giovedì 16 giugno 2022

16 giugno - OPERAIO GRAVEMENTE FERITO ALLA GEODIS DI PIACENZA. Contro gli incidenti e gli omicidi sul lavoro è necessario rilanciare la Rete Nazionale

 

SiCobas Piacenza

Clamoroso a Castel San Giovanni: da qualche mese il S.I.Cobas è in sciopero contro Logidea srl, che lavora in appalto in Geodis.

Giusto ieri vi era stato uno sciopero duro davanti al magazzino (vedere bacheca FB del S.I.Cobas Piacenza).

Fra ciò che denunciamo, oltre a intimidazioni verso i lavoratori sindacalizzati, anche l'assenza di condizioni di sicurezza, del tutto evidenti. Numerosi esposti all'AUSL, regolarmente ignorati, oltre che alla committenza Geodis (nemmeno ricevuta risposta, nonostante il S.I.Cobas sia il sindacato maggioritario, con oltre 300 iscritti sui 500 complessivi di Geodis).

Oggi questo. Un morto schivato per miracolo, dopo essersi preso di striscio un frigorifero addosso dall'altezza di 8 metri.

Manco a farlo apposta, per domani alle 15:30 è prevista la trattativa in Prefettura ottenuta proprio dopo lo sciopero di ieri.

Ci chiediamo se Logidea e Geodis avranno ancora la faccia tosta di non risponderci o di cercare scuse!

Questa è la logistica piacentina, questo il frutto del sistema degli appalti e della connivenza del sindacato confederale. Questo il mondo del lavoro in cui spediamo i nostri studenti che magari fanno anche indirizzi specifici ed alternanza scuola-lavoro in Geodis. Mamma mia ragazzi, mamma mia. E poi arrestano noi..


 

IL FASCISMO PADRONALE AVANZA, PER TENARIS LA VITA INTERA VA SACRIFICATA ALLA PRODUZIONE PER IL PROFITTO. DECIDE L'AZIENDA: AL LAVORO ANCHE GLI OPERAI INFORTUNATI. OGGI SCIOPERO A DALMINE

La notizia con chiarezza arriva da un comunicato sindacale di Fiom Fim Uilm del 14 giugno, che riferisce di come l'azienda (dopo aver raccolto infiniti accordi aziendali vantaggiosi dai tre sindacati, aggiungiamo noi) abbia rotto la trattativa abbandonando il tavolo confederale sugli infortuni, rivendicando il diritto di valutare attraverso il medico aziendale la diagnosi, fatta in struttura privata (Tenaris tra l'altro è parte con Humanitas dello stesso gruppo industriale Techint) con il potere decisionale di rimandare l'operaio infortunato in reparto con zero giorni di prognosi e una mansione adeguata.

Detto fatto, l'operaio infortunato, con il dito rotto e steccato e la mano fasciata è comandato in reparto con un incarico generico, su decisione del medico aziendale.

Oggi indetto da Fiom Fim Uilm due ore di sciopero per tutta la fabbrica.

  l'appello dello Slai Cobas sc, agli operai per lo sciopero di oggi

ORGANICO AL MINIMO, SEMPRE PIÙ PRECARIO E AL LAVORO A TUTTI I COSTI, DAGLI 80 EURO PER SALTARE I RIPOSI, ALL’ATTACCO DI TENARIS AL DIRITTO ALLA CURA PER GLI INFORTUNATI. SOLO CON LA LOTTA GLI OPERAI POSSONO DIFENDERE LA SICUREZZA E LA SALUTE IN FABBRICA.

Sull’infortunio Ftm/Agg per giorni le notizie sono girate confuse, come se l’operaio avesse scelto di tornare al lavoro, secondo un falso concetto di libertà individuale, perché in fabbrica ciò che fa un operaio ha effetto per tutti e i diritti si difendono con il comportamento e l’azione collettiva dei lavoratori; poi al centro è finito il sistema privato interno di gestione degli infortuni… Ora con un comunicato più chiaro degli altri Fiom Fim Uilm e Rs u ci dicono che nell’incontro del 13 

’… TENARIS HA RIVENDICATO LA NUOVA CLASSIFICAZIONE A GESTIONE INTERNA DEGLI INFORTUNI, PER DARE ALL’OPERAIO INFORTUNATO ZERO GIORNI DI PROGNOSI E RIMANDARLO AL LAVORO…’

I padroni hanno interesse a ridurre le giornate che loro definiscono improduttive (come 104, malattie e infortuni). Per aprirsi la strada hanno cominciato con i ‘premi’ presenza contrattati scalando le giornate di infortunio; con l’utilizzo massiccio dei precari, penalizzati quando si ammalano o si fanno male.

AI PADRONI NON BASTA MAI. OGGI TENARIS GUIDA UN NUOVO E GRAVISSIMO ATTACCO AL DIRITTO ALLA CURA E GUARIGIONE PER CHI SI INFORTUNA. 

Dare un dito oggi vuol SEMPRE dire capitolare domani!

L’ATTACCO DI TENARIS VA RESPINTO.

