sabato 13 giugno 2020

13 giugno - LA FASE 2 DEI LAVORATORI: LICENZIAMENTI, REPRESSIONE, ATTACCO ALLA SALUTE, CANCELLAZIONE DI DIRITTI....


Diamo un quadro molto parziale di quello che sta succedendo nelle fabbriche e in altri posti di lavoro, nella cosiddetta "fase 2" in cui i padroni vogliono far pagare la doppia crisi (economica-pandemica) ai lavoratori, lavoratrici e usare gli effetti del lockdown per attuare in forme più rapide e violente licenziamenti, peggioramento delle condizioni di lavoro, e cacciare i sindacati di base di classe e gli operai combattivi. E mentre il governo fa quasi ogni giorno provvedimenti a favore delle aziende (e miserie per i lavoratori e le masse), lo Stato lascia la parola e l'azione alla violenza delle "Forze dell'ordine", alla repressione fatta di denunce, fermi, arresti. Ma a tutto questo operai, lavoratori immigrati, lavoratrici precarie stanno rispondendo con la loro "fase due": un rilancio della lotta e mobilitazione più determinato, più cosciente dello scontro in atto - di cui il 6 giugno ha rappresentato una sintesi iniziale, e che ogni giorno si riempie di nuove proteste, scioperi, ecc.   
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TNT - licenziamenti e repressione
Il Dpcm di Conte aveva detto che nel periodo di emergenza pandemia non si può licenziare, ma ottanta lavoratori con le loro famiglie vengono buttati in mezzo ad una strada da un giorno all'altro nonostante anche un preaccordo sindacale prevedesse la continuazione del rapporto di lavoro.
La motivazione non ufficiale è che hanno coscientemente aderito allo sciopero del 1° maggio.
Loro come tutti i lavoratori della logistica non hanno mai smesso di lavorare durante il periodo di quarantena, mettendo a rischio la loro salute e la loro vita.
Dopo giorni di sciopero per portare al tavolo della trattativa la controparte, il sicobas aveva indetto uno sciopero nazionale di tutta la filiera lanciando per Milano una mobilitazione davanti ai magazzini di Peschiera Borromeo.
l'11 giugno avviene la violenta pesantissima carica e aggressione da parte di polizia e carabinieri. 
L'indicazione era quella di far male e di lasciare il segno, calci, pugni, manganellate distribuite con rabbia gratuita sulla faccia sulla testa, sulle braccia, schiene dei lavoratori, una carica immotivata e violentissima contro chi si avvicinava ai compagni caduti per soccorrerli, molti lavoratori svenuti per i colpi ricevuti, un lavoratore tenuto per braccia e gambe e scaraventato dall'alto a terra con una tale violenza da fargli sbattere la testa. un delegato sicobas gettato a terra e colpito con forza sulla testa per lasciarlo tramortito.
Operai di Maschio NS Milano - Riaprono le fabbriche, i padroni fanno sciacallaggio della cig covid 19 ma gli operai che chiedono conto per la mancanza di controlli trovano tutto sbarrato
Una delegazione di  operai Slai cobas sc di MASCHIO NS,  si è presentata direttamente agli uffici dI ITL Milano per chiedere contro della mancanza di risposte e di controlli nonostante le numerose segnalazioni dettagliate relative all’abuso della Cig Covid 19 in azienda.
BRT di Sedriano (MI) - il 20 maggio carabinieri e militari interrompono l’assemblea dei lavoratori
in sciopero contro il mancato rispetto del protocollo di accordo firmato con l’azienda solo pochi giorni prima. Lo avevano già fatto il 18 maggio.
Electrolux di Susegana - Sciopero delle mascherine. Gli operai e le operaie chiedono di adeguare i ritmi di lavoro alle difficilissime condizioni imposte dall’uso dei DPI, che rendono difficile anche respirare.
Sicilia - Meridi s.r.l - I lavoratori e le lavoratrici entrano in sciopero il 23 maggio in tutti i punti vendita a marchio “Fortè” della Regione Siciliana per rivendicare:
- Il diritto al salario. Da troppi mesi i lavoratori non percepiscono lo stipendio.
- Il diritto alla sicurezza. I lavoratori lamentano la mancanza dei DPI nei punti vendita, un protocollo sulla sicurezza, una formazione adeguata per contrastare l’epidemia sui luoghi di lavoro.

