venerdì 11 settembre 2015

12 settembre - SICUREZZA SUL LAVORO: KNOW YOUR RIGHTS! “LETTERE DAL FRONTE” DEL 11/09/15



Invio a seguire e/o in allegato le “Lettere dal fronte”, cioè una raccolta di mail o messaggi in rete che, tra i tanti che ricevo, hanno come tema comune la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e la tutela del diritto e della dignità del lavoro.
Il mio vuole essere un contributo a diffondere commenti, iniziative, appelli relativamente ai temi del diritto a un lavoro dignitoso, sicuro e salubre.
Invito tutti i compagni e gli amici della mia mailing list che riceveranno queste notizie a diffonderle in tutti i modi.

Marco Spezia
ingegnere e tecnico della salute e della sicurezza sul lavoro
Medicina Democratica
Progetto “Sicurezza sul lavoro: Know Your Rights!”

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INDICE

QUELLI CHE LAVORANO A FERRAGOSTO E CHE PAGHERANNO LE RIFORME

TRASLOCHI: GLI RLS  SCRIVONO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PISA

Silvia Cortesi sylvyacort@gmail.com
ROVATO (BS) 12 SETTEMBRE 2015: IN NOME DEL POPOLO AVVELENATO

Franco Mugliari muglialafuria@gmail.com
MUGLIA LA FURIA: IL RITORNO

Voci della Memoria info@vocidellamemoria.org
RIPARTIAMO DA ISOVERDE

NEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE INFORTUNI SUL LAVORO E INCIDENTI SONO ALL'ORDINE DEL GIORNO

INCIDENTE A BUS IN VERSILIA: COMUNICATO STAMPA

Federazione Toscana CARC federazionetoscana@gmail.com
COSTRUIRE OVUNQUE COMITATI PER LA DIFESA E IL MIGLIORAMENTO DELLA SALUTE PUBBLICA!

COMUNICATO STAMPA: LA BATTAGLIA DI AIEA PER UN GRUPPO DI LAVORATORI ESPOSTI AMIANTO DEL SITO INDUSTRIALE DI OTTANA

Assemblea 29 Giugno assemblea29giugno@gmail.com
NO ALLA PRESCRIZIONE PER VIAREGGIO !!!

Tommaso Grassi staff@tommasograssi.it
AMBIENTE: UN MESE DI BATTAGLIE DELLA SINISTRA FIORENTINA.

PROCESSO MORTI PER AMIANTO CONTRO PIRELLI

LA SEMPLIFICAZIONE DI RENZI? LA RESA IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

CARBONE E BITUME: COMUNICATO STAMPA DELLA CUB DI SAVONA


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From: Lavoro & Politica lavoro&politica@partito-lavoro.it
To:
Sent: Friday, September 04, 2015 10:47 AM
Subject: QUELLI CHE LAVORANO A FERRAGOSTO E CHE PAGHERANNO LE RIFORME

