martedì 8 settembre 2020

8 settembre - ASILI A TARANTO: AVVIO DELLA LOTTA


A Taranto chiusi 2 asili e si va verso il terzo - Avvio stato di agitazione - verso lo sciopero
NELL'ASSEMBLEA TELEMATICA DONNE/LAVORATRICI DEL 17 SETTEMBRE, INTERVERRANNO RAPPRESENTANTI DELLE LAVORATRICI DEGLI ASILI DI TARANTO - Ricordiamo il link per collegarsi https://meet.google.com/tnq-kqph-zkg
QUESTA NECESSARIA BATTAGLIA VERRA' PORTATA ANCHE
NELL'ASSEMBLEA DEL 27 SETTEMBRE A BOLOGNA DEI LAVORATORI E LAVORATRICI COMBATTIVI.
E' IMPORTANTE  COORDINARSI, UNIRSI NELLA LOTTA TRA VARIE CITTA.
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Quando fu nominata ministra della Famiglia e delle Pari opportunità, Elena Bonetti, nella sua prima intervista sul giornale “Avvenire” dichiarava: “Se la scorsa legislatura è stata quella del Jobs act, questa dovrà essere quella del Family act: asili nido, assegno per i figli, più diritti per i genitori.... questo governo nasce ponendo al centro l’investimento sull’educazione e sulle famiglie...". E Conte nel suo discorso in parlamento aveva annunciano con grande amplificazione un piano per più asili nido e per la maggiorparte gratis...
Ma la realtà è tutt'altra! E purtroppo Taranto è un esempio emblematico: invece di aprire asili si chiudono quelli esistenti!
A settembre su appena 9 asili non sono stati riaperti due: "le Mimose" e "Arcobaleno", e si parla anche di un terzo "Collodi". Si dice che la chiusura è momentanea, ma lo scopo è di consegnare questi asili alla gestione di privati. 
Quindi, altro che "più asili nido e per la maggior parte gratis".
Qui, ma anche in altre città, gli asili si chiudono e le rette se consegnati ai privati saliranno alle stelle, con gravissimo danno per le famiglie ma anche per chi ci lavora dentro.   Questa privatizzazione introdurrebbe nella gestione degli asili la logica del profitto dei privati, con il rischio di un abbassamento dei costi necessari per il personale (vedi le nuove gare d'appalto per i servizi di ausiliariato e pulizie dove le ditte hanno presentato offerte al ribasso del 99-95%!!), e per l'attività e di contro l'innalzamento delle rette per i bambini, aggravando una situazione già pesante per le famiglie. Nello stesso tempo questa situazione rischia di peggiorare la condizione già precaria e misera delle lavoratrici delle pulizie e ausiliariato, già in lotta da anni per l'uamento dell'orario di lavoro (stanno alla vergogna di 1 ora e 50 minuti al giorno) e per il riconoscimento del doppio lavoro: pulizie e ausiliariato . Questa chiusura è inoltre inaccettabile in periodo di misure anti covid. Invece di trovare nuovi locali per permettere ai bambini e alle lavoratrici di avere più spazio, si riducono quelli esistenti e bambini e lavoratrici di fatto (alla faccia del "distanziamento fisico") verranno concentrate negli asili rimasti, o si chiederà a famiglie e lavoratrici di sobbarcarsi turni.
Questa realtà, mostra quello che denunciammo subito agli annunci della Bonetti e del governo: "dietro questi annunci compare il vero scopo di questa campagna propagandista: fate più figli! La stampa scrive: “Serve per dare un segnale anche in direzione del calo demografico: non avere asili è una delle ragioni principali delle culle vuote”. “Assegno unico, un intervento a sostegno della natalità da anni in calo nel nostro paese”.
Le lavoratrici degli asili dello Slai Cobas per il sindacato di classe dicono:
NO ALLA PRIVATIZZAZIONE - e in questo sono vicini alle donne, famiglie che stanno protestanto
SI ALLA INTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI
RIDUZIONI DELLE RETTE DEGLI ASILI
AUMENTO SUBITO DELL'ORARIO DI LAVORO
RICONOSCIMENTO DELLE MANSIONI DI AUSILIARIATO
Nell'assemblea odierna decideranno l'avvio dello stato di agitazione che comprende anche lo sciopero!
LAVORATRICI ASILI SLAI COBAS SC -TARANTO




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