domenica 1 luglio 2012

sostegno agli operai ex tyssenkrupp

RICOLLOCAZIONE IMMEDIATA
PER TUTTI GLI EX LAVORATORI THYSSENKRUPP DI TORINO
PROMESSA DAL SINDACO PIERO FASSINO

"...il capitale non ha riguardo per la salute e per la durata della vita 
dell'operaio, quando non sia costretto a tali riguardi dalla società"
(K. Marx)

L'odierna crisi generale investe appieno i lavoratori di tutto il mondo e 
anche nel nostro Paese i suoi effetti più nefasti vengono fatti ricadere 
sulle loro spalle: disoccupazione, precarietà, emarginazione, smantellamento 
dello stato sociale, promozione della guerra fra poveri........

Il crescente attacco contro i diritti dei lavoratori con la massiccia 
introduzione di forme di precariato e quello sferrato allo Statuto dei 
lavoratori attraverso le misure contenute nel piano Marchionne e nella 
Riforma Fornero, nel tempo si sono tradotti in una condizione generalizzata 
di ricattabilità e insicurezza di tutti i lavoratori e nel tentativo di 
estromettere dai luoghi di lavoro i sindacati più combattivi, come ad 
esempio il caso FIOM in FIAT.
L'acuirsi di questa crisi si traduce anche, nei luoghi di lavoro, in 
migliaia di morti e centinaia di migliaia di invalidi permanenti, senza 
dimenticare i malati "professionali" in seguito all'esposizione a sostanze 
nocive per la salute. Questo problema è ormai una piaga sociale che minaccia 
quotidianamente la vita dei lavoratori e dei cittadini, mai affrontato dai 
Governi che si sono succeduti negli ultimi decenni. Nella pratica si 
alimentano le condizioni che hanno portato alla strage avvenuta alla 
ThyssenKrupp di Torino il 6 dicembre 2007 in cui sono morti, per il profitto 
dei padroni, 7 nostri compagni di lavoro.
Il verdetto di primo grado della primavera scorsa con la condanna di tutti 
gli imputati, ottenuta grazie alla costante mobilitazione dei familiari, 
degli operai e dei tanti cittadini solidali, è stato un primo passo verso l'accertamento 
della verità e della giustizia, nonostante questi criminali non siano ancora 
in galera. Di fatto rimane una battaglia ancora aperta per cui occorrerà 
vigilare e mobilitarsi per impedire rischi quali la già avviata 
depenalizzazione dei reati legati ai morti sul lavoro (depotenziamento del 
Testo Unico 81/2008), il tentativo di insabbiare le responsabilità dei morti 
sul lavoro attraverso la prescrizione con il Processo breve, lo 
smantellamento di pool di magistrati particolarmente competenti in materia 
di reati legati al mondo del lavoro come quello coordinato dal Dott. R. 
Guariniello.
Inoltre, questa vicenda rimane per alcuni di noi una battaglia aperta anche 
per un altro motivo: dopo aver lavorato senza le minime garanzie di 
sicurezza e rischiato la vita in uno stabilimento ormai condannato alla 
chiusura, dopo esserci costituiti coraggiosamente per la prima volta in 
Italia Parti Civili in una class-action al fianco degli Enti locali nel 
processo, dopo il cordoglio delle Istituzioni cittadine e le rassicurazioni 
(solo formali) per lavorare affinché venisse garantita la sicurezza nei 
luoghi di lavoro e svariate promesse di ricollocazione per tutti i 
lavoratori da parte del Comune durante e dopo le campagne elettorali (l'ultima 
risale al 30 giugno 2011 in un incontro con il neo eletto sindaco P. 
Fassino), dopo 4 anni siamo ancora senza un'occupazione. Quelle Istituzioni 
che dovrebbero sostenerci oggi ci discriminano, dato che oltre 30 nostri ex 
colleghi sono stati ricollocati in società partecipate del Comune e che 
nessuno di loro era costituito come Parte Civile nel processo.
La nostra vicenda in quanto ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino ancora 
senza lavoro è uno degli esempi del disinteresse con il quale prima la 
giunta Chiamparino e poi la nuova giunta di Fassino abbiano trattato la 
situazione dell'occupazione nel capoluogo piemontese.
Torino, sede della Fiat del "mirabolante" piano Marchionne e della tanto 
discussa Tav, oggi una delle città più colpite dagli effetti delle politiche 
