lunedì 9 settembre 2019

9 settembre - Servizio igienico-personale agli studenti disabili a Palermo: siamo davvero al ridicolo oltre che al tragico!


Sta per cominciare il nuovo anno scolastico e a Palermo e provincia si ripete la vergogna... stesso copione degli anni precedenti? NO PEGGIO!!

Gli studenti disabili sono sempre studenti di serie B, C, D... per i palazzi del potere.
  
La Città Metropolitana di Palermo fa partire il servizio di assistenza igienico-personale nelle scuole superiori il 12 settembre... si potrebbe pensare BENE! Dall’inizio della scuola! Ma la notizia  è che il periodo di servizio finirebbe già il 28 settembre!

Appena 16 gg di assistenza e di servizio! Siamo davvero al ridicolo oltre che al tragico!

 E non basta, l’Ufficio delle Politiche Sociali della  Città Metropolitana arbitrariamente e come sempre illegalmente vuole applicare quest’anno per tutte le scuole il criterio di assegnare 1 solo Assistente ogni 5 studenti disabili gravi, cancellando di un colpo il rapporto di 1/4, contro ogni normativa vigente e mettendo a serio rischio la salute e sicurezza sia degli studenti che degli Assistenti, non tenendo in alcun conto la gravità delle patologie di tanti studenti, che hanno invece bisogno di assistenza più esclusiva, i casi degli studenti che sono in carrozzina, il fatto che in diverse scuole superiori gli studenti frequentano in classi dislocate su più piani, come farà un solo Assistente ad occuparsi di 5 studenti disabili gravi contemporaneamente?
  
Tutto questo nella sostanza significa peggioramento del servizio di assistenza agli studenti disabili
e tagli ai posti di lavoro, l’ennesima operazione di macelleria sociale, in una schifosa parola, messa in atto da Istituzioni  che ipocritamente si riempiono la bocca e riempiono documenti con parole quali la tutela dei diritti dei più deboli, ma i fatti reali poi non sono per nulla corrispondenti a quelle vuote parole.

I palazzi borghesi del potere non si smentiscono mai! e a pagare il costo delle loro politiche scellerate devono essere sempre gli studenti disabili, le famiglie ei lavoratori e lavoratrici che da anni svolgono questo servizio.

Oggi protesta al palazzo.

 SLAI COBAS per il sindacato di classe Palermo


sabato 7 settembre 2019

7 settembre - L'immunità penale a Ilva/ArcelorMIttal è anticostituzionale.

Chiediamo che il 9 ottobre la Corte costituzionale si pronunci in tal senso! 


Dalle denunce fatte dallo Slai cobas sc

Alla PROCURA DELLA REPUBBLICA TARANTO
Alla CORTE COSTITUZIONALE ROMA

"...Un decreto che non persegue i responsabili dell'attacco alla salute dei cittadini, che autorizza l'attività produttiva anche in presenza di deficienze impiantistiche che possono determinare pericolose emissioni di sostanze nocive, è una mostruosità, oltre che dal punto di vista umano, di civiltà, dal punto di vista della Giustizia...
...contraddice “i principi di riserva di giurisdizione e di obbligatorietà dell’azione penale” disciplinati dall’articolo 112 della Carta costituzionale...
...Questo norma è un oggettivo via libera ai responsabili legali dell'Ilva/ArcelorMittal, a tutte le figure dirigenziali che gestiscono l'attività della fabbrica, a non preoccuparsi di portare avanti l'attività produttiva nella massima sicurezza per gli operai e per gli abitanti dei quartieri, in quanto risultano tutelati da una presunzione di liceità.
Questa norma va contro la difesa della salute delle persone stabilità dalla Costituzione.
Noi abbiamo accolto con speranza la sentenza di codesta Corte Costituzionale n.58 del marzo 2018, con cui è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 3 del decreto-legge 4 luglio 2015, n. 92 - e degli artt. 1, comma 2, e 21-octies della legge 6 agosto 2015, n. 132 - che consentiva la prosecuzione dell'attività produttiva anche nell'impianto ILVA (Altoforno 2) sottoposto a sequestro penale.
In particolare riteniamo i seguenti passaggi di quella sentenza punti fermi, inderogabili sempre:
“il legislatore non ha rispettato l’esigenza di bilanciare in modo ragionevole e proporzionato tutti gli interessi costituzionali rilevanti, incorrendo in un vizio di illegittimità costituzionale per non aver tenuto in adeguata considerazione le esigenze di tutela della salute, sicurezza e incolumità dei lavoratori, a fronte di situazioni che espongono questi ultimi a rischio della stessa vita”.
“il legislatore ha finito col privilegiare in modo eccessivo l’interesse alla prosecuzione dell’attività produttiva, trascurando del tutto le esigenze di diritti costituzionali inviolabili legati alla tutela della salute e della vita stessa (artt. 2 e 32 Cost.), cui deve ritenersi inscindibilmente connesso il diritto al lavoro in ambiente sicuro e non pericoloso (art. 4 e 35 Cost.)".
La violazione di questi principi è presente anche nel recente Decreto Legge 3 settembre 2019, n. 101 art. 14.

