre o quattro anni, non è nemmeno chiaro. Ma il suo datore di lavoro non era il gruppo Moschini, per cui lavorava. Il gruppo Moschini è stato insignito da Mattarella, alcuni anni fa, della onorificenza dei cavalieri del lavoro per meriti speciali della Repubblica. Il contratto che aveva Giuseppe Borrelli era con la Gi Group, un'agenzia interinale. Era quest'ultima che lo aveva assunto a tempo indeterminato e poteva spostarlo da un cliente all'altro sulla base delle richieste ed era Gi Group che gli pagava lo stipendio sulla base dell'inquadramento contrattuale dei metalmeccanici. La figura di questo giovane operaio è di staff leasing, cioè in affitto, operaio in affitto. All'azienda questo andava benissimo perché aveva personale qualificato ma, nello stesso tempo, nessun vincolo diretto contrattuale con esse. Con il contratto staff leasing l'operaio si sente perennemente in bilico, vive una condizione di eterna precarietà in ciascuna delle fabbriche in cui lavora. Si tratta di un giovane operaio eternamente in ricatto e quindi obiettivamente disponibile ad accettare le richieste aziendali del suo uso.
giovedì 14 marzo 2024
14 marzo - da Osservatorio di C. Soricelli: Non 4 morti sul lavoro ieri ma ben 8, ovvero le "cifre ufficiali" e quelle reali che mostrano la guerra di classe di questo sistema ai lavoratori
Ieri 13 marzo i morti sul lavoro non sono stati 3 o 4 come riportala la cronaca ma ben 8, il giorno prima altri 3. Tutti hanno parlato del povero giovane Giuseppe Borrelli di 25 anni, morto il giorno 12 travolto da un macchinario, ma nessuno o quasi scrive che era un moderno schiavo, quelli senza diritti, cioè che sono precari da anni, si tengono così per anni per impedire loro di rivendicare i loro diritti, di iscriversi a un sindacato, di non rifiutarsi a svolgere un lavoro pericoloso, pena il mancato rinnovo del contratto. Anche se col Jobs act renziano tutti i nuovi assunti sono precari, anche se hanno ragione sono licenziati ugualmente con poco denaro. La strage all'Esselunga ha messo in luce, ma per me non ce n'era bisogno in quali condizioni vivono in subppalto, che viene utilizzato largamente dalle grandi industrie e anche dallo Stato, SILENZIO se no a casa. Chi sono gli otto morti di ieri? A Brindisi è morto Gianfranco Conte di 43 anni schiacciato da una bobina, travolto da un muletto Bogdan Redzinc è un polacco che viveva nel nostro paese da molto tempo, aveva 59 anni, è stato travolto da un muletto. In provincia di Frosinone è morto Bruno Di Norcia, un operaotee ecologico che è caduto dal camion di rifiuti aveva 43 anni, in provincia di Cosenza è morto cadendo da un tetto di un capannone Elio Benvenuto, di anni ne aveva 62 e ancora faceva lavori pericolosi, Due sono morti di fatica sono due stranieri: uno è morto alla Fincantieri è un sirlankese di 43 anni di cui non si conosce ancora l'identità (se mai lo diranno e se la cronaca è già passato ad altro) e l'altro in provincia di Treviso si chiamava Bolde Samme è morto di fatica mentre scaricava un camion di un magazzino di una grande azienda. altri due tra cui un vent'enne hanno perso la vita in itinere. ma attenzione ci sono tantissimi agenti di commercio che perdono la vita lavorando sulle strade, ma passano tutti conme "incidenti" ma che invece stavano spostandosi per lavoro,
mercoledì 13 marzo 2024
13 marzo - info GKN: GLI OPERAI SULL'IMPALCATURA
Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze
Liberare Gkn dal ricatto
Liberare Firenze e Campi dalla speculazione
Più voi siete melma, più noi cerchiamo il cielo. Volete farci male con un muro di gomma, di giochini psicologici, di calunnie? Volete mettere a rischio i nostri corpi, la nostra tenuta psicolgica? Vi piace? Scegliamo noi allora come rischiare. La vittoria sarebbe storia, la caduta non sarà mai banale.
