domenica 15 febbraio 2026

15 febbraio - info dallo Slai Cobas sc Taranto: TAVOLI TECNICI E OCCUPAZIONE

 Tavolo tecnico del Comune su occupazione a Taranto, ecc. - Per fine mese è convocato dall'Ass. alle Politiche del Lavoro Stamerra un nuovo Tavolo - Ma occorre chiarezza e fatti nettamente diversi


E' ben strano (si fa per dire...) che il Comune di Taranto mentre convoca un Tavolo sull'occupazione, prospettive lavorative, proprio nei giorni scorsi ha rilanciato il grave progetto di "esternalizzazione" degli asili comunali e quindi del personale, nonostante che il primo tentativo era stato rigettato dalla mobilitazione delle lavoratrici e genitori dei bambini.

Allora, non esiste che da un lato si fanno parole, e dall'altro si fanno fatti che peggiorano la realtà di occupazione delle lavoratrici e lavoratori a Taranto.

Riportiamo l'intervento che lo Slai Cobas ha fatto nella prima riunione di questo Tavolo, che denuncia questa contraddizione e indica invece l'altra strada. 

INTERVENTO DELLO SLAI COBAS 

Il problema qui è che se dobbiamo essere concreti, se dobbiamo dire da dove partire, beh è un po’ strano che facciamo tutta una serie di pianificazioni, prospettive eccetera e quando invece abbiamo ancora tantissimi problemi che vivono i lavoratori. 

Le soluzioni invece che trovarsi vanno sempre indietro, e allora per essere credibili, il Comune non può con una mano tenere una situazione molto precaria, penso appunto anche a tutta la quantità di disoccupati - quì onestamente non è che c’è tanto bisogno di mappature, basta andare al collocamento, a quello che è rimasto del collocamento, per capire che sono migliaia e migliaia - e dall'altra non cambiare decisamente la strada di intervento. Altrimenti c'è il rischio di fare progetti, ma che questi restano nel Tavolo e non è che non l’abbiamo visto il passato, magari non da questo Comune, che questi progetti non hanno portato a nulla. 

Inoltre un'altra grave questione è che ci sono centinaia e anche migliaia di lavoratori e lavoratrici che stanno da trent'anni in una situazione precaria e che ora rischiano di andare a condizioni sempre peggiori. Brevemente, gli asili, per esempio, sono trent'anni che stanno in una condizione di superlavoro, di pluri mansioni che si sovrappongono tra servizi di ausiliariato e pulizie e stanno ancora alla vergogna di tre ore e mezzo, per non parlare del tema della sicurezza e della salute. Su queste cose, non è che noi non abbiamo per anni coinvolto il Comune perché è l'ente responsabile della condizione degli appalti, e parliamo di strutture pubbliche importanti; però su questo solo dopo tante lotte siamo riusciti ad ottenere dei minimi risultati, ma per le questioni essenziali di stabilizzazione, di aumento dell'orario, a nessuno importa. 

Qui c’è il rappresentante del cimitero in cui c'è una situazione diciamo di malavita, tanto per cominciare, e poi di un carico di lavoro eccessivo che pesa su pochi. Noi lo abbiamo posto spesso questo problema, e quindi chiedo che anche questo tema venga affrontato. 

Il problema più generale è che, quando si tratta di una situazione di appalti assolutamente necessari, permanenti, strutturali, per cui senza quel servizio non possono andare avanti, si deve affrontare un percorso di internalizzazione, da parte del Comune.

Figuratevi se non apprezzo e non do credito alle parole dell'assessora, però il problema è del Comune, del sindaco, della giunta nel suo complesso. Io mi fido se vedo dei cambiamenti e dei passi avanti, cosa che purtroppo almeno non su queste questioni, non sono avvenute, non ci stanno, anzi si fanno dei passi indietro. Noi abbiamo avuto in passato un'esperienza di internalizzazione per quanto riguardava una società mista, allora si chiamava 'Taranto Servizi', e andò bene.

