Non vogliamo essere un fenomeno per i titoli dei giornali
vogliamo ribellarci non essere condannati a produrre così
difendiamo salute e sicurezza in fabbrica anche dal caldo
Le ordinanze, dove ci sono, sono indirizzate sostanzialmente a chi lavora esposto direttamente al sole. Dal 1 luglio entrerà in vigore un decreto per finanziare la cassa integrazione per condizioni climatiche estreme sia per l’agricoltura che per l’industria. Ma è un decreto del governo Meloni, quello attento a non ostacolare ‘gli imprenditori che producono’. Già depotenziato dimezzando da 33 a 15 i già pochi milioni stanziati nel 2025 e’ debole di fronte ai padroni che non vogliono fermare le linee e usano ogni mezzo per mandare avanti la produzione.
Invece le operaie e gli operai nei reparti, sulle linee di montaggio, sanno bene come sia pericolosa ‘la normalità della produzione’ come i capannoni diventano forni, trappole di umidità soffocanti ed i ritmi di lavoro devastanti.
Ma con i loro comunicati copia incolla delegati e loro sindacati condividono le preoccupazioni dell’azienda per ogni piccolo fermo che possa ritardare la macchina del profitto.
Tant’è che mentre le operaie hanno inziato a scioperare per l’emergenza caldo/umidità con Slai Cobas, negli ultimi comunicati sindacali parlano di incontri RSU/Azienda, di problemi produttivi, di piani per gli orari estivi per l’anno prossimo, di distributori di gelati a pagamento… da mettere nei reparti che nessuno ha chiesto.
Dimostrando quanto siano lontani dalla condizione di sfruttamento operaia delegati e sindacati Fiom Fim Uilm nel loro complesso e qui in particolare. Ciechi persino ai casi di buon esempio di lotta che pure arrivano anche dalle loro file.
Il caldo è un’emergenza perché il sistema di sfruttamento del capitale ha raggiunto un livello di distruzione e saccheggio enorme dell’insieme della natura. L’emergenza caldo è sempre più normalità anno dopo anno e questa andata di calore è stata ampiamente annunciata.
Ma per affrontarla servono ancora gli scioperi operai!
Per ribellarsi, per organizzarsi, per cambiare.
L'azienda non risponde alle rivendicazioni, il caldo e lo sfruttamento continuano, lo sciopero pure a sostegno delle richieste Slai Cobas e delle lavoratrici.
Un incontro urgente che Slai Cobasa per un piano di prevenzione
caldo, a partire dall’esperienza e dalle proposte operaie, per
sconfiggere la logica di emergenza dove ‘si fa qualcosa' quando al
salire (annunciato) delle temperature si manifestano i malumuri nei
reparti.
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