lunedì 1 luglio 2019

1 luglio - una corrispondenza: QUESTA MATTINA ALLA FABBRICA ARCELOR/MITTAL DI TARANTO - TRA GLI OPERAI

Nonostante incontri e Tavoli in corso - l'incontro coi sindacati di questa mattina sulla Cigo è slittato al pomeriggio alle 15,30 - ArcelorMittal non ha affatto sospeso la procedura di avvio della cassintegrazione e ha già comunicato ai lavoratori coinvolti il numero delle giornate di cassintegrazione, per 1011 operai, 106 intermedi e 278 tra impiegati e quadri. Nello stesso tempo i sindacati denunciano che mentre mette in cassintegrazione operai addetti alla manutenzione centrale ordinaria e straordinaria degli impianti, appalta ad aziende esterne questi stessi lavori.
 
MA CHE SUCCEDE TRA GLI OPERAI?
Questa mattina alle 6 sia alla portineria D che alla portineria A abbiamo discusso con loro questa situazione.
Gli operai denunciano prima di tutto l'assenza di informazione diretta da parte dei sindacati interni; i lavoratori vengono lasciati in attesa, fermi, senza alcunchè di indicazioni. Da un lato non c'è sorpresa - lo "slogan": Mittal come Riva, peggio di Riva - detto per prima dallo Slai Cobas - è diventato un commento comune tra gli operai; dall'altro c'è coscienza della necessità della lotta, di non far passare questi ricatti del padrone indiano, perchè ad ogni ricatto ne seguiranno altri. Ma sulla risposta di lotta sorgono problemi. Pur essendo avanzata a livello di massa la denuncia della linea e azione attuale dei sindacati confederali, gli operai pensano che loro non possano pesare. Dicono giustamente che senza organizzazione gli operai non possono fare nulla, ma non c'è ancora fiducia, in sè e soprattutto nei loro compagni di lavoro, sulla possibilità che gli stessi operai costruiscano dal basso, a partire dagli operai più coscienti una nuova organizzazione/autorganizzazione. Lo Slai Cobas ha teso invece a portare soprattutto fiducia. Una fiducia non astratta ma concreta, che nasce dalla realtà di questa fabbrica.

1 luglio - da tarantocontro: Questa mattina alla fabbrica ArcelorMittal - il volantino

COMUNICATO AI LAVORATORI
La minacciata insensata arrogante ricattatoria di ArcelorMittal, per imporre immunità penale, cassintegrazione ‘permanente’, per avere mani libere per massima flessibilità di sfruttare, usare le ditte d’appalto al posto dei lavoratori diretti, non richiamare nessuno dei cassintegrati ex Ilva AS – mentre si fanno dei corsi di formazione farsa, non permettere miglioramenti dell’AIA e del piano ambientale, non deve passare.
La cassa integrazione non doveva neanche cominciare senza accordo sindacale prima degli incontri del 4 e 9 luglio - farla cominciare significa semplicemente avallarla poi a questi Tavoli.
Bentivogli Fim si schiera apertamente con i padroni di Confindustria, Federmeccanica, ArcelorMittal; altri sindacalisti seminano paura e allarmismo tra i lavoratori per farli stare buoni o per addirittura mobilitarli al fianco dei padroni, come sciaguratamente avvenne a marzo 2012.
Chiariamo a tutti che ArcelorMittal non può arrogarsi il diritto di chiudere gli impianti dello stabilimento siderurgico di Taranto il 6 settembre prossimo nel caso il Governo confermi il Decreto crescita, in cui è inserito il (mini)stop alla cosiddetta immunità penale. Questa minaccia che non ha alcun senso, perchè ArcelorMittal non è ancora il proprietario dell’ex Ilva ma ne è il gestore fintanto che non si perfezionerà il contratto di acquisto con lo Stato italiano: ora paga l’affitto.
Semmai, potrebbe fermare provocatoriamente e temporaneamente la produzione - che non è proprio la stessa cosa, assumendosi così la grave responsabilità sociale, sindacale, politica e penale di questo atto. E se ArcelorMittal decidesse di recedere dall’accordo – ed è l’unico percorso possibile per il gruppo -, lo stabilimento tornerebbe in qualche modo nelle mani dello Stato, nella forma dei commissari inizialmente e in una nuova vendita o nazionalizzazione.
A fronte della arroganza e ricatto padronale, occorre il "ricatto" operaio, l'organizzazione dello sciopero, del blocco della produzione.
TA. 1.7.2019
Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto
via L.Andronico, 47 TA - slaicobasta@gmail.com - 3475301704


1 luglio - dopo gli accordi confederali, arrivano i licenziamenti degli operai della cooperativa Project


sabato 29 giugno 2019

29 giugno - Bergamo: sistema delle cooperative = caporalato legalizzato


29 giugno - Le cooperative a cosa servono se violano tutto?


