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venerdì 1 aprile 2016

30 marzo - Toscana: Esselunga licenzia RLS. Lettera aperta al Presidente Rossi per Jonatan Milani



Cari,

credo che questa vicenda debba essere conosciuta da tutti per la rilevanza che riveste.
Non solo per Jonathan, la sua famiglia ed i suoi compagni di lavoro ma soprattutto perché mette in discussione l'applicazione ed il rispetto di tutte le norme sulla salute e sicurezza del lavoro.

A che servono le leggi, se quando vengono applicate la repressione aziendale si abbatte sui singoli lavoratori che poi restano soli di fronte ad un Tribunale ?
A che servono gli RLS se quando 'agiscono' secondo il proprio ruolo vengono 'messi in croce' o licenziati ?

Chi lo riterrà opportuno può esprimere la propria solidarietà a Jonathan e 'reclamare' inviando il seguente messaggio, "RIASSUMENTE JONATHAN MILANI", o altri commenti adeguati, a questo indirizzo:

servizio-clienti@esselunga.it

Ciao
Dante
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Lettera aperta al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi

Gentilissimo Presidente,
le scrivo in merito al licenziamento di Jonathan Milani, un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), dipendente della Esselunga Spa, di Massa. Egli, fa parte e collabora attivamente con la “Rete Regionale RLS” della Toscana, che lei stesso – negli anni scorsi, da assessore alla sanità – ha contribuito a creare.
Ritengo necessario sottoporle questo grave episodio perché in qualità di RLS, pur risiedendo in un'altra regione, seguo assiduamente l'attività della 'Rete' toscana, la quale nello scarno panorama nazionale, rappresenta uno dei pochi strumenti istituzionali a tutela della sicurezza sul lavoro ed a sostegno degli RLS di tutta Italia.
Jonathan Milani, è un lavoratore preparato e serio, impegnato come delegato alla sicurezza, a difendere, nel suo ruolo sindacale, la salute e la sicurezza dei lavoratori addetti alla grande distribuzione, con particolare riferimento alle numerose malattie professionali rilevate nel suo settore e nell'azienda nella quale opera.
Per il suo impegno, le sue competenze e per la conoscenza specifica delle problematiche del settore - oltre che un punto di riferimento per tutti i compagni di lavoro che lo stanno sostenendo in questa drammatica esperienza della perdita del lavoro - è conosciuto ed apprezzato dagli operatori della prevenzione. Tanto che è stato coinvolto ed ha partecipato in qualità di relatore a numerose iniziative formative organizzate dalle ASL e dalla stessa Regione Toscana.
Le ragioni formali del licenziamento, appaiono pretestuose. Esse nascondono molto più verosimilmente l'insofferenza aziendale verso la sua attività – legittima e doverosa – di assistenza ai lavoratori e di denuncia alle autorità, in merito alle numerose malattie professionali rilevate nella sua azienda e già riconosciute dall'INAIL. Questa anomala incidenza di patologie suscita allarme per le modalità e l'organizzazione del lavoro adottate in quell'azienda.
Ovviamente egli, con l'appoggio del sindacato, ha impugnato il licenziamento in Tribunale e vi sono fondate ragioni per prevedere un'esito positivo della vertenza e la sua reintegra al lavoro.
Ma questo licenziamento ha messo in discussione la funzione stessa dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza: non è ammissibile che nel caso la loro azione risulti efficace, tanto da contribuire a portare in luce patologie derivanti dal lavoro, possano poi essere licenziati per trovarsi – da soli contro una azienda grande e potente – a combattere una battaglia legale resa oltretutto difficilissima dalle note 'controriforme' del diritto del lavoro.
Poiché in occasione del mio licenziamento da parte di Trenitalia, la Regione Toscana si espresse con atti di sostegno e solidarietà, le chiedo - nei limiti delle sue prerogative istituzionali - di interessarsi anche a questo licenziamento che assume i contorni di un vero e proprio atto ritorsivo che rischia di trasformarsi in una sorta di micidiale deterrente per tutti gli RLS che svolgono con passione e senso civico il loro ruolo: nessuna 'Rete regionale' di sostegno per gli RLS e nessun 'convegno' avrebbe più senso se permane il senso di abbandono e il timore di restare soli, tra l'incudine del proprio ruolo e il martello aziendale.
Le chiedo, infine, nell'ambito dei poteri regionali in materia sanitaria, di verificare ciò che appare come un'anomala incidenza di malattie professionali nel comparto della grande distribuzione ed eventualmente intervenire, secondo legge, in termini di prevenzione e vigilanza.
Certo di un suo cortese riscontro le invio i miei più Cordiali Saluti

Dante De Angelis


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