di "macelleria sociale" imposte dal governo Monti e applicata con diligenza 
a livello locale dall'Amministrazione Fassino, vede il proprio tessuto 
industriale profondamente colpito dalla crisi attraverso licenziamenti, 
tagli, delocalizzazioni, esuberi. Una gravissima situazione che 
quotidianamente investe strati sempre più ampi del tessuto sociale cittadino 
senza che l'Amministrazione dia risposte chiare e metta in campo misure 
concrete per contrastare gli effetti della crisi.
Servono politiche che rompano con le misure imposte dal Governo per 
salvaguardare l'occupazione esistente e rilanciare la creazione di nuovi 
posti di lavoro, peraltro sbandierata nel programma elettorale Gran Torino 
Capitale del Lavoro. Questo programma che per ora rimane lettera morta, noi 
vogliamo farlo diventare realtà!
L'unica misura che ci consentirebbe di uscire dalla crisi è la creazione di 
posti di lavoro, sicuri e dignitosi per tutti, potenziando i servizi ai 
cittadini: nei trasporti potenziando la rete esistente ed estendendola al 
servizio notturno, inesistente persino nelle grandi metropoli che dicono di 
ispirarsi alle capitali europee e a quelle oltreoceano; nella sanità, 
potenziando i poli ospedalieri esistenti e costruendone di nuovi in zone 
decentrate; offrendo cultura e arte a prezzi popolari, lontano da qualunque 
speculazione; salvaguardando l'ambiente dalle speculazioni edilizie, 
bonificando le aree industriali dismesse dalle sostanze abbandonate dalle 
produzioni industriali; nazionalizzando le produzioni pericolose, inutili e 
obsolete e riconvertendole a produzioni utili e rispettose delle persone e 
dell'ambiente; sostenendo maggiormente le forme di produzione, consumo e 
distribuzione di tipo solidaristico e locale; valorizzando maggiormente il 
nostro patrimonio artistico lasciato nell'incuria e nel degrado in cui 
spesso versano musei, città d'arte e zone d'interesse artistico. Ecco come 
creare posti di lavoro utili! In definitiva è solo una questione di volontà 
politica.
Gli ammortizzatori di cui beneficiamo (ancora per poco) sono solo una misura 
temporanea per sbarcare il lunario, un'anticamera della disoccupazione, un'elemosina 
sociale di cui faremmo volentieri a meno. Ciò che vogliamo è mettere al 
servizio della nostra Città competenze e professionalità attraverso un posto 
di lavoro sicuro e dignitoso, garantito dalla Costituzione nata dalla 
Resistenza e dai diritti conquistati in decenni di lotte.
Disoccupazione, esuberi e precariato, così come i morti e gli infortuni sul 
lavoro altro non sono che il frutto di questo imbarbarimento delle 
condizioni materiali, sociali e culturali a cui ogni giorno veniamo 
sottoposti noi lavoratori: a ciò e per pretendere un posto di lavoro sicuro 
e dignitoso rispondiamo lanciando questo appello.
Ci rivolgiamo a tutti i lavoratori, i cassintegrati, i disoccupati, gli 
intellettuali, le personalità pubbliche del mondo dell'arte, dello 
spettacolo, della cultura e del mondo scientifico, gli esponenti sindacali, 
i giornalisti, i politici, i comitati di lotta, le associazioni, gli enti e 
gli organismi che si battono per promuovere la sicurezza e la salute nei 
luoghi di lavoro e singoli cittadini affinché prendano posizione 
pubblicamente, sottoscrivendo questa petizione:
in solidarietà con gli ex lavoratori della ThyssenKrupp di Torino, impegnati 
da quattro anni in una dura battaglia per l'accertamento della verità e 
della giustizia e per la loro immediata ricollocazione lavorativa, così come 
promesso dal Sindaco P. Fassino il 30 giugno 2011;
perché si costringano, attraverso la lotta e la mobilitazione popolare, 
Governo e Amministrazioni locali a mantenere i posti di lavoro (sicuri e 
dignitosi per tutti) esistenti e a crearne di nuovi come unica misura per 
uscire dalla crisi.
Lavoro sicuro e dignitoso per tutti!
Ricollocazione immediata da parte del Comune di Torino per tutti i 
lavoratori ThyssenKrupp costituiti Parti Civili nel processo!

