SOLARO – Prosegue il confronto sul futuro dello stabilimento Electrolux di Solaro. Dopo l’incontro del 25 giugno al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le rappresentanze sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm hanno diffuso un aggiornamento rivolto ai lavoratori, ribadendo la volontà di difendere le produzioni italiane e chiedendo maggiore trasparenza sui dati economici presentati dall’azienda.
Secondo quanto riferito dai delegati sindacali, nel corso del tavolo la direzione Electrolux ha confermato la necessità di recuperare competitività, indicando come principali criticità gli elevati costi di energia, acciaio e lavoro. L’azienda avrebbe inoltre sostenuto che produrre in Italia comporta costi fino al 30 per cento superiori rispetto ad altri Paesi.
Di fronte a questo scenario, Fim, Fiom e Uilm hanno ribadito la propria contrarietà a qualsiasi ridimensionamento delle produzioni nazionali. “Non possiamo accettare la perdita delle nostre produzioni. Difendiamo le cappe di Cerreto, le lavasciuga di Porcia, i forni di Forlì, i frigoriferi e le lavastoviglie di Susegana e Solaro: sono il nostro lavoro, la nostra storia e il futuro delle nostre famiglie”.
Nel documento diffuso ai dipendenti, i delegati di Solaro spiegano di aver chiesto alla multinazionale dati più dettagliati per comprendere nel merito le motivazioni economiche alla base del piano industriale.
“In coordinamento con le organizzazioni sindacali abbiamo ribadito alla multinazionale Electrolux la necessità di fornirci dati analitici per stabilimento e dettagli ancora più precisi sul costo effettivo che grava sul prodotto finale riguardo ai tre fattori che vengono indicati ogni volta: energia, costo dell’acciaio e tassa Cbam (Co2)”.
I rappresentanti dei lavoratori intendono inoltre approfondire gli effetti dell’accordo sottoscritto nel 2023.”Nelle prossime audizioni dovremo sollecitare e incalzare l’azienda nel fornirci dettagliatamente come e quanti soldi sono stati spesi per l’accordo firmato nel 2023″.
Le organizzazioni sindacali chiedono anche un coinvolgimento diretto delle istituzioni italiane ed europee.
“Per questo abbiamo chiesto l’intervento straordinario del Governo e dell’Unione Europea: solo così possiamo davvero cambiare le cose”.
Infine, i delegati invitano a non accelerare la conclusione del confronto durante il periodo estivo.”Non accettiamo che la trattativa venga chiusa in fretta, magari durante le ferie estive, quando le fabbriche sono vuote. Vogliamo un confronto vero, con tempi giusti e il coinvolgimento di tutti. Restiamo uniti e pronti a far sentire la nostra voce. Insieme possiamo difendere il nostro lavoro e il futuro dei nostri stabilimenti”.

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