martedì 6 luglio 2021

5 luglio - la condizione della classe operaia oggi nella siderurgia: JINDAL PIOMBINO legionella negli spogliatoi

Riportiamo per differenza un comunicato del Camping CIG e della RSU, relativo alla segnalazione di batterio “Legionella” nelle docce degli spogliatoi.....

"La notizia delle ultime ore – inizia il Camping CIG – è che l’impianto delle docce del TVE è inquinato dal batterio “legionella”, che già ha procurato allarme in Italia questa estate. Ci dicono che il problema è risolto e ne siamo lieti.

Ma ci sorgono alcune domande e dubbi: ai lavoratori che (secondo la stampa) “continuano a lavorare in quell’area” (quindi lo facevano anche prima delle analisi) sono stati fatti i dovuti controlli? Gli spogliatoi e le docce erano fatiscenti ancor prima della fermata, al punto che la maggior parte dei lavoratori rinunciava a lavarsi a causa anche di irritazioni cutanee e di funghi che sorgevano continuamente; all’epoca veniva accampata la scusa della crisi, ma oggi con il nuovo padrone che ama considerarsi un padre di famiglia, non sarebbe opportuno fare interventi radicali  , seguiti da ricontrolli della ASL,  per garantire igiene e sicurezza dei lavoratori ?

Sempre in termini di sicurezza, si parla di far ripartire la laminazione, ma i costi previsti per il revamping  e la  risistemazione di impianti ormai fermi da anni possono assicurare giusto una stentata sopravvivenza dei treni: è così che la nuova proprietà intende rilanciare la fabbrica?

E i sindacati, oltre ad incensare il padrone di turno (come hanno già fatto in molteplici occasioni, dall’assemblea fatta da Jindal per dire che lui, e solo lui, decide e discute con i lavoratori, alle varie interviste giornalistiche e ai comunicati), non potrebbero mobilitarsi su questi temi di fondamentale interesse per i diritti dei lavoratori?”.

Coordinamento Art. 1 – Camping CI

_-------;;;---__________&


"Considerazione della dignità di chi lavora nulla"

Sono i coordinatori Rsu Jsw a ricostruire le fasi della protesta dopo la scoperta della presenza di legionella nelle docce degli spogliatoi

PIOMBINO — I coordinatori Rsu Jsw hanno sollevato una nuova questione legata alla gestione quotidiana della fabbrica piombinese.

"Ancora non è dato sapere quale sarà il futuro della storica fabbrica piombinese, c'è di certo invece che non è ammissibile una gestione così superficiale e poco rispettosa per eventi accidentali che gioco forza possono accadere. Nella mattina del 2 Luglio, i coordinatori Rsu/Rls sono stati informati dal responsabile Rspp del responso delle analisi periodiche alle acque degli spogliatoi della fabbrica, che purtroppo hanno accertato la presenza del batterio Legionella, da subito ci siamo mossi per gestire questa situazione".

Come spiegato dai coordinato

4 luglio - sblocco licenziamenti: ecco i primi 152 dei 100mila operai metalmeccanici previsti.Il caso della Gianetti lcenziati senza preavviso e mentre facevano lo straordinario!


....sull'accordo Metalmeccanici; le parole dei sindacati confederali,

 Palombella (Uilm): “Settimane di cig utili a scongiurare chiusure”

Pietro Occhiuto, Segretario Generale Fiom Cgil Brianza - «Sembra che aspettassero solo questo via libera per mandare tutti a casa - prosegue Occhiuto -. Confindustria dice di non esserne stata informata,

I fatti dei padroni, questo il testo della mail spedita ai lavoratori: “Con la presente si informano tutti i dipendenti addetti allo stabilimento di Ceriano Laghetto che con effetto dalla data odierna lo stabilimento rimarrà chiuso. Con lettera di pari data della presente è stato dato avvio alla procedura di licenziamento collettivo”. 



152 licenziamenti alla Gianetti, l'accordo governo-parti sociali è già superato

In provincia di Monza e Brianza una storia simbolo della debolezza del mondo produttivo italiano

By Giuseppe Colombo

Gli operai di turno sabato alla Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto, in provincia di Monza e Brianza, non immaginavano che quello sarebbe stato l’ultimo giorno di lavoro. Non della settimana, ma per sempre. Quando alle cinque del pomeriggio sono usciti dallo stabilimento che produce cerchioni per i camion della Volvo e dell’Iveco, ma anche quelli per le moto della Harley-Davidson, hanno ricevuto una mail. Alcuni l’hanno letta dal telefonino, altri dal pc appena arrivati a casa. Oggetto della comunicazione inviata dall’azienda: chiusura dello stabilimento. Dentro sette righe: “Con la presente si informano tutti i dipendenti addetti allo stabilimento di Ceriano Laghetto che con effetto dalla data odierna lo stabilimento rimarrà chiuso. Con lettera di pari data della presente è stato dato avvio alla procedura di licenziamento collettivo”. 

Questa non è solo la storia di 152 licenziamenti. È una storia simbolo del mondo produttivo italiano per almeno due ragioni. La prima è che lo stabilimento chiude dopo 108 anni, ma soprattutto dopo una storia recente fatta di continui cambi di proprietà che l’hanno indebolito invece di rilanciarlo. I processi di delocalizzazione che hanno portato Maxion e Accuride/Mefro, i principali concorrenti, a investire in Paesi come Turchia, Russia e Cina, dove il costo del lavoro è più basso, non sono stati rimpiazzati da strategie capaci di governare una competizione che si è fatta negli anni più selvaggia e più dura. E così lo stabilimento di Ceriano Laghetto ha perso 59 milioni negli ultimi dodici anni. La seconda ragione: l’avvio della procedura di licenziamento è la prima in Italia dopo la fine del blocco per le grandi imprese. L’avviso comune firmato mercoledì scorso tra il Governo, Cgil, Cisl e Uil e le associazioni delle imprese, è stato già disatteso. Quell’accordo dice che le imprese si impegnano a utilizzare la cassa integrazione prima di licenziare. A Ceriano Laghetto, invece, si è passati subito ai licenziamenti. 



venerdì 2 luglio 2021

VERSO L’11 LUGLIO NUOVA ASSEMBLEA DEI LAVORATORI COMBATTIVI A BOLOGNA -AL CENTRO IL SOSTEGNO E L’UNIFICAZIONE DELLE LOTTE NELLA RISPOSTA ALLA REPRESSIONE AI PIANI DEI PADRONI E AL GOVERNO, TUTTO LICENZIAMENTI E PRECARIETÀ DELLE CONDIZIONI DI LAVORO E DI VITA PER I PROLETARI

Se accostassimo 

il decreto governativo che tra il cashback e la proroga delle cartelle esattoriali degna due misere righe alla fine del blocco dei licenziamenti, per invocare, con le parole di Cgil Cisl Uil la clemenza dei padroni all’uso ancora per tre mesi della cassa integrazione resa gratuita per rendere diluito nel tempo l’impatto sociale delle espulsioni, ma estremamente concreti e contingenti gli effetti di questa grande manovra di ristrutturazione;

i dati recenti sulla significativa ripresa delle assunzioni nella ‘ripresa dell’economia;

il trasferimento diretto da parte del governo di fondi pubblici in gran parte frutto della fatica dei lavoratori, alle casse dei padroni, come lo è quello denominato ‘alimentari, fabbriche e innovazioni, 286 milioni per la ripresa, il ministro Giorgetti valorizzazione del made in Italy tradizionale e hi tech, (Corriere 28.6.21)’;

come in una operazione matematica di base, potremmo trovare un comune denominatore che è la precarietà.

