sabato 27 giugno 2026

28 giugno - info Stellantis 1: STELLANTIS, MELFI: “TORNATEVENE A CASA, SIAMO SENZA MATERIALE”

 solo con la lotta come nei blocchi dei 21 giorni contro "la doppia battuta" può contrastare il piano già scritto di Stellantis supportato dal governo Meloni


da 

Operai Contro

«Appena abbiamo timbrato ci hanno detto “tornatevene a casa siamo senza materiale”. Alcuni di noi hanno preteso di lavorare, dovevano avvisarci prima, non siamo pecorelle».

Da Basilicata24.it del 27 giugno 2026

Lo strappo si è consumato ieri pomeriggio all’ingresso della fabbrica di San Nicola di Melfi. A quel punto una metà degli operai se n’è andata. Un’altra metà ha invece protestato coi sindacati, e dopo una trattativa coi vertici aziendali, è rimasta in fabbrica per il turno. “All’inizio – ci dice un operaio del Montaggio – a noi che siamo rimasti volevano darci la Cassa integrazione come agli altri, mentre noi abbiamo preteso che ci venisse segnata la giornata lavorativa intera, abbiamo messo la benzina per scendere in fabbrica, dovevano avvisarci prima che non c’era materiale, non siamo mica pecorelle”.
LO STRAPPO.
Momenti di tensione, quindi, determinati dalla mancata comunicazione qualche ora prima della carenza di materiale. “Ci hanno detto che un mezzo col materiale necessario, non era giunto in fabbrica. Ma potevano avvisarci due ore prima, come spesso fanno, e non farci scendere per poi comunicarci il ‘senza lavoro’ lì, non si fa così, operiamo in una multinazionale, non nella bottega del bosco: ci vuole più serietà”. Maestranze divise, quindi, tra chi è rimasto sulla linea, pretendendo di lavorare, e chi invece ha accettato la decisione e ha fatto macchina indietro facendo rientro a casa.
I PRECEDENTI: I 21 GIORNI DEL 2004
Da segnalare, inoltre, che episodi simili erano già accaduti nella ‘fabbrica integrata’ di San Nicola. Ad esempio nel 2004, poco prima che partissero gli scioperi dei ’21 giorni’, noti come la primavera di Melfi. All’epoca, una delle gocce che fece traboccare il vaso, determinando blocchi e cariche, fu proprio il ripetersi, più volte di fila, di episodi simili. Ovvero agli operai già in fabbrica veniva comunicato di tornare a casa con la nota formula del ‘senza lavoro’. Al quarto, quinto episodio simile, in un contesto già teso per altre rivendicazioni in corso, scattò la protesta. Fu uno dei ‘detonatori’ della rivolta. Ma è passato troppo tempo ed è difficile ipotizzare, in un contesto così mutato, che possa accadere di nuovo.
E SE ACCADESSE DI NUOVO…?
Però non è da escludere che, complice il caldo e i nervi a fior di pelle, il ripetersi di ‘strappi’ simili, in questa fase, non possa urtare la base operaia sino alla mobilitazione. “Non siamo mica pecorelle”, sentenzia l’operaio che ci ha comunicato lo “snervante” episodio di ieri pomeriggio. Un episodio che si unisce alla consueta abitudine, da parte dei vertici, di comunicare alle maestranze di “scendere al lavoro” anche poche ore prima del turno, generando spesso stress e caos ‘organizzativo’.



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