di Tonino D’Orazio
Il giorno di ferragosto una sessantina di operai sono andati a lavorare alla Electrolux di Susegana (Treviso). Hanno lavorato 12 ore per produrre intorno a 400 frigoriferi. Su richiesta dell’azienda, contrari i sindacati. Hanno percepito in più 70 euro lordi (35 se li mangia l’appaltatore “Stato” che magari, in un modo o nell’altro, ne ridarà un po’ all’impresa stessa).
Hanno detto: una pacchia in tempi di fame.
Spiritosi, hanno anche detto che pensavano di cuore a tutti quelli che purtroppo non potevano lavorare. Ovviamente questa multinazionale, che nel tempo si è mangiata nel mondo circa 200 grandi fabbriche concorrenti, aveva assolutamente bisogno, nelle 12 ore, di un numero così spropositato di indispensabili frigoriferi. Sono i civilissimi svedesi. Quelli che in patria pagano il salario di cittadinanza. Certo, sempre con i soldi dei lavoratori.
Sono gli stessi padroni che a Forlì cercarono di svuotate la fabbrica il giorno della festa del santo patrono. L’azienda si giustifica così: “Anche se era un giorno di festa, nel resto d’Italia si lavora e i magazzini devono restare sempre attivi”. Mentre ci spiegano l’alto valore sociale e umanitario delle imprese, magari con spirito cristiano.
Perché stupirsi se si “prende” ai lavoratori e si ridistribuisce, in parte, ad altri lavoratori? Tutto il nostro sistema sociale funziona così. Tutta la ripartizione mondiale del lavoro funziona così. I poveri che sono tanti pagano gli altri più poveri. I padroni “accumulano” per vincere la concorrenza tra loro in una specie di Risiko sempre più veloce e vorace. Al foto finish, magari lasciando un po’ di macelleria sociale in giro. Ma questo è un problema dei politici, loro fanno solo normali affari.
Saranno di nuovo e sempre i lavoratori, in un giro di cassa, a pagare tutte le “nuovissime” riforme. L’idea banale di Padoan, oltre a continuare a svendere il poco che rimane degli apparati produttivi italiani con una “spinta vigorosa alle privatizzazioni”, per coprire falsamente le riforme del mercato del lavoro e degli ammortizzatori, punta a “riconsiderare gli strumenti esistenti, utilizzando anche risorse che già vengono impiegate all’interno del sistema di welfare”. E quali altre, altrimenti?
Dice di voler “concentrare tutto l’intervento per lo sviluppo in una direzione”, “tutto sulle imprese, e quindi IRAP e oneri sociali, oppure tutto sui lavoratori, attraverso l’IRPEF”.
Dal cuneo di Prodi, che aveva dato tutto alle imprese e niente a lavoratori e pensionati, ve lo immaginate che un rappresentante della troika neoliberista e galoppino di Goldman Sachs possa utilizzare il cuneo “tutto per i lavoratori”? E che qualcuno possa crederci? Magari anche aprire un altro tavolo di trattativa?
Il problema è che ci fanno credere che i soldi li “mette” il governo. Prendendoli invece ai lavoratori e ai pensionati. Gli altri non pagano tasse (vedi dati ISTAT). Oppure che, per esempio in Europa, gli 86 miliardi di euro servono ad “aiutare il popolo greco”, e non ad andare direttamente nelle casse bancarie tedesche, francesi e magari italiane. Lo stesso D’Alema ha ironizzato e spiegato che non era vero, non era un aiuto al “popolo greco”. Chissà dov’era in questi anni. Oppure i norvegesi che non vedono l’ora di mettere le mani sul Partenone di Atene, essendosi già prenotati da tempo.
Aspettando l’Italia. Per quel che ci rimane, le nostre opere d’arte, i tedeschi, i francesi e gli inglesi mandano già i loro dirigenti a registrare il menù, con tanto di intellettuali italiani tromboni a battere i piattelli. Anche se bisogna ammettere che da noi la meritocrazia è un’altra di quelle grandi balle alle quali crediamo ancora.
Quasi quasi conviene non spingere su una nuova “riforma” delle pensioni. Dal 1995 (Dini) non ne è venuto nulla di buono per i lavoratori. Non si capisce perché con una nuova “riforma” non dovrebbero ulteriormente arretrare nei loro diritti e nei loro soldi. Dopo cinque “riforme” e il sedere per terra perché non si potrebbero ancora raschiare ulteriormente il barile? Magari tra un finto dare e una ulteriore rapina. A colpi di Decreti e voto di fiducia. Come sempre in questi anni di ricatto continuo, e prevedere significa in gran parte solo ben ricordare. E’ solo la legge sperimentale di Bacone e di Galileo di qualche secolo fa.
Qualche lavoratore ricorda cosa significa risparmiare? Da Ciampi in poi (1993) i banchieri e gli imprenditori in politica hanno preso il potere e ci hanno gestiti, come le loro banche o imprese. Al fallimento condiviso. Politico e, oggi, anche amministrativo, facendoci addirittura passare, oggi, per soci muti nelle banche che falliscono e facendoci rapinare legalmente i soldi che abbiamo affidato loro.
Mentre ci occupavano tutti giorni con “l’invasione” degli immigrati, le imbecillità di Salvini o la stupidaggine Casamonica (visto che la vera mafia sta dappertutto non basta più indicare un capro espiatorio, anche se fortemente mediatizzato).
E’ la penultima estorsione dell’Europa delle banche. Europa che abbiamo e dovremmo tenerci perché a dire di quelli che ci hanno portato al baratro, e continuano a spingere, “non c’è alternativa”. Eppure il FMI lo consiglia da mesi di rubare qualche percentuale sui nostri conti correnti.
E’ già stato sperimentato a Cipro. Bastava di nuovo un bel termine tecnico inglese, (bail-in) lingua universale che tutti gli italiani capiscono. Lo stato non interverrà più con i nostri soldi di contribuenti per salvare le banche (che pacchia!); queste possono prenderseli direttamente sui nostri conti correnti. E’ giusto e “snello”. Perché mantenere in piedi un giro di cassa? E perché i banchieri dovrebbero ancora chiedere soldi ai politici quando possono ormai fare tutto da soli? La trappola sta nel fatto che i soldi da fame che abbiamo non possiamo portarli in nessuna altra banca europea.
Se controllate sono tutte sull’orlo del fallimento, soprattutto quelle tedesche.
A guardar bene è bastata una spintarella della cattiva Cina per sollevare di nuovo il velo sul marciume finanziario.
Altro che Grecia...