 DALL'ESPOSTO CONTRO L'ACCORDO DEL 6 SETTEMBRE 2018

"...Tale immunità penale è inoltre, a parere della scrivente, incostituzionale, perchè in aperta violazione dei principi generali, di uguaglianza, universali, che devono essere alla base di una legge. Questa legge invece vale solo per 1 azienda e non per tutte le aziende, affermando di fatto il venir meno dello stesso spirito della "Legge" che deve, almeno formalmente, essere imparziale.

Viene pertanto legalizzata una discriminazione, stabilendo di fatto che un operaio dell'Ilva/ArcelorMittal è diverso da un operaio di un'altra fabbrica; come sono diversi i cittadini di Taranto che subiscono malattie per l'inquinamento provocato dalla fabbrica siderurgica dai cittadini di altre città.

Viene istituzionalizzato che ci può essere una fabbrica, una città al di sopra della legge, in cui sono sospesi i diritti costituzionali, democratici.

Anche dal punto di vista del capitale, questa legge afferma che i proprietari delle fabbriche in genere sono perseguibili per infortuni, malattie causate dall'attività lavorativa, mentre i proprietari della fabbrica ora di AM InvestCo No. Questa discriminazione ripropone pertanto una “concorrenza sleale” sia a livello delle aziende in Italia, sia sul piano europeo e mondiale..."

7 settembre - La Felandina: riunire e riorganizzare le forze dei braccianti migranti

Dal Blog Tarantocontro


L'effetto più grave dello sgombero de La Felandina del 28 settembre è che una realtà di 600 braccianti migranti, che si stava organizzando e aveva avviato una prima mobilitazione, con sciopero del lavoro nelle campagne e manifestazione nella zona, è stata divisa, dispersa.
Centinaia di migranti nei giorni immediatamente a ridosso dello sgombero sono andati via, e i circa  250 rimasti si sono dispersi, una buona parte è andata a Palazzo San Gervasio dove inizia la raccolta dei pomodori, altre decine sono in strutture abbandonate nei pressi delle stazioni di Metaponto e di Bernalda, o a Serra Marina, per restare vicino al lavoro, poi altri nello Sprar di Matera, o portati con l'inganno da parte della polizia in zone del materano o potentino dicendo che c'era lavoro, ma non era vero.

La linea del Forum delle dignità di trovare soluzioni allo sgombero tramite Prefettura/Regione e dell'alleanza tra coltivatori e braccianti (esagerando l'appoggio dei coltivatori, quando pochissimi di loro lo fanno mentre la maggioranza sfrutta e basta, e rovesciando anche i termini della questione per cui se i coltivatori ottengono un prezzo migliore anche i braccianti ne beneficiano in termini di contratti, salario); questa linea ha impedito di organizzare una resistenza e di contrastare la dispersione.

Oggi, però, in una situazione sicuramente più difficile, è necessario capire con i braccianti come riorganizzare le forze e riprendere l'iniziativa di lotta, per contratti, salario, documenti, alloggi, case.

