venerdì 2 ottobre 2020

3 ottobre - COMUNICATO SULL’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE LAVORATRICI E LAVORATORI COMBATTIVI DEL 27 SETTEMBRE – BOLOGNA

  Slai Cobas per il sindacato di classe

Circa 500 lavoratori e lavoratrici rappresentanti delle lotte più combattive che si svolgono attualmente nel nostro paese hanno partecipato all’assemblea nazionale di Bologna del 27 settembre.

Una grande partecipazione in un clima caratterizzato da denuncia, spirito unitario e volontà di lotta. Un segnale importante, un appello alla mobilitazione nazionale contro padroni e governo che apre di fatto il “nostro” autunno caldo.

Non era scontato né facile realizzare questa assemblea e la partecipazione chiaramente era difficile per tanti lavoratori, rappresentanze del sud, ma ugualmente da Napoli, Taranto, Palermo le lotte in corso c'erano e si sono fatte sentire; così importante è stata la voce dei braccianti migranti del foggiano, della Calabria che hanno portato denunce, raccontato le loro lotte per i documenti, i diritti, contro lo sfruttamento e lo schiavismo, con l’appello all’unità lavoratori italiani e immigrati. L’assemblea ha accolto con forte sostegno questi interventi e li ha uniti alla richiesta dell’abolizione dei decreti sicurezza.

L’assemblea ha prodotto il risultato di una giornata di lotta nazionale per il 24 ottobre, come tappa del percorso, evitando la scorciatoia rituale della dichiarazione di uno sciopero generale e assumendo la linea di costruirlo con una battaglia prolungata che a partire dai focolai esistenti si generalizzi in tutto il paese e assuma forme autentiche di rivolta proletaria e sociale, come è stato sostenuto da diversi interventi.

Un’assemblea che ha unito la socializzazione delle lotte in corso con la forte denuncia politica, con l’esigenza giusta e necessaria di dare spessore e protagonismo politico alle lotte dei lavoratori, contro le logiche minimaliste burocratiche di coordinamenti intersindacali, tanto care alle burocrazie di alcuni sindacati di base. L’unità si costruisce nel fuoco della lotta di classe in stretto legame coi lavoratori; l’unità è generalizzazione delle lotte avanzate che si estendono a tutti i settori, a partire dai luoghi del conflitto già in corso nella logistica, nel precariato, nella scuola.

Certo l’assemblea è ancora debole e fragile rispetto alla mobilitazione delle fabbriche, ma è stata importante che la voce di alcune di esse si sia sentita, unita alla critica non solo ai sindacati confederali generali ma anche alla Fiom e perfino al sindacato è un’altra cosa che non ha avuto il coraggio di partecipare ed unirsi ai lavoratori classisti e combattivi in quest’assemblea nazionale, come hanno denunciato alcuni delegati di questa componente. E’ emersa anche la denuncia dell’Usb e di altri sindacati di base puramente autoreferenziali, ma questo è chiaramente espressione di una linea che per l’Usb è di quarto sindacato, ispirata ad un sovranismo, che punta ad usare le lotte dei lavoratori per divenire componente stabile del nuovo sistema concertativo con padroni e governo.

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe valorizza la volontà dei lavoratori combattivi di non essere parte di un “recinto di appartenenza” che ostacola l’unità di lotta. Questo domanda, però, un rigore interno al movimento in corso ad evitare forme di egemonismo travestito.


Lo Slai Cobas per il sindacato di classe valorizza che in questa assemblea la parola sia stata presa dai lavoratori, respingendo ogni logica da intergruppo, che riguarda anche alcuni gruppi di estrema sinistra che sono dentro questo percorso; anche se non sono mancati anche qui rappresentanti che hanno fatto interventi soprattutto di propaganda delle organizzazioni di appartenenza.

Lo Slai Cobas sc ha condiviso l’impostazione delle relazioni introduttive che hanno affrontato i problemi generali, superando la logica del vertenzialismo ristretto e quella di organismi di lavoratori che sembrano interessati solo alla loro specifica battaglia. E’ importante che nell’assemblea siano state rappresentate tutte le battaglie urgenti dei lavoratori e lavoratrici, in particolare quella nelle scuole e in alcune situazioni della precarietà, così come si è sentita forte la questione dei disoccupati. Per noi è importante però il segno di classe che devono avere queste battaglie, segnate dalla piattaforma e dalle rivendicazioni principali assunte dall’assemblea, di cui segnaliamo la riduzione dell’orario di lavoro a parità di paga, la battaglia per il salario, al 100% per i cassintegrati e il salario garantito ai disoccupati, la patrimoniale, la questione dell’assunzione di chi ha perso il lavoro per il lockdown, della sanità, salute e sicurezza.

L’assemblea ha scelto di appoggiare tutti gli scioperi e iniziative già in corso o in programmazione, di intervenire seriamente e massicciamente nella battaglia per il rinnovo dei contratti.
La qualità politica dell’assemblea, la comprensione della crisi/pandemia nazionale e internazionale ha portato con forza le battaglie contro la repressione con l’adesione alla manifestazione nazionale del 3 ottobre a Modena per il processo di massa ai lavoratori e lavoratrici dell’Italpizza, e l’unità con le lotte internazionali che si stanno svolgendo in tanti paesi del mondo, dagli Usa all’America Latina, ecc. 
Sottolineiamo quella che forse è stata la novità più importante dell’assemblea in prospettiva, il ruolo e l’assunzione della battaglia delle donne proletarie e del movimento delle donne in generale, espresso dall’inserimento nella mozione conclusiva di alcune di queste battaglie, ma soprattutto dall’assunzione della piattaforma delle donne approvata dall’assemblea nazionale telematica Donne/lavoratrici del 17 settembre. Questo fatto apre un cammino che pensiamo possa alimentare la forza del movimento di lotta in generale e potenzialmente indirizzare e trasformare le caratteristiche di esso.

La riuscita dell’assemblea ha dimostrato che il ruolo del Patto d’azione per il fronte unico anticapitalista, di come esso sia la forma che permette di espandere, allargare l’unità dei lavoratori e affermare quel nesso tra economia e politica che si oppone in maniera frontale al nesso tra economia e politica di padroni e governo, di Stato e capitale. 

Certo nell’indicazione della giornata di lotta noi siamo favorevoli che venga concentrato l’attacco in questa occasione verso la rappresentanza generale dei padroni costituita dalla Confindustria di Bonomi, punta di lancio dell’attacco del capitale agli operai, lavoratori e masse popolari. Certo noi auspichiamo che non si vada, come è stato detto in particolare da noi, da assemblea ad assemblea, ma che nasca un coordinamento stabile e rappresentativo dei lavoratori e realtà che vi hanno partecipato, delle battaglie generali che l’assemblea ha assunto. Ora è il tempo dell’unità e di alzare il tiro della lotta e di costruire quell’alternativa generale non solo ai sindacati confederali ma all’insieme del sistema politico, parlamento, partiti riformisti, per affermare forte e chiaro gli interessi dei proletari e delle masse popolari.

Slai Cobas per il sindacato di classe - 27.9.20


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