sabato 31 ottobre 2026

31 ottobre - PERCHE' SI MUORE SUL LAVORO:  Strage di braccianti a Canicattì, altri morti sul lavoro sul conto del governo Meloni al servizio dei capitalisti

 

Lavoravano da sempre. Chi conosceva le quattro persone che ogni mattina si spostavano da Canicattì per andare nelle campagne tra Naro e Campobello di Licata, non riesce ad aggiungere altro che non riguardi il loro lavoro di braccianti agricoli. Proprio quel mestiere che avevano fatto da una vita li ha portati alla morte la mattina del 26 ottobre.

Questo riportano alcuni giornali, ma - notizia che è già sparita il giorno dopo - non solo dai giornali ma da qualsiasi informazione, chi erano questi quattro lavoratori, questi quattro braccianti? Antonio Agrò 64 anni, Diego Giordano 53 anni, Antonino Di Vincenzo 60 anni e Gioacchino Ferrigno di 63. Ogni mattina presto si alzavano per andare a raccogliere le olive in questo momento dell'anno, a fare il loro lavoro da braccianti.

Non solo la notizia è sparita dai giornali come succede quasi sempre con le morti sul lavoro, ma abbiamo detto i nomi, perché i nomi che saranno ripetuti appunto durante il funerale di ieri, i nomi significa che non sono numeri, sono persone in carne e ossa, quello che in questo sistema sociale passa in secondo, in terzo piano, persone in carne e ossa che hanno famiglia, alcuni erano sposati con figli, mentre in realtà si tratta di coloro che quotidianamente, con questa media di tre morti sul lavoro al giorno che è in aumento secondo le statistiche ufficiali, sono quelli che lavoro ne apportano, portano da mangiare, danno da mangiare a tutti, soprattutto naturalmente quelli dell'agricoltura come in questo caso.

I numeri purtroppo sono alti, ma questo si tratta del problema che viene cancellato, che non è solo

quello delle morti che naturalmente è il più grave in assoluto che possa capitare, ma quello degli altri problemi, ci si dimentica pure che ci sono dietro famiglie con tutti i problemi che devono sopportare da quelli burocratici, a tutti i problemi legati per esempio allo status di lavoratori, cioè questi lavoratori avevano un contratto? erano in nero? e quindi tutto quello che concerne naturalmente anche per il futuro delle famiglie.

Che fossero in nero fino a questo momento, dalle notizie alle scarse che ci sono, non si sa, però è molto probabile visto che nelle statistiche generali, nella media nazionale, i lavoratori in nero sono veramente tantissimi, secondo le statistiche i lavoratori dell'agricoltura in Sicilia sono fino 136 mila e di questi una buona metà sono donne e come si è visto per questi lavoratori l'età è già importante, si tratta di sessantenni, e questo dell'età spiega anche molte delle morti sul lavoro, non si può lavorare a fine età avanzata facendo lavori pesantissimi, questa è un'assurdità in questa società di merda, in questa società imperialista dove le assurdità sono di ogni tipo, quotidiane, anche questa rientra tra le assurdità che portano alla morte. Solo in Sicilia secondo l'INAIL ci sono già quest'anno almeno 50 morti a cui bisogna aggiungere questi ulteriori 4 morti. Ricordiamo che lo stesso giorno era morto un operaio a Brindisi mentre già ieri è morto un altro operaio giovanissimo. In Sicilia sono 54 i morti sul lavoro dall'inizio dell'anno ma aumentano gli infortuni, l'INAIL dice “al netto degli infortuni agli studenti” perché anche quello degli studenti è diventato un dato di fatto, anche questi sono in aumento, gli studenti come si sa sono quelli che chiamano stagisti, una forma di lavoro a bassissimo costo, semischiavizzato - come da semischiavi è il lavoro, alcune volte addirittura da schiavi - di tanti altri lavoratori in questo settore e non soltanto in questo settore perché l'INAIL parla praticamente dell'agricoltura, certo con gli infortuni che aumentano ma anche dell'industria dei servizi e del trasporto, di quasi tutti i settori sociali, sanità, assistenza sociale, costruzioni cioè quelli che fanno i muratori e addirittura il magazzinaggio cioè si muore dappertutto in qualsiasi ambito lavorativo.

In Italia dicono le statistiche che 230.000 sono i braccianti che lavorano ogni giorno, quotidianamente devono andare nelle campagne per raccogliere ogni tipo di frutta e verdura e questo conferma ogni giorno non solo le statistiche ma l'assoluto menefreghismo naturalmente del governo - e non parliamo di questo governo moderno fascista, dove ogni ambito lavorativo deve essere solo al maggior sfruttamento per far fare più profitti ai padroni - questo è un dato scontato in tutte le categorie.