Serve riprendere lo sciopero - la scorsa settimana è stato fatto nel foggiano
serve l'occupazione di un nuovo campo nella zona, attrezzato e autogestito dai braccianti
serve una nuova manifestazione.

lunedì 2 settembre 2019

2 settembre - Arcelo/Mittal: Lo Slai cobas sostiene le lotte e gli scioperi dei lavoratori degli appalti e pone due questioni

L'azienda vuole tranquillizzare sui cambiamenti che vuole fare nelle ditte dell'appalto - vedi stralci della dichiarazione stampa sotto riportati - ma non c'è affatto da star tranquilli su due questioni:

1) comunque AM prevede che vi siano tagli di lavoratori; e quanto sarebbe l'"impatto minimo sui singoli individui", 10/100/1000? A questo si uniscono i licenziamenti fatti dalle ditte che vanno via a fronte del taglio del costo degli appalti operato da AM;  
2) il fatto che "più del 70% dei dipendenti stiano col CCNL multiservizi" non è affatto un bene, ed è irregolare, visto che tutti i lavoratori operano in una grande azienda siderurgica, in cui il CCNL metalmeccanico deve essere applicato a tutti, aumentando di conseguenzain primis il salario. 
Lo Slai cobas sostiene le lotte e gli scioperi dei lavoratori, e pone:
primo, che nessun lavoratore deve essere licenziato o subiure peggioramenti nella sua condizione lavorativa;
secondo, che tutti i lavoratori degli appalti devono essere inquadrati in un unico contratto, metalmeccanico;
terzo, che ogni passaggio di appalto deve garantire comunque la clausola sociale che garantisca a tutti la continuità lavorativa.

“ArcelorMittal sottolinea che, in qualità di nuovo operatore dello stabilimento di Taranto, ha intrapreso negli ultimi mesi una revisione delle proprie esigenze contrattuali, come prassi comune in tutti i siti di ArcelorMittal. Questa revisione si è concentrata sui contratti scaduti e, di conseguenza, sono stati rinnovati alcuni contratti con i fornitori. In ogni caso, cerchiamo di far sì che questa revisione abbia un impatto minimo sui singoli individui.
Nel caso in cui sia stato nominato un nuovo fornitore, il trasferimento dei dipendenti dal precedente al nuovo fornitore avverrà in relazione al rispettivo contratto collettivo di lavoro (CCLN). Ad esempio, i dipendenti dei multiservizi, che rappresentano più del 70% dei dipendenti che lavorano per i fornitori di ArcelorMittal Taranto nel settore delle pulizie industriali e domestiche, saranno trasferiti automaticamente. 
Per quanto riguarda Alliance Green Services: non si tratta di una società controllata da ArcelorMittal, ma di una joint venture non controllata dal Gruppo che ha assunto e assumerà solo una piccola percentuale dei lavori in outsourcing attualmente in corso a Taranto e parteciperà alle gare in modo autonomo e trasparente, avendo come riferimento i prezzi applicati in altri siti europei. Alliance Green Services è una società che si avvale di dipendenti locali e ha sede a Taranto..."

mercoledì 28 agosto 2019

28 agosto - stamattina la polizia ha sgomberato il campo dei migranti braccianti la Felandina - ma la lotta continua!


Un massiccio schieramento di polizia ha sgomberato questa mattina il campo de La Felandina. Prefettura, sindaco di Bernalda, questura agli ordini dei padroni e governo uscente non hanno voluto trovare alcuna soluzione alternativa e hanno buttato in mezzo ad una strada, ovvero nelle campagne, le centinaia di braccianti che erano nel ghetto in condizioni inaccettabili aggravate dall’incendio assassino che ha visto la morte di Petty, ma che comunque nel campo erano aggregati ed erano organizzati per andare al lavoro nelle campagne dello sfruttamento a pochi euro, e spesso senza contratto.
La battaglia dei giorni precedenti, in particolare il riuscito sciopero e manifestazione di lunedì scorso non è riuscita a piegare le istituzioni che l’unica cosa che hanno messo in campo sono “soluzioni” di divisioni, allontanamento, di controllo dei documenti, con successiva minaccia di espulsione.
Questa mattina quindi si è consumata una tappa di questa guerra che certo non finisce qui. Le rivendicazioni delle associazioni solidali non sono state raccolte. Sistema e Istituzioni vogliono solo ghetti e sfruttamento e sono loro che mettono in clandestinità i migranti che pur lavorano.

