venerdì 28 febbraio 2020

28 febbraio - STORIE DI ORDINARIO SFRUTTAMENTO NELLA RICCA FRANCIACORTA

DOVE I PADRONI SI DANNO UNA FACCIATA RISPETTABILE NASCONDENDO NEI LABORATORI CINESI I SOPRUSI SUGLI OPERAI
QUESTA VOLTA IL MECCANISMO SI È INCEPPATO E SI È APERTA UNA FINESTRA DI LOTTA



La prestigiosa ditta Dora che vende, produce cinture e altro, conta su una fetta di operai interni, ma una buona parte di produzione viene appaltata a laboratori che vengono mantenuti in condizioni di lavoro e contrattuali indecenti.
L’azienda italiana, che usa il laboratorio cinese che assume lavoratori pakistani, è una storia che ci ricorda che i padroni sono tutti neri, non hanno colore se non quello dello sfruttamento.
Ci dice che dietro il padrone che fa funzionare il laboratorio c’è quello che fa i contratti di appalto al massimo ribasso, sottopagati, ma che cerca di attribuirsi una facciata di rispettabilità e si giustifica dicendo che lui non sapeva, che non li ha mai nemmeno visti lavorare… che lui è in regola, ha pagato tutte le fatture!
Gli operai hanno detto basta, si sono organizzati e sono andati direttamente davanti alla committente a rivendicare gli stipendi, a denunciare le condizioni in cui lavorano.
Perché in questo laboratorio, per garantire alti margini di profitto a Dora, gli operai lavorano con contratti part time facendo anche 12 ore, lavorano la pelle con solventi, macchine abrasive senza aspirazioni e protezioni adeguate bruciandosi i polmoni, e la misera paga che dovrebbero ricevere diventa a discrezione del padroncino, tanto che ogni volta è una contrattazione per avere il bonifico fino al punto che ora ci sono tre mesi di stipendi arretrati e la 13a.
Uniamo e sosteniamo le lotte, moltiplichiamo le azioni contro i padroni degli appalti, contro i veri responsabili, facciamo saltare il meccanismo degli appalti.

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