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lunedì 11 luglio 2016

11 luglio - CONTINUANO CORRUZIONE E MALAFFARE ANCHE NELLA SANITA’ SICILIANA


Dall’ospedale Villa Sofia, col caso Tutino-Samperi-Crocetta, al Policlinico e all’ospedale Civico di Palermo

NEI GIORINI SCORSI IL DIRETTORE GENERALE DEL POLICLINICO  RENATO LI DONNI, PD, HA RICEVUTO UN AVVISO DI GARANZIA PER FALSO, MA LA VICENDA RIGUARDA ANCHE GIOVANNI MIGLIORE, MANAGER DELL’OSPEDALE CIVICO DI PALERMO

L’accusa contro Renato Li Donni, che è stata mossa dallo stesso pm della vicenda Tutino ( ex primario dell’U.O. di chirurgia plastica dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, e medico di fiducia di Crocetta), è di falso.

In pratica dall’inchiesta della procura sarebbe emerso che il direttore generale dell’A.O.U.P. avrebbe certificato, falsamente, che Migliore, dal 2002 al 2011, quando ancora prestava servizio presso il Policlinico, era stato responsabile dell'unità operativa complessa "Sistema informativo aziendale".  Falso titolo che gli permise di essere nominato direttore generale del Civico.

Ma non si tratta del primo caso del genere nelle strutture sanitarie palermitane. Infatti la C.I.M.O. (Confederazione Italiana Medici Ospedalieri), aveva già sollevato in precedenza la questione dei curricula dei manager (le cui nomine venivano preconfezionate da Tutino e Samperi, amici di merende… di Crocetta), cosa che portò alla sospensione anche del direttore sanitario dell’ASP di Palermo, Giuseppe Noto.

Per quanto riguarda il Policlinico, anche lo SLAI Cobas sc. ha denunciato diverse volte alla procura il conferimento di strani incarichi esterni da parte dei vertici aziendali;  ultimo quello del dott. Guadagnino, proveniente guarda caso anch’egli dall’ospedale Civico di Palermo (così come il direttore generale –Li Donni- e la responsabile dell’area risorse umane- Martellucci, figlia dell’ex sindaco di Palermo), nominato nel 2015 responsabile di Struttura Semplice e lautamente pagato, pur non avendone i titoli. Tanto che è intervenuta la procura della Corte dei Conti, rilevando la violazione delle norme concorsuali e chiedendo l’immediata revoca dell’assegnazione.

Lo SLAI Cobas sc. ha contestualmente denunciato il fatto che, mentre si danno a go go, ad “amici e parenti”, incarichi che costano centinaia di migliaia di euro all’anno, il predetto ospedale continua a sprofondare, per mancanza di fondi, sia per quanto riguarda l’assistenza e le strutture, ma soprattutto dal punto di vista igienico-sanitario, a causa della forte carenza di pulizieri, con grave pericolo per malati, utenti e lavoratori.

In merito a ciò la scrivente O.S. ha anche richiesto un’audizione alla sesta commissione dell’ARS (Assemblea Regionale Siciliana), della quale la prossima settimana si dovrebbero avere notizie.
 
                                                                                                   Pa, 10.07.2016


SLAI Cobas sc- Policlinico Palermo

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