Giugno 2012
Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino
----- Original Message ----- 
From: "Marco Spezia" <sp-mail@libero.it>
To: <Undisclosed-Recipient:;>
Sent: Wednesday, June 27, 2012 10:17 PM
Subject: IMPORTANTE - FIRMA L'APPELLO UN LAVORO PER GLI EX OPERAI 
THYSSENKRUPP PROMESSO DA FASSINO


IMPORTANTE - FIRMA L'APPELLO UN LAVORO PER GLI EX OPERAI THYSSENKRUPP 
PROMESSO DA FASSINO



Gli ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino lanciano un Appello di solidarietà 
affinché il Sindaco Fassino mantenga quanto promesso nell'incontro del 30 
giugno 2011: un lavoro sicuro e dignitoso per tutti i lavoratori rimasti in 
mobilità, gran parte dei quali costituitisi Parti Civili nel processo per la 
strage del 6 dicembre 2007 in cui hanno perso la vita 7 compagni di lavoro.


FIRMA E FAI FIRMARE L'APPELLO, INDICANDO:

NOME E COGNOME - PROFESSIONE - ORGANIZZAZIONE SINDACALE, POLITICA, 
CULTURALE - CITTA' - MAIL



L'Appello, riportato a seguire, si trova e può essere sottoscritto alla 
pagina:

http://www.firmiamo.it/un-lavoro-per-gli-ex-operai-thyssenkrupp-promesso-da-fassino#petition

Dopo aver firmato (magari lasciando un commento), condividilo sulla tua 
bacheca dei tuoi amici di FaceBook, Twitter, Google+ e altri social network 
e poi giralo alla tua rete di contatti.

Obiettivo 50.000 firme. Ma ci occorre il vostro aiuto!

Inoltre ti chiediamo di inviare mail di protesta presso l'Ufficio del 
Sindaco Fassino (l'indirizzo è segreteria.sindaco@comune.torino.it) 
indicando nel testo la seguente dicitura seguita da NOME e COGNOME:

"Denunciamo l'atteggiamento discriminatorio nei confronti degli ex 
lavoratori ThyssenKrupp di Torino ancora senza lavoro e chiediamo il 
rispetto delle promesse di un lavoro sicuro e dignitoso per i 14 lavoratori 
ancora senza occupazione."

Vi chiediamo, per conoscenza, di inviarla anche al nostro indirizzo mail

maipiuthyssenkrupp@hotmail.it



LAVORO SICURO E DIGNITOSO PER TUTTI GLI EX LAVORATORI THYSSENKRUPP



Giugno 2012

Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino


A seguire l' appello.



RICOLLOCAZIONE IMMEDIATA

PER TUTTI GLI EX LAVORATORI THYSSENKRUPP DI TORINO

PROMESSA DAL SINDACO PIERO FASSINO



"...il capitale non ha riguardo per la salute e per la durata della vita 
dell'operaio, quando non sia costretto a tali riguardi dalla società"

(K. Marx)



L'odierna crisi generale investe appieno i lavoratori di tutto il mondo e 
anche nel nostro Paese i suoi effetti più nefasti vengono fatti ricadere 
sulle loro spalle: disoccupazione, precarietà, emarginazione, smantellamento 
dello stato sociale, promozione della guerra fra poveri.

