domenica 1 novembre 2020

1 novembre - BOLOGNA: “Non siamo servi”, e i riders in corteo bruciano gli zaini

 

In centinaia ieri hanno attraversato le vie del centro per chiedere “diritti, monte ore garantito, sicurezza, malattia, tutele” e contro il contratto firmato da Assodelivery e Ugl. Blocchi delle consegne davanti ai McDonald’s e la “proposta alla città” per un’assemblea cittadina “di tutti coloro che chiedono diritti, reddito, dignità” da tenersi il prossimo 3 novembre.


 
“Oggi è una giornata di mobilitazione nazionale per i riders, vogliamo dare una risposta forte anche da Bologna. Vogliamo dire che questo contratto firmato dalle multinazionali che ci sfruttano ogni giorno insieme ad Ugl, un sindacatino di destra che non rappresenta nessuno del nostro settore, è una truffa,  firmata alle spalle dei lavoratori, concordata di nascosto. Così hanno peggiorato le nostre condizioni di lavoro”. Sono le parole risuonate nella serata di ieri in piazza del Nettuno alla manifestazione convocata da Riders Union Bologna in occasione dello sciopero nazionale dei ciclofattorini contro quello che definiscono un “accordo-truffa” firmato dall’associazione datoriale Assodelivery e dalla sigla sindacale Ugl. Determinante anche ieri – come negli ultimi cortei dei ciclofattorini tenutosi nelle scorse settimane – la presenza di lavoratori migranti del food delivery, la cui voce si è molto sentita ai megafoni attraverso interventi e cori in diverse lingue. Le rivendicazioni dei lavoratori sono chiare e in netta contrapposizione all’accordo firmato fra Assodelivery e Ugl: “Vogliamo diritti, monte ore garantito, sicurezza, malattia, tutele. Siamo lavoratori e non servi. I servi dei padroni sono Ugl. Se c’è qualcuno che ha mandato per firmare i contratti quelli siamo noi. E questa piazza lo dimostra”. Tanta la rabbia dei fattorini, che fra le azioni di protesta hanno anche dato alle fiamme alcuni zaini per il trasporto del cibo fra quelli che si vedono sfrecciare ogni giorno nelle strade della città, “in segno di protesta contro il trattamento da schiavisti ricevuto dai loro manager. Mai più consegne senza diritti!”, hanno scritto sulle pagine dei social network. Bloccate inoltre le consegne dei punti vendita della multinazionale McDonald’s in piazza VIII Agosto e successivamente in via Indipendenza, con il corteo a presidiarne l’ingresso in entrambi i casi per quindici o venti minuti. Sempre nella giornata di ieri Riders Union Bologna segnalava che “come è capitato in altre occasioni di sciopero, le piattaforme hanno iniziato ad inserire bonus e incentivi per i turni di stasera in chiave antisindacale, giustamente convinti che molti riders aderiranno alla protesta contro il contratto pirata firmato da Assodelivery col sindacato di comodo Ugl”, pubblicando gli screenshot delle schermate che apparivano ai lavoratori delle piattaforme sui propri smartphone: “Vogliamo diritti e contratti veri, basta con queste pratiche scorrette da parte di aziende che vogliono continuare a sfruttarci e a dividerci!”, hanno aggiunto. I ciclofattorini hanno anche lanciato dai microfoni della manifestazione una “proposta alla città”, cioè quella di incontrarsi in una assemblea pubblica cittadina da tenere in piazza il prossimo martedì 3 novembre, a partire dalla sciopero dei riders “che sono diventati simbolo della precarietà”, ma “rivolgendoci a tutti quei soggetti e quelle realtà che stanno subendo sulla propria pelle i costi di questa crisi e che chiedono diritti, reddito, dignità. Perchè vogliamo una redistribuzione di ricchezza, salario, reddito a tutte e tutti quelli più deboli colpiti da questa crisi. Per questo vi invitiamo a gridare da questa piazza lo slogan che ci ha sempre contraddistinto: Mai più consegne senza diritti!”

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