sabato 18 aprile 2020

18 aprile - Osservazioni e proposte su alcuni punti della Mozione finale dell'assemblea del 2 aprile


1) Nella piattaforma è posta al punto 12 la chiusura dell'Ilva. Primo, questa proposta non è venuta da nessun intervento dell'assemblea del 2 aprile e quindi non si può mettere come se fosse espressione dell'assemblea. Noi di Taranto abbiamo informato della battaglia in corso all'ArcelorMittal ex Ilva per ridurre al minimo la presenza dei lavoratori in questo periodo di coronavirus, ma sicuramente non abbiamo parlato di chiudere l'Ilva, né altri l'hanno posto. Secondo, questa questione dell'Ilva attiene a un dibattito più ampio e specifico, dove sono presenti varie posizioni, e pertanto non si può ridurre ad un punto di una piattaforma che deve rimanere principalmente su come rispondere e lottare sull'emergenza coronavirus, su come la stanno affrontando nelle misure padroni e governo e come invece deve essere affrontata dal sindacalismo di base, movimenti di lotta, organizzazioni.
Quindi chiediamo che questo riferimento esplicito all'ILVA vada tolto.
Cogliamo l'occasione per aggiungere brevissime considerazioni. Noi pensiamo che proprio il coronavirus, emblematico oggi delle pandemie del capitale, dovrebbe mostrare a tutti, compresa l'area degli ambientalisti, che “nocivo è il capitale non la fabbrica”; che puoi anche “chiudere l'Ilva” ma poi il coronavirus ammazza in pochi mesi ancora più persone e quindi fa venir meno ogni illusione di guardare e intervenire solo sugli effetti non affrontando la vera causa, che è la produzione capitalista per il profitto che porta allo sfruttamento dell'uomo e delle risorse naturali, alla distruzione dell'ambiente e alla devastazione territoriale.
Il sindacalismo di base e di classe ha ancora di più oggi l'opportunità, il dovere di fare chiarezza. Non invece di alimentare posizioni che allontanano dal cuore della contraddizione: capitale/lavoro salariato – profitto/distruzione dell'ambiente.
2) E' riduttivo e non esatto parlare della spinta delle proteste di migliaia di lavoratori, citando solo la (citiamo dalla mozione): “traduzione concreta nelle campagne di astensione come quelle portate avanti da SI Cobas e Adl Cobas nella logistica (che in queste ore si sta traducendo nella definizione di accordi e Protocolli sulla sicurezza tesi a ridurre sensibilmente le attività e a garantire una copertura salariale prossima al 100% anche attraverso l'anticipo di FIS e Cigs)”.
Le proteste più significative sono state le decine e decine di scioperi, in particolare nelle fabbriche e posti di lavoro del nord, ma non solo, anche queste in parte spontanee, costringendo in alcuni casi dopo i sindacati confederali ad andare dietro.
Queste hanno costretto il governo a prendere alcune misure (che chiaramente sono totalmente insufficienti). Su questo oltre al ruolo importante del SI COBAS nella logistica, altre strutture del sindacalismo di classe - compreso noi – e di base hanno fatto e continuano a fare in questi giorni la loro parte. Ogni sindacato di base e di classe non può non considerare più importanti, dal punto di vista della lotta di classe, gli scioperi piuttosto delle astensioni anche di massa usando la malattia; arrivando a sostituire questa astensione (che chiaramente in molti casi è stata obbligata e vasta) all'arma di classe dello sciopero, dando, quindi, un messaggio non adeguato agli stessi lavoratori.
Detto questo, in questo momento anche in altre realtà vi sono stati e vi sono interventi sulle misure di sicurezza che riescono a strappare dei risultati.e potremmo fare un nutrito elenco.
Quindi chiediamo che questo pezzo venga modificato nella mozione - mettendo in questa maniera: “sulla spinta di numerosi scioperi in fabbrica e proteste dei lavoratori, così come delle campagne di astensione come quelle portate avanti da SI COBAS e ADL Cobas nella logistica e da altre realtà del sindacalismo di base e di classe in tanti posti di lavoro...”
