mercoledì 19 dicembre 2018

18 dicembre - da Bergamo: Arrestato imprenditore delle cooperative. È il padrone della cooperativa Selection quella delle 17 operaie della Montello! Ma è il sistema dell’intermediazione della manodopera vero e proprio caporalato legalizzato, che va combattuto e abolito.

SLAI COBAS
per il sindacato di classe
via Marconi 1 Dalmine
Comunicato alla stampa
Arrestato Giuseppe D’Armento imprenditore delle cooperative.
È il padrone della cooperativa Selection quella delle 17 operaie della Montello!
Ma è il sistema dell’intermediazione della manodopera vero e proprio caporalato legalizzato, che va combattuto e abolito.
Un altro grosso arresto nel mondo delle cooperative logistiche.
Non si tratta di una mela marcia. É il sistema delle cooperative logistiche che di fatto è la legalizzazione del caporalato, un sistema di intermediazione di manodopera da combattere e da abolire.
Un sistema per l’intermediazione di manodopera da vendere ai padroni a prezzi stracciati. Grazie alla facile e poco controllata evasione fiscale, grazie ai furti in buste paga. Livelli inferiori, tfr maturati che spariscono nei cambi appalto… ore e ore di straordinario pagate in nero e sempre meno della quantità realmente fatta per fare alcuni diffusi esempi.
Un sistema fondato sul ricatto occupazionale e retributivo grazie a norme e ai contratti di lavoro inefficaci e compiacenti.
Un sistema per arricchire le società di intermediazione. Un sistema per favorire guadagni extra per i padroni ben consapevoli dell’oliato meccanismo dei prezzi stracciati alla base dei cambi appalto sempre più al ribasso.

Con il sistema degli appalti e subappalti, e grazie al reclutamento in cooperativa i consorzi possono fornire operai a prezzi stracciati a padroni che ricorrono alle cooperative esattamente per questo, per pagare gli operai meno, ben sapendo da dove arrivano.
Lo Slai Cobas ha recentemente sostenuto con il sig D’Armento Giuseppe, una dura e combattuta vertenza per il riconoscimento dei diritti delle operaie e delle differenze retributive per somme mai pagate alle operaie assunte tramite queste cooperative e impiegate nella Montello spa, la grossa società di recupero e riciclo dei rifiuti.
Ma uno dei punti che hanno impedito la conclusione di un accordo è stato il fermo rifiuto dello Slai Cobas di accettare come soluzione alla vertenza, una conciliazione tombale ovvero la cancellazione di tutti gli arretrati accumulati dalle operaie e le responsabilità di tutte le società coinvolte in cambio di un misero indennizzo. Secondo il principio diffuso nel mondo degli appalti/cooperative delle conciliazioni tombali, prima non pago, tanto poi con un accordo sindacale posso sanare il tutto.
Cooperative troppo spesso chiamate logistiche, che non fornisco servizi ma sostituiscono gli operai nelle attività di produzione industriale dentro le fabbriche. Un extra guadagno illegittimo per i padroni tutto sulla pelle degli operai, che riempie i reparti di operai sottopagati, ricattati e senza più regole nell’organizzazione di turni e orari.
Un sistema voluto e ben conosciuto dai padroni delle fabbriche dai grandi committenti della grande distribuzione, non certo estranei come la stampa oggi li presenta.
Lo Slai Cobas ha formalizzato alla società Montello spa, l’apertura di una vertenza per il passaggio delle circa 500 operaie, attualmente in appalto alla cooperativa di D’armento, alla società committente Montello spa, proprietaria degli impianti.
Non sussiste una fornitura di servizi logistici dentro la Montello spa, ma viene effettuata un’attività esclusivamente industriale, in uno degli impianti più importanti d’Italia, che non ha ragione di essere svolta da ‘soci lavoratori’, ma da operaie inquadrate come operaie. Dalmine 18.12.2018

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