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martedì 29 novembre 2016

28 novembre - Opposizione al contratto metalmeccanico nella FIOM



Il giudizio del sindacatoaltracosa in FIOM sull’ipotesi d’intesa raggiunta per il contratto nazionale dei metalmeccanici è totalmente negativo. Non solo infatti si introduce per la prima volta un aumento non certo ma meramente ipotetico del salario al momento della stipula. Se anche l’ipotesi previsionale fosse confermata, l’aumento in questione sarà di soli 51,7 euro sui minimi in 4 anni, ovvero quasi la metà di quanto stipulato da pressoché tutte le altre categorie della Cgil. Peraltro, gli aumenti saranno dati con enorme ritardo, sei mesi la fine dell’anno di riferimento. Questo accordo mette la parola fine a qualsiasi possibilità futura di contrattazione e aumento del salario da parte sindacale a livello nazionale e generale, attraverso l’introduzione del meccanismo dell’aumento automatico e esclusivo dei minimi ex post in base all’indice IPCA reale. Stessa caratteristica avrà l’elargizione dei piani di Flexible Benefit, le cui modalità di gestione e caratteristiche saranno lasciate completamente in mano aziendale.

A questo si aggiunga l’assorbibilità di tutti gli incrementi fissi della contrattazione aziendale futura (ad eccezione di quelli legati alla modalità di effettuazione della prestazione) e di quella individuale. D’ora in avanti gli aumenti del contratto nazionale non varranno più per tutti, esattamente come richiesto fin da subito da Federmeccanica, a meno che i premi di risultato non siano tutti variabili, come d’altra parte espressamente indicato dalla stessa ipotesi di accordo. Ciò determina la fine di quella politica salariale di secondo livello basata sul consolidamento dei premi che, come Fiom, abbiamo provato a portare avanti in questi anni con grandi difficoltà. Anche i soldi dati dalla controparte alle voci previdenza integrativa e sanità non sono per tutti ma solo per chi usufruisce di tali istituti.
Essendo rinnovato il ccnl separato del 2012 vengono di fatto accettati anche dalla Fiom quei peggioramenti contro cui ci siamo opposti in questi anni come per esempio la malattia, il numero di ore di straordinario obbligatorio e la flessibilità. A questo si aggiungano una serie di ulteriori peggioramenti persino al ccnl 2012 sia sulla gestione della legge 104 (si chiede una pianificazione 10 giorni prima del mese di riferimento), sui trasferimenti (si innalza l’età massima per cui sono obbligatori a 52 anni per gli uomini e 48 per le donne), sul futuro inquadramento che rischia di aprire a possibilità di demansionamenti e perdite. Infine l’intesa dà applicazione al Testo Unico del 10 gennaio 2014, riconoscendo così le intese modificative (leggi deroghe) contro cui abbiamo lottato negli scorsi 8 anni. Tali deroghe saranno un elemento di straordinario ricatto a cui sarà difficile opporsi anche qualora venisse introdotto (cosa che comunque ad oggi il testo ancora non prevede) il vincolo che possano avvenire solo d’intesa con tutte le sigle sindacali territoriali. Inoltre, è pericoloso e sbagliato che si affidi a una commissione che partirà solo dopo la firma del contratto il compito di deliberare su temi delicati previsti dal TU come l’esigibilità degli accordi (leggi possibili clausole di raffreddamento e/o sanzioni). Un tale insieme di regole, oltre a rappresentare un sistema contrattuale completamente nuovo, significa lo smantellamento completo del contratto nazionale così come lo abbiamo conosciuto in questi decenni nel suo ruolo di tutela generale dei diritti dei lavoratori.
Nei prossimi giorni, pubblicheremo un volantino più dettagliato. Da subito diciamo che sosterremo tutti i delegati e le delegate che si opporranno a questa intesa.

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