3) Inoltre alla rivendicazione al punto 6) della piattaforma "Garantire la libertà di sciopero e l'agibilità sindacale...", si deve aggiungere: “contrastare e non rispettare i divieti della Commissione Garanzia Sciopero”; (dato che con la scusa del coronavirus la CGS sta attaccando il diritto di sciopero e comminando pesantissime sanzioni, a cui occorre rispondere prima di tutto confermando lo sciopero).
4) Sui migranti. Gli obiettivi devono essere molto più chiari e netti - frutto delle denunce e lotte dei migranti braccianti, lavoratori e delle baraccopoli, portate anche nell'assemblea del 2 aprile da chi fa queste lotte, in primis Campagne in lotta.
Noi dobbiamo chiedere: “permessi di soggiorno, documenti anagrafici e riconoscimento diritto d'asilo per tutti i migranti; insieme a reddito, case, misure sanitarie, chiusura dei Cpr - anche per la difesa della salute dal coronavirus; riapertura subito dei porti” (il governo, oggi con la scusa del coronavirus, sta chiudendo i porti mettendo a rischio la vita di decine di migranti, e alimentando, alla stregua di Salvini, il razzismo tra la gente).
5) Nella piattaforma è posto come primo obiettivo la “patrimoniale”. Noi siamo perchè invece vengano poste prima le rivendicazioni immediate, proposte da realtà come 'Vogliamo tutto', ecc; su cui è necessario ora strappare risultati, anche perchè queste rivendicazioni possono essere gestite nei luoghi di lavoro e sul territorio vedendo protagonisti i proletari e le masse e hanno delle controparti dirette (aziende, prefetture, regioni, comuni), e su cui, quindi, sono possibili sia iniziative che contrattazione.
D'altra parte sulla patrimoniale, essa è una giusta rivendicazione dell'azione sindacale di classe che va inserita nella piattaforma, mentre diciamo chiaro che non siamo d'accordo, come è scritto in alcuni documenti politici che fanno riferimento all'area SI COBAS, che imporre una patrimoniale del 10% vorrebbe dire “espropriare gli espropriatori”; questo può sembrare più avanzato, ma in realtà saremmo all'illusione riformista di poter “espropriare gli espropriatori” senza il potere in mano agli operai. (Il governo ha stanziato sì 400 miliardi ma per destinarli ai padroni).
6) Per la stessa motivazione di sopra, sulla questione delle spese militari - in cui si scrive "Drastico e definitivo taglio alle spese militari" - siamo per togliere la parola "definitivo", perchè far credere che in questo sistema capitalista/imperialista si possano eliminare definitivamente le spese militari è massimalismo, parolaio. Qui sarebbe più corretto dire: “spostare fondi dalle spese militari alla sanità”.
7) Circa lo “sciopero generale”, anche noi non eravamo d'accordo a farlo coincidere col 1° Maggio, in cui c'è festa e quindi vi è già un'astensione dal lavoro, che chiaramente non potremmo chiamare “sciopero”. Ma ci rimettiamo alle decisioni collettive della prossima assemblea.
Vogliamo qui solo chiarire che nel nostro intervento il 2 aprile abbiamo parlato di “scioperi” lì dove è possibile e necessario, non di “sciopero generale”, come invece ha voluto interpretare il coordinatore del Si.cobas, Milani per dire che era impossibile.
Ora nella mozione lo si pone. Discutiamone alla luce della varietà della situazione nei posti di lavoro.
8) Circa il”patto d'azione” nel titolo. Noi siamo per un patto d'azione di fase, come lo eravamo l'8 febbraio sulla questione decreti sicurezza/repressione. “Patto d'azione” richiede però un coordinamento nazionale collettivo che lo gestisce e permette di capitalizzare i risultati delle assemblee, e organizzare e strutturare il patto a livello nazionale e locale.
Slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
10.4.20

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