venerdì 17 aprile 2026

17 aprile - Dopo Stellantis Melfi che si ferma, Cassino si ferma ancora: Stellantis prolunga lo stop e trascina l’indotto nel baratro

info - Slai Cobas per il sindacato di classe 

Lo sciopero generale a Cassino quindi non è servito a niente? La lotta quella vera e senza regole è ORA!

La paralisi produttiva, che va avanti dal mese di marzo, sta prosciugando le buste paga dei dipendenti

di Andrea Senatore 16/04/2026, 09:23

Si allunga ancora l’ombra della crisi sullo stabilimento Stellantis di Cassino a Piedimonte San Germano, dove i fermi produttivi continuano a colpire operai e aziende dell’intero hinterland industriale. L’ultima comunicazione aziendale ha infatti spento le residue speranze di una ripartenza a breve: il blocco delle attività, inizialmente previsto fino al 20 aprile, è stato prorogato fino al 24. Questo significa che i lavoratori potranno rientrare in fabbrica solo dal 27 aprile, trasformando di fatto l’intero mese in un lungo periodo a zero ore.

Cassino: la paralisi produttiva riduce le buste paga dei dipendenti e mette in difficoltà serie l’indotto

Una situazione che, ormai da settimane, pesa direttamente sulle famiglie. La paralisi produttiva di Cassino, che va avanti dal mese di marzo, sta infatti prosciugando le buste paga dei dipendenti. Per molti operai, costretti a restare a casa senza una prospettiva chiara, gli stipendi si sono ormai ridotti a cifre comprese tra i 1.000 e i 1.200 euro. Un ridimensionamento netto delle entrate che sta alimentando preoccupazione, sfiducia e un diffuso senso di incertezza tra i lavoratori.

Ma il nodo non riguarda soltanto il sito produttivo di Stellantis Cassino. La crisi si sta propagando con forza su tutta la filiera collegata, mettendo in seria difficoltà le aziende dell’indotto che da anni gravitano attorno allo stabilimento laziale. Il caso più urgente è quello di Trasnova, con l’appalto in scadenza il prossimo 30 aprile. I lavoratori attendono con crescente ansia l’incontro al Ministero, nella speranza che possano essere attivati ammortizzatori sociali in grado di contenere almeno nell’immediato l’impatto occupazional

Nelle prossime ore, il monitoraggio della crisi si sposterà infatti a Roma, dove sono previsti nuovi tavoli di confronto anche per altre due realtà strategiche della filiera: Logitech e Teknoservice. Appuntamenti delicati, da cui dipenderà una parte importante del futuro occupazionale del territorio. Il timore, sempre più concreto, è che senza risposte rapide l’intero comparto possa avvicinarsi a un punto di non ritorno.

già pubblicato sul nostro blog

Promesse di padroni e governo a cui credono solo le segreterie sindacali, realtà: operai mandati a casa e licenziamenti senza soluzione nell'indotto

Stellantis, Melfi: ancora uno stop su tutti i turni

13 aprile 2026 | 17:21

E’ sempre la “mancanza di componenti” a rallentare i piani di Filosa. Via il terzo turno e “rilancio” sempre più in salita. 

Niente lavoro anche domani, 14 aprile, nello stabilimento lucano del Gruppo Stellantis. A renderlo noto l’azienda, tramite i sindacati, col metodo dei messaggini fatti veicolare ai lavoratori. “Vi informo che, per mancanza di componenti, l’attività produttiva sarà sospesa dalle ore 6 alle 22 di domani martedì 14 aprile”. Solo in “Lastratura, Stampaggio Verniciatura e Plastica si lavorerà nel primo turno di domani”. Non cambia, in sostanza, l’andazzo rispetto alle scorse settimane. Si lavora in media 4 giorni a settimana, se tutto va bene. E saltano a volte solo uno dei due turni, a volte entrambi. Sempre con comunicazioni del giorno prima. Ci sono problemi nell’approvvigionamento di materiali, e, come abbiamo più volte segnalato, anche alcune delle auto già assemblate, mancano di alcuni particolari. Ragione per cui i piazzali esterni sono pieni di macchine ancora da “recuperare”. Che qualcosa non torni nei desiderata della multinazionale emerge anche dal fatto che è saltato il turno di notte (quello maggiormente retribuito) nei reparti di Lastratura e Stampaggio. “Ci sono troppe scocche già a deposito”, ci aveva detto un operaio delle aree interessate, solo qualche giorno fa. Qualcosa scricchiola nel “rilancio” produttivo inaugurato dall’ad Filosa, a Melfi, anche se, proprio qualche giorno fa, dati sindacali (Fim Cisl) sottolineavano un aumento percentuale del 90% della auto realizzate nel primo trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Resta comunque in salita la sfida dei nuovi modelli (Compass e ds8), considerati troppo costosi (“sono degli scatoloni”, ironizzano gli stessi operai che li realizzano). Bisognerà attendere con ogni probabilità settembre, invece, per la presentazione della nuova Lancia Gamma, meno costosa e pretenziosa, rispetto ai target prodotti in questa primavera di “rilancio” a San Nicola di Melfi.





Nessun commento:

Posta un commento