COMUNICATO STAMPA

Le cooperative a cosa servono se violano tutto? 
Quanto avvenuto ieri, venerdì 28 giugno 2019, all’assemblea sociale della cooperativa New Solution Coop del consorzio AXA, tenutasi all’interno dello stabilimento della Cosmint di Olgiate Cremasco, dove la stessa opera in appalto fornendo centinaia di lavoratori sulle linee produttive, è un esempio della violazione dei diritti statutari  su cui si fondano le cooperative. 

Come è dimostrato dll comportamento dei vertici della cooperativa che hanno cercato di impedire in tutti i modi la partecipazione alle assemblee, organizzandole a cavallo dei turni con la fretta di rientrare al lavoro o a 100 km. di distanza dal posto di lavoro, negando poi i permessi per parteciparvi e solo dopo mille pressioni concedendo 2 ore di tempo chiaramente insufficienti e con la minaccia di sanzioni disciplinari. 

Tutto questo ha portato il sindacato Slai Cobas che sta sostenendo i lavoratori ad indire pure uno sciopero per garantire una vera partecipazione dei lavoratori all’assemblea, diritto primario dei soci, organismo centrale e decisionale su cui si dovrebbe fondare la vita sociale delle cooperative.

Ma grazie alla buona presenza dei lavoratori si è di fatto rotto il meccanismo perverso che prevede la routine di capi e responsabili con pacchetti di deleghe in mano, dove il tutto si risolve in una discussione formale senza dibattito, con l'applicazione di tutto, e tutti a casa in  silenzio.
Questa volta fortunatamente non è andata in questo modo, come dimostra il fatto che l’assemblea è stata interrotta dall’intervento dei carabinieri.

Basta con le cooperative che negano la vita sociale e utilizzano solo la possibilità di venire meno ai diritti contrattuali spettanti ai lavoratori nelle fabbriche se inquadrati correttamente 

SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE
335-5244902

venerdì 28 giugno 2019

28 giugno - Taranto: NO ALLA CIG IL 1° Luglio

 la cassa integrazione non doveva neanche cominciare prima degli incontri del 4 e 9 luglio - farla cominciare significa avallarla poi ai tavoli del 4 e 9 luglio USB non può minacciare sciopero e presidio senza indirlo per il 1 luglio, perchè altrimenti anche qui c'è tanta ipocrisia
Lo Slai Cobas per il sindacato di classe non ha indetto sciopero per il 1 luglio non avendo la forza e la rappresentanza per farlo realmente , ma ha indicato come proposta - tutti coloro che hanno eventualmente ricevuto la lettera di cassaintegrazione si presentino regolarmente in fabbrica il 1 luglio e ci sia sciopero per non fare iniziare la cassaintegrazione secondo le modalità possibili-  quello che era ed è giusto fare a fronte alla arroganza e ricatto padronale.
Questo sosterremo lunedì mattina alle 6 alle port a e d
Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto
slaicobasta@gmail.com
347-5301704

C
hiariamo a tutti compreso a Palombella che ArcelorMittal non può arrogarsi il diritto di chiudere gli impianti dello stabilimento siderurgico di Taranto nel caso il Governo confermi il Decreto crescita in cui è inserito l’ormai famoso stop alla cosiddetta immunità penale il 6 settembre prossimo. Una minaccia che non ha alcun senso, perchè ArcelorMittal non è ancora il proprietario dell’ex Ilva ma ne è il gestore fintanto che non si perfezionerà il contratto di acquisto con lo Stato italiano: ora paga l’affitto. Semmai, potrebbe fermare temporaneamente la produzione che non è proprio la stessa cosa, assumendosi la responsabilità sociale, sindacale, politica e penale di questo atto. Questo va chiarito perchè si smorzino subito gli psuedo-drammi degli industrialisti e immunopenalisti che risiedono ovunque, così come l’entusiasmo di quanti credono alla minaccia di chiusura dopo il 6 settembre. Se ArcelorMittal decidesse di recedere dall’accordo – ed è l’unico percorso possibile per il gruppo -, lo stabilimento tornerebbe in qualche modo nelle mani dello Stato. nella forma dei commissari inizialmente e in una nuova vendita o nazionalizzazione

