venerdì 29 maggio 2015

29 maggio - Renzi alla Fiat/Sata di Melfi. Dal blog di proletari comunisti



Renzi alla Fiat Sata di Melfi - ridicolizzato dai cassintegrati Fiat Pomigliano e politicamente denunciato contestato tra gli operai da proletari comunisti e slai cobas per il sindacato di classe Taranto - domani articolo 


Comitato cassintegrati Fiat Pomigliano
CON LA MANIFESTAZIONE DI STAMATTINA ABBIAMO CERTAMENTE RIDICOLIZZATO RENZI ED I SUOI PIANI ANTIOPERAI ED ANTIPOPOLARI DEL JOBS ACT E DEL 
 SBLOCCA ITALIA BASILICATA DELLE 14.

"Renzi statt a cas...". La lotta continua anche davanti ai cancelli della Fiat Sata di Melfi. Grandissima solidarietà degli operai di Melfi che hanno visibilmente accolto la nostra protesta consegnando oltre 4000 volantini e nel contenuto abbiamo chiesto di non votare Renzi ed il PD e di bocciare con un secco no il Jobs act ed il no al sblocca italia. Ma la solidarietà è salita alle stelle quando un gruppo di una 20 di operaie della catena di montaggio hanno voluto come segno di unita' di lotta la maschera di Renzi/pagliaccio come ricordo della nostra iniziativa. 
Alla manifestazione hanno partecipato delegazioni come il laboratorio politico Iskra di Bagnoli, i No triv, Cobas, delegati della Fiom de il sindacato è un'altra cosa,
Aspettando la sentenza dei 5 licenziati per rappresaglia Fiat, oggi non hanno mollato e già dalle prime ore dell'alba con tamburi e slogan hanno fatto centro.





Quello che avviene alla FCA - Sata Melfi, non interessa solo gli operai di Melfi, ma tutta la classe operaia in Italia.
Una fabbrica che Marchionne vuole sia laboratorio delle leggi del Jobs act del governo Renzi, per trasformarla nella fabbrica modello dei licenziamenti individuali-collettivi senza art. 18.
Dalla fabbrica di Marchionne a tutte le fabbriche avanza e si consolida il moderno fascismo padronale che cancella diritti, organizzazione sindacale di classe, futuro dei lavoratori mentre avanza a livello governativo e statale il moderno fascismo istituzionale – oggi con Renzi e le sue riforme istituzionali ed elettorali antidemocratiche, come forme attuali della dittatura del capitale
Perchè questa non sia la condizione normale in tutte le fabbriche di questo paese che è necessario rompere questa macchina e questa gabbia alla FCASata, ricostruendo gli strumenti di difesa e di offesa, per rispondere alla guerra del padrone con la guerra di classe.


 


Alla FCA-SATA Melfi si costruisce una fabbrica in cui conta solo il padrone e il suo profitto, e gli operai vengono quasi obbligati a privarsi di diritti e libertà sindacali che non siano compatibili con i piani e gli interessi di Marchionne. Turnazioni, salari, condizioni di lavoro e sicurezza vengono stabiliti nell'esclusivo interesse del mercato e per estrarre il massimo profitto.
Dignità e condizioni dei lavoratori non contano nulla.
Una fabbrica in cui il sindacato, le Rsu sono accettabili solo se stanno dentro i piani e gli interessi dell'azienda, mentre vengono isolati e attaccati gli operai che non ci stanno, chi vuol fare sindacato di classe e chi si ribella.
Una fabbrica in cui gli operai e le operaie si devono sentire 'fortunati e felici' di lavorare perchè i profitti del padrone vadano bene; una fabbrica la cui l'organizzazione del lavoro Ergo-Uas, WCM, ha lo scopo di estorcere il massimo sfruttamento e la riduzione dell'operaio a un'appendice della macchina produttiva. Una fabbrica in cui se i profitti vanno bene l'operaio è sfruttato fino all'osso, se non vanno bene è buttato via
Questa è una fabbrica che cancella i risultati della più grande lotta operaia in una fabbrica automobilistica a livello europeo “i 21 giorni” , per ristabilire condizioni di lavoro anche peggiori di quelli di prima dei “21 giorni”. Una fabbrica in cui Marchionne e il suo comando di fabbrica, con la complicità dei sindacati del padrone conducono una guerra di bassa intensità contro gli operai per affermare la dittatura del capitale e del suo sistema.
Una fabbrica in cui in cambio di assunzioni precarie si afferma un lavoro senza diritti, stabilità e sicurezza per tutti. Una fabbrica in cui i giovani sono assunti come carne fresca da sfruttare a minimi costi; mentre ai intanto ai “vecchi” si rovina lentamente e progressivamente la salute.
Una fabbrica in cui le donne operaie sperimentano l'unica “parità” che i capitalisti sono in grado di dare, quella di essere ugualmente sfruttate ma doppiamente penalizzate come operaie e come donne, nel corpo e nelle condizioni di lavoro e di vita.
Noi pensiamo che come è stato per i 21 giorni alla fine la situazione esplode e che bisogna lavorare con unità e lotta per essere pronti alla trasformazione della situazione esistente.
Come ci insegna Marx, la classe operaia “possiede un elemento di successo: il numero; ma il numero non pesa sulla bilancia se non quando è unito in collettività ed è guidato dalla conoscenza”.
Per questo lavoriamo per ricostruire il sindacato di classe, appoggiando tutti gli operai che lo vogliono come progetto e come impegno quotidiano in prima persona
Per questo lavoriamo per un circolo operaio che sia strumento di conoscenza e organizzazione

“Senza una classe operaia organizzata almeno nelle sue avanguardie nel partito della classe operaia non solo non è possibile per le masse lavoratrici cambiare la propria condizione, ma si lascia spazio al dominio e all'influenza della classe dominante e dei suoi servi , all'influenza delle forze più reazionarie dei padroni, alle forze apertamente fasciste che si mettono a disposizione della borghesia per continuare a garantire i propri interessi e un sistema incancrenito che distrugge quotidianamente uomini e cose” (dal messaggio alla classe operaia del 1 maggio 2015)


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