Questo governo in questi giorni addirittura festeggia i dieci anni della legge sul caporalato che guarda caso doveva dare una risposta soprattutto nell'agricoltura ma non solo il caporalato, un po' in tutti i settori, anche in quello delle costruzioni, quindi la Calderone dice che abbiamo ottenuto risultati e se questi sono i risultati un bel festeggiamento della legge abbiamo! una legge che invece di diminuire il precariato di fatto lo ha aumentato secondo le statistiche, un precariato oggettivamente costretto dalle condizioni di lavoro a continuare secondo le leggi che liberalizzano tutto e danno un sostegno ai padroni costantemente con leggi e leggine, per non parlare dei fondi pubblici ai padroni - a miliardi - e in sostanza il precariato rimane, quindi caporalato, precariato, contratti che non esistono, lavoro in nero, sono tutta una condizione generale naturalmente che hanno contribuito alla morte di questi quattro lavoratori che dal sindaco della città di Canicattì vengono definiti come grandi lavoratori, il sindaco ha indetto il lutto cittadino e ci saranno le bandiere a mezz'asta. Certo a livello locale il sindaco di cui uno di questi è stato compagno di scuola, la cosa è più sentita e può avere un effetto diverso, ma il problema vero è lo Stato, i governi sono quelli che hanno nelle mani la possibilità di fare le leggi e oggettivamente dare una possibilità, un minimo di risposta alle condizioni di vita e di lavoro, ma chiaramente non lo fanno perché ogni governo è un governo al servizio dei padroni come diciamo costantemente, come denunciamo in queste nostre controinformazioni le questioni oggettive, ma come si fa a sopportare questo elenco quotidiano? Solo ad agosto ci sono state 18 morti sul lavoro in quattro giorni, queste cose sono cose che devono far saltare dalla sedia, invece le sedie se le tengono strette i politici, se le tengono strette i capi delle aziende di ogni tipo, aziende che naturalmente come abbiamo visto della vita dei lavoratori proprio non hanno nessun interesse, il fatto di buttare i lavoratori che si infortunano lontano dal posto di lavoro per evitare di essere indagati, andare sotto indagini, ecc, ma come si fa? È una disumanità, è difficile trovare pure gli aggettivi, quindi dal governo con il suo Ministro Calderone, questa capa di uno dei settori che garantiscono i padroni, al governo intero che non solo non aveva mosso un dito, ma anzi ci ha messo un carico in più rispetto a questa situazione per esempio, che riguarda anche il modo di come vivono queste persone, spesso sono persone che vivono quasi sempre nelle bidonville, non era il caso di questi quattro cittadini di Canicattì che in città probabilmente avevano un affitto, una casa, questo purtroppo non risulta, ma la maggior parte, perché la maggior parte dei lavoratori in questo settore particolare è fatto di immigrati e vive in maniera davvero assurda, in accampamenti dove manca tutto, dove si devono dare da fare da soli, si devono trovare le condizioni generali per vivere.

Governi che non tengono conto assolutamente, per esempio degli appalti, che cosa ha fatto il governo su questi appalti? Li ha liberalizzati ancora di più, quindi si è diffuso ancora di più il sistema dei subappalti e quindi fanno finta comunque, perché hanno tutti gli strumenti di non trovare, poi ci sono le indagini, bisogna scoprire che cosa è successo, ma che cosa è successo? E' successo che questo sistema con la media di tre morti al giorno e 600.000 infortuni, per non parlare delle malattie professionali, dove infortuni significa che uno rimane mutilato, gli può saltare una mano, un braccio, un piede, per tutta la vita e quindi sono problemi che bisogna affrontare in maniera assolutamente seria, non si può continuare ad avere la non sicurezza assoluta durante il lavoro, ci sono i ritmi di lavoro che vanno veloci perché bisogna consegnare la merce, qualsiasi tipo di merce, subito, presto, presto, fare prima degli altri, vincere la concorrenza e i turni, ci sono turni, la notte, abbiamo sentito lavoratori che si dovono, anche nell'agricoltura, da 12-14 ore al giorno e un insieme di condizioni che diventa sempre più insopportabile e quindi non è che siamo davanti oggettivamente a una novità, la morte in questo caso, così come la povertà, in questo sistema sono considerati normali, fa parte dei costi di produzione dei padroni, è messa in conto, e una società dove si mette in conto la povertà e la morte, è una società da buttare all'aria prima possibile, è una società in cui non si può pensare di continuare a vivere, anche perché la disumanizzazione raccoglie tutti. Dal governo ai sindacati, sono tutte chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere.

Tutti i sindacati generali, i confederali, ogni volta, così come il Presidente della Repubblica talvolta, esprimono il loro cordoglio e dicono che questa situazione non è più accettabile, ma abbiamo mai visto seriamente che cosa fanno questi? non fanno assolutamente nulla, per Landini addirittura si deve risolvere il problema con la formazione e la prevenzione, ma che significa? hai tre morti al giorno da anni, da sempre oggettivamente e quindi tu sindacalista di questa portata, sei complice, non parliamo di quelli che accompagnano con le leggi, pure il governo, ma sei complice di un sistema di morte oggettivamente e non stiamo parlando delle guerre, ma di questa guerra interna continua, costante, che porta alla morte degli operai, quattro operai che si alzano al mattino presto, con nome e cognome, con famiglia, non tornano a casa perché muoiono sulla strada per il lavoro. Il sistema capitalista/imperialista lo conosciamo da quando Marx ed Engels per primi ne fecero un'analisi approfondita e seria, quindi era già lì con una descrizione accurata di come si moriva già, anzi agli inizi dell'imperialismo, del capitalismo, questo sistema è descritto benissimo con le morti sul lavoro, con gli infortuni, con tutto il resto, perché questo è il capitalismo/imperialismo, in questo sistema tutto viene considerato “normale” e quindi se gli operai stessi adesso non prendono nelle proprie mani il loro destino, pensando che l'unica sicurezza che hanno è la loro sicurezza, cioè il fatto che ce l'hanno nelle mani loro i problemi della sicurezza e che lottino fino in fondo contro il governo, contro tutti i suoi complici e quindi senza questo protagonismo degli operai dalla fabbrica a tutti i posti di lavoro, è chiaro che non sarà possibile continuare, non sarà possibile avere una vera sicurezza sul lavoro - per rimanere a livello della sicurezza - ma non sarà possibile vivere in maniera leggermente più serena perché questo sistema ti toglie la serenità da ogni punto di vista. Quindi l'unica possibilità è prendere in mano il proprio destino e ribaltare le coste, togliere di mezzo il sistema capitalista/imperialista quanto prima.



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