Ma in questi giorni i braccianti hanno organizzato un comitato con loro rappresentanze dei vari paesi. Le tre rivendicazioni che lo Slai cobas sc Taranto ha portato fin dal primo momento restano più che
mai necessarie: 

Campo attrezzato e autogestito per tutti; documenti, permesso di soggiorno per tutti, a partire da quelli che hanno visto il loro documento bruciato dall’incendio, contratto di lavoro e un salario dignitoso.
I braccianti anche stamattina hanno fortemente denunciato alla stampa e Tv la loro condizione.
Lo sgombero del campo rende chiaramente più difficile la lotta e l’organizzazione, ma l’assemblea dei migranti prima dello sgombero, il Comitato dei lavoratori migranti, noi Slai cobas sc, le associazioni del Forum sono in campo per costruire gli ulteriori momenti di lotta.
A nostro giudizio occorre rilanciare la costruzione di un campo autogestito per tutti i braccianti migranti; l’organizzazione dello sciopero per il contratto di lavoro, il salario dignitoso e centralizzare la lotta per i documenti.
Le stesse contraddizioni che lo sgombero crea per gli agricoltori in una fase intensa di raccolta, se riusciamo ad continuare la lotta, deve servire per rafforzare la battaglia per il contratto e il salario dignitosi. 
Le scadenze che il Forum si prepara a rilanciare, manifestazione alla regione del 3 settembre e manifestazione a Matera devono servire a dare visibilità e forza a questa battaglia, a raccogliere intorno alla lotta dei braccianti il massimo di sostegno per ottenere risultati.
I braccianti de La Felandina sono in questo momento un punto di riferimento necessario della lotta dei braccianti su tutto il territorio nazionale. Quindi, bisogna sviluppare il massimo di informazione, sostegno, presa di posizione, mobilitazione di operai e lavoratori.

domenica 25 agosto 2019

25 agosto - LUNEDI' 26 MANIFESTAZIONE DEI BRACCIANTI MIGRANTI DE LA FELANDINA-METAPONTO - La nota dello Slai Cobas sc a Prefettura e Sindaco

contro l’imminente sgombero 


La nota alla Prefettura dello Slai cobas sc Taranto – intervenuto da giorni al campo.


Alla PREFETTURA di MATERA
AL SIG. PREFETTO

AL SINDACO DI BERNALDA

OGGETTO: Campo La Felandina – NO a sgomberi – soluzione che difenda diritti, dignità, lavoro per tutti.

Lo Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto, unitamente alle iniziative che stanno prendendo altre realtà e associazioni, chiede a codesta Prefettura e al Sindaco di Bernalda di non operare alcuno sgombero dei braccianti migranti dal campo La Felandina, nessuna divisione tra le persone del Campo, e una soluzione reale e condivisa collettivamente dai braccianti migranti che garantisca per tutti
- condizione di alloggio e di vita dignitosi, salvaguardando l'attuale realtà unitaria;
- continuazione del lavoro;
- documenti per tutti;
- diritto a salari e orari contrattuali.
Lo Slai cobas sc respinge le soluzioni indicate dal Ministero e da Istituzioni locali e DIFFIDA a perseguirle:
- NO ai "centri di accoglienza", che vorrebbe dire dividere/disperdere i braccianti migranti, non garantire loro la vicinanza ai luoghi di lavoro. In queste strutture i migranti sarebbero sottoposti a continuo controlli, imposizione di obblighi che peggiorerebbe perfino la vivibilità e la libertà di mobilità attuale.
- NO al rimpatrio dei migranti, che stanno da anni in Italia e nei nostri territori, e lavorano.
- NO al rientro nel luogo di residenza iniziale, perchè questo vorrebbe dire nessuna garanzia di case e perdita della possibilità di lavorare girando nei vari territori
- NO a mettere fuori chi rifiuta queste soluzioni; parlare di "sistemazione autonoma" è pura ipocrisia, quale alloggio autonomo ci potrebbe essere con la miseria di salario che i braccianti prendono dai padroni delle campagne?