2 luglio - Non solo sblocco dei licenziamenti ma impegno di Cgil-Cisl-Uil a collaborare con padroni e governo per reprimere il conflitto nei posti di lavoro.

 sindacati confederali-governo-padroni uniti per la pace sociale e scaricare la crisi sulla popolazione, 

operai, lavoratori, disoccupati devono unirsi per rompere la gabbia  in fabbrica e ribaltare questi tavoli 

L’accordo verrà affiancato anche dall’istituzione di un tavolo di monitoraggio a Palazzo Chigi sull’evoluzione della situazione occupazionale nel Paese e per verificare e affrontare ogni rischio di emergenze sociali. 





2 luglio - A poche ore dalla fine del blocco partono i primi licenziamenti. Assolombarda: “C’è voglia di assumere”.......

ore grazie allo sblocco dei licenziamenti di Landini e soci i padroni vanno avanti ad eliminare, ancora più facilmente, i lavoratori già spremuti con problemi, invalidità, ormai considerati non più produttivi, con le lettere di licenziamento economico: "in conseguenza della necessaria riorganizzazione del lavoro in atto, che non giustifica più il mantenimento del posto di lavoro",   per poi "assumere" forza lavoro "fresca" sottopagata e precaria da sfruttare sempre di più.....

la Fiom dovrebbe ringraziare Landini più che lagnarsi di ingiustizia clamorosa....


 FLSmidth Maag Gear di Segrate licenzia lavoratore con invalidità al 100%
lavoratore con invalidità flsmidth milano riorganizzazione del lavoro licenziamento illegittimo

01/07/2021 

“Siamo di fronte a un'ingiustizia clamorosa – denuncia Marco Mandrini, segretario della Fiom Cgil di Milano –, oltre che ad un'assenza di sensibilità che sconcerta. Per questo, con il lavoratore e il nostro ufficio legale, abbiamo deciso di impugnare il provvedimento”

La FLSmidth Maag Gear di Segrate, sito locale di una multinazionale, produce riduttori ed ha circa 40 dipendenti. Uno di loro, per anni addetto alle macchine a controllo numerico, a causa di una malattia ha progressivamente perso la vista ed oggi ha una invalidità del 100%.

Secondo la Fiom Cgil di Milano, con cinismo da 'guinness dei primati', il gruppo dirigente aziendale ha  inviato alla Dtl e per conoscenza al lavoratore (che pure fa parte di una categoria protetta) una bella comunicazione preventiva dell’intenzione di procedere al licenziamento di tipo economico, nella quale testualmente si legge '(n conseguenza della necessaria riorganizzazione del lavoro in atto, che non giustifica più il mantenimento del posto di lavoro'.

“Siamo di fronte a un'ingiustizia clamorosa – è il commento di Marco Mandrini, segretario della Fiom milanese –, oltre che ad un'assenza di sensibilità che sconcerta. Per questo, con il lavoratore e il nostro ufficio legale, abbiamo deciso di impugnare il licenziamento”.


 

giovedì 1 luglio 2021

1 luglio - Forte solidarietà ad Eddy. Contro lo stato dei padroni che trasforma ogni iniziativa di lotta in problema di ordine pubblico.


Massima solidarietà e impegno da parte dello Slai cobas per il sindacato

di classe a respingere questo altro attacco repressivo nei confronti del
sindacalismo di classe e combattivo.

Questa volta hanno voluto colpire un compagno dirigente del Si.cobas,
Eddy, attivo quotidianamente e senza riserve a Napoli e a livello
nazionale.

L'accanimento delle Procure, della polizia, dello Stato in generale, che
vuole essere un dimostrazione di "forza" di padroni e Stato contro le
giuste, necessarie, inevitabili lotte dei lavoratori, delle lavoratrici,
dei disoccupati, in realtà sono un loro attestato di paura, paura che
queste lotte si estendano, si uniscano, si elevino per porre anche la
questione di mettere fine a questo sistema di sfruttamento, repressione,
e la necessità della battaglia per il potere proletario.

Per questo, lo Stato pensa di "tagliare le teste" della lotta. Ma è una
misera illusione.

Gli Eddy non possono essere "tagliati", perchè sono amati dai
lavoratori, dai disoccupati.

Ogni volta che padroni e Stato sollevano una pietra, sempre più la
mobilitazione proletaria gliela fa ricadere in maniera pesante sui piedi.

SLAI COBAS per il sindacato di classe

coordinamento nazionale

1.7.21

1 luglio - nelle fabbriche come in guerra, necessario rispondere con la guerra dei lavoratori per la difesa della salute e sicurezza

Non servono appelli al governo ma  postazioni ispettive dentro le aziende a partire dai centri siderurgici, accordi sindacali per l'aumento degli organici e diminuizione dei ritmi, protagonismo operaio per il controllo delle condizioni di lavoro....

La battaglia per la sicurezza è legata alla necessaria mobilitazione che si deve estendere  con scioperi per la difesa del salario e dei posti di lavoro 



GENOVA 24

Ex Ilva di Cornigliano, rotolo d’acciaio si sgancia dalla linea e finisce in una zona di passaggio dei lavoratori
Gli Rls scrivono all'azienda: "La mancanza cronica di investimenti nella manutenzione crea rischi crescenti per i lavoratori"

Genova. Un rotolo di acciaio è caduto la scorsa notte all’interno della linea Fiz, il reparto finiture zincato dello stabilimento ex Ilva di Genova.

Il coil, del peso di circa 40 tonnellate, ha superato la zona transennata di movimentazione delle macchine finendo sul passaggio pedonale che viene attraversato dagli operai. Fortunatamente è accaduto durante il turno di notte e nessun lavoratore si trovava nelle vicinanze.

Il coil caduto che ha superato le transenne della zona di manovra

“E’ la seconda volta che quel macchinario ha un problema in dieci giorni – spiega il delegato Fiom e responsabile della sicurezza dei lavoratori Stefano Messere – ma questa volta poteva essere fatale. Il punto è che nonostante l’apparente rispetto della normativa in materia di sicurezza la mancanza di investimenti è talmente cronica che viene meno anche la manutenzione ordinaria con rischi crescenti per i lavoratori e molto spesso le nostre segnalazioni cadono nel vuoto”.

