Lo Slai Cobas denuncia l'azione di persecuzione che la Cooperativa Kratos sta portando avanti verso un lavoratore del cimitero di Taranto nostro iscritto. La Kratos da mesi sta colpendo con vari e continui provvedimenti disciplinari questo lavoratore con numerosi giorni di sospensione dal lavoro e quindi dallo stipendio, addebitandogli inadempienze, o non vere o per piccoli e innocui motivi; esempio 8 giorni di sospensione solo per aver trovato in disordine il suo sgabuzzino; 4 gg per averlo trovato senza la maglietta della ditta (sapendo bene che per problemi di salute il lavoratore può portare solo le sue camicie cotone), ecc.. Si tratta al massimo di piccole inadempienze - abbastanza normali in un rapporto di lavoro di molti anni - che invece di essere risolte al momento con un confronto o al massimo con richiami disciplinari, vengono considerate "violazione dei doveri di diligenza, fedeltà, del contratto di lavoro", ecc, e colpite in maniera sproporzionata appunto con decine di giorni di sospensione. Ma c'è di più. Ora la Kratos è arrivata addirittura a minacciare il licenziamento del lavoratore alla prossima inosservanza. Si tratta di una persecuzione vera e propria verso questo lavoratore che da anni lavora al cimitero. Questo sta avvenendo in una realtà che, in passato e anche ora, varie e continue inadempienze di alcuni lavoratori - molto più rilevanti, fino al non svolgimento dei propri compiti lavorativi - non ricevono invece alcuna contestazione, provvedimento disciplinare. Perchè? A domanda dello Slai Cobas alla responsabile legale della Kratos, questa ha risposto: evidentemente si sanno coprire bene...
Ricordiamo che è in corso un processo indetto dallo Slai Cobas contro un'aggressione ad un nostro RSA, fatta da un lavoratore legato ad ambienti malavitosi di Taranto e all'ex ditta DR che gestiva prima l'appalto, personaggi che avevano imposto le "proprie leggi" al cimitero e attività estortive ai familiari dei morti. Questa aggressione e il clima di intimidazione che si creò verso gli altri lavoratori dello Slai Cobas erano volti a mettere fuori dal cimitero lo Slai Cobas, che difendeva gli interessi dei lavoratori e la legalità.
Ora ci troviamo di fronte a questa persecuzione, una sorta di stalking, verso uno dei più pacifici lavoratori dello Slai Cobas, fatta con palese discriminazione.
Allora, siamo di nuovo in realtà ad un attacco allo Slai Cobas?
Lo Slai Cobas chiaramente sta impugnando i provvedimenti disciplinari, ma a fronte di un attacco che ha motivazioni antisindacali denuncerà anche questo aspetto.
Slai Cobas per il sindacato di classe - coordinamento provinciale
TA 13 luglio 2026
slaicobasta@gmail.com
wa 3475301704

Nessun commento:
Posta un commento