questo cartello che gli operai hanno trovato alla fabbrica questa mattina e il cartello che avrebbe dovuto essere messo da tutti i sindacati presenti ed rsu in fabbrica - sempre se fossero sindacati e non agenzie per il personale aggiunte per contro di Arcelor/Mittal


28 giugno - Viareggio 29 giugno 2009 - 29 giugno 2019: non dimenticare mai

ancora
IN MARCIA !
GIORNALE DI CULTURA, TECNICA E INFORMAZIONE POLITICO SINDACALE, DAL 1908
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A 10 annI dalla Strage di Viareggio, il 29 giugno 2019, dalla mezzanotte, per 24 ore,
i fischi dei treni, segneranno ancora un volta l'abbraccio dei ferrovieri alla città ferita. 
 
IL 29 GIUGNO 2019, RICORRE IL 10° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE FERROVIARIA DI VIAREGGIO, QUANDO
UN TRENO CARICO DI GPL DERAGLIÒ IN STAZIONE CAUSANDO UNO DEI DISASTRI PIÙ GRAVI DEL NOSTRO PAESE
CON 32 MORTI, CENTINAIA DI FERITI E UN INTERO QUARTIERE DISTRUTTO DALLE FIAMME
ANCHE IN QUESTA DOLOROSA RICORRENZA SAREMO, COME OGNI ANNO, A FIANCO AI FAMILIARI
 DELLE VITTIME ED ALLA CITTA' DI VIAREGGIO CON I
FISCHI DEI NOSTRI TRENI
POCHI GIORNI OR SONO - IL 20 GIUGNO -  LA CORTE D'APPELLO DI FIRENZE HA SOSTANZIALMENTE
CONFERMATO LECONDANNE DEL PRIMO GRADO NEI CONFRONTI DEI VERTICI DELLE IMPRESE COINVOLTE,

27 giugno - FORMAZIONE OPERAIA - L'AUMENTO DEI SALARI NON INFLUISCE SUI PREZZI DELLE MERCI - da "Salario prezzo e profitto" di Marx - 3° parte

La "crescita" dei salari in Italia...
 
Marx proseguendo la critica verso il cittadino Weston, prende in considerazione la questione del denaro, perché Weston, coerente con la sua visione, considera anche la massa del denaro circolante fissa, ed è chiaro – secondo lui – che con una massa fissa di denaro, non si può pagare una maggiore quantità di salario in denaro.
E’ evidente che questo per Weston è un “dogma”. Ma caduto il dogma cade tutta la sua argomentazione.
Marx spiega pazientemente che dato che nei diversi paesi la massa di denaro è differente avremmo paesi in cui i salari potrebbero aumentare e altri no. “Sarebbe bastato – dice Marx – un maggiore approfondimento del denaro, della sue differenze, indagando le leggi che permettono ai mezzi di pagamento di adattarsi a condizioni che variano costantemente per comprendere che questo argomento contro l’aumento dei salari è inconsistente”.
Marx scrive. “Egli (Weston) si oppone ad un aumento dei salari, oppure ad alti salari come risultato
di un tale aumento. Ora io gli domando: - che cosa sono gli alti salari e che cosa sono i bassi salari Perché, per esempio, cinque scellini la settimana sono considerati come un salario basso, e venti scellini come un salario alto?”. Con la stessa logica possiamo dire che “se cinque è basso in confronto a venti, venti è ancora più basso in confronto a duecento”. E’ come ragionare col termometro...
“Egli non sarà in grado di dirmi perché una determinata somma di denaro viene pagata per una determinata quantità di lavoro. Se egli mi rispondesse: - la cosa viene fissata dalla legge dell’offerta e della domanda, - allora gli domanderei subito da quale legge sono regolate a loro volta l’offerta e la domanda”.