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From: Cobas Pisa confcobaspisa@alice.it
To:
Sent: Friday, September 04, 2015 1:49 PM
Subject: TRASLOCHI: GLI RLS  SCRIVONO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PISA

GLI RLS SCRIVONO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI PISA E ALLA ASL IN MERITO A SEGNALAZIONI URGENTI SUI TRASLOCHI
A seguito dell'incontro odierno alla presenza della RSPP e della dirigente Ballantini e a seguito della nostra nota informativa, siamo stati contattati da alcuni dipendenti che hanno esposto le prime e macroscopiche criticità in merito ai traslochi avviati a Giugno e ancora oggi in atto.
Dal confronto con i colleghi e da alcune e-mail ricevute a seguito dell'odierno incontro, si evince:
-         che in numerosi casi il personale non si è limitato solo all'impacchettamento del materiale cartaceo, ma ha provveduto da solo a movimentare scatole e a svuotarle: ci chiediamo la ragione del mancato supporto da parte della ditta esterna o di dipendenti comunali addetti alla movimentazione dei carichi;
-         nella ex stanza del cerimoniale ove oggi c'è la segreteria di Giunta urge rivedere il microclima e gli impianti di illuminazione, nonché verificare le condizioni del pavimento;
-         nell'ex stanza dell'emeroteca, oggi ufficio elettorale, si riscontrano numerose criticità che vanno affrontate e risolte a prescindere dalla collocazione del demanio;
-         nella Sede dell'elettorale mancano gli oscuranti sui vetri e il personale sta operando in situazioni di grave disagio soprattutto nelle postazioni adibite ad uso PC, il funzionario opera su un tavolo inadeguato e sotto la parete a vetri, luogo assolutamente inadeguato, parte degli arredi sono dislocati un corridoio di altro ufficio e trattasi di documenti contenenti dati sensibili secondo la normativa sulla privacy.
Infine si richiede una riunione in merito alla sorveglianza dei Palazzi Comunali e al servizio portierato dopo le richieste pressanti provenienti da più uffici ubicati in diversi palazzi comunali.
Si chiede pertanto alla dottoressa Ballantini di predisporre gli interventi necessari  e alla ASL di verificare i tempi e le modalità degli stessi al fine di non creare disagi e pericoli per la salute del personale comunale.

