"Mancano guanti e
siringhe": al San Carlo scatta la protesta
Denuncia dei sindacati: emergenza e reparti accorpati
di GIULIA
BONEZZI
Pubblicato
il 20 dicembre 2017
Milano, 20
dicembre 2017 - Telefonate che si rincorrono da reparto a reparto: vi avanzano
dei guanti monouso? Oppure delle siringhe per insulina? Sacche per
aspiratori? Pompe per l’infusione dei farmaci? Dopo le richieste
formali ai dirigenti e al magazzino di materiali anche molto basici, e
tutti indispensabili, all’ospedale San Carlo, nelle prime settimane di
dicembre, alcuni reparti sono dovuti passare agli appelli al mutuo soccorso.
Lo denunciano i sindacati - Cgil Fp, Uil Fp, Fials, Usb, Nursind,
Nursing-Up, Fsi e Usis, del Borromeo e del San Paolo uniti in una sola azienda
due anni fa dalla riforma della sanità lombarda - che oggi dalle 9.30
manifestano sotto il Pirellone «contro gli accorpamenti di reparti, mancanza di
personale per garantire l’assistenza, tagli salariali e spostamenti
indiscriminati di attività a fronte della riforma voluta da Regione Lombardia».
«Mancano i guanti per gli operatori e le siringhe per l’insulina,
con i reparti costretti giornalmente a prestarsi il materiale a vicenda –
spiega Andrea Pinna, nella Rsu del San Carlo per la Cgil Fp –. La situazione è
molto grave con chiare responsabilità che riteniamo essere in capo alla
direzione strategica». «Abbiamo avuto qualche campanello d’allarme dai reparti
– ammettono dall’Asst dei Santi – ma la situazione è stata gestita subito
attingendo alle scorte di altri reparti all’interno dell’ospedale, non ci sono
mancanze di materiali».
La situazione, secondo l’azienda sanitaria pubblica, «si
ripropone da inizio dicembre» similmente all’anno scorso (quando i
materiali furono “recuperati” anche attingendo al confratello San Paolo), e
sarebbe generata dal combinato disposto di fornitori «che si trovano a gestire
un grosso monte richieste in previsione della chiusura per le ferie natalizie»
e dell’Asst che «d’altro canto deve calibrare gli acquisti e, come molte altre
aziende, non può eccedere negli ordini in vista della chiusura del bilancio». A
generare preoccupazione nelle corsie del Borromeo, in questa fine d’anno, c’è
anche la scelta di ricavare i 20 posti letto temporanei per pazienti sub-acuti
durante il picco influenzale proprio al settimo piano del San Carlo, accorpando
le degenze della Chirurgia vascolare con quelle della Chirurgia generale. Dall'azienda
assicurano che questa soluzione (già adottata durante la riduzione
dell’attività estiva) sarà limitata ai 45-60 giorni della gestione
dell’iperafflusso da influenza, e non c’è intenzione di chiudere la Chirurgia vascolare.
Mentre è confermato da gennaio l’accorpamento al San Paolo delle unità
economico-finanziaria e risorse umane (ex Ragioneria e Personale): un
trasferimento motivato dalla «razionalizzazione degli spazi per
un’organizzazione più funzionale dei servizi amministrativi», spiega l’Asst,
ricordando che l’anno scorso Provveditorato e Affari legali sono stati invece
collocati al San Carlo, mentre ciascun presidio conserva i propri ufficio
tecnico, servizi informatici, affari generali ed economato. «Spostamento
incomprensibile così a ridosso delle festività natalizie», ribatte il
sindacalista Pinna, e aggiunge: «Manifestare è inevitabile. L’assessore al
Welfare Giulio Gallera ci deve dare risposte che chiediamo da mesi, anche a
fronte degli imminenti e incomprensibili tagli stipendiali previsti dal 2018».
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