La "soluzione", ribadiamo, deve garantire l'unità di tutti i braccianti migranti attualmente nel campo La Felandina, nessuna divisione, nessuna dispersione; deve garantire la continuazione del lavoro, deve garantire che siano gli stessi migranti ad autogestire l'alloggio e le condizioni di vita.

Slai Cobas per il sindacato di classe
Taranto


per com. v. Livio Andronico, 47 Taranto – T/F 0994792086 - 3475301704slaicobasta@gmail.com - pec: slaicobassc@pec.libero.it

venerdì 23 agosto 2019

23 agosto - Assemblea al campo de La Felandina dei migranti che si organizzano contro eventuale sgombero ma non solo


Mercoledì scorso si è tenuta un'assemblea dei braccianti migranti del campo La Felandina, organizzata dal forum delle terre di dignità con la presenza di Yvan Sagnet. Circa 150 migranti hanno partecipato. Le questioni principali sono state la formalizzazione del Comitato dei braccianti de La Felandina, formato da due migranti per paese d'origine presente al campo e l'avvio di iniziative di mobilitazione contro lo sgombero e i problemi di alloggio, condizioni di vita, documenti, condizioni di lavoro dei migranti. La prima di queste e più importante si terrà giovedì 29 agosto, in cui vi sarà sciopero e manifestazione. 
Lo Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto dall'8 agosto  e ogni settimana è andato a La Felandina, incontrando i migranti, alcuni loro rappresentanti del Comitato, portando solidarietà e indicazioni, linea, proposte per avviare la necessaria lotta; il giorno 21 agosto, invitato dai migranti, ha ugualmente partecipato all'assemblea.
Riportiamo, di seguito, una sintesi di alcuni degli interventi principali.
Come stiamo dicendo in questi giorni negli incontri con i braccianti migranti, noi siamo perchè i migranti, ora autorganizzati nel Comitato de La Felandina, decidano e siano in ogni momento i protagonisti delle varie iniziative; che ogni solidarietà sincera e attiva è utile, ogni azione che contrasta la politica di sgomberi, repressione, aiuta - riportiamo sotto anche l'informazione sul ricorso al Tar fatto da un'avvocatessa contro l'ordinanza di sgombero - ma ciò che serve non sono tanto decine di associazioni di cui a volte si conosce solo la firma su un documento, ma l'unità dei migranti nella lotta; che è in atto una "guerra" da parte di governo, Istituzioni razziste padroni che sfruttano, polizia al loro servizio, contro i migranti, con sgomberi violenti che invece che risolvere situazioni disumane, peggiorano e vogliono spezzare la forza di realtà collettive di migranti, e che quindi occorre rispondere con una lotta adeguata a questo attacco.


DALL'ASSEMBLEA
Yvan Sagnet: vogliono far credere che qui dentro ci sono dei delinquenti, ma da quando siete qui da alcuni anni, vi sono stati zero delitti in questo territorio, basta con lo steriotipi per cui dove ci sono stranieri ci sono delinquenti! Senza i migranti in questo territorio nessuno raccoglie i pomodori. La polizia sta facendo firmare un foglio alle persone senza neanche dire cosa è. E' un errore firmare questo documento, vogliono fare terrorismo psicologico, spaventare per far andare via, ma nessuno deve andare via da qui finchè non danno risposte concrete, non danno case alle persone. Questo è il quarto sgombero che vogliono fare.

ll 29 agosto nessuno deve andare a lavorare, ma venire a manifestare; chiederemo l'incontro al prefetto per portare le proposte del Comitato. Il 3 settembre andremo coi pulmann sotto la Regione a Potenza, responsabile soprattutto degli alloggi. Vi sono qui strutture disabitate che possono ospitare delle persone, vogliamo dire alla Regione di metterle subito a disposizione.
I fondi dell'Ue che ci sono devono essere immediatamente impegnati.
Noi dobbiamo agire pacificamente, non cadere nelle provocazioni. Nessuno si muove da qui finchè non c'è una soluzione. Anche se la polizia vi dice andate via, voi non andate, loro stanno cercando di scaricarvi. Qui siamo uniti e siamo forti. Loro vogliono mandarvi via da qui al fine di spegnere questa rivoluzione pacifica, dal basso. Perchè più siete qua, più siete forti, questo è un punto di aggregazione; è questo che non vogliono. Non siete obbligati a dare i vostri nomi, a firmare.


