domenica 8 giugno 2014

8 giugno: Taranto, i lavoratori della Pasquinelli costretti a lavorare col continuo pericolo di infortunarsi o a rischiare la stessa vita, tra amianto e rifiuti non trattati

LETTERA DAI LAVORATORI DELLA PASQUINELLI

 Il lavoro alla Pasquinelli è nettamente cresciuto rispetto ai mesi precedenti in cui ci si rammaricava che non arrivava materiale, ma questo non ha portato ad una soluzione perchè ancora una volta per i rifiuti che arrivano non parliamo di differenziata bensì di Multi materiale per di più sporco. Ci sono i silos pieni di questo multi materiale che nel giro di due giorni se ne va in putrefazione, quindi lascio a voi immaginare come va lavorato quel materiale che è stato fermo lì. Per di più si è chiesto che nello scarto della differenziata non ci debbano stare quei sacchetti puzzolenti di organici o quei bustoni neri che non si sa quello che si trova dentro - magari ci sono cani, gatti e altri tipi di animali morti - ma per risolvere questo problema si è pensato bene di far rimuovere quei sacchetti dal nastro trasportatore. Quindi in questo caso il lavoratore che toglie la carta, il celofan e la plastica deve anche togliere quelle buste e buttarle dalla finestra negli appositi cassonetti. In più, nel frattempo, poiché il macchinario dell'alluminio è rotto da più di due mesi. Che si fa? Noi dobbiamo togliere anche l'alluminio e metterlo in un cartone. In più ci sono gli indumenti che naturalmente non è scarto della differenziata, pannoloni ecc., ecc., e ancora una volta noi lavoratori dobbiamo togliere tutto a mano per far sì che non arrivi nella pressa di scarto. Nel frattempo tutto questo porta ad un notevole rallentamento della produzione, altro che aumento della produzione come chiede l'Amiu.
Ma uno dei fatti più gravi che si è verificato nei giorni scorsi e stato la presenza di amianto sul nastro, in uno di quei bustoni neri c'era amianto e aprendolo sappiamo bene il pericolo che il lavoratore ha subito perchè le fibre di amianto si sono sparse nell'aria. Ma a questo punto voglio precisare che la prossima volta che accade un fatto del genere i lavoratori abbandoneranno il posto di lavoro con apposite denunce secondo l'art. 44 del T.U. 81/08.
Quindi come si capisce chi ci rimette è sempre e solo il lavoratore perchè quando c'è da coprire Amiu e Comune siamo tutti una famiglia e ci dobbiamo dare una mano a vicenda, quando è il lavoratore a chiedere i propri diritti, facciamo famiglia a parte, perchè non vengono riconosciuti i nostri diritti; come nel non voler rivedere il contratto perchè per la mansione che svolgiamo siamo comunque sottopagati, non abbiamo diritto ad un premio di produzione sebbene sia un lavoro in cui conta la produttività, senza parlare della mansione dei mulettisti che svolgono doppio lavoro senza che questo venga riconosciuto.
A tutto questo vogliamo aggiungere la mancanza di organico. Attualmente lavoriamo in 2 turni e siamo in 10 per turno (se va tutto bene, e non ci sono malati, lav. In malattia, infortunio, 104...) quando, per le varie mansioni che facciamo, ne dovremmo essere 18. E' arrivato il momento di pensare seriamente ad un incremento e all'introduzione del terzo turno con personale formato, perchè non osiamo immaginare cosa succederà nei mesi di luglio e agosto con il caldo e con tutte quelle ville nelle zone di Lama, San Vito chiuse in inverno.
Questa è la realtà della Pasquinelli. Senza precisare che ancora non abbiamo nessuna certezza per il nostro futuro.

I lavoratori slai cobas della Pasquinelli

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