RLS Comune di Pisa
Maria Borsò 348 01 96 722
Stefania Corucci 333 61 85 377
Federico Giusti 349 84 94 727
Fabrizio Terreni 340 66 26 2345

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From: Silvia Cortesi sylvyacort@gmail.com
To:
Sent: Friday, September 04, 2015 10:57 PM
Subject: ROVATO (BS) 12 SETTEMBRE 2015: IN NOME DEL POPOLO AVVELENATO

Buonasera,
inoltro link di questa iniziativa a Brescia il 12 settembre 2015 per chi fosse interessato:
Saluti
Silvia Cortesi

IN NOME DEL POPOLO AVVELENATO: BRESCIA, TARANTO, TERRA DEI FUOCHI, VAL SUSA, VIAREGGIO, CASALE MONFERATO...ITALIA
LOTTE PER LA VITA, LA SALUTE E L'AMBIENTE A CONFRONTO.
Sabato 12 settembre 2015 alle ore 10 in viale Europa 54 Rovato (BS) si terrà il seminario con argomenti lotte per la vita e la salute e l'ambiente a confronto.
Partecipano militanti dei movimenti, sindacalisti, giuristi, operatori per la salute.
Promosso da Forum Diritti Lavoro

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From: Franco Mugliari muglialafuria@gmail.com
To:
Sent: Saturday, September 05, 2015 7:15 AM
Subject: MUGLIA LA FURIA: IL RITORNO

Eccomi qui!
Come promesso vi ho lasciati in pace per tutto il mese di agosto senza l’invio di segnalazioni sui post pubblicati.
Post che però ho continuato a scrivere e che potrete leggere sul mio blog, se ne avrete voglia.
“L’infortunio in itinere questo sconosciuto” è il titolo del post di questa settimana:
Si tratta di una analisi delle problematiche legate a quegli incidenti stradali che possono essere classificati, e riconosciuti come infortuni sul lavoro sotto il profilo del risarcimento. In particolare mi concentro su quelli accaduti con l’uso della bicicletta più problematici di altri.
Tra le cose pubblicate nell’ultimo mese vi segnalo poi un commento alle “Statistiche degli Infortuni” nei primi sei mesi del 2015:
e la pubblicazione della prima serie di vignette “Senza Parole”:
E’ proseguita anche la pubblicazione del “Salvatutto” (strumento valido per la soluzione di ogni problema) in diverse lingue e dialetti. Avete voglia di provarci anche voi? Andate al link:
E infine, le solite raccomandazioni. Diventate lettori assidui del blog iscrivendovi attraverso il sito.
A ogni destinatario  è assicurato il diritto di  “opposizione” (ai sensi dell’articolo 7, comma 4, del D.Lgs 196/03) e di  essere pertanto cancellato dalla mailing list. In tal caso basta segnalare tale volontà con un semplice “No Newsletter” dall’indirizzo da rimuovere. 
I dati sono trattati nel rispetto delle vigenti norme sulla riservatezza. Tutti i destinatari delle mail sono in copia nascosta.
Grazie

Muglia La Furia

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From: Voci della Memoria info@vocidellamemoria.org
To:
Sent: Sunday, September 06, 2015 7:08 AM
Subject: RIPARTIAMO DA ISOVERDE

Car* Tutt*,
Finalmente c’è stata prima riunione del direttivo di Voci dopo l'estate, non  ancora a ranghi completi perché c'è chi (per sua fortuna!) non ha  ancora terminato le meritate vacanze, chi ha ancora alcune cose da  mettere a posto e chi invece alle prese con le prime magagne di  salute, ma finalmente si è ripartiti!
Siamo nelle fase delle idee, delle proposte, e dei progetti per  cercare di combinare qualcosa di utile e carne al fuoco, com'era  immaginabile, non ne manca.
I tavoli sui quali Voci dovrebbe e vorrebbe giocare nei mesi a venire  sono tre: progettualità, incontri pubblici e strade, ma il bello è che  praticamente lo dovrebbe fare (il condizionale è sempre d'obbligo) con  altre forze sociali che spingono dal basso, come da sempre facciamo.
Il primo appuntamento è per venerdì prossimo a Isoverde, in quella  Liguria che non vedrete mai in cartolina ma, ahinoi, nelle pagine di  cronaca.
L'assordante silenzio di media, partiti e associazioni sui fatti di  Crevasco in agosto ci impone di schierarci al fianco delle popolazioni  della Valverde convinte che, giustamente, chi viene da Casale si  ricordi che l'amianto va combattuto sempre e non solo a parole in favor di telecamera.
Quello lo lasciamo fare a chi cerca voti, noi continuiamo a cercar  Giustizia, quella vera, quella sociale.
Al link:
la locandina della manifestazione.