Commissariate Qf, pagate gli stipendi, intervento pubblico con un consorzio industriale. #insorgiamo
martedì 12 marzo 2024
12 marzo - L'ALTRA FACCIA DELLA GUERRA DI QUESTO GOVERNO CONTRO I LAVORATORI: La grande strage, da C. Soricelli
200 morti sui luoghi di lavoro
Muore a Eboli di Salerno il 200esimo lavoratore sui luoghi di lavoro nel 2024, con l'itinere sono già 255.
Carpenedolo: precipita nel vuoto mentre ripara il tetto di un capannone, muore operaioL’incidente si è verificato nella mattina di oggi, martedì 12 marzo. La vittima aveva 43 anni: è deceduta sul colpo
Carpenedolo, 12 marzo 2024 – Tragedia sul lavoro nel Bresciano. Un operaio di origini albanesi di 43 anni è morto questa mattina, martedì 12 marzo, in un cantiere all’interno della Ghirardi, un’azienda attiva nella produzione di manufatti in marmo a Carpenedolo. L’incidente è avvenuto poco prima delle 8.
A quanto risulta l'operaio, che lavorava per una ditta esterna, si era arrampicato sulla copertura di un capannone dell'azienda di via Santa Croce per sistemare i danni provocati da una grandinata estiva. Per ragioni in corso di accertamento è precipitato nel vuoto facendo un volo di alcuni metri, e finendo - pare - su alcune lastre di marmo. I soccorritori hanno provato in tutti i modi a salvarlo ma non c'è stato nulla da fare: è deceduto sul posto. Sul posto sono intervenuti per i rilievi i carabinieri della compagnia di Desenzano e i tecnici dell'Ats di Brescia.
Gli accertamenti sono ancora in corso, per ricostruire dinamica e cause della caduta fatale. Fondamentali saranno anche le eventuali testimonianze dei colleghi dell’uomo, alcuni dei quali potrebbero aver assistito all’incidente.
lunedì 11 marzo 2024
11 marzo - La nostra azione nell'8 marzo /sciopero delle lavoratrici/donne e in solidarietà con le donne Palestinesi - dalle compagne Mfpr e lavoratrici Slai Cobas per il sc
dal blog https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/
"...sia perché è il governo Meloni, sono i padroni di questo paese quelli che costruiscono le armi soprattutto, che sono i complici e corresponsabili del genocidio in Palestina. Questi mostri, come usano le nostre vite di lavoratrici per i loro profitti, i loro piani reazionari, razzisti, repressivi per impedire la libertà di noi donne, sono gli stessi che vogliono schiacciare il popolo e le donne palestinesi. La lotta delle donne palestinesi, quindi, è la nostra lotta, ci aiuta contro questo sistema putrefatto; e la lotta di noi donne lavoratrici, è la lotta anche delle donne palestinesi, perché indebolisce i nostri mostri imperialisti…” (dal volantino dell'8 marzo).
11 marzo - 8 marzo a Palermo precarie e lavoratrici in protesta "il nostro lavoro e la nostra vita non si toccano! Non sarà la repressione di questo Stato a fermare la nostra lotta! Al fianco delle nostre sorelle Palestinesi!
Le precarie in lotta Slai Cobas sc e Mfpr, lavoratrici della scuola l'8 marzo hanno scioperato, facendo un presidio al palazzo della Città Metropolitana di Palermo, unendosi alle lavoratrici/precarie del settore sociale che saranno in sciopero e faranno presidi in tante città e a tutte le donne lavoratrici operaie precarie disoccupate migranti in sciopero e in lotta l' 8 marzo, ma anche a tutte coloro che non potranno loro malgrado scioperare o lottare... al presidio presenti in solidarietà attiva anche compagni di proletari comunisti, giovani del Fgc, attivisti della Cub e giovani compagne/i Pcl
Dalla parte delle lavoratrici Dalla parte delle donne Palestinesi
La nostra vita non si tocca e deve davvero cambiare!
Lottare contro questo governo Meloni che è contro la maggioranza delle donne, governo dei padroni e della guerra imperialista
Contro la repressione delle lotte... denunciate e processate per avere lottato a difesa del nostro lavoro... non ci fermerete!
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/pmi/2024/03/07/precarie-coop-sociali-palermo-8-marzo-sciopero-per-i-diritti_ffde61e5-5db8-4467-8d4f-e29a46bc7ff2.html
11 marzo - Una grande giornata di mobilitazione e lotta delle donne 8 marzo/Sciopero
dal blog https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/
11 marzo - A Taranto l'8 marzo in piazza Castello con le lavoratrici Slai Cobas degli asili nido in lotta per condizioni di lavoro dignitose, le lavoratrici delle pulizie nelle scuole, con le studentesse, le compagne del Mfpr, la Fgci
Una mattinata vivace, con un presidio fatto da lavoratrici slai cobas, studentesse, compagne e compagni.