Così per quanto riguarda la formazione. Si dice che la formazione deve essere legata a prospettive di lavoro. Anche su questo, almeno 7-8 anni, dopo una lunga battaglia di disoccupati a Taranto (perché senza la lotta non ci sono risposte) noi per la prima volta riuscimmo a conquistare un corso di formazione, tra l'altro pagato per la prima volta, strettamente legato allo sbocco lavorativo che in quel caso era la raccolta differenziata, e in effetti una parte di loro è entrata e tutt'ora lavora, anche se in condizioni terribili, ma questo è un altro argomento. Allora quando parliamo di formazione non è che dobbiamo rimanere su parole generiche o generali, dobbiamo dire; e va ripresa quell'esperienza parzialmente positiva, però rimasta a 7-8 anni fa. 

Si dice Taranto, Taranto, Taranto, ma basta andare in giro per vedere che qui non è che ci dobbiamo inventare chissà che prospettive lavorative, occupazionali eccetera, ce ne sarebbero a iosa, dalla pulizia alle strade, eccetera. Ci sono lavori stradali, infrastrutturali in corso che si stanno facendo in funzione essenzialmente dei giochi del Mediterraneo, ma su questo, quando si va nel concreto, in questi lavori quanti disoccupati di Taranto vengono impiegati? C’è un obbligo nelle gare di appalto del Comune per cui la ditta X che deve fare queste strade, eccetera deve assumere i disoccupati a Taranto? O una buona percentuale di essi? Non mi risulta che questo c’è. Noi l’abbiamo posto anche in passato come una delle soluzioni occupazionali, ma non si è fatto nulla. Quindi se vogliamo fare un discorso concreto le vie ci sono. Però il Comune si deve assumere le sue responsabilità.

Un’ultima cosa. Il problema Ilva, il problema di eventuali futuri esuberi che tutti pongono, sia il Governo sia gli ipotetici futuri proprietari che vogliono comprare l’Ilva a un euro. Da parte del Comune c’è una sorta di piano molto futuribile di alternative lavorative per chi restasse fuori, che sarebbero migliaia, si parla di almeno cinquemila. Bene, noi siamo nettamente contrari, se fosse questa la strada noi siamo nettamente contrari. I lavoratori dell'Ilva devono restare in Ilva, perchè con formazione reale, qualificata, hanno da fare parecchio nella bonifica della fabbrica e dell’area industriale; devono stare, come si dice, sotto un unico padrone, sia quelli che stanno in produzione sia quelli che fanno le bonifiche. Diversamente il Comune in quella maniera, insieme anche alle intenzioni del Governo eccetera, di fatto rischia di sviluppare a una guerra fra poveri, perché, ammesso e non concesso - perché consentitemi ma quei piani credo non siano poi realistici – però, ammesso e non concesso, perché mai quei lavori non dovrebbero andare a disoccupati a Taranto e invece dovrebbero andare a dequalificare di fatto gli operai dell’Ilva e delle ditte dell’appalto che avrebbero da fare tanto anche in una situazione di ridimensionamento. 

E allora anche qui, io vedo ancora una contraddizione tra gli atti, le cose che fa questa giunta e il sindaco Bitetti e le buone intenzioni che si annunciano.

Quindi, o cominciamo a mettere le mani e a risolvere, dare risposte alle situazioni degli appalti comunali, che sono, ripeto, ultraprecari, in condizioni anche salariali vergognose. (Faccio una parentesi: sta nelle prospettive il fatto che il Comune di Taranto (e in parte anche altri Comuni) pongano la questione del salario minimo? Questo non è stato fatto); o si affrontano queste questioni, altrimenti purtroppo siamo davanti a parole, Tavoli che non producono di fatto risultati. 

Quindi in questo senso, se è così noi ci stiamo, se non è così, arrivederci.


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