27 giugno - da tarantocontro: Indecente! Pasto per gli operai in cigs frequentanti corso di formazione

SI SPECULA SUL CIBO! MENTRE SI "BUTTANO" SOLDI PER PAGARE PROFUMATAMENTE ENTI PER CORSI DI FORMAZIONE INUTILI!
Alla Direzione ILVA AS
Taranto

Ai mass media
TA. 27.6.19
OGGETTO: fornitura pasto agli operai Ilva AS in cigs frequentanti il corso di formazione

Si segnala a codesta Direzione, ai Commissari Ilva AS l'assoluta insufficienza in quantità e qualità della fornitura pasto data durante la pausa pranzo agli operai che frequentano il corso di formazione nella struttura universitaria a Paolo VI.
Un esempio è quanto fornito in data odierna: una insalata verde (scondita), 5 pezzetti di anguria, 1 bustina di
cracker e 1 bottiglietta d'acqua. Ma questo tipo di fornitura è più o meno quella degli altri giorni precedenti (al massimo al posto dell'insalata vi era un pezzo di focaccia o un panino). Nello stesso tempo i panini sono senza etichettatura di provenienza, spesso non sono chiusi, con la conseguenza che il contenuto degli stessi va fuori, ecc. Si fa presente, inoltre, che la bottiglietta d'acqua è anche calda e quella data nella pausa pranzo è l'unica che gli operai ricevono per l'intera giornata (8 ore), tra l'altro in questo periodo di grande caldo.
Tutto ciò è veramente indecente! Si vuole risparmiare anche sul pasto agli operai?
Chiediamo con urgenza che da domani venga fornito un pasto che sia tale. Il pasto deve essere come quello fornito in fabbrica.
D'altra parte se queste giornate di formazione - obbligatorie - sono considerate da codesta azienda a tutti gli effetti giornate lavorative (tanto che sono uguali gli obblighi a cui devono sottostare i lavoratori relativamente ad assenze, malattie, ecc), non è ammissibile che sono "giornate lavorative" nei doveri e non nei diritti degli operai!

Si chiede immediato intervento risolutivo e riscontro 
 
SLAI COBAS per il sindacato di classe
Calderazzi Margherita
per com. slaicobasta@gmail.com - 3475301704   


27 giugno - L'Italia della vergogna: crescono gli infortuni mortali sul lavoro, il 4% in più dell'anno precedente. E' questa vera emergenza per noi operai-lavoratori, una strage in nome del profitto, una guerra di classe da combattere per avere l'unica giustizia possibile quella PROLETARIA

Crescono anche le denunce di infortuni mortali nei primi quattro mesi del 2019: sono state 303, il 5,9% in più rispetto al 2018

giovedì 27 giugno 2019

27 giugno - da Taranto: Lettera d un operaio Ilva AS in cigs dello Slai Cobas sui corsi di formazione: "UN CORSO DI ARRIVISMO... NESSUN RIENTRO IN FABBRICA"

A quanto sembra, ad un primo giudizio, l'obiettivo del corso è quello di sfoltire il numero di cassintegrati dato che coloro i quali hanno accettato l'incentivo all'esodo sono molti meno dei preventivati. Secondo una mia idea è proprio la nuova proprietà (ArcelorMittal) che sta facendo pressione sulla precedente amministrazione (Ilva in AS), in quanto è palese che al termine della Cig non ha alcuna intenzione di assumere gli operai restanti, dunque con la volontà ben delineata di non rispettare i termini dell'accordo. Ulteriore conferma a questo è la nuova cassintegrazione per 1400 operai già assunti che si aggiungono ai 2500 di Novembre. Il totale di 3900 non è molto distante dai 4000 annunciati esattamente un anno fa da Mittal stesso, perciò ovvio risulta il fatto che gli operai non rientreranno più in azienda.
Il metodo utilizzato nel corso è di chiara matrice borghese: si fa leva sull'individualità e sul successo personale, su come le idee dei singoli siano un elemento fondamentale per il conseguimento di questo successo e su come vendersi a nuovi datori di lavoro. Oltre ciò, la docente ha accennato anche alla scontatezza dei contratti a termine dicendo di dimenticarsi del posto fisso. Più volte ha nominato il social network LinkedIn come luogo ideale per la ricerca del lavoro. La riforma Fornero ha colpito nel segno. Interessante è il fatto che abbia anche fatto una brevissimo cenno alla PNL che, per quel poco che ne so, non ha alcun tipo di riscontro pratico né scientifico.
Un video di oltre tre minuti è stato mostrato, si tratta di un monologo di Marco Montemagno, un personaggio che non conosco affatto ma so essere molto famoso all'interno del web, in cui lui espone il suo punto di vista sul metodo per avere successo, un sunto di quanto la docente cerca di inculcarci.
Ognuno di noi ha preparato una sorta di profilo breve per presentarsi secondo le regole dettate, attività propedeutica per compilare il curriculum vitae personale a fine giornata.
Efficace ideologia borghese per mettere le esigenze del singolo al di sopra dell'interesse collettivo, eccellente metodo di contrasto tra i lavoratori all'interno della propria classe. Un corso di arrivismo.


