Operai, lavoratori, lavoratrici,
questo 1°Maggio su scala internazionale è innanzitutto una grande giornata di lotta.
In tanti paesi del mondo capitalisti e imperialisti e nei paesi oppressi dall’imperialismo, milioni di lavoratori scendono in piazza e in corteo, dall’India alle capitali europee – Parigi, Berlino, Londra, ecc. – dall’America Latina alla Turchia, al Medio Oriente, agli Stati Uniti.
Sono uniti da un unico interesse, dichiarare forte: basta con la guerra, basta con i governi dei padroni, basta con lo sfruttamento, la miseria e l’oppressione, basta con i regimi fascisti, basta con i genocidi, in primis del popolo palestinese.
I proletari e le masse popolari in tutto il mondo hanno il diritto di ribellarsi e di rivendicare un mondo migliore.
I proletari e le masse popolari di tutto il mondo devono guardare a quello che li unisce, non a quello che li divide: L’unione fa la forza! La divisione avvantaggia i padroni.
Sul piano internazionale questa unità si chiama Internazionalismo proletario.
Il 1° Maggio è una giornata proletaria e internazionalista!
Le classi dominanti di tutti i paesi mostrano oggi il loro volto peggiore, incarnato da Trump, Netanyahu, Modi, ma anche da Putin, Xi Jinping, Macron, Erdogan... e in Italia dalla Meloni.
I governi guidati da queste persone ci stanno trascinando in un nuovo macello mondiale. Quello che vediamo tutti i giorni, in Palestina come in Libano, in Iran come in Ucraina.
Con il mondo nelle mani di questa classe e di questi governi, non è ancora il peggio.
E’ giusto quindi lottare in tutto il mondo per fermarli e rovesciarli.
Tutto questo, senza la classe operaia e i lavoratori, il loro movimento sindacale e politico, autonomo, organizzato non è possibile. Solo i lavoratori di tutto il mondo uniti possono unire tutte le classi sfruttate e oppresse e costruire il movimento che abolisce lo stato di cose esistente.
In questo 1° Maggio comprendere questo è la cosa principale. E’ la base per costruire la forza materiale, il Partito dei lavoratori, il fronte unito proletario e popolare, l’esercito proletario in grado di combattere, resistere e vincere; costruendo in ogni paese un nuovo governo, un nuovo Stato, un nuovo sistema senza guerre, fascismo, sfruttamento e oppressione, con il potere nelle mani degli operai e delle masse popolari.
In
Italia la situazione dei proletari e delle masse popolari, checché
ne dicano Governo Meloni, Stato, Istituzioni, stampa e TV, peggiora,
non migliora; nelle
fabbriche e posti di lavoro o si è in cassintegrazione o si è con
contratti precari o senza lavoro, e dove si lavora i soldi non
bastano mai per il carovita; c’è carovita, i giovani sono o senza
lavoro o con lavoro sottopagati, caro sanità, caro casa, caro
scuola, caro trasporti.
I padroni e i ricchi invece conservano e
aumentano i loro profitti, diventano sempre più scandalosamente
ricchi con la finanza e oggi producendo armi, lucrando super profitti
per la crisi energetica e la speculazione finanziaria ecc.
Nelle fabbriche, e in tanti posti di lavoro, non solo se si lavora si viene sempre più sfruttati, ma soprattutto si muore di lavoro, di precarietà e da inquinamento.
Rispetto a tutto questo il governo difende gli interessi esclusivi dei padroni, e per impedire lotte, ribellioni, dissenso e proteste trasforma questo paese in uno ‘Stato di polizia’; la sicurezza di cui parlano che vogliono difendere è quella dei padroni, dei ricchi, dei borghesi grandi, medi e piccoli che vogliono stare bene, mentre lavoratori, lavoratrici, giovani, precari, immigrati, masse povere devono stare sempre peggio, schiacciati, repressi se si ribellano e lottano.
Tanti giovani sono scesi in campo per la Palestina, contro la scuola di classe, contro la guerra e il riarmo, con manifestazioni combattive blocchi, occupazioni e contro gli attacchi alla Costituzione e ai diritti democratici, contribuendo alla vittoria del No al referendum.
Ma questo governo non ha nessuna intenzione di fare passi indietro.
Ogni giorno, anche il 25 aprile, fa ulteriori passi verso un moderno fascismo, attaccando la Costituzione nata dalla Resistenza, mantenendo al governo corrotti, fascisti, razzisti, controllando stampa e Tv, imponendo una giustizia solo per i padroni, i ricchi e la sua casta.
Proprio il 1° Maggio, quasi a beffa e provocazione, il governo Meloni vara un altro decreto “sul lavoro”, che per i lavoratori al massimo darà qualche altro “bonus”, welfare, ma che dice NO ad aumenti salariali reali; invece ai padroni regala altri sgravi, o incentivi per assumere in modo precario qualche giovane, donna; il governo avanza verso un’economia di guerra per scaricare sui proletari e le masse i costi degli interventi nelle guerre e dell’aumento delle spese militari, e le industrie belliche fanno enormi profitti sui massacri dei popoli,
Tocca quindi ai lavoratori, lavoratrici alzare la testa, lottare, offrire un punto di riferimento di classe a tutti coloro che lottano. Serve un sindacato di classe e di massa nelle mani dei lavoratori e non delle burocrazie sindacali.
Serve uno sciopero generale che paralizzi il paese, faccia cadere questo governo e rimanga in campo contro tutti i governi dei padroni, senza alcuna fiducia nell’opposizione parlamentare che al governo c’è già stata e che a parte le parole non contrasta realmente la guerra, il riarmo, la repressione, i decreti sicurezza, il genocidio del popolo palestinese, e meno che mai gli attacchi ai salari, all’occupazione. alla salute alle condizioni di lavoro, e allo schiavismo dei migranti
Il 1° Maggio non servono concerti, ma serve lotta, coscienza e organizzazione.
1 maggio 2026
Proletari comunisti
Slai cobas per il sindacato di classe
Info - pcro.red@gmail.com - WA 3519575628
Blog: https://proletaricomunisti.blogspot.com/
Questo volantino è diffuso alle fabbriche il 29/30 aprile e alle manifestazioni a cui partecipiamo il 1° Maggio
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