Slai cobas sc Taranto. Siamo qui dal giorno dopo del maledetto incendio, con alcuni di voi ci siamo già incontrati. 
Voglio per prima cosa ricordare la nostra sorella che è morta, la nostra sorella che io dico che è stata assassinata, per le bestiali condizioni in cui vi tengono in questo campo.
Noi siamo perchè si sviluppi la lotta e che questa vada avanti finchè non si ottengono dei risultati veri. Anche a Taranto e in provincia abbiamo fatto delle lotte; in particolare a Taranto lotte lunghe sui documenti, sulle condizioni disumane in cui tenevano vostri fratelli nei centri di accoglienza. E solo con la lotta, incontri che sono stati imposti solo con la lotta, non bastavano certo le lettere, siamo riusciti anche a vincere, a strappare dei risultati. Quindi anche qui noi dobbiamo fare questa lotta, non dobbiamo permettere che ci sia lo sgombero se non c'è una soluzione per tutti, senza divisioni tra regolari e irregolari come hanno fatto in altri campi, e una soluzione che permetta di andare a lavorare. Altrimenti sono chiacchiere, vi dividono e poi non è possibile continuare ad avere neanche quello schifo di lavoro che fate. Anche questo campo non è che non potrebbero renderlo civile e umano, non danno l'acqua, non fanno neanche una cucina da campo, non mettono i bagni, ecc.; nelle zone terremotate si vede che questo si può fare. 
L'altra questione sono i documenti. Anche noi siamo venuti nei giorni scorsi con l'avvocato perchè occorre fare una richiesta collettiva, a partire dai documenti bruciati.  
Ancora, altra questione è il lavoro. E' giusto lo sciopero, è giusto che ci si fermi per manifestare, perchè per questi padroni voi andate bene quando vi possono pagare pochi euro e sfruttarvi, mentre quando devono dare condizioni di lavoro e un salario dignitosi, allora lì non andate più bene. 
Noi ora dobbiamo lottare contro questa situazione, che è uguale anche in altre realtà, esempio a Foggia, a borgo Mezzanone. 
E' necessario, quindi, che siamo uniti, lottare, non mollare finchè non otteniamo dei risultati. Allora, avanti nella lotta, abbiamo coraggio e abbiamo fiducia in noi stessi. Non possiamo certo avere certo fiducia nelle Istituzioni, perchè più si va avanti e più spandono razzismo - state male voi e stiamo  male anche noi prima di questa data. obbiamo essere uniti. Non possiamo certo avere certo fiducia nelle Istituzioni, perchè più si va avanti e più spandono razzismo, state male voi e stiamo male noi. E noi ci dobbiamo unire e lo dobbiamo dire anche ai lavoratori italiani.



Sono intervenuti anche alcuni migranti. Hanno soprattutto denunciato la presenza nel campo e l'atteggiamento della polizia che obbliga ognuno dei migranti a dare il permesso di soggiorno e di fronte alle loro domande sul perchè non hanno dato spiegazioni. "La preoccupazione - ha detto un migrante del Comitato - è che noi abbiamo deciso una data per la manifestazione e possono sgomberare prima di questa data. Noi dobbiamo essere pronti, perchè la situazione è già molto critica. Dobbiamo essere uniti".


INFO - RICORSO CONTRO ORDINANZA DI SGOMBERO
19 agosto, l’avvocato Angela Maria Bitonti, con il supporto della Campagna LasciateCIEntrare, ha notificato e iscritto al ruolo il preannunciato ricorso al TAR di

Basilicata avverso l’ordinanza n. 21 del 21 maggio 2019 emessa dal Sindaco del Comune di Bernalda, avente ad oggetto: “Ordinanza Sindacale, contingibile ed urgente, adottata per fronteggiare emergenza sanitaria o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale”. E si sta preparando anche un ricorso alla CEDU.Senza alcun rispetto dei diritti di queste persone.