27 giugno - dal blog tarantocontro: ArcelorMittal lancia il suo clamoroso ricatto - Operai e città uniti devono dire BASTA ORA!

NO IMMUNITA' PARLAMENTARE 
NO CASSINTEGRAZIONE
             Padroni fuori dai coglioni
1° luglio sciopero e blocco della fabbrica e 
mobilitazione della città
Di Maio annuncia incontro con ArcelorMittal per il 4 luglio e non fa alcun incontro con i sindacati per fermare la cassaintegrazione
Mittal: “Senza novità a settembre ci fermiamo”
 Ad Eurofer l'ad Poelvoorde avvisa il governo: "Pronti al dialogo, ma solo con tutele certe". La società: "Speriamo in conclusione positiva"
A margine dei lavori dell’European Steel Day di Eurofer, il sito specializzato Siderweb ha registrato la presa di posizione dell’amministratore delegato di ArcelorMittal Flat Products Europe Geert Van Poelvoorde riguardo la situazione che si è venuta a creare a Taranto dopo la decisione del governo italiano di riscrivere la norma sulla così detta immunità penale in materia ambientale per ArcelorMittal Italia, nuovo titolare del sito ex ILVA.

27 giugno - Operai solidali e antirazzisti 2: Portuali di Genova. “Se la Sea Watch viene qui, il porto glielo apriamo noi



27 giugno - Operai solidali e antirazzisti 1: operai con i migranti della Sea Watch

 Impedire lo sbarco dei naufraghi è un atto criminale di un governo di chi ha la pancia piena e il culo al caldo e specula sui poveri per un pugno di voti.
Anche se oggi noi operai non riusciamo ad aprire i porti con la forza delle manifestazioni di massa, diciamo ai fratelli della Sea Watch che per noi operai i porti devono essere aperti e loro devono avere subito la possibilità di sbarcare a Lampedusa.
Come i portuali di Genova anche noi gridiamo benvenuti.
Mimmo Mignano, operaio licenziato Fca Pomigliano
Domenico De Stradis, operaio Fca Melfi

martedì 25 giugno 2019

25 giugno - dal blog tarantocontro: Contro Di Maio, i suoi ministri, il tavolo farsa, questa mattina in città la cronaca di una protesta seria, diversa e senza sconti...

Siamo partiti alle 10.30 con una squadra e un pulmino puntando subito sul centro dove avevano allestito la zona vietata, come una fortezza assediata anche oggi, in cui nessuno voleva essere recintato come l'altra volta. Questi signori "del popolo" ormai non si fanno più vedere, sono come una casta e una corte che non vuole contatti con il popolo perchè ogni volta che lo ha viene contestata - quando succedeva con i precedenti governi si lamentavano e strillavano, ora che ne beneficiano loro va tutto bene. Luridi figli di p... attaccati alle poltrone, ministri incapaci e senza arte nè parte, parlamentari locali vere mezzecalzette. 
 
Abbiamo dato fiato all'altoparlante denunciandoli come ingannapopolo, denunciano immunità penale e nuova cassa integrazioneall'ArcelorMittal. Chi era per strada acconsentiva e ci incoraggiava - loro rinchiusi nella zona di nessuno con vigili polizia e carabinieri e lo stuolo di giornalisti, alcuni vergognosamente servili, per non parlare delle istituzioni locali ridotte a stuolo di cortigiani e procacciatori di affari.
 
