....in vista dell'incontro di lunedì al MIMIT parlano le operaie di Electrolux Solaro
Molte hanno già passato una vita in fabbrica
Tra le prime a prendere la parola e a scaldare la platea con il suo intervento infervorato è stata Rosy Cuomo, 60 anni, 36 di lavoro alla Electrolux Solaro, Rsu Fiom, che ricorda come è stato presentato il piano dai vertici dell’azienda. "È stato un vero e proprio pugno nello stomaco, una presentazione indegna", racconta. "Io non sono un esubero, nessuno di noi è un esubero. Siamo persone che hanno dato vita e dignità a questo Paese con il lavoro che sta a fondamento della nostra Costituzione". Poi il pensiero rivolto ai lavoratori con contratto a termine: "Non sono neanche stati presi in considerazione, questo è profondamente ingiusto", dice prima di ricordare anche che all’incontro al ministero l’amministratore delegato avrebbe detto di fronte a questo piano che i lavoratori avrebbero dovuto ringraziare.
"Io sono una signora elegante, ma un bel vaffa ci stava proprio bene", ha rivendicato Rosy, scatenando l’applauso caloroso della platea, prima di aggiungere: "Noi non ci fermeremo, dureremo un minuto in più di Electrolux, non sanno di che pasta siamo fatti". Dopo di lei è intervenuta Angela Laprocina, altra figura storica dello stabilimento di Solaro, 60 anni di età, 38 di permanenza in fabbrica, delegata Rsu Fim-Cisl. "Avrei dovuto essere vicina alla pensione, ma continuano a spostare i termini e ancora adesso mi trovo qui per questa ennesima battaglia sindacale – lo sfogo –. Speravo di poter lasciare una fabbrica sana ai colleghi più giovani, ma temo che non sarà così. Il futuro è ancora un buco nero nonostante gli enormi sacrifici che abbiamo fatto in tutti questi anni per portare avanti il lavoro insieme a casa e famiglia: qui ci sono in maggioranza donne, con figli, con il mutuo, con la casa da seguire, non pensavamo di trovarci ancora in questa situazione piena di incognite".
Dopo di lei è intervenuta Rosanna Nappo (Uil), da 30 anni in azienda, che ha ribadito il valore del sacrificio di tutte le lavoratrici, che rischia di essere ora vanificato da queste decisioni aziendali che pesano come un macigno sui progetti di vita delle loro famiglie, alcune delle quali, tra l’altro, formate da entrambi lavoratori Electrolux, ad aggravare ulteriormente il quadro che rischia di impattare in maniera drammatica anche sul fronte sociale, come ricordato dai sindaci presenti all’incontro pubblico.


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