mercoledì 2 settembre 2020

2 settembre - PROCESSO AI PADRONI DELLA MONTELLO! LA DENUNCIA DEL MFPR OTTIENE UN PRIMO RISULTATO

Il 14 ottobre 2021 si aprirà un processo ai padroni - Presidente e Consigliere delegato - della fabbrica Montello di Bergamo, dove nel 2018/19 le operaie immigrate hanno portato avanti numerose e forti lotte, strappando un risultato sul pagamento delle pause e ritiro dei licenziamenti delle operaie iscritte allo Slai Cobas e dove questa estate sono tornate a scioperare contro la nuova cig che preannuncia licenziamenti, discriminazioni e peggioramento delle condizioni di lavoro. 
Le compagne, lavoratrici del Movimento femminista proletario rivoluzionario ieri come oggi hanno sempre sostenuto le operaie in lotta. 
Durante la battaglia del 2018, attaccarono apertamente il tentativo dei padroni della Montello di dividere, ricattare le operaie per far accettare un accordo truffa, chiedendo loro anche se appartenevano o meno al Mfpr e segnalando questa presunta appartenenza anche alle forze dell'ordine - come se stare nel Mfpr fosse un "reato"!
  L'Mfpr fece anche una denuncia alla Procura 
contro questo grave abuso, ricatto, che fu respinto.
OGGI GRAZIE A QUELLA DENUNCIA SONO I PADRONI DELLA MONTELLO SUL BANCO DEGLI IMPUTATI! 
Vogliamo che siano condannati! Deve essere un processo esemplare contro l'atteggiamento dei padroni verso le donne, contro chi vuole schiacciare la ribellione delle operaie, e soprattutto quella rappresentata dal Mfpr che fa paura a lor signori. 
Pubblichiamo la denuncia alla procura fatta a suo tempo
Alla PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BERGAMO
Denuncia/Querela
La sottoscritta Associazione “Movimento femminista proletario rivoluzionario”, in persona della sua rappresentante nazionale Calderazzi Margherita (n. a Taranto il 29.11.50), con sede in Taranto alla via Livio Andronico, 47, denuncia Roberto Sancinelli presidente della Montello Spa e Angelo Giavazzi consigliere delegato della Montello Spa.
I FATTI
La Montello Spa, Via Fabio Filzi, 5, 24060 Montello BG, nelle persona del Consigliere Delegato Angelo Giavazzi, in data 14 novembre 2018, nel corso della vertenza per l'assunzione di 17 lavoratrici, già operanti nella Coop Eko-Var appaltatrice della Montello, e non passate, a seguito del cambio appalto, nella nuova ditta appaltatrice Selection (nonostante accordo sindacale), in risposta ad una lettera dello Slai cobas per il sindacato di classe di Bergamo, scrive, tra l'altro – (riportiamo lo stralcio che vogliamo sottoporre all'attenzione di codesta Procura - mentre alleghiamo l'intera lettera inviata via e mail):
(Al)l’incontro di sabato 3 (novembre c.a. - ndr)... erano presenti, oltre a 5 lavoratrici, il sig. Lauricella, presidente del Consiglio di Amministrazione della cooperativa Selection, il sig. Cataldo, consigliere della cooperativa Selection, oltre che, per la Montello, il sig. Sancinelli, il sig. Giavazzi, consigliere delegato alla sicurezza aziendale e ai rapporti con la cooperativa e la signora Muggiolu, responsabile operativa.
In tale sede le lavoratrici presenti, hanno chiesto chiarimenti in merito alla possibilità di rientrare a svolgere la propria attività lavorativa, per il tramite della cooperativa Selection, nel sito Montello.
Da parte Montello sono stati chiesti chiarimenti circa l’appartenenza dichiarata dalle lavoratrici, tramite volantinaggio, al Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario e da chi sostenute in tale appartenenza. Tale dichiarata appartenenza, segnalata anche alle forze dell’ordine, ha generato legittime preoccupazioni da parte della Montello e dei suoi responsabili alla sicurezza, in considerazione dell’attività di servizio pubblico svolto e del fatto che i siti di trattamento dei rifiuti, come quello di Montello, sono considerati sensibili in termini di sicurezza pubblica...”.
La lettera terminava, firmata
Cordiali saluti.
MONTELLO S.p.A.
Il Consigliere Delegato
Angelo Giavazzi
La “richiesta di chiarimenti circa l'appartenenza delle lavoratrici al Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario” è in aperta violazione dello Statuto dei lavoratori Art. 8, che recita:
È fatto divieto al datore di lavoro, ai fini dell'assunzione, come nel corso dello svolgimento del rapporto di lavoro, di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, nonché su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del lavoratore”;
Inoltre – a parere della scrivente – risulta anche in violazione della Costituzione, in particolare all'art. 3 che nella prima parte recita:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
E all'art. 21 che recita nel primo capoverso:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni
altro mezzo di diffusione”.
E' evidente – a parere della scrivente – l'effetto ricattatorio della richiesta della Montello verso le 5 lavoratrici e di conseguenza indirettamente anche verso le altre 12 in attesa di assunzione.
All'azione discriminatoria illegale si unisce una evidente azione di minaccia/intimidazione con l'annuncio della “segnalazione alle forze dell'ordine”.
Si specifica, inoltre, a mero titolo di precisazione, che l'aggiunta fatta dalla Montello: “...in considerazione dell’attività di servizio pubblico svolto e del fatto che i siti di trattamento dei rifiuti, come quello di Montello, sono considerati sensibili in termini di sicurezza pubblica...”, è totalmente fuori luogo, dato che il volantinaggio svoltosi in data 20 settembre c.a. - ben prima dell'avvio della vertenza per il rientro - a cui probabilmente si riferisce, è stato fatto, non dalle lavoratrici, ma da esponenti, esterni alla fabbrica, aderenti al Movimento Femminista Proletario rivoluzionario, ed è stato effettuato fuori dal perimetro della Montello, lontano dagli ingressi della fabbrica, per cui mai e poi mai poteva creare problemi di “sicurezza pubblica”.
Pertanto, questa sottolineatura ha evidentemente solo lo scopo di accentuare verso le lavoratrici l'azione di minaccia e ricattatoria, creando artatamente un clima di paura.
Si fa presente, infine, che le affermazioni fatte dai responsabili della Montello nell'incontro con la 5 lavoratrici hanno inteso gettare discredito nei confronti della Associazione Movimento femminista proletario rivoluzionario, di fatto rappresentata come pericolosa per le lavoratrici, o per chi eventualmente ne facesse parte, lì dove questa associazione è volta proprio a difesa delle lavoratrici, dei diritti delle donne, facendo un assurdo binomio tra eventuale appartenenza all'Associazione e difesa o meno del posto di lavoro.
Questo, oltre che violare un diritto costituzionale di libera associazione per le persone, le lavoratrici, è un offesa per il Movimento femminista proletario rivoluzionario.
Per tutto quanto sopra riportato, si chiede a codesta Procura di agire nei confronti dei responsabili – Roberto Sancinelli presidente della Montello Spa e Angelo Giavazzi consigliere delegato della Montello Spa - di questa azione discriminatoria della Montello, a difesa della libertà delle lavoratrici.
La scrivente resta a disposizione per fornire ogni notizia e documentazione, in proprio possesso che possa essere utile.
La scrivente chiede di conoscere gli esiti della presente denuncia.
20 dicembre 2018.
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
Calderazzi Margherita

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