.....ma fino a quando dobbiamo piangere i nostri morti non in incidenti ma in omicidi sul lavoro, frutto dello sfruttamento capitalista e dell'impunità per i padroni tutelati dalle politiche del governo fascista Meloni, ma soprattutto fino a quando i lavoratori permetteranno che sindacati come la Cisl, che appoggiano le politiche del governo, si permettono di parlare di "emergenza" nazionale, quando sono loro parte del problema e sono la vera emergenza nociva per gli operai
Cisl, operaio morto è emergenza nazionale”
“L’ennesima sconfitta per tutto il mondo del lavoro, non possiamo accettarlo, siamo vicini alla famiglia e ai colleghi del lavoratore. Piangiamo un’altra vittima nel nostro territorio palermitano, siamo stanchi delle sole parole di solidarietà, chi ha le responsabilità deve agire subito, vogliamo i fatti sul fronte della prevenzione e dei controlli”. Ad affermarlo, commentando la morte dell’operaio di 40 anni avvenuta a Brancaccio a Palermo mentre si trovava su un ponteggio, sono la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami, il segretario generale Filca Cisl Sicilia Paolo D’Anca e il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese. La Filca Cisl avvierà a partire da lunedì 26 gennaio una campagna di informazione sulla sicurezza nei cantieri edili di Palermo attraverso un volantinaggio. “Lo proporremo anche agli altri sindacati, perché siamo dell’idea che bisogna avere massima attenzione sul tema, essere informati, conoscere i proprio diritti, i dispositivi di sicurezza previsti per evitare quella ‘sola caduta’ che annienta in un colpo solo, una intera esistenza”.
Tre operai sono morti in tre distinti incidenti sul lavoro a Palermo, Livorno e in provincia dell'Aquila. Le dinamiche sono diverse ma accomunate da gravi carenze di sicurezza, ora al centro delle indagini. Cresce il bilancio delle vittime di gennaio, mentre i sindacati parlano di emergenza nazionale
Ancora una giornata nera per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Tre operai hanno perso la vita in poche ore in altrettanti cantieri, da Palermo alla Toscana fino all'Abruzzo, confermando un inizio d'anno segnato da un numero di vittime già allarmante.
Palermo, operaio precipita da un'impalcatura
A Palermo, un lavoratore di 40 anni, è morto dopo essere precipitato da un'impalcatura all'interno del capannone di una ditta in via Emiro Giafar, dove stava effettuando alcune riparazioni. Quando i sanitari del 118 sono arrivati, per lui non c'era più nulla da fare. I carabinieri e i tecnici dello Spresal dell'Asp hanno avviato gli accertamenti per verificare le condizioni di sicurezza del cantiere e la posizione lavorativa dell'uomo.
Livorno, schiacciato dalla benna della gru del camion
A Livorno, un operaio di 51 anni, trasportatore originario di Ponsacco (Pisa), è rimasto schiacciato dalla benna della gru del proprio camion mentre stava scaricando materiale edile in un piazzale di carico e scarico. L'incidente è avvenuto intorno alle 9 del mattino. Secondo una prima ricostruzione, la benna si sarebbe abbassata mentre l'uomo era impegnato a movimentare dei laterizi sul pianale del mezzo. Sul posto sono intervenuti ispettorato del lavoro, polizia scientifica e il pm Daniele Rosa. L'area e il camion sono stati posti sotto sequestro.
Aquila, travolto da un mezzo meccanico in cantiere
In provincia dell'Aquila, infine, è morto nella notte un operaio romeno di 59 anni, residente a Civitavecchia, rimasto gravemente ferito il giorno precedente in un cantiere a Petrella Liri, frazione di Cappadocia. L'uomo stava lavorando alla realizzazione di una nuova centrale idroelettrica quando è stato travolto da un mezzo meccanico. Trasportato in elisoccorso all'ospedale di Avezzano e operato d'urgenza, non è sopravvissuto alle lesioni riportate. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti.
Sale il numero dei morti sul lavoro
Con queste tre vittime, sale a oltre la decina il numero dei morti sul lavoro nel solo mese di gennaio 2026. Nel 2025, secondo i dati dell'Osservatorio nazionale di Bologna "Morti sul lavoro", sono state 1.032 le persone che hanno perso la vita mentre svolgevano la propria attività lavorativa. Un bilancio che continua a crescere e che riaccende il dibattito sulla necessità di controlli più stringenti, formazione adeguata e investimenti reali nella sicurezza.


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