lunedì 19 ottobre 2026

19 ottobre - LA SITUAZIONE ALL'EX ILVA DI TARANTO

 

All’ex Ilva di Taranto e a Taranto si è giocata in questa settimana una partita molto chiara che ha visto due fronti contrapposti.

Da un lato il governo Meloni/Urso responsabile dell’attuale gestione della crisi Ilva che, oltre a non aver dato soluzioni accettabili, proprio nelle ultime settimane e giorni ha mostrato da che parte sta, e lo ha fatto da un lato dando il là, utilizzando la sentenza di Milano, al piano di chiusura, con elementi di ristrutturazione, della fabbrica a Taranto; perché accettare e o utilizzare quella sentenza porta inevitabilmente alla chiusura dell’attuale ex Ilva per un fumoso piano di nuova Ilva che attualmente non ha né basi economiche, né industriali, né materiali; e come conseguenza di questa linea generale ha emesso un decreto che è di cassintegrazione permanente di quasi totalità dei lavoratori e un piano assolutamente insufficiente di ammortizzatori sociali che ne fanno, sia nello stabilimento, sia soprattutto nelle Ditte dell’appalto una misura di accompagnamento alla massiccia riduzione dell’occupazione e niente affatto un “paracadute” che tuteli il reddito dei lavoratori.

Chiaramente del fronte opposto agli operai, lo vogliano o no, sono i magistrati di Milano che hanno fatto questa sentenza, che lungi dall’essere chiara, risponde ad esigenze concentrate di padroni, governo e della frazione antioperaia del movimento ambientalista.

In questo quadro l’azione dei Commissari è apparsa dall’inizio alla fine “più realista del re”, traducendo subito in fatti il fermo della fabbrica prima e la messa generale in cassintegrazione dei lavoratori, senza tener conto della lotta – e questo sarebbe il minimo – ma soprattutto senza tener conto dei tempi effettivi della vicenda giudiziaria e degli incontri e trattative in corso tra governo e sindacati.

Fanno parte chiaramente di questo fronte antioperaio i capi e le associazioni del movimento ambientalista che perseguono la chiusura di tutta la fabbrica, usando la gravità della vicenda inquinamento prodotta dalla gestione capitalista della fabbrica con il suo carico di morte, malattie professionali, e effetti gravi sul territorio.

Dall'altro lato il fronte degli operai che hanno opposto una esplosione di resistenza, che ha visto migliaia di essi bloccare per 5 giorni le strade, facendo sentire la loro forza e la loro voce a tutela del lavoro, salario, diritti salute e sicurezza in fabbrica e sul territorio

Purtroppo in mezzo a questi due fronti c’è il ruolo dei sindacati confederali/USB e innanzitutto delle direzioni di essi che certo hanno risposto con lo sciopero, il blocco, con un documento del Consiglio di Fabbrica che cerca di mantenere una parte dell’apparato produttivo, ma che è fondamentalmente orientato a misure straordinarie che riguardano le ulteriori misure sociali a tutela dei lavoratori.

Ma il feticcio delle trattative e dell'unità del fronte istituzionale e il feticcio della magistratura hanno prodotto un’interruzione di questo sciopero e blocco. prematuro e sbagliato, come è convinzione di tanti lavoratori però non in grado autonomamente di continuarlo.

I commissari hanno immediatamente approfittato di questo per far partire la cassaintegrazione a zero ore per tutti e creare il fatto compiuto che favorisce il piano di governo e padroni.

Nel vuoto della iniziativa degli operai si è prodotto e si è lasciato campo libero alla manifestazione cittadina ambientalista del 17, come chiamata a raccolta dei cittadini contro i lavoratori, la loro lotta, i loro blocchi,; manifestazione che ha visto la composita partecipazione di migliaia di persone,circa 5 mila, che ha al di là delle stesse intenzioni l'obbiettivo di isolare e accerchiare gli operai e la loro lotta.

A fronte di questo non c'è altra strada che riprendere la lotta e i blocchi con più decisione di prima per respingere il piano di padroni e governo e imporre la piattaforma operaia, che contiene nei suoi sviluppi le trasformazioni ambientali della fabbrica , le bonifiche del territorio, e la prospettiva della continuità della lotta comune tra operai e masse popolari per una alternativa anticapitalista a padroni, stato e governi del capitale 

Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto

slaicobasta@gmail.com wa 347-5301704

19 ottobre 2026 


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