11 marzo - OGGI IMPORTANTE ASSEMBLEA A TORINO
LE RAGIONI DELLA SUA IMPORTANZA
La situazione nei due grandi complessi industriali, ex ILVA e Stellantis, al centro dell'Assemblea dell'11 Marzo a Torino e la sua importanza per tutta la classe operaia
da Controinformazione rossoperaia del 6/03
La situazione nei due grandi gruppi industriali, l'ArcelorMittal, da oggi in amministrazione straordinaria e la Stellantis di Melfi, dovrebbe concentrare l'attenzione del movimento sindacale, confederale e di base e dei lavoratori in generale, perché intorno alle vicende di queste due grandi fabbriche, due grandi complessi industriali presenti in diverse città italiane, si gioca la partita della ripresa generale della lotta operaia, che come sempre consideriamo fondamentale per un autentico sindacalismo di classe e per dare ai lavoratori e alle masse popolari, un inevitabile punto di riferimento nella lotta più generale contro padroni e in particolare contro questo Governo.
Il decreto che introduce l'amministrazione straordinaria nel gruppo Acciaierie d'Italia ha superato il primo passaggio in Senato e, nei prossimi giorni, con l'approvazione alla Camera, avrà completato il suo iter. Questo decreto gode dell'appoggio di tutti i sindacati confederali, secondo diverse sfumature. In questo va considerata anche la posizione dell'Usb che è di sostanziale appoggio, seppur con distinguo, al decreto governativo. Se guardiamo invece le cose dal punto di vista degli operai e dei lavoratori appare subito che
ha ragione lo Slai Cobas per il sindacato di classe a Taranto, che ha detto durante tutto questo periodo - e lo dice anche in queste ore - che l'amministrazione straordinaria non è la soluzione, ma, anzi, può essere un rimedio peggiore del male.
sabato 9 marzo 2024
9 marzo - info: la crisi e i piani Stellantis scaricati sui lavoratori
Mirafiori, 2.200 operai a casa. Ecco cosa succede
Stop a Fiat 500e e Maserati, scatta la cassa integrazione fino al 20 aprile
Incubo senza fine per i lavoratori di Stellantis a Mirafiori. Oltre 2.200 lavoratori finiscono in cassa integrazione fino ad aprile. Il motivo? La Fiat 500e non vende.
La comunicazione è arrivata poco fa, al termine di un incontro fra la dirigenza e le organizzazioni sindacali. Al momento, a Mirafiori c'era la cassa integrazione a rotazione sulle linee della Fiat 500 e della Maserati, una situazione che sarebbe dovuta terminare il 30 marzo. Invece, ecco la nuova doccia gelata per le Carrozzerie.
Dal 2 al 30 aprile si fermeranno 1.240 lavoratori della Fiat 500 elettrica e mille della Maserati. Come detto, la motivazione addotta dall'azienda è "adeguare i flussi produttivi delle vetture Fiat 500 BEV e Maserati Granturismo al transitorio andamento del mercato".