Gli rls hanno inviato una lettera all’azienda chiedendo “con urgenza il rapporto di near miss”, che riguarda gli incidenti sfiorati. “Dalla nostra ricostruzione appare più che probabile – scrivono nella lettera i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza – che l’incidente sia stato generato dal malfunzionamento del finecorsa della sella mobile che sposta i coils dal bilico di pesa alla sella elevatrice prima del carretto ct18,  malfunzionamento che già più volte era stato segnalato dai lavoratori. Invitiamo pertanto l’azienda ad intervenire tempestivamente per ripristinare la sicurezza in quella zona data l’estrema gravità delle conseguenze che un incidente del genere potrebbe produrre coinvolgendo dei lavoratori”.

Due giorni fa l’rsu aveva denunciato al ministro del lavoro Andrea Orlando le condizioni dello stabilimento di Cornigliano con una sola gru funzionante su sei e impianti mal ridotti a causa dell’assenza di manutenzione.

“Abbiamo chiesto al ministro di istituire una sorta di commissione per verificare lo stato degli impianti di questo stabilimento – ha ricordato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – e quello che è accaduto oggi dimostra ancora una volta che le nostre denunce non sono per farci propaganda ma perché esiste un problema reale di sicurezza”.

IL SECOLO XIX TIGULLIO

Incidente sul lavoro a Sestri Levante: ferito un saldatore


Genova - Grave incidente sul lavoro nel pomeriggio a Sestri Levante, in provincia di Genova, dove un uomo è rimasto ferito all'interno di un'azienda per una scarica elettrica proveniente da un macchinario.


Il saldatore è stato soccorso dal 118 e trasferito in codice rosso all'ospedale di Lavagna. Sul posto per chiarire la dinamica dell'accaduto gli ispettori della Asl4.



IL GIORNO PAVIA

Esplode una boccetta di reagente chimico, operaio ustionato


Addetto in una ditta di rifiuti speciali portato in elisoccorso al Niguarda di Milano per le ferite a volto e corpo


Attimi di paura, ieri, in un’azienda di Peschiera Borromeo che si occupa del recupero e della lavorazione di rifiuti speciali. Un operaio di 46 anni, italiano, residente a Bornasco, ha riportato delle ustioni al viso e al torace dopo essere entrato accidentalmente in contatto con una sostanza chimica. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava movimentando una confezione di polistirolo, quando la boccetta che si trovava all’interno è esplosa ed è fuoriuscito il reagente che vi era contenuto. La sostanza ha raggiunto il volto e il corpo del lavoratore, per il quale si è reso necessario l’intervento dei soccorsi. L’allerta è scattata poco prima delle 10 nella sede dell’azienda, al civico 60 di via 2 Giugno, nella frazione di Bettola. Qui è arrivato l’elisoccorso, oltre ad un’ambulanza della Croce Rossa di Peschiera.


L’uomo era cosciente e ha collaborato coi soccorritori che, dopo averne valutato le condizioni, gli hanno prestato le prime cure, quindi hanno deciso per il trasferimento in elicottero all’ospedale Niguarda di Milano. Benché la situazione sia delicata, l’operaio non è in pericolo di vita: i medici stanno valutando l’effettiva entità delle ustioni (quelle al volto sarebbero di secondo grado), le prossime ore saranno decisive per capire l’evolversi del quadro clinico. Sul luogo dell’incidente è intervenuta la polizia locale di Peschiera, che ha allertato il personale di Ats Città Metropolitana di Milano, come di prassi in questi casi. Tecnici e agenti sono rimasti a lungo sul posto per cercare di raccogliere elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto. Si tratterà di verificare, tra l’altro, se al momento dell’infortunio fossero in uso tutte le misure di sicurezza sia da parte dell’azienda sia da parte del lavoratore.




mercoledì 30 giugno 2021

30 giugno - LO SBLOCCO DEI LICENZIAMENTI CHIAMA TUTTI I LAVORATORI ALLA LOTTA!

Si racchiude in una decina di righe quello che hanno chiamato accordo tra le parti sociali:

"Le parti sociali alla luce della soluzione proposta dal Governo sul superamento del blocco dei licenziamenti - è scritto nel testo - si impegnano a raccomandare l'utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro. Auspicano e si impegnano, sulla base di principi condivisi, ad una pronta e rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, all'avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua". (Ansa)

Si tratta, quindi, di un invito alle aziende a usare (gratis) tutto ciò che è previsto dall’attuale legislazione (dalla cassa integrazione…) prima di attivare i licenziamenti. E se un’azienda non ne tiene conto? non è

prevista nessuna sanzione! Insomma, la montagna dell’incontro questa volta non ha partorito nemmeno il famoso topolino!

Sulla pelle di milioni di lavoratori è andato in onda nel pomeriggio di ieri l’incontro tra governo e sindacati confederali sullo sblocco dei licenziamenti, presentato come un intervento in extremis per salvare il salvabile.

Non è stato un caso, è in linea con il ruolo che Cgil Cisl Uil hanno nella gestione della pace sociale e produttiva: agire a tutti i livelli per evitare risposte di massa dei lavoratori ai piani dei padroni, condividere le linee di ristrutturazione di Confindustria. Che scarica la crisi economica e pandemica sui lavoratori per uscirne rafforzata e recuperare margini di profitto.

Il cerchio così si chiude ma per riaprirlo questa dinamica va compresa a fondo, la generica critica alle burocrazie sindacali nulla cambia, nell’eterno esercizio improduttivo di ‘cambiare dall’interno’ che solo riproduce una mini burocrazia parallela funzionale alla tenuta di quella che conta e agisce.

I fatti esprimono i contenuti, fondare la sorte dei lavoratori su di un incontro all’ultimo giorno con il governo e a fabbriche ferme, quando da molto tempo la scadenza del 30 di giugno è all’ordine del giorno, esprime chiaro che per Landini e soci, il punto non sia ribaltare il tavolo, ma per il tramite del governo ‘chiedere’ benevolenza ai padroni perché diluiscano gli esuberi nei prossimi tre mesi con una nuova cig gratuita, mentre gli effetti delle ristrutturazione attraverso la cassa covid, sostituire lavoratori meglio tutelati o con anzianità e usura sulle spalle con braccia fresche precarie e sottopagate, marciano senza ostacoli.

Ma questa trattativa, come altre decine che si consumano senza prospettive al Mise per le aziende in crisi, non può portare risultati non solo perché i dirigenti dei sindacati confederali sono passati armi e bagagli dall’altra parte ormai da una vita, ma perché conservano la direzione su quella che rimane, nonostante il suo stato attuale, la più grande organizzazione di massa dei lavoratori esercitata all’insegna della pace sociale non del conflitto.

E’ questo potere che permette loro di compiere tutti i crimini ai danni dei lavoratori.

