Il 3-4-5 marzo si terranno le elezioni per il rinnovo
delle RSU, come Slai COBAS per il sindacato di classe abbiamo deciso di
presentare la lista, pur consapevoli dei limiti che hanno, perché riteniamo che
in ogni ambito, ogni spazio debba essere utilizzato per portare la lotta sino
in fondo contro gli attacchi che i lavoratori della scuola, ma tutti i
lavoratori, stanno subendo da anni in questo Paese.
Avremmo voluto anche pensare a una lista comune,
perché comprendiamo l’aspirazione dei
lavoratori all’unità, su una piattaforma comune, discussa con i lavoratori, ma
non ci sono state le condizioni: da un lato perché si ha una visione
burocratica- basti pensare che nulla viene detto del contratto integrativo ai
lavoratori: né un’informativa, né una presentazione, né problemi emersi: tutto
al chiuso delle stanze, quasi fatto privato, l’unico tema, in questi anni, è
stato la suddivisione del Fondo d’Istituto fra Ata e docenti, dall’altro perchè
non avremmo certo potuto condividere la lista con i sindacati confederali o con
quelli corporativi: comunque tutti firmatari di contratti che hanno peggiorato
le condizioni dei lavoratori; unità necessaria per essere incisivi, perché
divisi si perde.
E, allora, utilizziamo anche le RSU per organizzarci
dal basso, per costruire l’unità che serve!
L’obiettivo dell’oggi è contrastare la “Buona Scuola” di Renzi che promette 150.000
assunzioni – atto dovuto perché illegale reiterare all’infinito incarichi a
tempo determinato – in cambio di perdita di diritti per tutti e peggioramento
delle condizioni di vita e di lavoro. In particolare, il governo Renzi vuole
andare fino in fondo con la cancellazione del CCNL, tagli per circa 2000 posti
di lavoro del personale ATA, la condanna alla disoccupazione per migliaia di precari
che lavorano dalle GI, la gerarchizzazione degli insegnanti- riesce ad essere
ulteriormente classista e razzista perché il destino del personale ATA in
materia “sfugge” e non viene neanche citato – con, anche, la definitiva
eliminazione degli scatti di anzianità; l’ulteriore taglio del finanziamento
del fondo d’ Istituto che, ricordiamo, serve anche ad “integrare” i nostri
stipendi, scellerata scelta dei sindacati che quei contratti hanno firmato,
aprendo la strada a divisioni tra lavoratori, mentre i finanziamenti alle
scuole private viene ampiamente assicurato e ulteriormente finanziate da
Regioni e EELL, per non parlare dell’ istituto Invalsi; l’ingresso dei
privati-che godranno di benefici fiscali- nelle scuole, con il potenziamento
dell’alternanza scuola-lavoro che rende gli studenti mano d’opera gratuita-
vedi il grande evento Expo.
L’obiettivo di oggi è rivendicare che gli 8 miliardi
di tagli della Gelmini ritornino alla scuola, il tempo scuola ripristinato:
altro che fantasiose “aperture delle scuole tutto il giorno”
Vediamo bene come i provvedimenti governativi degli
ultimi anni hanno determinato: aumento dei carichi di lavoro, insegnanti in
esubero, prolungamento della vita lavorativa, classi di concorso “atipiche”, la
discriminazione ulteriore per i “quota 96”e gli inidonei, l’aumento del numero
di alunni per classe, per non parlare di migliaia di contenziosi aperti, in
particolare dai precari,…e potremmo continuare.
Ci vogliono divisi in mille rivoli, concentrati sul
problema particolare che ogni “riforma”, ogni provvedimento governativo ha
creato e che si trascinano e trascinano le nostre esistenze nella lotta per i
nostri diritti…uniamoci contro la propaganda anche dell’attuale governo che
cerca di contrapporre e dividere i lavoratori della scuola-ma non solo- per
meglio “andare avanti” nella demolizione di diritti, servizi, posti di lavoro.
Ogni perdente posto, ogni precario “a vita”, ogni
carico di lavoro in più scaricato sul personale di segreteria e collaboratori
scolastici- a fronte di diminuzione della pianta organica e, oggi, Faraone
parla di centri di servizio a cui affidare le “scartoffie”: verso le
esternalizzazioni?, mentre dovrebbe sparire la figura del vice-preside- ogni
“esubero” ci riguarda tutti, a partire dal singolo posto di lavoro. Contro gli
“annunci” e le smentite che, ancora in questi giorni, esponenti del governo
fanno a proposito de la Buona scuola (valutazione, organizzazione del lavoro,
scatti stipendiali –merito, selezione del personale, sostegno, organico
funzionale, dispersione scolastica…tutto in unico calderone) che sarà
presentata da Renzi il 22 alla festa
"La scuola che cambia, cambia l’Italia" organizzata dal PD- Il
Parlamento, si sa, nell’ era Renzi è un laccio e lacciuolo; il miglior modo per imporre, confondere le
idee, ma, soprattutto, creare ulteriore caos ed incertezza. Il miglior modo per
distruggere definitivamente il sistema d’istruzione pubblico. A pochi giorni
dal Decreto sulla riforma della scuola.
Sali COBAS
per il sindacato di classe- Scuola Milano
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