Il Sindaco del Comune di Bernalda avrebbe erroneamente e semplicisticamente fondato la propria Ordinanza su una nota del Dipartimento di Protezione e Salute dell’ASM Matera. Tale Ordinanza appare generica e carente di motivazione. In effetti, non è specificato in alcun modo in cosa consista il “pericolo” e l’ “emergenza sanitaria insorgente” né di quale “epidemia” si stia parlando e per quale ragione possa essere talmente grave da giustificare lo sgombero di oltre cinquecento persone.
Nel ricorso, si contesta l’illegittimità e l’infondatezza dell’ordinanza, che pertanto andrebbe annullata. Viene innanzitutto richiamata la violazione dell’art. 11 della Convenzione Internazionale per i Diritti Economici, Sociali e Culturali (New York, 16 dicembre 1966), ovvero quello relativo al diritto ad un alloggio adeguato, nel quale si evidenzia anche che gli sgomberi forzati non devono lasciare gli individui senza alloggio né violare altri diritti umani. Inoltre, tale sgombero forzato potrebbe violare l’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali (CEDU), che stabilisce il diritto al rispetto della vita privata e famigliare e che limita l’ingerenza dell’autorità pubblica ai soli casi tassativamente previsti dalla legge. Al pari della CEDU, anche la Carta Sociale Europea Riveduta è annoverabile tra le fonti di diritto internazionale in materia di sgomberi forzati, con le previsioni di cui agli articoli 31 (diritto all’alloggio), e 30 (povertà ed esclusione sociale). Infine, la Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, all’art. 5 prevede che “in base agli obblighi fondamentali di cui all’art. 2 della presente Convenzione, gli Stati contraenti si impegnano a vietare e ad eliminare la discriminazione razziale in tutte le forme ed a garantire a ciascuno il diritto alla eguaglianza dinanzi alla legge senza distinzione di razza, colore od origine nazionale o etnica”. Si contesta anche la violazione dell’art. 32 della Costituzione (chiamato in causa dalla stessa ordinanza!), perché l’esecuzione dello sgombero porrebbe in serio pericolo gli occupanti dell’area dell’Ex Felandina, e perché gli stessi si troverebbero inevitabilmente a vivere per strada in una situazione di totale abbandono che aumenterebbe la loro condizione di emarginazione e vulnerabilità e che sfocerebbe inevitabilmente in un attuale e concreto pericolo per la vita e la incolumità degli stessi. Proprio in palese violazione dello stesso art.32 della Costituzione, oltre che ledere irrimediabilmente la loro dignità di uomini.
L’ordinanza impugnata non prevedendo nulla rispetto ad un alloggio alternativo, come previsto dalla normativa internazionale, è preordinata ad impedire o rendere più difficile il collocamento dei braccianti stranieri, rifugiati e richiedenti asilo, sul territorio del Comune di Bernalda. Impedendone oltretutto un naturale processo di inclusione socio-lavorativa a livello locale.
Per questi migranti è quasi impossibile il reperimento di alloggi, sia per il basso salario percepito sia per l’indisponibilità dei proprietari di case a locare a cittadini stranieri. Il Sindaco, nella sua qualità di pubblico ufficiale e nell’esercizio delle sue funzioni, con lo sgombero, compirebbe un atto che arbitrariamente discriminerebbe i braccianti in ragione della loro condizione di “cittadini stranieri” e della loro conseguente estrema difficoltà a reperire alloggi in locazione.

sabato 17 agosto 2019

16 agosto - Al campo La Felandina di Metaponto iniziativa per i documenti dei migranti, ma ci sono altri gravi problemi, in primis la minaccia di sgombero

Ieri sera lo Slai cobas per il sindacato di classe, insieme a due avvocati, è tornato al campo La Felandina di Metaponto.

In termini concreti abbiamo cominiciato a fare un passo avanti per avere copia dalle questure dei documenti andati distrutti nell'incendio del 7 agosto, attraverso un'azione legale collettiva che impedisca alle questure di frapporre ai singoli migranti impedimenti, vessazioni.
Il nostro intervento e soprattutto la presenza degli avvocati ha anche posto un'altra serie di problemi, denunciati dai migranti, legati ai permessi di soggiorno che ritardano ad essere rinnovati, ai ricorsi di cui non si sa niente, tutte questioni che impediscono anche di lavorare.
Via via affronteremo i vari problemi.


