giovedì 12 febbraio 2026

12 febbraio - Il processo infinito Eternit ai padroni assassini in Cassazione: ulteriore ingiustizia

 

Eternit bis, la Cassazione accetta il ricorso della difesa di Schmidheiny. Ora si torna in Appello

La decisione oggi, 11 febbraio, a Roma. I tempi del processo si allungheranno ancora con l’incubo di ulteriori prescrizioni di casi

Adelia Pantano

La decisione è arrivata oggi, mercoledì 11 febbraio, dai giudici della quarta sezione Suprema Corte (presidente Emanuele Di Salvo, relatrice Eugenia Serrao) chiamati a esprimersi sulla condanna emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino a 9 anni e 6 mesi nei confronti di Stephan Schmidheiny per 91 omicidi colposi (a fronte dei 392 di inizio processo, numero sfrondato nel corso dei due gradi di giudizio a seguito di prescrizioni e assoluzioni).

La Corte ha accettato il ricorso della difesa dell’ex magnate dello stabilimento di Casale Monferrato, il più grande d’Europa, presentato per la mancata traduzione in lingua tedesca della sentenza di secondo grado che secondo i legali avrebbe leso il diritto di difesa di Schmidheiny. Con la decisione della Cassazione ora l’atto verrà rinviato alla Corte d’Assise d’Appello di Torino per la traduzione con un inevitabile slittamento dei tempi e la fissazione di una nuova udienza a Roma nei prossimi mesi. E l’ulteriore prescrizione di altri casi dei 91 già considerati. I sostituti procuratori generali Paolo Andrea Maria Fiore e Antonietta Picardi avevano concluso la loro requisitoria chiedendo l’inammissibilità di tutti i motivi di ricorso. La sentenza è arrivata al termine di una lunga giornata. A Roma era presente una delegazione casalese di Afeva (Associazione Familiari e Vittime Amianto). Tra loro alcuni storici protagonisti della lotta contro l’amianto come Bruno Pesce e Nicola Pondrano, insieme agli avvocati che seguono le parti civili. Presente anche il sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra.


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