Associazione Voci della Memoria

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From: Cobas Pisa confcobaspisa@alice.it
To:
Sent: Sunday, September 06, 2015 6:36 PM
Subject: NEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE INFORTUNI SUL LAVORO E INCIDENTI SONO ALL'ORDINE DEL GIORNO

Quello del trasporto pubblico è un settore in stato di abbandono. Per esempio in Toscana la gara regionale per il trasporto pubblico locale è stata preceduta dalla disdetta di numerosi accordi sindacali e dalla contrazione dei servizi e a farne la spesa sono pendolari,  studenti, lavoratori, categorie meno abbienti.
Nel corso degli anni lo stress correlato al lavoro di un autoferrotranviere è aumentato ed è sicuramente a livelli di guardia.
Basti ricordare:
-         l'aumento dei tempi di guida e la riduzione delle pause;
-         i turni spezzati che spesso costringono l'autista a stare fuori casa per 12 ore;
-         le tratte sempre più intricate e complesse;
-         le turnazioni selvagge;
-         la scarsa manutenzione delle strade; mezzi vecchi e fatiscenti che necessiterebbero non solo di ordinaria manutenzione, ma di controlli maggiori e in molti casi di esser sostituiti.
Probabilmente l'autista di Viareggio, coinvolto nel recente incidente, avrà avuto un semplice malore, ma il deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei tranvieri è sempre più forte e presente e sancisce pericolo per la sicurezza degli autisti e della stessa cittadinanza.

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From: Cobas Pisa confcobaspisa@alice.it
To:
Sent: Monday, September 07, 2015 1:43 AM
Subject: INCIDENTE A BUS IN VERSILIA: COMUNICATO STAMPA

L’incidente avvenuto pochi giorni fa ad un’autista della Vaibus a Viareggio di fronte al Comune, sebbene probabilmente si tratti di un semplice malore, a nostro avviso deve rappresentare un campanello d’allarme: è necessario fare luce sulle dinamiche che hanno preso corpo negli ultimi anni all’interno dei trasporti pubblici, che hanno comportato  il deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei tranvieri che è sempre più forte e presente e sancisce un pericolo per la sicurezza degli autisti e della stessa cittadinanza.
Infatti nel trasporto pubblico locale infortuni sul lavoro e incidenti sono ormai all'ordine del giorno. E questo è specchio di un settore in stato di abbandono, martoriato dalle politiche di privatizzazione. Per esempio in Toscana la gara regionale per il trasporto pubblico locale è stata preceduta dalla disdetta di numerosi accordi sindacali e dalla contrazione dei servizi e a farne la spesa sono pendolari, studenti,lavoratori e categorie meno abbienti.
Nel corso degli anni lo stress correlato al lavoro di un autoferrotranviere è aumentato ed è sicuramente arrivato a livelli di guardia: basti ricordare l'aumento dei tempi di guida e la riduzione delle pause, i turni spezzati che spesso costringono l'autista a stare fuori casa per 12 ore, le tratte sempre più intricate e complesse, le turnazioni selvagge, A cui si aggiunge la scarsa manutenzione delle strade e mezzi vecchi e fatiscenti che necessiterebbero non solo di ordinaria manutenzione ma di controlli maggiori e in molti casi di esser sostituiti.
Tutto ciò è frutto di politiche che tendono a ridurre i servizi in nome dell’austerity, generando condizioni di lavoro sempre più precarie e difficili, colpendo lavoratori e cittadini.
La sicurezza dei lavoratori e dei cittadini non può essere sacrificata in nome del profitto o del pareggio di bilancio.

Per il Cobas Lavoro Privato
Davide Banti

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From: Federazione Toscana CARC federazionetoscana@gmail.com
To:
Sent: Monday, September 07, 2015 11:12 AM
Subject: COSTRUIRE OVUNQUE COMITATI PER LA DIFESA E IL MIGLIORAMENTO DELLA SALUTE PUBBLICA!

Il 16 agosto all'interno della Festa della Riscossa Popolare a Marina di Massa si è tenuto un tavolo tematico dal titolo “Costruire ovunque Comitati per la difesa e il miglioramento della Salute Pubblica”. Questo tavolo aveva l’obiettivo di discutere e confrontarsi su quello che deve essere oggi il ruolo dei tanti comitati nati in difesa della sanità e del territorio, il valore delle battaglie e delle campagne portate avanti, l'importanza delle singole esperienze di lotta. La cornice di tutto ciò è la difesa e la tutela del diritto alla salute inteso come diritto complessivo a garantire l'integrità psico-fisica-sociale dell'essere umano, a partire da quella che è la tutela dell'ambiente e del territorio, la prevenzione in ogni suo aspetto e l'educazione ad essa, la salute sui posti di lavoro, la cura e l'assistenza fino all'accompagnamento alla morte.
Emerge dal dibattito che ciò che più mette in crisi oggi la salute delle masse popolari non è il caso, il destino, ma è la classe dominante che sempre più devasta e saccheggia i territori, privatizza la sanità pubblica, sfrutta e sfianca i lavoratori per trarre maggiore profitto dai propri investimenti a discapito della vita di milioni di persone. Come possiamo quindi affidarci a quella che è la classe dominante per vedere garantito il nostro diritto alla salute? Ed ecco che la discussione si è concentrata su quelle che sono state le esperienze di ogni partecipante al dibattito, che hanno messo in luce come alla base ci deve essere la volontà di prendere in mano l'iniziativa e di non lasciarla ai Renzi e Rossi di turno, pedine in mano a speculatori ed affaristi. Importante è prendere l'iniziativa e rilanciare quello che la storia e le tradizioni del territorio Toscano ci insegnano: dare seguito al protagonismo popolare e seguire i passi della Resistenza, delle lotte operaie degli anni ‘70, essere partigiani di un modello nuovo di gestione della società che metta al bando il profitto individuale in nome dell'interesse collettivo.
E' centrale quindi creare e organizzare comitati, organizzazioni popolari, nelle aziende sanitarie e nei territori, nei quartieri, che decidono di affermare il diritto alla salute mettendo in campo le misure necessarie per far fronte agli effetti della crisi. Riqualificare quartieri dal degrado, costruire sportelli salute autorganizzati nelle aziende volti a garantire la sicurezza sul lavoro, organizzarsi negli ospedali per riaprire gli ambulatori e i reparti chiusi o in dismissione: insomma muoversi d'attacco promuovendo un nuovo modello di gestione delle risorse collettive e della società, imparare a farlo coordinandosi con tutti gli altri comitati, aziendali e territoriali, che lottano contro lo stesso nemico, e che in un modo o nell'altro aspirano a costruire una società diversa da quella attuale. Dal mese di settembre inoltre si avvierà la raccolta firme per il referendum abrogativo della Legge Regionale Toscana 28/15: è un’occasione ottima per diffondere la parola d'ordine di organizzarsi in ogni posto di lavoro, in ogni città e in ogni paese per costruire comitati dal basso, è uno strumento utile per colpire la borghesia e il sistema di clientele e carriere di Rossi e del PD in Toscana e per favorire quelle che sono le esperienze di autorganizzazione! Come è stato più volte detto nel corso dell'iniziativa, è necessario mandare a casa il PD e tutti gli scagnozzi che per conto dei padroni, degli speculatori e degli affaristi governano il nostro Paese, ma è allo stesso tempo fondamentale costruire dal basso una nuova governabilità, fatta dal coordinamento e dalla gestione collettiva della società di Organismi Operai e Popolari decisi a farla finita con i poteri forti, che imparano da subito a gestire parti crescenti della società senza l'aiuto e l'appoggio dei padroni. E' quello che definiamo Governo di Blocco Popolare: un governo che, composto da persone che godono della fiducia delle masse popolari organizzate, metta al centro gli interessi collettivi, un lavoro utile e dignitoso per tutti, e che attraverso la partecipazione attiva dei comitati e degli organismi operai si dia i mezzi della propria politica!