Il crescente attacco contro i diritti dei lavoratori con la massiccia 
introduzione di forme di precariato e quello sferrato allo Statuto dei 
lavoratori attraverso le misure contenute nel piano Marchionne e nella 
Riforma Fornero, nel tempo si sono tradotti in una condizione generalizzata 
di ricattabilità e insicurezza di tutti i lavoratori e nel tentativo di 
estromettere dai luoghi di lavoro i sindacati più combattivi, come ad 
esempio il caso FIOM in FIAT.

L'acuirsi di questa crisi si traduce anche, nei luoghi di lavoro, in 
migliaia di morti e centinaia di migliaia di invalidi permanenti, senza 
dimenticare i malati "professionali" in seguito all'esposizione a sostanze 
nocive per la salute. Questo problema è ormai una piaga sociale che minaccia 
quotidianamente la vita dei lavoratori e dei cittadini, mai affrontato dai 
Governi che si sono succeduti negli ultimi decenni. Nella pratica si 
alimentano le condizioni che hanno portato alla strage avvenuta alla 
ThyssenKrupp di Torino il 6 dicembre 2007 in cui sono morti, per il profitto 
dei padroni, 7 nostri compagni di lavoro.

Il verdetto di primo grado della primavera scorsa con la condanna di tutti 
gli imputati, ottenuta grazie alla costante mobilitazione dei familiari, 
degli operai e dei tanti cittadini solidali, è stato un primo passo verso 
l'accertamento della verità e della giustizia, nonostante questi criminali 
non siano ancora in galera. Di fatto rimane una battaglia ancora aperta per 
cui occorrerà vigilare e mobilitarsi per impedire rischi quali la già 
avviata depenalizzazione dei reati legati ai morti sul lavoro 
(depotenziamento del Testo Unico 81/2008), il tentativo di insabbiare le 
responsabilità dei morti sul lavoro attraverso la prescrizione con il 
Processo breve, lo smantellamento di pool di magistrati particolarmente 
competenti in materia di reati legati al mondo del lavoro come quello 
coordinato dal Dott. R. Guariniello.

Inoltre, questa vicenda rimane per alcuni di noi una battaglia aperta anche 
per un altro motivo: dopo aver lavorato senza le minime garanzie di 
sicurezza e rischiato la vita in uno stabilimento ormai condannato alla 
chiusura, dopo esserci costituiti coraggiosamente per la prima volta in 
Italia Parti Civili in una class-action al fianco degli Enti locali nel 
processo, dopo il cordoglio delle Istituzioni cittadine e le rassicurazioni 
(solo formali) per lavorare affinché venisse garantita la sicurezza nei 
luoghi di lavoro e svariate promesse di ricollocazione per tutti i 
lavoratori da parte del Comune durante e dopo le campagne elettorali 
(l'ultima risale al 30 giugno 2011 in un incontro con il neo eletto sindaco 
P. Fassino), dopo 4 anni siamo ancora senza un'occupazione. Quelle 
Istituzioni che dovrebbero sostenerci oggi ci discriminano, dato che oltre 
30 nostri ex colleghi sono stati ricollocati in società partecipate del 
Comune e che nessuno di loro era costituito come Parte Civile nel processo.

La nostra vicenda in quanto ex lavoratori ThyssenKrupp di Torino ancora 
senza lavoro è uno degli esempi del disinteresse con il quale prima la 
giunta Chiamparino e poi la nuova giunta di Fassino abbiano trattato la 
situazione dell'occupazione nel capoluogo piemontese.

Torino, sede della Fiat del "mirabolante" piano Marchionne e della tanto 
discussa Tav, oggi una delle città più colpite dagli effetti delle politiche 
di "macelleria sociale" imposte dal governo Monti e applicata con diligenza 
a livello locale dall'Amministrazione Fassino, vede il proprio tessuto 
industriale profondamente colpito dalla crisi attraverso licenziamenti, 
tagli, delocalizzazioni, esuberi. Una gravissima situazione che 
quotidianamente investe strati sempre più ampi del tessuto sociale cittadino 
senza che l'Amministrazione dia risposte chiare e metta in campo misure 
concrete per contrastare gli effetti della crisi.