E’ questo sostanzialmente un aspetto incompreso nei posti di lavoro o opportunisticamente ignorato, dalle tante tendenze riformiste in simbiosi con la ‘burocrazia sindacale’ che criticano.

Un punto importante da portare apertamente tra gli operai delle grandi fabbriche. Nella lotta di classe i rapporti di forza si consolidano sviluppando l’organizzazione delle forze operaie, ma anche attaccando e demolendo le forze del campo avversario.

Non ci rassegniamo certo a subire i piani dei padroni, non diamo certo per persa la battaglia contro questa ristrutturazione per l’uscita dalla crisi delle aziende!

LO SBLOCCO DEI LICENZIAMENTI CHIAMA TUTTI I LAVORATORI ALLA LOTTA!




martedì 29 giugno 2021

L'UNICA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE: STATO E PADRONI! Se toccano uno toccano tutti!

 Solidarietà al compagno Eddy... SE TOCCANO UNA/O TOCCANO TUTTI/E! CONTRO LA REPRESSIONE DI QUESTO STATO BORGHESE NON UN PASSO INDIETRO!

Lavoratori e lavoratrici Slai Cobas sc
__________________
Negli ultimi anni e in questi mesi di pandemia decine di procedimenti giudiziari e amministrativi si sono accumulati sulle spalle di disoccupati, attivisti, studenti e lavoratori. È evidente ora a tutti l'escalation repressiva di questi mesi.
In questi giorni un militante del Laboratorio Politico Iskra, Eddy, membro dell'esecutivo nazionale del Si Cobas e tra i portavoce del Movimento di Lotta Disoccupati 7 Novembre, è stato informato dai nostri legali di un'indagine a suo carico per Associazione a delinquere (articolo 416 del codice penale) in cui sarebbe coinvolto e che risulta tuttora in corso.
Non entriamo nel merito di un’indagine di cui sappiamo ancora molto poco ma iniziamo a sottolineare la cornice politica entro cui si attua questa azione repressiva. L’utilizzo dell’associazione a delinquere è un capo d'imputazione usato più volte contro i movimenti di lotta. Qui a Napoli la Procura, con questa fattispecie di reato utilizzata spesso contro i disoccupati organizzati, ha provato a distruggere queste esperienze di lotta collettive, utilizzandolo come un monito chiaro per chiunque avverta la necessità di mobilitarsi in difesa del diritto ad un salario.
Il fatto che gli sfruttati e le sfruttate stiano provando ad organizzarsi a più livelli e in maniera sempre più convinta non fa dormire sonni tranquilli ai padroni la cui unica esigenza diventa quella di prevenire e poi reprimere ogni tentativo di lotta che metta in discussione questo sistema sociale ed economico. Per evitare che ciò possa accadere stato e sfruttatori ricorrono ai tanti strumenti repressivi in loro possesso e affinati nel corso di decenni di controrivoluzione, colpendo soprattutto le avanguardie di lotta più combattive.
La criminalizzazione dei movimenti di lotta, la depoliticizzazione degli stessi, l’uso indiscriminato dei reati associativi, disegna una pericolosa strategia volta a risolvere il conflitto sociale sul piano dell’ordine pubblico, spesso in maniera preventiva, nel tentativo di sbarazzarsi di chiunque osi organizzarsi per rivendicare i più basilari diritti come quello al lavoro, alla casa, alla salute, alla bonifica.
L’unica possibilità concreta che abbiamo oggi è unirsi attorno ad un programma politico di lotta capace di fare da ponte tra le rivendicazioni immediate e la prospettiva rivoluzionaria ed anticapitalista, che sia in grado di parlare alle emergenze ed esigenze sociali in un’ottica di trasformazione politica, sociale ed economica.
Se è vero che una lotta contro questi meccanismi repressivi non può essere slegata da una lotta quotidiana contro il sistema economico e sociale che li produce, tra le esigenze immediate resta centrale la necessità di fare quadrato attorno a chi viene represso perché prova a rovesciare lo status quo.
E’ da tempo che siamo scesi in campo e continueremo ad allargare il fronte unico degli sfruttati pronti a farvi tremare e rovesciarvi e non saranno teoremi fantasiosi, denunce, fogli di via o multe a fermarci.
Come urliamo ogni giorno dalle piazze, il messaggio chiaro a chi mette in atto queste montature è uno solo: se toccano uno, toccano tutte e tutti noi. Giù le mani da Eddy! Giù le mani da chi lotta!
i compagni del Laboratorio Politico Iskra

lunedì 28 giugno 2021

28 giugno - COMUNICATO da Taranto

 

Il compagno dirigente di proletari comunisti e coordinatore provinciale dello Slai Cobas nella giornata del 25 giugno ha avuto un infarto, ha subito un intervento serio e ora è in terapia intensiva.

Il compagno come sempre, come ogni giorno, anche il 25 era pienamente impegnato nella sua attività militante, in particolare nella lotta in corso contro i licenziamenti e repressione, a sostegno dei lavoratori colpiti; una battaglia che vive con intensità ideologica, e fisica, senza risparmiarsi.

Così è stato anche ieri.

Tornerà presto al suo posto di lotta su tutti i fronti

proletari comunisti

Slai Cobas per il sindacato di classe

  

TANTI SALUTI, AUGURI DA OGNI PARTE AL COMPAGNO DIRIGENTE


Da tantissime lavoratrici e lavoratori di Palermo - riportiamo solo alcune frasi dei tanti messaggi

FORZA DA TUTTI NOI! LA LOTTA DI CLASSE TI ASPETTA PIU' FORTE DI PRIMA

I miei migliori auguri anche perché hai ancora molto da dirci, sei la nostra guida

Siamo con te e lottiamo con te forza che ti vogliamo presto con noi

Da Taranto

Da lavoratrici e lavoratori della ex Pasquinelli - Voi siete unici. Maestri di vita e di lotte su i diritti dei lavoratori. Unici.

Da compagni di varie lotte - abbraccia il Comandante e digli che noi stiamo sempre con i pugni in alto e ben chiusi, impazienti di  scardinare il "trono di carta"... nell'attesa che il Comandante si riprenda e ci mostri la tattica più  efficace.

Da operai ex Ilva cigs - noi tutti abbiamo bisogno di Ernesto, siete merce rara, prendetevi cura di voi stessi ogni tanto, siate anche un pò egoisti. Fatelo per noi.

Da lavoratrici degli asili - Ci dispiace tanto ma sono certa che si riprenderà grazie alla forza e alla tenacia che lo contraddistinguono... e tornerà presto al suo posto tra noi lavoratori come leader ed amico... Grande stima...

Altri tantissimi attestati di stima, affetto da lavoratrici e lavoratori Slai Cobas sc - in particolare dai lavoratori del cimitero, operai ArcelorMittal,  Ispettorato del lavoro

Ma anche da medici, avvocati

Un augurio particolare dal Cobas confederazione e da tutti i suoi compagni

Dalla Redazione di "pennatagliente" Alessandria - la Redazione al completo porge i suoi migliori auguri al compagno dirigente nazionale perché si riprenda e possa tornare al più presto al lavoro e alla lotta quotidiana.

