l'unica prospettiva e la lotta unitaria contro Stellantis e il governo Meloni che lo sostiene
Comunicato stampa dei lavoratori Pmc Automotive di Melfi
Il
presidio permanente alla Pmc Automotive ha raggiunto gli otto mesi.
Ieri, 8 giugno, si è svolto a Roma l’ennesimo tavolo al Mimit con
i sindacati, e il prossimo incontro è già fissato per il 21 luglio.
L’evoluzione della vertenza ha visto diversi mutamenti.
Inizialmente, è stato dichiarata la disponibilità ad assorbire
l’intero personale (sia impiegati che operai), escludendo solo i
lavoratori vicini alla pensione. Eventuali contenziosi individuali
dei lavoratori contro PMC avrebbero dovuto essere risolti da
quest’ultima, senza ricadere sulla nuova proprietà. Con il tempo,
però, lo scenario è cambiato.
Il nodo impiegati: è venuto fuori
di non voler riassorbire gli impiegati, richiedendo che il personale
interno al perimetro fosse composto esclusivamente da operai. Di
fronte a questo, gli impiegati si erano detti disponibili al
demansionamento, purché venisse salvaguardata la retribuzione
precedente. Successivamente, è emerso che avrebbero invece dovuto
accettare livelli e stipendi inferiori, condizione che la maggioranza
di loro sembra orientata ad accogliere.
L’incognita pensionandi:
durante i giorni di presidio è emerso che probabilmente anche i
lavoratori di 64 anni resteranno fuori dalla fabbrica, nonostante
l’età pensionabile scatti a 67 anni per chi non ha i requisiti
della pensione anticipata.
I tagli al personale: nell’ultimo
periodo è stato comunicato che la platea complessiva dei lavoratori
PMC dovrà essere ridotta, motivo per cui è stata avviata una
procedura per le uscite volontarie incentivate.
Nonostante gli
incontri al Mimit abbiano registrato varie dichiarazioni d’intento,
ad oggi gli operai segnalano la totale assenza di verbali formali e
firmati che vincolino le parti alle proprie responsabilità.
Il
presidio è nato proprio per garantire tutele a tutti i lavoratori:
finché le parole non si tradurranno in fatti concreti, l’assemblea
permanente andrà avanti senza sosta. Siamo ad una fase delicata,
dove ogni formalizzazione è vincolante per la successiva procedura,
dove nulla deve trovare intoppi o rallentamenti, dove bisogna dar
corpo a tutti i buoni propositi e le buone intenzioni esposte fino ad
ora.
Quello che ancora non è ben chiarito è se, a prescindere
dal numero dei lavoratori che aderiranno alle fuoriuscite incentivate
volontarie, il passaggio degli operai alla C. Costruzioni avverrà in
maniera diretta, conservando i diritti acquisiti e mantenendo i
livelli, scatti anzianità e super minimi maturati.

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