il Salone Nautico.
Sono partiti in 500, gridano: "Stiamo arrivando", seguiti da una decina di tir dell'indotto che suonano i clacson. Da Cornigliano hanno raggiunto piazza Montano e imboccato la Sopraelevata in entrambe le carreggiate seguiti dai tir (per una volta i vigili urbani hanno derogato al divieto di transito dei mezzi pesanti sulla Sopraelevata). Il traffico in città è in tilt. Momenti di tensione quando davanti al corteo si materializzano gli uomini del reparto Celere con tanto di scudi. Urla e protesta, i poliziotti si fanno da parte
Si schierano davanti al Nautico. Una delegazione raggiunge la sala stampa e incontra il presidente dell'ente Fiera Sara Armella: "Siamo solidali con gli operai dell'Ilva. anche il nostro settore è in crisi". Claudio Nicolini e Antonio Alpa, segretari della Fim e della Uilm, le stringono la mano. Poi escono dalla Fiera e si incamminano con i compagni dell'Ilva verso la Prefettura.
Gli operai protestano contro l'ipotesi di spegnimento di alcuni altoforni dello stabilimento di Taranto che provocherebbe la chiusura anche degli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconogi.
"Il nostro obiettivo - ha detto Antonio Apa, segretario della Uilm - è il Salone Nautico Internazionale. Dopodichè ci sposteremo verso la prefettura. Questo sciopero non è contro la magistratura ma per il lavoro. Vogliamo mandare un segnale forte al governo: il presidente del Consiglio, Mario Monti e il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera - ha sottolineato Apa - sono latitanti su questa questione così come su tutta la politica industriale del paese".
La protesta sancisce la spaccatura tra la Fiom da un lato, che non sciopera, e la Fime e la Cisl che hanno deciso la protesta. Stefano Milone, della rsu Fim è duro contro i colleghi della Fiom Cgil: "E' la prima volta che un sindacato che non condivide le scelte delle altre organizzazioni dei lavoratori, fa propaganda contro lo sciopero. Questa protesta - continua il sindacalista della rappresentanza interna - non è politicizzata né telecomandata. In corteo ci sono sole bandiere dei due sindacati che hanno proclamato la protesta, Cisl e Uil. Abbiamo scelto questa forma di contestazione rispondendo ad una richiesta precisa dei lavoratori riuniti in assemblea".
di NADIA CAMPINI
Ventiquattro ore di sciopero e corteo in città: gli operai Ilva della Fim e Uilm sono scesi in piazza. Corteo dai cancelli dello stabilimento verso Sono partiti in 500, gridano: "Stiamo arrivando", seguiti da una decina di tir dell'indotto che suonano i clacson. Da Cornigliano hanno raggiunto piazza Montano e imboccato la Sopraelevata in entrambe le carreggiate seguiti dai tir (per una volta i vigili urbani hanno derogato al divieto di transito dei mezzi pesanti sulla Sopraelevata). Il traffico in città è in tilt. Momenti di tensione quando davanti al corteo si materializzano gli uomini del reparto Celere con tanto di scudi. Urla e protesta, i poliziotti si fanno da parte
Si schierano davanti al Nautico. Una delegazione raggiunge la sala stampa e incontra il presidente dell'ente Fiera Sara Armella: "Siamo solidali con gli operai dell'Ilva. anche il nostro settore è in crisi". Claudio Nicolini e Antonio Alpa, segretari della Fim e della Uilm, le stringono la mano. Poi escono dalla Fiera e si incamminano con i compagni dell'Ilva verso la Prefettura.
Gli operai protestano contro l'ipotesi di spegnimento di alcuni altoforni dello stabilimento di Taranto che provocherebbe la chiusura anche degli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconogi.
"Il nostro obiettivo - ha detto Antonio Apa, segretario della Uilm - è il Salone Nautico Internazionale. Dopodichè ci sposteremo verso la prefettura. Questo sciopero non è contro la magistratura ma per il lavoro. Vogliamo mandare un segnale forte al governo: il presidente del Consiglio, Mario Monti e il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera - ha sottolineato Apa - sono latitanti su questa questione così come su tutta la politica industriale del paese".
La protesta sancisce la spaccatura tra la Fiom da un lato, che non sciopera, e la Fime e la Cisl che hanno deciso la protesta. Stefano Milone, della rsu Fim è duro contro i colleghi della Fiom Cgil: "E' la prima volta che un sindacato che non condivide le scelte delle altre organizzazioni dei lavoratori, fa propaganda contro lo sciopero. Questa protesta - continua il sindacalista della rappresentanza interna - non è politicizzata né telecomandata. In corteo ci sono sole bandiere dei due sindacati che hanno proclamato la protesta, Cisl e Uil. Abbiamo scelto questa forma di contestazione rispondendo ad una richiesta precisa dei lavoratori riuniti in assemblea".
(10 ottobre 2012) © Riproduzione riservata
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