Da Mfpr Milano - i migliori auguri per una pronta guarigione e ripresa. Con stima e affetto

Da SRP L'Aquila - Un forte abbraccio. Che il compagno si riprenda subito e torni presto a lottare con il sostegno di tutti noi. Con amore di classe e solidarietà.

e altri


domenica 27 giugno 2021

26 GIUGNO IN MIGLIAIA A NOVARA, PER TENERE VIVO E ALTO NELLE LOTTE IL RICORDO E LE IDEE DI ADIL, PER DIRE CHE NON DIMENTICHIAMO, CHE CHI LO HA UCCISO E I SUOI MANDANTI DEVONO PAGARE.

 

pugni chiusi per Adil

Alta la tensione in tanti posti di lavoro e nelle piazze in questi giorni, con un buon numero di scioperi anche nelle fabbriche, spontanei o delle singole Rsu, per protestare contro l’uccisione di Adil, durante lo sciopero generale al magazzino Lidl.

La manifestazione di Novara del 26 ha chiuso questa settimana di mobilitazioni ma solo per dare forza alle prossime iniziative di lotta nei singoli posti di lavoro, come per lo sciopero generale, chiamato negli interventi e nei cartelli del corteo; un percorso che dobbiamo far vivere come contagio sociale dello sciopero della logistica che si deve estendere in tutti i luoghi dello sfruttamento e della precarietà, nell’unità delle fabbriche in lotta, delle masse popolari e dei movimenti sociali e di lotta sul territorio.

Quella di Novara è stata una manifestazione ‘di lavoratori combattivi’ di fatto attaccata come Adil al picchietto, da un grande schieramento di polizia carabinieri e guardia di finanza, che hanno

Manifestazione a Novara per Adil, operaio ucciso per il profitto: prime immagini

  La Stampa

Sindacalista travolto e ucciso a Biandrate, attesi in 1500 da tutta Italia a Novara alla manifestazione per Adil

Oggi centro città blindato: il corteo partirà alle 15,30 dalla stazione degli autobus e arriverà fino in piazza Martiri

Sono attese 1. 500 persone da tutta Italia oggi a Novara per la manifestazione nazionale indetta dal Si Cobas dopo la tragedia avvenuta venerdì scorso a Biandrate dove il sindacalista Adil Belakhdim è stato travolto e ucciso da un camion che ha forzato il blocco del picchetto. Il corteo partirà alle 15,30 dall’autostazione e percorrerà i baluardi Lamarmora e Massimo d’Azeglio, largo Bellini e arriverà in piazza Martiri: lungo il percorso sono previste misure straordinarie di sicurezza e il centro sarà blindato per tutto il pomeriggio. 





sabato 26 giugno 2021

Le giuste lotte non si processano! Precarie e precari Assistenti di Palermo in lotta

Rinviato al 15 dicembre il processo penale contro 25 Assistenti igienico personale specializzati di Palermo, processati per interruzione di pubblica gara.

Allora i precari più che giustamente protestarono contro quella gara che metteva sul piatto illegittimamente 70 tagli ai posti di lavoro degli Assistenti che la Città Metropolitana di Palermo voleva fare arrogandosi il diritto illegale di sostituire gli Assistenti con i collaboratori scolastici statali.

La lotta degli Assistenti palermitani si è rivelata più che giusta perchè i tagli non furono fatti in quanto il bando di gara fu poi modificato grazie a questa lotta e protesta, così tutti gli Assistenti in quell'anno scolastico sono rientrati al lavoro nelle scuole.
Ma i palazzi del potere borghese che non hanno alcuno scrupolo ad attaccare lavoratori, lavoratrici e diritti basilari si sono voluti vendicare e hanno denunciato gli Assistenti dello Slai, gli unici come sempre a lottare per tutti, che sono stati rinviati a giudizio.

Bene! Per noi questo processo fa parte anche della lotta che portiamo avanti da anni, lottare in difesa del nostro lavoro, che oggi ci è stato di nuovo illegalmente scippato dai veri delinquenti che stanno dentro i palazzi del potere, e in difesa dei diritti degli studenti disabili NON E' REATO! e COMBATTEREMO senza paura perchè siamo nel giusto!


"Di certo gli Assistenti dello Slai Cobas sc resistono e lottano forse altri si sono arresi senza nemmeno cominciare, la lotta è sacrificio e dura prova di resistenza" ha detto una delle nostre combattive precarie ... PER NOI LA LOTTA CONTINUA!
Precarie e Precari Assistenti igienico-personale Slai Cobas sc Palermo

giovedì 24 giugno 2021

ADIL VIVE NELLE LOTTE- CON I SUOI COMPAGNI DI LAVORO RIVENDICHIAMO CHE GLI ASSASSINI DEVONO PAGARE -NO ALLA GIUSTIZIA BORGHESE CHE AVALLA LA VERSIONE DELL'AUTISTA DELLA CASUALITÀ

LIDL DALMINE, MERCOLEDÌ. TRA I CLIENTI SBIGOTTITI DAL FORTE SPIEGAMENTO DELLE FORZE DELL'ORDINE A DIFESA DEL PROFITTO (non pochi hanno evitato di entrare nel parcheggio) ABBIAMO RICORDATO COME ADIL NON SIA MORTO PER CASO, BEN OLTRE LA MANO OMIDICA DELL'AUTISTA, GUIDATA DA UN CRESCENTE ATTACCO REPRESSIVO, POLIZIESCO MAGISTRATURA MAZZIERI, ALLE LOTTE AL DIRITTO DI SCIOPERO, AI PROLETARI CHE SI RIBELLANO A QUESTO SISTEMA DI SFRUTTAMENTO

MOLTI HANNO CONDIVISO COMMENTI SDEGNO RABBIA. ABBIAMO PORTATO LE VOCI DEL CORTEO DI ROMA, ROSSO E PROLETARIO CHE HA DATO UNA GRANDE RISPOSTA ALL'ASSASSINIO DI ADIL 

PER DIRE CHE LA REPRESSIONE DI STATO E PADRONI NON FERMA LE LOTTE MA LE ALIMENTA, CHE È NECESSARIO UNIRE LE LOTTE, CHE SE TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI

 

lunedì 21 giugno 2021

21 giugno - Interventi alla manifestazione di Roma: un operaio della Maschio di Bergamo

 



21 giugno - Interventi alla manifestazione di Roma: Slai Cobas per il sindacato di classe


 

21 giugno - 🔴 SPAZIANO AI DOMICILIARI! 🔴 LO STATO REPRIME IN MANIERA SPIETATA CHI LOTTA PER I PROPRI DIRITTI E ASSOLVE GLI ASSASSINI!