Siamo passati per città vecchia e abbiamo raggiunto il quartiere Tamburi - anche qui una volta questi signori con "faccia lavata" sarebbero venuti a farsi vedere, a dire che si occupavano della gente, come facevano durante la campagna elettorale; oggi niente - solo noi a "riempire il quartiere", a dare volantini, a parlare con donne e proletari del quartiere, a raccogliere il loro sostegno e la loro denuncia contro simili ingannapolo, mentre via Orsini si riempiva di manifesti con DI MAIO come PINOCCHIO e Salvini in divisa da ArcelorMittal.
Salvini questo lurido razzista, quello di "prima gli italiani", ora tuona in parlamento "prima di tutto il padrone indiano" che deve avere l'immunità penale a tutti i costi - vuole affondare la povera gente migrante come una bestia feroce ed è una pecorella belante davanti al padrone.
 
Quindi siamo andati alla fabbrica. Gli operai a lavorare e Di Maio a sproloquiare - anche qui questi governanti e ministri e quelle squallide persone che fanno i parlamentari per M5stelle non si sono visti più, e meno che mai oggi - devono fare le loro promesse solo al circolo chiuso dei potentati locali promettendo 500 milioni di euro...
 
Prima alla port D - dove abbiamo messo gli striscioni che gli operai trovano al cambio turno e hanno qualcosa a cui riferirsi, vedono una voce coraggiosa che dice le cose chiare.
  Poi  abbiamo raggiunto il presidio un po' timido e senza una forte partecipazione fatto da alcune associazioni ambientaliste sotto la Direzione ArcelorMittal. Una cosa giusta naturalmente. Noi da sempre diciamo alle associazioni: il nemico è il padrone e non gli operai, e quindi apprezziamo la protesta; così come apprezziamo che abbiano rifiutato di essere rinchiusi, come l'altra volta che è venuto Di Maio, nella gabbia di una piccola piazza, con poliziotti schierati; e abbiano rifiutato la passarella degli interventi un pò penosa di fronte al Ministro ingannapopolo dell'altra volta - altri ambientalisti invece pretendevano di rifarla, ma Di Maio non li neanche invitati...
Insomma BASTA! Questi governi sono da combattere e rovesciare! E ci scusi Marescotti - i dati inchiodarono l'altra volta Di Maio, ripreso in un passaggio televisivo che anche noi abbiamo apprezzato, ma i dati non cambiano nulla, nulla, nulla. Questi del M5Stelle sono al servizio dei padroni e hanno un solo scopo: rimanere al governo in eterno e mai faranno nulla di buono per operai e le masse popolari inquinate.

25 giugno - Amianto all'Alfa Arese: Assolti anche in Appello ex manager di Fiat e Alfa per 15 morti sospette. Sempre più schierati al servizio dei padroni assassini i giudici milanesi

di MARIO CONSANI
25 giugno 2019
Arese (Milano), 25 giugno 2019 - Tutti assolti anche in appello. Nessuna condanna per ex vertici ed ex manager di Fiat, Alfa Romeo e Lancia, imputati per una quindicina di casi di operai morti per forme tumorali provocate dall’esposizione all’ amianto negli stabilimenti dell’Alfa Romeo di Arese. Ieri i giudici hanno confermato l’assoluzione decisa due anni fa in primo grado dal tribunale per l’ex ad Fiat Auto Paolo Cantarella, per l’ex presidente Fiat Giorgio Garuzzo, per l’ex presidente Lancia Industriale Pietro Fusaro e per altri due ex ad di Alfa Romeo. Ci vorranno tre mesi per conoscere le motivazioni della sentenza pronunciata dalla quinta Corte d’appello milanese presieduta da Monica Fagnoni. «Questa volta c’erano tutte le condizioni per arrivare a un verdetto di condanna. Ricorreremo in Cassazione, le cui ultime pronunce sono state a noi favorevoli», protesta l’avvocato Laura Mara, che assiste le parti civili Medicina democratica e Associazione italiana esposti amianto.