+++ notizia in aggiornamento +++
giovedì 7 marzo 2024
7 marzo - 8 MARZO A PALERMO... Le precarie Coop Sociali in sciopero
8 MARZO NOI SCIOPERIAMO! Sit in Via Maqueda /Città Metropolitana/Palazzo Comitini dalle ore 11, 15... invitiamo a unirvi
Siamo lavoratrici precarie Coop Sociali di Palermo Assistenti igienico personale, che si occupano di studenti e studentesse delle scuole superiori, qualificate OSS e OSA, è un settore a maggioranza donne, la condizione di lavoro è peggiorata di anno in anno, sempre più precaria, anni fa gli appalti erano biennali, ora siamo anche a proroghe di mesi, una condizione di instabilità lavorativa e di vita, non puoi fare progetti, non puoi prendere decisioni perché non sai mai se la proroga verrà fatta… Come precarie ci siamo organizzate da anni sindacalmente con lo Slai Cobas per sc e abbiamo lottato innanzitutto in questi anni contro i tagli dei posti di lavoro e alle risorse da parte della Regione/Città Metropolitana sempre più falcidiate calpestando ogni legge vigente in questo paese per cui questi servizi sono invece definiti obbligatori ed essenziali, e oggi con il governo Meloni che ha tagliato milioni di euro per il fondo disabili, la situazione è peggiorata…
Poi ci sono aspetti quasi paradossali che ci colpiscono come precarie e donne, per esempio la cosiddetta questione del “genere”, un’assegnazione degli utenti alle operatrici imposta dalla Città Metropolitana appaltante alle Coop dall’anno scorso sulla base del “genere” e dinnanzi ad una platea di studenti disabili a maggioranza maschi in questa città le precarie restano fuori dal lavoro perché le Coop sono obbligate ad assumere uomini, da parte delle Istituzioni di fatto è anche un accanimento ideologico contro le donne che stiamo denunciando… Si lotta da anni a cominciare dai salari non pagati dai padroncini delle Coop per il fatto che essendo donne ed essendo mantenute dai mariti, compagni... noi donne potevamo aspettare rispetto agli uomini che dovevano avere la precedenza, ma su questo con la lotta per mesi , occupando anche le sedi delle Coop, oggi siamo pagate come è giusto che sia come i colleghi maschi ma resta che i salari sono bassi, si fanno 24 ore settimanali ma non sono conteggiate le giornate in cui gli alunni sono assenti, quando ci sono le sospensioni delle lezioni ecc e comunque i padroncini ci provano sempre anche provando a negarci diritti basilari come i congedi parentali o le ferie ad esempio…
Abbiamo sempre partecipato attivamente allo sciopero dell’8 marzo cercando di collegarci anche con le altre lavoratrici in sciopero, portando innanzitutto tutta la denuncia della condizione di sfruttamento e oppressione che viviamo sul posto di lavoro ma anche le problematiche che viviamo come donne, siamo donne con figli a cui viene scaricato tutto il lavoro di cura, separate, single, non arriviamo a fine mese, facciamo anche doppi, tripli lavori anche in nero per racimolare un salario se si può dire decente, alcune precarie hanno anche subito situazioni familiari violente di mariti che hanno pure cercato di impedirle di scendere in lotta ma abbiamo fatto unità su questo sostenendole attivamente per esempio nel difficile percorso di separarsi e su questo avere comunque un lavoro è importante… nello sciopero dell’8 marzo portiamo tutta la rabbia e lotta contro i padroni, il governo, oggi è necessario lottare contro questo governo Meloni che è ideologicamente e politicamente contro le donne e che sta dando sempre più mano libera ai padroni vedi la liberalizzazione degli appalti ed è sempre più guerrafondaio… come precarie a Palermo stiamo anche subendo un processo penale per le lotte fatte per difendere il lavoro e contro i tagli, denunciate dalla Città Metropolitane durante un’azione di lotta al palazzo oggi stiamo affrontando questo processo con coraggio perché anche questo processo lo intendiamo come una lotta… anche questa rabbia e. lotta portiamo nello sciopero di questo 8 marzo collegandoci a tutte le lavoratrici, precarie, precari del sociale e a tutte le lavoratrici, le operaie, precarie, disoccupate, donne, compagne che questo 8 marzo impugnano l'arma dello sciopero o che vorrebbero scioperare loro malgrado ma non possono farlo... perchè la nostra doppia lotta avanzi e perchè la nostra vita deve cambiare davvero!
Un pensiero fortemente solidale, di lotta e internazionalista alle nostre sorelle di classe Palestinesi e a tutte le donne sfruttate e oppresse che resistono e anche lottano nel mondo.
PRECARIE COOP SOCIALI PALERMO
7 marzo - 8 MARZO proletario e internazionalista - SCIOPERO E MOBILITAZIONI
Quest'anno centro di questa mobilitazione sarà Milano/Bergamo
8 MARZO: al mattino sciopero e presidi alle fabbriche - la sera partecipazione al corteo organizzato da Nudm a Milano
9 MARZO: al mattino iniziative volanti di propaganda solidarietà con le donne palestinesi - il pomeriggio partecipazione alla manifestazione pro Palestina
Per info, contatti, per partecipare alle iniziative: WA 3408429376
(fate girare questo volantino)
*****
8 Marzo
dalla parte delle lavoratrici in lotta
dalla parte delle donne palestinesi
Le lavoratrici in maniera indomita - con tutti gli attacchi al lavoro, i ricatti di essere licenziate per prime, con contratti che vengono resi ultra precari, subendo discriminazioni su salari, personali, attacchi alla salute, discriminazioni mosse anche da razzismo verso le lavoratrici immigrate, insieme a comportamenti inqualificabili di capi fino alle molestie sessuali - lottano, non si fermano.
