Dopo aver analizzato le statistiche di gennaio 2026 confrontandole con quelle di gennaio 2025, avevo sperato – dopo 19 anni – di poter finalmente parlare di una reale inversione di tendenza. Il calo delle morti sui luoghi di lavoro aveva superato il 30%. Sembrava l’inizio di un cambiamento. Purtroppo, alla data del 24 febbraio 2026, il confronto con lo stesso periodo del 2025 ridimensiona drasticamente quell’illusione: la diminuzione delle morti sui luoghi di lavoro si è ridotta a - 8%. Bastano pochi giorni drammatici per compromettere un’intera tendenza statistica. Lunedì è stata una giornata infausta: 5 lavoratori hanno perso la vita sui luoghi di lavoro e altri 3 in itinere. Tra questi una donna Giovanna Donato che all'una di notte tornava a casa in bicicletta da un turno in un ristorante, dalle cento alle 200 le donne che perdono la vita in itinere ogni anno Ieri si sono aggiunti altri 3 morti sui luoghi di lavoro. Tra loro Carmine Albero, appena 24 anni e Nico Ulivieri di 31 che a giorni sarebbe diventato papà che col suo pilotina è stato travolto da un grosso natante. Carmine Lavorava come operaio per potersi pagare gli studi e coltivare il sogno di affermarsi come cantante. Alla due famiglie e a quelle di tutti gli altri vanno le mie più sentite condoglianze. Questi numeri non sono semplici statistiche: sono vite spezzate, famiglie distrutte, progetti interrotti.
Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it


Nessun commento:
Posta un commento