lunedì 17 marzo 2014

16 marzo: topi alla Pasquinelli - lo slai cobas a tutela del lavoro, della salute dei lavoratori, per una raccolta differenziata fatta bene -

Cronaca Il fatto 16/03/2014

Al lavoro tra i topi, il video-shock dell’impianto Amiu

La denuncia dei lavoratori che chiedono una maggiore tutela della propria salute


Topi all'impianto 'Pasquinelli' dell'Amiu


«Una grave situazione igienico-sanitaria nell'impianto 'Pasquinelli', di proprietà dell'Amiu di Taranto». La denuncia è dei lavoratori impiegati nella selezione della raccolta differenziata aderenti allo Slai Cobas.
Il capannone venne sequestrato nel 2011 dalla Guardia di finanza per precarie condizioni igieniche e di sicurezza. Gli operai hanno scritto una lettera aperta e diffuso un video che documenta la presenza di topi sul nastro dove vengono accatastati e selezionati i rifiuti.
Questo il testo integrale della lettera:
«Il lavoro all'impianto di selezione-rifiuti della Pasquinelli/Amiu di Taranto si svolge suddiviso in due turni di 6 ore. I turni sono composti da 10 lavoratori, ma contando infortuni-malattie (a causa dello stesso lavoro)-ferie ecc, in genere si riesce a lavorare in 7-8 lavoratori al giorno per turno, tra cui: 1 fisso giù per spalare il materiale sul nastro trasportatore, 2 sempre giù per la pulizia del cartone (mulettisti). Quindi sopra alla selezione molto spesso si resta anche in 4 suddivisi 2 per le bottiglie, 1 per la carta, 1 per il celofan.
Quindi già questo è un primo grosso problema: è poco l'organico dei lavoratori. Da premettere che noi dovremmo fare per contratto di appalto solo la selezione della raccolta differenziata; in realtà però non arriva differenziata ma arriva multimateriale sporchissimo. E anche nei giorni come il martedì e il giovedì che sono i giorni destinati alla raccolta porta porta dei 2 quartieri: Lama e San Vito, in cui dovrebbe arrivare plastica e carta, questo materiale arriva sporchissimo e mischiato ad altro materiale di scarto. Quindi anche in quei giorni che dovremmo mirare al massimo recupero, il materiale è inutilizzabile e viene destinato al termovalorizzatore, facendo così 0 produzione.
Senza parlare dei rifiuti speciale che passano sul nastro con una cospicua ripetizione (flebocateteri pieni di urina, scarti di medicinale, siringhe piene di sangue, cani gatti e topi morti pieni di vermi, altre carcasse di animali, tufi e altro materiale edile, ma anche dei rifiuti di macelleria che emanano odore sgradevolissimo). Tutto questo porta a un grande rischio per la nostra salute perché pur avendo dei guanti di protezione non sono sufficienti e non si riesce a difendersi dalle punture delle siringhe o dai tagli dei vetri (già successo); ma anche perchè non conosciamo a volte la composizione dei rifiuti, l'effetto di alcune esalazioni che respiriamo, a cui va aggiunta la comparsa del percolato sostanza che sappiamo bene che deve essere trattata in impianti specifici.
Ci dovrebbe essere una quantità minore di materiale sul nastro almeno da poter vedere di che rifiuto si tratta; ma spesso non è così, il nastro arriva sopra con un carico cospicuo facendo sì che si fa tanto scarto e poco recupero e si mette a forte rischio la salute dei lavoratori, anche perché, parlando di multimateriale, questo dovrebbe naturalmente essere smaltito subito, altrimenti va in putrefazione, fuoriuscendo anche liquidi nauseabondi. In alcuni giorni ti sembra di soffocare.
Dimenticavamo. Tutto questo avviene in una situazione in cui mentre lavoriamo i topi – questa volta vivi e anche belli grossi – passano da tutte le parti e a volte ci fanno “compagnia” anche salendo sul nastro. Questo è il ciclo dei rifiuti della selezione (anzi, non selezione) della Pasquinelli/Amiu di Taranto. In sintesi: IGIENE: 0, sicurezza: 0 recupero: 0.
Poi ci sono le giornate che non arriva il materiale e siamo “costretti” a fare pulizie nel capannone dentro e fuori, pitturazioni, ecc, ecc, tranne che recuperare e produrre. Questa mancanza del materiale ancora non è chiara viene giustificata dicendo che i mezzi dell’Amiu sono in avaria... Ancora un ultima cosa molto importante per la sicurezza. Quando piove nel capannone siamo costretti a lavorare sotto la pioggia (chi lavora al cartone) perché i finestroni sono tutti rotti ed entra acqua da per tutto, senza parlare del grave pericolo che si rischia con il muletto perché le ruote iniziano a slittare e se ne vanno per conto loro, diventando un pericolo per chi lo porta e per chi sta vicino.
Questa è in sintesi una giornata di lavoro alla Pasquinelli!».


Nessun commento:

Posta un commento