martedì 25 giugno 2013

Scuola coord 3 ottobre MI

il governo Letta appare sotto molti aspetti ancora più pericoloso del
Governo Monti: mentre Profumo ha condotto un attacco diretto nei confronti
della scuola e dei lavoratori creando, per reazione, un fronte compatto fra
i docenti precari e di ruolo che hanno percepito immediatamente la
possibilità di veder diminuire i propri diritti o di perdere il posto di
lavoro , Letta agisce in maniera non diretta - sbandierando misure
propagandistiche che trovano il consenso dell'opinione pubblica (come
l'apertura delle scuole al pomeriggio), ma che il governo vorrebbe attuare a
costo zero  - e, quindi, più subdola, non suscitando la spontanea
aggregazione dei lavoratori della scuola e degli studenti. Appare infatti
evidente a tutti come il ministero Carrozza si ponga in perfetta continuità
con quello del suo predecessore dato che, malgrado gli illusori proclami sul


rifinanziamento della scuola pubblica, si accinge invece a riprendere la
politica dei tagli (e le assunzioni sono uguali a quelle fatte dal Ministro
Gelmini ). Un esempio lampante di tale continuità si nota ad esempio dalla
volontà espressa dal ministro durante l'audizione in VII Commissione
Cultura, di ridurre i posti sul sostegno di 11mila unità attraverso la
normativa sui Bisogni Educativi Speciali e l'attuazione dell'organico
funzionale.
La situazione appare inoltre ancora più grave a causa delle conseguenze
deleterie della riforma Fornero che ha ridotto in modo considerevole i
pensionamenti e di conseguenza le possibilità di aumento degli organici, e
per la perdita, per i lavoratori precari, di un diritto basilare come quello
della monetizzazione delle ferie non godute, che apre la strada ad ulteriori
disparità di trattamento fra lavoratori dello stesso settore  e quindi
attacca frontalmente il contratto nazionale e lo stesso Statuto dei
Lavoratori.
In una simile prospettiva in cui le assunzioni in ruolo di tutti i
lavoratori precari della scuola appaiono sempre più lontane e gli attacchi
alla scuola sempre più forti e incisivi, anche a causa della mancanza di una
reale opposizione da parte dei sindacati confederali che si tramsforma quasi
sempre in connivenza, si rende ancora più importante l'autorganizzazione dal
basso dei lavoratori e la necessità di coordinarsi a livello nazionale e
locale, al fine di dare vita a iniziative di lotta concrete e radicali e a
piattaforme comuni e realmente autonome.

Coordinamento Lavoratori della scuola "3 ottobre" - Milano

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