Alla OMC di Bergamo - Mentre il padrone spedisce nuove comunicazioni ad alcuni lavoratori per la cassa integrazione, per far pagare la crisi agli operai, cercando di mettere gli operai l’uno contro l’altro approfittando anche delle nazionalità diverse presenti in fabbrica, da premi individuali per avere i volontari per gli straordinari del week end. Nell'assemblea organizzata dallo Slai Cobas sc approvata una mozione che esprime l’unità degli operai contro questi piani speculativi dell’azienda, per il blocco degli straordinari in presenza di CIG, per la fine delle lettere disciplinari che stanno fioccando per intimorire gli operai del sindacato.
Jabil di Marcianise - Licenziati dal 25 maggio 190 operai in piena pandemia: sciopero ad oltranza, per loro rischia di finire anche la cassa integrazione, con conseguente licenziamento collettivo.
Operaie delle pulizie e sanificazione nelle Marche - 16 maggio, buona parte delle operaie si è rifiutata di lavorare se non provvedevano al ricambio delle mascherine: ma anche contro i doppi turni, compressati in poche giornate nell'appalto per i lavori di sanificazione. Dalle operaie: "Le aziende delle multiservizi stanno facendo soldi a palate, stanno facendo i preventivi con le varie aziende per la sanificazione al ribasso, senza assumere altro personale esponendole ad un carico lavorativo e di rischio. Ci minacciano di licenziamento e denuncia nel caso parlassimo all’esterno riguardo la situazione esterna"
ArcelorMittal - Nell’emergenza coronavirus i colossi dell’acciaio italiano smobilitano. Dai ricatti di Mittal all’addio di Thyssen a Terni. L'ArcelorMittal-ex Ilva di Taranto, a cui si è permesso di non chiudere mai, di far lavorare in piena pandemia 5mila operai diretti e dell'appalto, di commercializzare, mette improvvisamente in cassa integrazione altri 1.000 lavoratori senza preavviso, e annuncia 8173 in cig dal 1° luglio (praticamente tutta la forza lavoro di Taranto). Viene chiesta la cig sotto la motivazione Covid, per gli operai significa un indennità del 58%. Quindi AM presenta al Mise un piano industriale che prevede 5000 esuberi, usando anche gli effetti del coronavirus per la crisi del mercato mondiale dell'acciaio; il governo si oppone ma conferma centinaia di investimenti a favore della multinazionale indiana. Dopo i primi scioperi il 22 maggio a Novi Ligure - blocco delle merci a Genova - manifestazione e presidi a Taranto, altri scioperi il 9 giugno. Gli operai più arrabbiati ed esasperati sono quelli in cassintegrazione e dell'appalto, in cui esubero, stanno già significando licenziamenti.
Lo Slai Cobas sc, in differenza delle inutili lamentele e rimando al governo dei sindacati confederali e Usb, porta tra gli operai la necessità di imporre una piattaforma operaia. 
Raffineria Eni di Milazzo - licenzia 600 operai che il 21 maggio decidono lo sciopero ad oltranza - 21 Maggio 2020. I serbatoi a causa della crisi del petrolio durante la fase calda della pandemia rimangono pieni e l’attività va a rilento.Gli operai chiedono di ritornare al lavoro, molti sono stremati poiché non hanno ancora percepito nemmeno la cassa integrazione che le aziende non hanno anticipato.
FCA - lascia gli operai con RCL a casa - Dopo aver incassato il prestito dallo Stato. A causa del virus Covid 19 e delle vendite di auto sempre più basse, la Fca ha bisogno di meno braccia operaie per produrre. Quelle che possono farlo devono produrre al massimo grado.
Precari delle cooperative sociali di Palermo - Senza lavoro, senza stipendio e senza ammortizzatore  sociale! I palazzi del potere scaricano sui lavoratori, di cui tante sono donne, l'emergenza Covid-19! Le lavoratrici in lotta ogni giorno, con presidi, proteste, dicono: "A casa non ci stiamo più! Non vogliamo morire di Covid ma neanche di non lavoro e di non salario! 
Nei campi del Foggiano - proteste e manifestazioni di braccianti immigrati. Chiedono una reale regolarizzazione, documenti e permessi di soggiorno per tutti, per avere diritti e dignità, contro lo sfruttamento schiavistico nelle campagne, contro i morti per lavoro e le condizioni bestiali di vita.
E tanti altri ancora…
LA "PANDEMIA" MORTALE DEI LAVORATORI: 
Al 27 maggio: in un sol giorno 8 morti - al 14 giugno in quattro giorni 14 morti   

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