Ma a parte questo passo avanti, la situazione resta grave e inaccettabile.
C'è questa minaccia di sgombero che incombe e che potrebbe portare a dividere i migrati, allontanarli dai posti di lavoro - anche ieri mattina si è riunito il comitato per la sicurezza e la Lega preme per lo sgombero immediato (vedi altro aricolo in questo blog). Ma nessuno dice niente alle persone del campo.
I pasti portati dalla Croce rossa continuano ad essere scarsi, al massimo per 200 persone, quando a Felenadina le stesse istituzioni dicono che sono almeno 600, e in generale poi è un tipo di cibo che non tiene conto dell'alimentazione dei migranti - ieri sera un camper della Croce rossa verso le 19 stava distribuendo dei pezzi di focaccia - quando basterebbe organizzare una cucina da campo (come si fa nelle zone in occasione di disastri simili all'incendio) per dare una soluzione più dignitosa per il mangiare. Così per ripulire dai rifiuti, dalle macerie (per l'incendio) il campo "sono venuti una sola volta - hanno detto i migranti - ma con camion troppo piccoli".  Per cui anche i pochi interventi vengono fatti, bene che vada, con una logica burocratica, i cui i migranti sono un fastidio. 



C'è poi la grossa situazione di sfruttamento delle campagne, tante ora a pochi euro, che se il Ministero degli Interni. la prefettura, la polizia non divide i braccianti, deve essere l'altra importante questione su cui occorre mobilitarsi.



Chiaramente c'è un problema di organizzazione all'interno. "Qui c'è l'Africa" - diceva uno dei migranti - "ci sono persone del Sudan, della Nigeria, del Ghana, del Mali, ecc.", e vari migranti condividevano la nostra proposta, di organizzare dei rappresentanti per gruppi, per paese, per fare un comitato, necessario soprattutto se avviene lo sgombero e li disperdono.



Poi c'è la grossa realtà delle donne. Ieri sembrava che non ci fosse nessuna nel campo. Di Eris Petty nessuno ne parla più. Ma questo non può essere!

venerdì 16 agosto 2019

10 agosto - Da Tarantocontro - ArcelorMittal: Premi a chi non ha scioperato per l'operaio morto - I padroni sempre sono una razza schifosa...


Premi in busta paga, pari a circa 500 euro, ad alcuni lavoratori che non hanno scioperato il giorno della morte di Cosimo Massaro, e che hanno permesso di non rallentare la marcia degli impianti e la produzione.
IL PROFITTO SULLA VITA DEGLI OPERAI!
I padroni, che si chiamino Riva o ArcelorMittal non si fermano di fronte a niente: muore un operaio, ma la produzione deve andare avanti... Perchè un operaio si può sostituire e la sua morte non pesa..., una perdita di profitti pesa eccome invece...
I PADRONI SI DIMOSTRANO SEMPRE UNA RAZZA SCHIFOSA
Si sono fatti vedere al funerale di Cosimo Massaro, seduti in prima fila, hanno fatto comunicati di cordoglio, ma nello stesso tempo "pregano" e agiscono perchè tutto continui come prima e più di prima.
Una cosa che doveva e deve far "salire il sangue agli occhi agli operai" - altrimenti non bastano i comunicati sindacali di denuncia.

Ma diciamo chiaramente, e denunciamo, che anche i lavoratori che non hanno scioperato sono coinvolti. Anche loro hanno scelto. Hanno scelto di obbedire ai capi, di mostrarsi ligi agli interessi del padrone, di pensare alla salvaguardia del proprio tornaconto... Al di là se ci sono state (e sicuramente ci sono state) pressioni, ricatti, di fatto questi lavoratori hanno scelto di stare con ArcelorMittal e non con la maggioranza degli operai in sciopero, non col illoro compagno che aveva perso la vita...
E questo non giustifica, non assolve nessuno!