Imola, crisi cooperativa
3Elle. Cgil: “Dopo caso Cesi, Poletti intervenga anche qui”
A poche settimane dal crac della conterranea Cesi,
un'altra situazione preoccupa la provincia di Bologna. A rischio circa la metà
dei 262 lavoratori. La Cgil fa un appello al ministro del lavoro
Dopo il crac della
coop Cesi di Imola, alle porte di Bologna, ecco la crisi della consorella
e conterranea 3 Elle. L’effetto domino per le coop cresciute ed affermatesi
nell’area territoriale da dove proviene, e dove è stato leader del movimento
cooperativo, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, sembra essere
appena iniziato. La cooperativa 3Elle, leader dai primi del Novecento in
serramenti ed infissi, 262 dipendenti e 149 soci subito dietro alla Cesi
come quantità di personale nell’area imolese, ha confermato ai sindacati la
“ristrutturazione” aziendale che prevede un forte ridimensionamento
dell’organico entro settembre prossimo. E se nel caso del crac del recente crac
della coop imolese il titolare del dicastero del lavoro (negli anni ’90 presidente
Legacoop di Imola e dal 2002 al 2013 presidente nazionale Legacoop) è
intervenuto in modo tempestivo, ora i sindacati chiedono che non dimentichi la
nuova situazione: “Poletti ha già dialogato di persona con i lavoratori della
Cesi”, dice la Cgil, “un incontro con quelli della coop 3 Elle avrebbe un
grosso significato e affronterebbe il problema in modo diretto”. Già il 60% dei
lavoratori della 3Elle è da maggio 2014 sotto contratto di solidarietà,
provvedimento d’urgenza che scadrà ad ottobre prossimo. “L’obiettivo è di salvare
e mantenere la continuità della 3Elle”, ha affermato il vicepresidente della
coop imolese, Floriano Galeotti, “e di conseguenza di preservare il
maggior numero di posti di lavoro”. “Quanti siano i posti in esubero non ci è
ancora stato detto con precisione”, spiega al fattoquotidiano.it Sonia
Bracone della Cgil Fillea di Imola, “deduciamo comunque dalla situazione in
essere dalla primavera scorsa che ci sarà probabilmente un taglio sopra il 50%
dei 262 dipendenti”. Cifre da capogiro che però non dovrebbero interessare i
149 soci della coop 3 Elle, i primi a dover rilanciare reinvestendo 4-5mila
euro nella ricapitalizzazione di settembre prossimo per quello che sarà il
nuovo soggetto industriale evoluzione della 3 Elle: la 5 Elle, ovvero una nuova
compagnia amministrativa e commerciale che rileverà o affitterà possibili rami
produttivi della vecchia azienda. “Siamo molto preoccupati da questo
smembramento dell’azienda”, prosegue la Bracone che assieme a Filca Cisl e
Fenea Uil ha incontrato i vertici aziendali 3 Elle, “per noi è cruciale trovare
soluzioni tese a dare massima copertura alla totalità dei lavoratori,
attraverso l’utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali possibili e a
disposizione, di natura conservativa”. Cgil, Cisl e Uil lamentano oltretutto il
fatto di non essere state avvisate per tempo della trasformazione aziendale in
atto, ma solo a giochi fatti. Tanto che la crisi nera della 3 Elle, e il
progetto di rilancio con una newco, erano stati anticipati prima dell’incontro
tra sindacati e azienda dai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle:
“Imola non può permettersi di perdere ancora posti di lavoro e a rischio, tra
Cesi, 3 Elle e aggiungiamo noi Coop Ceramica, ce ne sono altri 700. Una cifra
che restituisce alla nostra città il poco invidiabile record di disoccupazione
degli ultimi 50 anni”. Un settore, quello in cui è inserita la 3 Elle che si
occupa di fabbricare porte e serramenti, e che è legato a doppio filo con
quello edilizio mai come oggi sprofondato in un abisso nerissimo. Per la coop
di via Togliatti le cifre legate alla fatturazione sono impietose: dai quasi 75
milioni di fatturato attorno al 2010 ai 30 milioni del 2013: “Il problema è
oramai strutturale. Come Cgil lo abbiamo rilevato fin dal 2008 cercando di
evitare un impatto frontale in termini occupazionali come questo. Secondo noi è
indispensabile il confronto al tavolo Regionale con oggetto “la crisi delle
cooperative edili e della filiera”, con un chiaro impegno del movimento
cooperativo che si traduca in un progetto industriale del comparto di
medio-lungo termine”.
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