martedì 26 maggio 2015

24 maggio - Taranto: la lotta contro la presenza d'amianto alla Pasquinelli



A questo comunicato dell'Amiu rispondiamo riprendendo un articolo pubblicato il 19/5/2015
L'amianto alla Pasquinelli - per l'Amiu non si può far niente...
L'Amiu risponde con una lunga lettera ai vari punti che i lavoratori dello Slai cobas della Pasquinelli avevano sollevato, anche con proposte, per affrontare la questione dell'amianto che sempre più spesso si sta ritrovando nella selezione della differenziata.
MA QUESTA RISPOSTA HA DELL'INCREDIBILE...
Rispetto alla richiesta di "controllo a monte su presenza di amianto, all'atto della raccolta dei rifiuti" - L'Amiu risponde che il controllo non si fa e non è previsto, perchè... non si può "verificare il contenuto dei cassonetti nella fase di scarico dei compattatori..."
Rispetto alla richiesta di "controllo dello scarico del materiale da parte dei mezzi" - l'Amiu risponde che è "impossibile eseguire una completa ispezione visiva da parte degli addetti su tutte le tonnellate di materiale scaricate..."
Rispetto alla richiesta di "apertura di buste e bustoni per verificarne il contenuto" - l'Amiu risponde che al massimo questa verifica può essere fatta dall'"Operatore della Cooperativa" (vale a dire dagli stessi lavoratori che stanno denunciando" - così inalano subito le fibre dell'amianto... ).
Rispetto alla richiesta di "bonifica dei cumuli nella zona di scarico" - l'Amiu risponde che "non risulta possibile la rilevazione strumentale della presenza di amianto" e che solo se si vede l'amianto, questo "giustifica il ricorso alla procedura di bonifica". Una risposta assurda, dato che è scontato che una volta che i lavoratori della Pasquinelli trovano l'amianto sul nastro questo è certo che proviene dai cumuli e quindi, bonificare il nastro, senza bonificare la fonte è evidentemente una presa in giro...
Rispetto alla denuncia del "Rischio subito dagli operai" - l'Amiu risponde che "sulla base delle certificazioni consegnate dalla ditta che effettua la bonifica non risulta contaminazione dei luoghi di lavoro...".
CONCLUSIONE DELL'AMIU: NON SI PUO' FARE NIENTE E COMUNQUE IL PROBLEMA NON SUSSISTE...!
Unica concessione la fa sull'eventuale adeguamento dei Dispositivi di protezione individuali, ma... lo fa scaricandola solo sulla Cooperativa. 
DELLA SERIE: L'AMIANTO DEVE RIMANERE CON RELATIVO RISCHIO, L'UNICA COSA CHE SI POTREBBE FARE E' VESTIRE GLI OPERAI COME DEI PALOMBARI...

Ma l'affermazione più incredibile e vergognosa si trova alla fine della lettera, quando l'Amiu scrive: 
"Si ritiene, infine, necessario rappresentare e far conoscere il fatto che gli interventi di bonifica affidati a ditta specializzata costituiscono per l'Amiu Spa, un costo diretto, al quale va aggiunto un costo indiretto determinato dalla fermata del processo di selezione e dal conseguente cumulo di materiale da trattare che deve essere necessariamente avviato ad altri impianti".
COSA E' UN RICATTO?! OPERAI, STATE ZITTI, CONTINUATE A LAVORARE PUR IN PRESENZA DI AMIANTO PERCHE' ALL'AMIU COSTA TROPPO BONIFICARE... ALTRIMENTI...

ALTRIMENTI, COSA?





La cosa che si evince da questi due documenti è che, a parte il ribadire i propri doveri nonchè i propri diritti, le rispettive aziende rimandano al mittente il problema, come a dire: noi quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto, ora cari lavoratori vedetevela voi.....e possibilmente senza fare rumore. Naturalmente noi lavoratori non ci stiamo e continueremo a ribadire con forza quelli che sono i nostri diritti cioè il diritto al lavoro alla salute e alla sicurezza. Per questi motivi continuenero a fermare il nastro ogni qualvolta ci sarà presenza di amianto perchè la nostra salute vale più dei vostri profitti questo sia ben chiaro.



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