Servono politiche che rompano con le misure imposte dal Governo per 
salvaguardare l'occupazione esistente e rilanciare la creazione di nuovi 
posti di lavoro, peraltro sbandierata nel programma elettorale Gran Torino 
Capitale del Lavoro. Questo programma che per ora rimane lettera morta, noi 
vogliamo farlo diventare realtà!

L'unica misura che ci consentirebbe di uscire dalla crisi è la creazione di 
posti di lavoro, sicuri e dignitosi per tutti, potenziando i servizi ai 
cittadini: nei trasporti potenziando la rete esistente ed estendendola al 
servizio notturno, inesistente persino nelle grandi metropoli che dicono di 
ispirarsi alle capitali europee e a quelle oltreoceano; nella sanità, 
potenziando i poli ospedalieri esistenti e costruendone di nuovi in zone 
decentrate; offrendo cultura e arte a prezzi popolari, lontano da qualunque 
speculazione; salvaguardando l'ambiente dalle speculazioni edilizie, 
bonificando le aree industriali dismesse dalle sostanze abbandonate dalle 
produzioni industriali; nazionalizzando le produzioni pericolose, inutili e 
obsolete e riconvertendole a produzioni utili e rispettose delle persone e 
dell'ambiente; sostenendo maggiormente le forme di produzione, consumo e 
distribuzione di tipo solidaristico e locale; valorizzando maggiormente il 
nostro patrimonio artistico lasciato nell'incuria e nel degrado in cui 
spesso versano musei, città d'arte e zone d'interesse artistico. Ecco come 
creare posti di lavoro utili! In definitiva è solo una questione di volontà 
politica.

Gli ammortizzatori di cui beneficiamo (ancora per poco) sono solo una misura 
temporanea per sbarcare il lunario, un'anticamera della disoccupazione, 
un'elemosina sociale di cui faremmo volentieri a meno. Ciò che vogliamo è 
mettere al servizio della nostra Città competenze e professionalità 
attraverso un posto di lavoro sicuro e dignitoso, garantito dalla 
Costituzione nata dalla Resistenza e dai diritti conquistati in decenni di 
lotte.

Disoccupazione, esuberi e precariato, così come i morti e gli infortuni sul 
lavoro altro non sono che il frutto di questo imbarbarimento delle 
condizioni materiali, sociali e culturali a cui ogni giorno veniamo 
sottoposti noi lavoratori: a ciò e per pretendere un posto di lavoro sicuro 
e dignitoso rispondiamo lanciando questo appello.

Ci rivolgiamo a tutti i lavoratori, i cassintegrati, i disoccupati, gli 
intellettuali, le personalità pubbliche del mondo dell'arte, dello 
spettacolo, della cultura e del mondo scientifico, gli esponenti sindacali, 
i giornalisti, i politici, i comitati di lotta, le associazioni, gli enti e 
gli organismi che si battono per promuovere la sicurezza e la salute nei 
luoghi di lavoro e singoli cittadini affinché prendano posizione 
pubblicamente, sottoscrivendo questa petizione:

-         in solidarietà con gli ex lavoratori della ThyssenKrupp di Torino, 
impegnati da quattro anni in una dura battaglia per l'accertamento della 
verità e della giustizia e per la loro immediata ricollocazione lavorativa, 
così come promesso dal Sindaco P. Fassino il 30 giugno 2011;

-         perché si costringano, attraverso la lotta e la mobilitazione 
popolare, Governo e Amministrazioni locali a mantenere i posti di lavoro 
(sicuri e dignitosi per tutti) esistenti e a crearne di nuovi come unica 
misura per uscire dalla crisi.

Lavoro sicuro e dignitoso per tutti!

Ricollocazione immediata da parte del Comune di Torino per tutti i 
lavoratori ThyssenKrupp costituiti Parti Civili nel processo!



Giugno 2012

Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino

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