LO SCIOPERO DI GIOVEDÌ 16

GIUGNO È NECESSARIO E VA 

martedì 14 giugno 2022

15 giugno - ASSEMBLEA PROLETARIA ANTICAPITALISTA 17 GIUGNO

 

odg dell'assemblea proletaria anticapitalista del 17 giugno ore 17.30

Link : https://meet.google.com/sjd-ucig-kgd

temi

a) il punto della situazione dal punto di vista delle lotte 

operaie e proletarie contro padroni governo e stato del 

capitale nella battaglia per il fronte unico di classe

con valutazioni e testimonianze sui limiti di linea e prassi 

dell'assemblea GKN del 15 maggio e dello sciopero del 20 

maggio

b) la lotta e il lavoro per le lotte nelle grandi fabbriche 

Acciaierie d'italia Taranto - fabbriche Stellantis - fabbriche 

BG

e) info e possiblità sull'estate di lotta dei migranti

d) le iniziative contro le morti sul lavoro crescono e si 

mettono in rete

e) info su lotte dei precari

f) contro guerra e carovita - che stiamo facendo e cosa 

dobbiamo fare


14 giugno - CHI LOTTA NON DIMENTICA! CON ADIL NEL CUORE E NELLE LOTTE

 


14 giugno - PER INFORMAZIONE, DIFFUSIONE E PARTECIPAZIONE

 


lunedì 13 giugno 2022

13 giugno - TARANTO: NEL RICORDO DI PASCUALE E PAOLO, CONTRO GLI ASSASSINI SUL LAVORO E IL RILANCIO DELLA RETE

12 giugno nel ricordo sempre vivo di Paolo e Pasquale e di tutti gli operai morti all'Ilva - Rilanciata a livello nazionale la Rete per la sicurezza sui posti di lavoro 

Il 12 Giugno del 2003 all'Ilva morirono per il crollo di una gru, assassinati dal profitto di padron Riva, i giovani operai Paolo Franco e Pasquale D'Ettorre, che dopo le tanti morti del periodo dell'Ilva/Italsider pubblica, aprirono la tragica stagione delle morti della nuova giovane generazione operaia che è continuata con le altre troppe morti, di cui altre due sempre per le gru.


Senza ribellione e lotta non si potevano salvare le vite degli operai.

Subito dopo la morte/assassinio di Franco e Pasquale, per l'azione dello Slai cobas per il sindacato di classe e di alcuni, pochi, tenaci operai dell'Ilva, si rispose a Taranto e poi a livello nazionale non solo con le lacrime e la rabbia impotente ma con l'azione per rendere concrete le parole d'ordine "BASTA MORTI SUL LAVORO" - "SI LAVORA PER VIVERE NON PER MORIRE!".
Per la prima volta i familiari degli operai uccisi, con alcuni operai dell'Ilva, cominciarono a organizzarsi. Si costruì a Taranto il "Comitato 12 Giugno". Unendo in questo e attorno ad esso anche avvocati, artisti, giuristi, ispettori del lavoro, democratici, compagni e compagne di lotta, ecc.
Per la prima volta, grazie ad "Attricecontro" di Roma, con il toccante spettacolo, costruito insieme ad operai e familiari dell'Ilva, "Se questo è un operaio - viaggio nell'inferno dell'Ilva", venne portata sulla scena di teatro la verità della condizione operaia di sfruttamento, di subordinazione ai capi, di oppressione, controllo/ricatto in una fabbrica come l'Ilva che sta dietro la morte degli operai.
Per la prima volta l'Ilva con il suo carico di morti per infortunio, malattia fu portata come uno "schiaffo" a livello nazionale e anche internazionale, e ruppe il complice silenzio di governi, Stato, mass media, sindacati confederali.
Per la prima volta con altre realtà operaie e di familiari di altre città, in particolare gli operai della ThyssenKrupp di Torino, si mise sù la Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro - diventata poi "Rete nazionale per la sicurezza e la salute sui posti di lavoro e territori" con l'emergere sempre più forte delle micidiali ricadute sulle popolazioni dei territori della logica padronale di profitto contro la vita, la salute, l'ambiente.
E la Rete ha dato vita alle uniche manifestazioni nazionali (oltre quelle, tante, locali e specifiche che si sono fatte e si fanno), all'unità necessaria delle realtà di fabbrica come dei territori, degli operai come dei familiari, dei lavoratori come di esperti, di democratici, avvocati, ecc. - e a Taranto dalla manifestazione del 9 aprile 2009 a quella del 22 marzo 2013.

NOI QUESTO 12 GIUGNO VOGLIAMO RICORDARE E RENDERE VIVO.

Questa data, purtroppo, è stata poi di fatto consegnata alle istituzioni, ai preti, arcivescovi, ai rappresentanti delle Forze dell'ordine - che per 364 giorni non fanno nulla e sono o complici col loro silenzio, o direttamente responsabili della morti in fabbrica e dopo della mancanza di giustizia. 

Questo purtroppo ha reso l'attuale 'Comitato 12 giugno' una piccola cosa nettamente in contrasto con lo spirito iniziale di lotta e di strumento di classe, infangato da chi usa questa data per affossare ancora una volta gli operai e la loro condizione che invece grida ribellione! Per questo lo Slai cobas se n'è dovuto sottrarre.

MA LA RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA E LA SALUTE SUI POSTI DI LAVORO E TERRITORI ESISTE E PROPRIO IN QUESTI MESI E' STATA RILANCIATA in assemblee nazionali e iniziative di lotta in alcune città.

ANCHE A TARANTO IL NOSTRO IMPEGNO E' RILANCIARE LA RETE, per non aspettare altri morti.