 

Abbiamo appena appreso che il Gip del Tribunale di Novara, a seguito dell'interrogatorio di convalida dell'arresto, ha emesso l'ordine di scarcerazione nei confronti di Alessio Spaziano, responsabile dell'omicidio di Adil, disponendo gli arresti domiciliari. Non avendo mai avuto fiducia in uno stato e nelle sue istituzioni "democratiche" sul libro paga dei padroni, non nutrivamo molte illusioni sulla possibilità che il Tribunale di Novara potesse far "giustizia" del barbaro assassinio di Adil: l'esito giudiziario dell'omicidio di Abd El Salaam nel 2016 fuori ai cancelli Gls di Piacenza, conclusosi con l'assoluzione dell'autista, è in tal senso un precedente indicativo di quale sia l'orientamento della magistratura nel merito e di come per lo stato il valore della vita di un operaio sia prossimo allo zero! D'altronde, già il fatto che l'accusa fosse stata derubricata da omicidio volontario a omicidio stradale, portava nella direzione di una minimizzazione del fatto.
Siamo oramai abituati a simili obbrobri nelle aule di giustizia, vedi (solo per restare alla storia recente) alle assoluzioni nei confronti dei padroni-carnefici dell'Ilva o della Thyssen Krupps o per i manager di stato responsabili delle stragi di Viareggio e del Ponte Morandi… Non intendiamo entrare nel merito della sfilza di falsità e di calunnie contenute nella difesa di Spaziano riguardo alla dinamica dei fatti di venerdì mattina fuori al magazzino Lidl di Biandrate: di questo si occuperanno i nostri legali. Ora non è da escludere che tra qualche settimana Spaziano sarà messo in libertà, libero di ammazzare altri operai e soprattutto legittimato come esempio da seguire per altri crumiri esaltati, i quali saranno spinti dai padroni a fare altrettanto e a sentirsi autorizzati a schiacciare i lavoratori in sciopero coi loro camion... Tanto le pene sono minime, e il gioco vale la candela!!! E magari, tra non molto, Spaziano e i padroni saranno trasformati da carnefici a vittime: magari tra non molto lo stato deciderà di risarcirlo per il "trauma" da lui subito alla vista dei lavoratori in sciopero alla Lidl, e, perché no, i suoi padroni saranno nominati "cavalieri del lavoro" con il merito di aver fatto giustizia a fronte degli intollerabili picchetti del SI Cobas, per di più opera di immigrati che potevano restare "a casa loro" senza rompere le scatole!!! D'altronde, se il premier Draghi chiedeva di "fare luce sulla vicenda", e se, come ha brillantemente evidenziato Marco Revelli, il premier la luce dovrebbe innanzitutto accenderla in casa propria, ne deriva che l'unico modo per evitare che la fogna venga a galla e investa i vertici dello stato, delle forze dell'ordine e dei padroni, è quello di spegnere la luce su questi ultimi e spostare tutti i riflettori sul SI Cobas e sulla criminalizzazione dei picchetti operai. Poiché non siamo nati ieri e conosciamo fin troppo bene il mondo della logistica e le fitte trame d'affari che legano padroni, politica e criminalità organizzata, sappiamo bene che Spaziano è solo l'ultimo anello di una catena che lo vede come mero esecutore di un atto criminale i cui reali mandanti andrebbero ricercati in ambiti ben più "alti"… In quest'ottica, è evidente che la riduzione della pena al minimo per l'esecutore ha come primo effetto quello di escludere a monte ogni possibile coinvolgimento dei padroni della vicenda. I fatti parlano chiaro: la pena dei domiciliari ricevuta da Spaziano per l'omicidio di Adil è uguale a quella comminata nei confronti di Carlo e Arafat a Piacenza per aver bloccato pacificamente le merci fuori ai cancelli FedEx di Piacenza. Come volevasi dimostrare: i profitti valgono più delle vite umane! Per noi la parola giustizia assumerà un reale significato solo quando la mobilitazione di classe riuscirà a liberare i lavoratori da quella moderna schiavitù salariata contro la quale Adil ha lottato e ha sacrificato la vita!

Avanti verso lo sciopero generale!

SI Cobas nazionale

21 giugno - la grande manifestazione di Roma - il comunicato del SI COBAS

19 giugno: abbiamo invaso Roma con la nostra rabbia. Violenze e omicidi padronali non fermeranno la lotta dei lavoratori

Giugno 21, 20210 

19 GIUGNO:

ABBIAMO INVASO LE VIE DI ROMA CON LA NOSTRA RABBIA.

LE VIOLENZE E GLI OMICIDI PADRONALI

NON FERMERANNO LA NOSTRA LOTTA.

IL SACRIFICIO DI ADIL NON SARÀ VANO!

Sabato pomeriggio in migliaia abbiamo attraversato le vie di Roma.

Una manifestazione che era stata convocata per dar seguito allo sciopero nazionale dell’ logistica, e che invece si è tramutata, nei fatti, in un corteo di sdegno e di dolore per il barbaro e inaccettabile omicidio del nostro coordinatore di Novara Adil, travolto nella mattina di venerdì dalla folle e criminale corsa di un camion crumiro fuori ai cancelli di Lidl.

Siamo giunti a Roma ancora sconvolti, confusi, increduli e atterriti di fronte al più grave, al più irreparabile tra gli innumerevoli atti di violenza che hanno colpito il SI Cobas nella sua breve ma intensa storia.

Man mano che la piazza ha iniziato a riempirsi, lo sconforto ha lasciato il posto alla convinzione di dover riaffermare con forza le ragioni che hanno portato alla morte di Adil, e il silenzio si è trasformato in un solo, gigantesco urlo di rabbia.

Abbiamo così deciso che di fronte all’assassinio di un nostro compagno non potevamo accettare passivamente il canovaccio di un corteo di poche centinaia di metri così come ci era stato imposto dalla Questura di Roma, e abbiamo con forza preteso che la manifestazione marciasse in direzione di quei Ministeri (Lavoro e Mise) che riteniamo a tutti gli effetti complici e corresponsabili del clima di intimidazioni e di violenze padronali che ha portato alla morte di Adil.

Dopo alcuni minuti di confronto ravvicinato con le forze dell’ordine, queste ultime sono state costrette a retrocedere e a consentire la variazione del percorso in direzione Barberini.

Pur avendo chiarito fin dal primo momento alla Questura che in una simile giornata di lutto non eravamo di certo interessati ad avere incontri istituzionali, la determinazione della piazza ha strappato una nuova convocazione del Ministero del Lavoro entro la prossima settimana, a seguito della quale il corteo ha ripreso il suo percorso iniziale in direzione di piazza Vittorio dove era stata montata l’amplificazione e il palco gli interventi.

Nel mentre si svolgeva la manifestazione, siamo venuti a conoscenza (per ora solo verbalmente) della disponibilità del viceministro dello sviluppo economico Alessandra Todde a prendere parte al suddetto tavolo: staremo a vedere nelle prossime ore se l’esponente pentastellata sarà coerente con i buoni propositi che in passato sono stati ripetutamente enunciati dal suo partito rispetto alla volontà di frenare le illegalità e lo strapotere dei padroni della logistica, o se invece le logiche di potere e la “ragion di stato” borghese avranno ancora una volta la meglio…

Per quanto ci riguarda, siamo pronti, come abbiamo già fatto per 3 volte negli ultimi mesi, a tornare a Roma sotto ai ministeri con la forza e la determinazione dei lavoratori, e senza chiedere il permesso.

Tanto più in queste ore, è per noi essenziale che i ministri del governo si assumano nei fatti, e non solo a chiacchiere, la piena responsabilità per ciò che sta accadendo nella logistica: non accetteremo mai che la morte di Adil venga strumentalizzata da chi in questi mesi non ha mosso un dito per impedire la chiusura dalla sera alla mattina dell’hub FedEx di Piacenza gettando 280 famiglie per strada, che (soprattutto il Mise di Giorgetti) rifiutando sistematicamente ogni confronto tra le parti su questa durissima vertenza, ha spianato la strada al clima di intimidazioni e di violenze contro i lavoratori in lotta, e che nel mentre piange lacrime di coccodrillo si appresta, tra l’altro, ad imprimere una nuova stretta al diritto di sciopero con l’allargamento del campo di applicazione della legge 146 anche al settore del trasporto merci e logistica.

Tornando alla manifestazione, oltre alla determinazione e ai numeri imponenti dei lavoratori del SI Cobas, va segnalato come elemento estremamente positivo la partecipazione consistente di numerose realtà politiche, sindacali e sociali.

Si può dire senza ombra di dubbio che ieri in piazza era presente la quasi totalità delle esperienze di lotta presenti nel nostro paese: Usb, Adl Cobas, Cub, Slai Cobas, USI, minoranze della Cgil, movimenti per il diritto all’abitare di Roma, delegazioni di operai Stellantis e Gkn, collettivi studenteschi, comitati di lotta di immigrati, disoccupati 7 novembre, una delegazione del movimento No-Tav, partiti e collettivi politici (Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria, Csa Vittoria, Fronte Comunista, Pcl, Pap, Prc, Pci, Fir, Ccc, RdC, ecc.), ma soprattutto una grande quantità di giovani, su tutti il FGC che da mesi sta dando un supporto alle lotte fuori ai magazzini e che ha messo a disposizione molti suoi militanti nell’organizzazione della manifestazione.

Sabato pomeriggio abbiamo assistito (come già anche nello sciopero nazionale di venerdì) a una convergenza reale di tutte le realtà che in Italia provano a resistere all’offensiva dei padroni e del governo Draghi.

Si tratta di un patrimonio prezioso, che non può e non deve limitarsi allo sdegno per la morte di Adil e per le innumerevoli violenze contro gli scioperi, ma che deve invece costituire la base di partenza per la costruzione del più ampio fronte di lotta da contrapporre alle politiche di macelleria sociale del governo, allo sblocco dei licenziamenti e ai tentativi padronali di imporre una generale e pesantissima ristrutturazione sulla pelle e sul sangue di milioni di proletari.

Un fronte di lotta che deve farsi carico, nel più breve tempo possibile, di indire un vero sciopero generale.

Torniamo da Roma ancora più convinti di questa necessità: per questo nelle prossime ore lanceremo un appello a tutte le realtà del sindacalismo di base e combattivo per costruire una grande assemblea nazionale per il prossimo 11 luglio.

Proseguire la lotta ed estenderla in tutti i settori e in tutti i rivoli delle contraddizioni aperte dalla crisi capitalistica; continuare a combattere i padroni con l’arma che gli fa più paura, lo sciopero e i picchetti; fronteggiare con l’autodifesa operaia gli attacchi repressivi e le violenze delle bande armate al servizio dei padroni: questo è l’unico modo per far davvero sì che il sacrificio di sangue compiuto da Adil non sia avvenuto invano!

SI Cobas nazionale

TROVATA NELLE REGISTRAZIONI DELLO SCIOPERO DI ITALTRANS DI CALCIO LA VOCE INFAME DI UNO SGHERRO DEL PADRONE CHE ESULTA ALLA NOTIZIA DELLA MORTE DI ADIL

 
SONO I SERVI DEL PADRONE, SECURITY, PICCHIATORI, COOPERATIVE, AUTISTI DA SFONDAMENTO... CHE NELLO SCONTRO DI CLASSE AGISCONO COME UNA FORZA PRIVATA MERCENARIA ALL’ATTACCO DEI LAVORATORI IN LOTTA PER DIFENDERE IL SISTEMA DI SFRUTTAMENTO NEOSCHIAVISTA DEI MAGAZZINI, PER DIFENDERE I PROPRI PRIVILEGI, DIMOSTRANDO DI ESSERE ASSASSINI COME A NOVARA, DISPOSTI AD UCCIDERE COME A TRUCAZZANO, COMUNQUE INFAMI E PERICOLOSI COME VISTO A CALCIO.

IL MODERNO CAPORALATO DEGLI APPALTI È UN SISTEMA RETTO SU DI UNA STRUTTURA PARAMILITARE PER IMPORRE LA LEGGE DELLA PAURA TRA I LAVORATORI, PORTANDO ALLE ESTREME CONSEGUENZE LA TOTALE MANCANZA DI DIRITTI PREVISTA NEGLI APPALTI E NELL’ACCORDO NAZIONALE DELLA LOGISTICA APPENA FIRMATO DA CGIL CISL UIL SINDACATI SERVI DEI PADRONI.

UN SISTEMA GARANTITO DALLA COMPLICITÀ DEL GOVERNO E DELLO STATO, CHE REPRIME IL DIRITTO DI SCIOPERO E DI LOTTA DEI LAVORATORI, DIFENDE CON DENUNCE E MANGANELLI ALLA MANO SOLO LA LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE DELLE DEI TIR, DELLE MERCI E DI PROFITTO PER I PADRONI.

 


ADIL CONTRO QUESTO STAVA LOTTANDO!

LE SUE IDEE, IL SUO ESEMPIO E CORAGGIO LO ABBIAMO GRIDATO IN MIGLIAIA A ROMA SABATO, VIVONO NELLA NOSTRA LOTTA, COMBATTIVA, ANCORA PIÙ DECISA, PIÙ FORTI DEGLI SFRUTTATORI E DEI I LORO SERVI.

QUELLA LOTTA CHE GLI SCIOPERI DEI LAVORATORI SI COBAS E SLAI COBAS HANNO PORTATO ANCHE A CALCIO, NEL CUORE DEL SISTEMA ITALTRANS, DECINE DI MAGAZZINI PER UN IMPERO CRESCIUTO ENORMEMENTE E SINGOLARMENTE TROPPO IN FRETTA

UN GIGANTE CON I PIEDI D’ARGILLA, CHE HA CONCENTRATO NEI SUOI MAGAZZINI MIGLIAIA DI SFRUTTATI CHE OGGI RAPPRESENTANO OGGETTIVAMENTE UNA POLVERIERA PIENA DI CONTRADDIZIONI E DIFFICILE DA CONTROLLARE, CHE GLI SCIOPERI E L’ESEMPIO DI TANTI LAVORATORI CORAGGIOSI VOGLIONO INNESCARE

20 giugno - IL GRANDE CORTEO DI ROMA NELLA VALUTAZIONE DELLO SLAI COBAS per il sindacato di classe

 

Diverse migliaia di lavoratori in un corteo rosso e proletario che si è progressivamente ingrossato, con forte presenza di giovani e studenti e grande delegazioni di disoccupati in lotta di Napoli, ha dato una grande risposta all'assassinio di Adil, ai padroni assassini e al governo complice che ne sono corresponsabili.

Si è sentita forte e chiara e si è incarnata la parola d'ordine gridata: “Adil è vivo e lotta insieme a noi”, in cui si sono fuse commozione e rabbia, ma su una linea di lotta, determinazione che si è espressa prima nel lungo fronteggiamento con la polizia che voleva bloccare il corteo combattivo in direzione del Ministero e che poi è diventato un fiume che ha attraversato le strade di Roma fino alla grande assemblea finale in piazza Vittorio.

Un corteo in cui era importante esserci, fondersi con i lavoratori in lotta, perchè è una pagina importante e un segnale significativo per tutti i lavoratori della logistica e per tutta la classe operaia e gli sfruttati del nostro paese.

La repressione omicida, niente affatto casuale e frutto del clima di aggressione alla lotta dei lavoratori, che non ha esitato ad usare mazzieri del padrone con la polizia che stava a guardare, non ha fermato la lotta, anzi ha alimentato la ribellione, la chiarezza della posta in gioco e del valore generale per il movimento sindacale di classe nel nostro paese e per l'insieme dell'opposizione politica e sociale alla Confindustria, al governo e allo Stato del capitale che scaricano la crisi sui proletari e le masse popolari, e vogliono lo sblocco dei licenziamenti, l'intensificazione dello sfruttamento, lo schiavismo contro i nostri fratelli di classe migranti sui posti di lavoro come nei campi.

Per lottare contro tutto questo è morto Adil e giornalmente hanno rischiato anche la vita operai e attivisti sindacali Si.Cobas che stanno lottando e rispondendo alla FedEx e in tanti altri posti di lavoro.

Il corteo di ieri si è fuso con lo sciopero della logistica del 18 che si va estendendo, costituendo una risposta non solo ai padroni della logistica ma ai sindacati confederali che firmando il contratto della logistica e con il loro comportamento quotidiano complice sono coinvolti nella guerra ai lavoratori in lotta. E non saranno le parole ipocrite dopo la morte di Adil a cancellare questo dato di fatto.

L'assemblea finale di piazza Vittorio ha alzato il tiro della denuncia, della continuità della lotta, dell'appello alla lotta generale.

I lavoratori vogliono giustizia per Adil e vogliono che le rivendicazioni per cui si batteva insieme ai suoi compagni di lavoro vengano accolte e diventino il segno di una vittoria di classe che in questi tempi così duri e difficili incida e indirizzi il cambiamento dei rapporti di forza.

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe ha fatto ogni sforzo necessario per portare nei luoghi, dove non c'è il Si.Cobas e non c'è un adeguato livello di lotta, da Palermo, all'ex Ilva di Taranto, agli appalti comunali, a città come Ravenna, L'Aquila, dove il vento della lotta in corso è portato essenzialmente dallo Slai Cobas per il sindacato di classe, alle fabbriche di Bergamo dove ha sostenuto, partecipato nei limiti delle sue forze allo sciopero generale della logistica.

Nella manifestazione la combattiva rappresentanza dell'assemblea donne/lavoratrici ha svolto un'azione visibile con il foglio, lo striscione/cartelli il ruolo che le lavoratrici stanno svolgendo nella battaglia generale per rompere le doppie catene perchè tutta la vita deve cambiare.

La rappresentanza di questa battaglia si è fusa con le migliaia dei lavoratori nella manifestazione; così come è stata una voce netta e chiara per la guerra di classe, la lotta per il potere operaio, che è l'unico sbocco inevitabile e necessario della battaglia dei lavoratori; così come abbiamo sostenuto che il fronte unico da realizzare è con gli operai delle fabbriche, le masse povere del sud e delle periferie, il movimenti di lotta per la casa, i lavoratori delle campagne in lotta, i movimenti di lotta sul territorio, dai No Tav ai No Tap fatti segni anch'essi della repressione di Stato. Questa è l'estensione che vogliamo e non i generici appelli a scioperi generali o ai Landini che dovrebbero scegliere da che parte stare.

La manifestazione di Roma è chiaramente solo una tappa. Lo sciopero dei lavoratori della logistica continua e va sostenuto fino a risultati concreti contro licenziamenti, repressione, condizioni di lavoro, per diritti e contratti veri.

Il contagio sociale di questo sciopero si deve estendere in tutti i luoghi dello sfruttamento, della precarietà.

La morte di Adil pesa come un macigno che dobbiamo scagliare contro il capitalismo, il suo Stato e il suo sistema.


Slai Cobas per il sindacato di classe

coordinamento nazionale

20 giugno 2021

venerdì 18 giugno 2021

18 giugno - mobilitazione immediata a Palermo per l'assassino di Adil con presidio cittadino davanti Lidl

 


seguono video iniziativa:

https://fb.watch/6cEessPuQZ/







18 giugno - Ci vogliono schiacciare sotto i camion ma loro non vinceranno ci dovranno schiacciare tutti!!!

Siamo in mano a dei criminali ma quale Costituzione ma quale Repubblica democratica non ci sono più diritti questa è la verità!

Hanno ucciso Adil e hanno ucciso tutti! Ci vogliono schiacciare sotto i camion ma loro non vinceranno ci dovranno schiacciare tutti!!!

Precarie e precari Assistenti igienico personale Palermo Slai Cobas sc



18 giugno - Padroni assassini - viva lo sciopero - piangiamo di rabbia per adil - pagherete caro pagherete tutto -slai cobas sc taranto


SUCCESSO UNA COSA GRAVISSIMA IL NS COODINATORE DI NOVARA ADIL È  STATO UCCISO DA UN CAMIONISTA DAVANTI ESSELUNGA DI BIANDRATE PASSANDOCI SOPRA  CON LE RUOTE. ASPETTIAMO D CONOSCERE I FATTI




 

18 giugno - Padroni assassini e i loro servi

 Nei magazzini galera gli autisti come squadre di"assalto.

È necessario comprendere il livello dello scontro per poter reagire adeguatamente