Nessuno può schiacciarci, nessuno può attaccare la nostra dignità! Per questo, dopo la grande manifestazione di mezzo milione di persone del 25 novembre, l’8 marzo SCIOPERIAMO!
Le operaie, le lavoratrici in tanti paesi del mondo (vedi le operaie tessili del Bangladesh) che subiscono
non un attacco ma tutti gli attacchi da padroni, governi, e sulla cui vita ricade non un'oppressione ma tutte le oppressioni, violenze sessuali, femminicidi - prendano nelle loro mani la lotta perchè tutta la vita deve cambiare, perchè l'unica "soluzione" è rovesciare questa società. Siamo tante e non siamo sole!
Il governo Meloni concede tutto ai padroni e chiacchiere, elemosine alle donne lavoratrici; Meloni risponde ai femminicidi/stupri che stanno aumentando con decreti securitari, più polizia nei quartieri, mentre i suoi squallidi, odiosi ministri offendono le donne; questo governo vuole toglierci ogni diritto, prima di tutto il diritto d’aborto, perché noi dobbiamo servire solo a fare più figli, per dare carne fresca da sfruttare ai padroni e per la patria, le guerre, addossandoci tutto il lavoro di cura in famiglia, mentre peggiora la sanità; un governo razzista che da sofferenze e morte alle nostre sorelle immigrate; un governo che vuole “educare” nelle scuole, perfino i bambini, a fare le guerre, inculcando un humus nazionalista, da “rambo”, di sopraffazione. Il fascismo del governo Meloni alimenta un moderno patriarcalismo di maschi odiosi che reagiscono uccidendo, quando le donne non vogliono essere sottomesse, vogliono rompere legami.
Le lavoratrici che stando insieme comprendono l'arma della lotta, dell'unità, che non ci sono condizioni individuali, private, ma sociali, di classe, frutto di questa società capitalista, devono prendere in mano una lotta collettiva non solo per difendersi dagli attacchi di padroni e governo ma per cambiare tutta la vita loro e della maggioranza della donne, per cambiare questo mondo. Questo è il nostro significato dell’8 marzo.
Diciamo alle lavoratrici: siate audaci, orgogliose, più determinate su tutto. Se noi donne lo facciamo, se diventiamo “pericolose”, la forza di governo, padroni, Stato può essere incrinata, e poi, poi... rovesciati con la rivoluzione proletaria di tutti gli sfruttati e oppressi, in cui le donne portano una marcia in più.
In questo 8 marzo tutta la nostra solidarietà va alle donne palestinesi, massacrate, affamate in decine di migliaia, che vedono i loro bambini uccisi dalle bombe e da fame, sete, mancanza di medicinali, che non possono partorire negli ospedali bombardati, che abortiscono per strada… Ma donne che trasformano il loro immenso dolore in resistenza. Esse sono un esempio per tutte noi.
Chiamiamo voi lavoratrici, che conoscete bene le sofferenze, a dare un sostegno incondizionato alle donne palestinesi, alla resistenza del popolo palestinese, contro l'azione criminale di Israele; contro le guerre che gli Stati imperialisti, compreso il nostro, stanno portando in ogni parte del mondo.
C’è un legame tra noi e le donne palestinesi che deve diventare sempre più concreto e forte: sono anche il governo Meloni, i padroni che in questo paese che costruiscono le armi, complici e responsabili del genocidio in Palestina; questi mostri come usano le nostre vite per i loro profitti, i loro piani reazionari, razzisti, repressivi per impedire la libertà delle donne; sono gli stessi che vogliono schiacciare il popolo palestinese. La lotta delle donne palestinesi è la nostra lotta, ci aiuta contro questo sistema putrefatto, e la lotta di noi donne lavoratrici è la lotta delle palestinesi perché indebolisce i mostri imperialisti.
VIVA L’ 8 MARZO PROLETARIO E INTERNAZIONALISTA!
Movimento femminista proletario rivoluzionario - Lavoratrici Slai cobas sc
mfpr.naz@gmail.com – WA 3408429376 – blog: https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/
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