24 giugno - info: comunicato Si Cobas sui fatti all'Italpizza Modena

TANTO PIOVVE CHE TUONÓ.
Il SAP [Sindacato autonomo di polizia, ndr] DI MODENA ESCE ALLO SCOPERTO E RIVENDICA LA MATTANZA CONTRO I SINDACALISTI DEL SI COBAS E LE OPERAIE ITALPIZZA.
 Evidentemente negli piani alti della Polizia di Stato inizia ad affiorare un certo nervosismo dopo che gli “umili servitori dello Stato” al servizio dei padroni di Italpizza sono stati colti con le mani nel sacco da quelle stesse telecamere che Ottorino Orfello [segretario di modena del SAP, ndr], in una lettera inviata al quotidiano online “La Pressa” lo scorso 20 giugno, invoca quale “dotazione necessaria” sui caschi di ogni suo collega. Ma i fatti hanno la testa dura, e i video che in questi giorni hanno svelato agli occhi di migliaia di persone la brutalità della “squadra mobile” di Modena testimoniano che il “disgusto” provato dal SAP non è tanto verso le (giuste) parole usate dal coordinatore SI Cobas Simone Carpeggiani al consiglio comunale di Modena, quanto piuttosto verso le lotte operaie e lo strumento dello sciopero.

sabato 22 giugno 2019

22 giugno - info solidale: All'ArcelorMittal Taranto attivisti USB minacciati - La solidarietà dello Slai Cobas per il sindacato di classe Taranto

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe esprime la massima solidarietà contro l'aggressione-provocazione che mostra dove vogliono arrivare sindacalisti e galoppini al servizio del padrone 
indiano, pur di tutelare privilegi e discriminazioni.
E' un attacco e una intimidazione rivolta a tutti i lavoratori cassintegrati cacciati dalla fabbrica, proprio per tutelare capi, sindacalisti e galoppini in odor di malavita che 'lavorano' al posto degli operai cacciati; questo quindi richiede la risposta innanzitutto dei cassintegrati che si sono mobilitati in questi mesi con il ricorso alla magistratura, il presidio della Direzione e altre iniziative di lotta.
E' giusto denunciare con nome e cognome  gli autori e mandanti di questa aggressione.
E' giusto pretendere una posizione pubblica e chiara delle direzioni sindacali interessate.
Ma se il clima è questo sappiamo da sempre che la migliore difesa è l'attacco e che alla violenza padronale, mafiosa e fascista si risponde continuando la lotta e con la forza -
perchè in nessuna maniera questa situazione va tollerata.


22 giugno - info: Genova Portuali contro le navi saudite. Una lettera da lavoratori a lavoratori

Ai lavoratori della TEKNEL srl di Roma
Genova, 21 giugno 2019.
  Siamo i portuali di Genova che sono scesi in sciopero per bloccare in due occasioni il carico sulla nave Bahri Yanbu e poi sulla Bahri Jazan dei generatori elettrici spediti dalla vostra azienda alla Guardia nazionale Saudita nel quadro di un contratto di forniture militari in corso dal 2018. Lo abbiamo fatto perché abbiamo verificato che la Guardia saudita è un corpo militare impegnato nella guerra civile in Yemen, guerra che è stata indicata dall’ONU come il teatro di una immane catastrofe umanitaria di cui l’Arabia saudita è uno dei principali responsabili. Inoltre abbiamo verificato che le apparecchiature spedite fanno parte dei lotti di produzione per i quali la Teknel ha chiesto espressa autorizzazione al Ministero per l’esportazione di materiale militare.
Nonostante ciò, abbiamo dovuto assistere alla farsa delle dichiarazioni della vostra direzione che ha cercato in tutti i modi nascondere la verità sulla natura militare della spedizione di fronte all’autorità, al sindacato e all’opinione pubblica, creando una situazione di inganno insostenibile per i lavoratori, oltre che per la legge. Noi non crediamo di ergerci al ruolo di salvatori dell’umanità o di giudici dei
mali del mondo. Ma questa spedizione su quelle navi della flotta di stato saudita adibite sistematicamente al trasporto di armi alla volta dell’Arabia con lo scopo di fomentare la guerra in Yemen ci è parsa l’occasione per mandare un messaggio al Governo e al Parlamento italiano, in coerenza con quanto previsto dalla Costituzione e dalla legge 185 del 1990 sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento.