giovedì 1 ottobre 2020

1 ottobre -LA GIORNATA DI SCIOPERO DEL 21 SETTEMBRE DELLO SLAI COBAS, CON L’ASSEDIO SPONTANEO DELLA DIREZIONE DA PARTE DI TUTTE LE OPERAIE, HA APERTO LA BATTAGLIA PER LA DIFESA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO, CONTRO L’AUMENTO DEI RITMI E GLI ESUBERI.

HA SMASCHERATO LA TRATTATIVA IN CORSO SULLA RISTRUTTURAZIONE, SUGLI INCENTIVI AD ANDARSENE PER LE OPERAIE CHE NON REGGONO PIÙ I RITMI, CHE ACCELERA CON UN ACCORDO DELLA CGIL IN TUTTA FRETTA, NATURALMENTE SENZA MANDATO E SULLA PELLE DELLE OPERAIE.




Alla Montello preparano la cacciata delle prime 40 operaie, dopo averle sfruttate e spremute sulle pesanti linee di selezione dei rifiuti. Mentre sono in programma ulteriori tagli delle giornate di lavoro con l’impiego della cassa integrazione.

La Cgil ritira lo sciopero ipocrita del 1 ottobre indetto il 15, contratta il prezzo dei

licenziamenti per usura, per sfruttamento, fa le sue assemblee (29 sett) per cercare ‘le volontarie’ e nella mattinata del 1 ott diffonde il suo accordo con il listino prezzi.

Tutto va veloce perchè la protesta non è solo delle operaie dello Slai Cobas molte tra le iscritte Cgil non ci stanno a essere rimandate a casa, o restare e lavorare per due.

Lo sciopero convocato a distanza di 15 giorni è servito solo a coprire la trattativa fumo negli occhi per gli iscritti.

La Cgil apre al mercato delle braccia. Dice, il prezzo di 600 euro proposti dall’azienda per ogni anno di anzianità (e di sfruttamento) è troppo basso. 1000 euro sono il prezzo giusto.

Ma il centro della trattativa non riguarda l’incentivo per chi se ne va.

L’accordo stabilisce il costo per ogni posto di lavoro tagliato, quando deve pagare il padrone per essere libero di far fare doppio lavoro alle operaie che restano sulle linee. L’accordo sindacale per la buonauscita non è un servizio alle operaie, è il prezzo della Cgil per assecondare e non contrastare, i piani di ristrutturazione e di tagli per un maggior sfruttamento.

Così abbandonano le operaie che restano, così svendono le operaie consumate, così si garantiscono il loro posto di burocrati tagliatore di teste.

Ma la forte protesta del 21 settembre, con centinaia di operaie che hanno condiviso l’iniziativa dello Slai Cobas e assediato la direzione per le giornate di riposo forzato, per la velocità dei nastri aumentata, per quelle che dieci giorni fa erano voci di esuberi, non si è spenta, si prepara per fare i conti anche con questo accordo, mettere sotto assedio chi da al padrone la forza che non ha.

Per lo SLAI COBAS la lotta contro questo piano di ristrutturazione è sulle parole d’ordine dello sciopero del 21: difesa del posto di lavoro delle operaie sulle linee, nessuna donna deve essere mandata a casa, no all’aumento dei ritmi, riduzione di orario a parità di salario, basta cooperativa assunzione diretta alla Montello spa.


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