Firenze, 02 settembre 2015
Commissione Salute
Federazione Toscana del Partito dei CARC

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To:
Sent: Monday, September 07, 2015 12:52 PM
Subject: COMUNICATO STAMPA: LA BATTAGLIA DI AIEA PER UN GRUPPO DI LAVORATORI ESPOSTI AMIANTO DEL SITO INDUSTRIALE DI OTTANA

Da Associaizione Italiana Esposti Amianto AIEA Sardegna

Cagliari, 25 agosto 2015
COMUNICATO STAMPA
E' arrivata in Corte d'Appello a Sassari la battaglia di AIEA Sardegna contro la giustizia “bifronte” per un gruppo di lavoratori esposti amianto del sito industriale di Ottana. La denuncia per l'insostenibile condizione dei lavoratori costretti anche a pagare di tasca propria visite ed esami specialistici.
E' arrivata in Corte di Appello a Sassari la battaglia di AIEA Sardegna contro le gravi discriminazioni che colpiscono in vario modo i lavoratori sardi, che hanno subito l'esposizione al micidiale amianto nel corso della loro attività lavorativa, con pesanti conseguenze sulla salute e sulla vita: qui sono stati infatti depositati la scorsa settimana altri due appelli a sostegno dei lavoratori del sito industriale di Ottana, oggetto di un inverosimile caso di giustizia “bifronte” e che si aggiungono a quelli presentati a luglio.
Si tratta, infatti, di un gruppo di lavoratori che si è visto respingere il ricorso contro l'INPS per il riconoscimento dei diritti di legge.
“Abbiamo deciso di ricorrere in appello,  che per competenza spetta a Sassari” - ha detto Sabina Contu, presidente di AIEA Sardegna - “e andremo fino in fondo per l'ottenimento di una giustizia piena per i nostri lavoratori, non solo a Ottana, ma anche ad Assemini e a Porto Torres: dobbiamo capovolgere uno stato di cose che di fatto li ha resi figli di un Dio minore, per le scelte e le non scelte che negli anni si sono consumate ai danni della nostra isola”!
Il caso dei lavoratori di Ottana è emblematico di quella che a tutti gli effetti può definirsi una "giustizia bifronte": come più volte denunciato da AIEA Sardegna e da AIEA nazionale, l'esclusione dei siti industriali sardi dagli atti di indirizzo ministeriale, per l'individuazione dei siti contaminati dall'amianto, ha messo i lavoratori delle industrie sarde in una condizione di grave discriminazione e pesante disagio rispetto a quella di tutti gli altri lavoratori italiani.
Ciò è tanto più incomprensibile considerato che fra il 1998 e il 2002 sono stati individuati nel resto d'Italia ben 550 siti industriali contaminati da amianto! "Una situazione insostenibile che non ci stancheremo di denunciare di fronte all'opinione pubblica e alle autorità competenti" -  ha dichiarato Mario Murgia, Vicepresidente Nazionale dell'AIEA - “Basti pensare che NESSUNA delle  285 domande, presentate a termini di legge dai lavoratori ex Enichem di Ottana, è stata accolta dall'INAIL di Nuoro, mentre le 450 domande, presentate  dagli addetti alla manutenzione del sito "gemello" di Pisticci, sono state TUTTE accolte in via amministrativa dall'INAIL di Matera! Ma va anche denunciato il fatto che solo un esiguo numero di lavoratori presentò domanda, a suo tempo, su un totale complessivo di circa 6.000 lavoratori diretti e indiretti del sito industriale di Ottana, perche tagliati fuori anche dai canali informativi di tipo istituzionale".
Questa sorta di  “negazionismo” di Stato ha impedito ai lavoratori sardi di poter usufruire agevolmente dei diritti di legge, costringendoli allo stillicidio penoso e umiliante di continui “respingimenti” da parte di quegli Enti che invece dovrebbero tutelarli. Per cui, nella stragrande maggioranza dei casi sono costretti a pagare di tasca propria onerosi esami  e visite specialistiche e ad affrontare una vera e propria odissea di domande, richieste, certificazioni, visite, esami specialistici, documentazioni che, si ripetono all'infinito,  fra INAIL, INPS, ASL e adesso anche da un tribunale all'altro.
"Siamo di fronte a una situazione di duplice discriminazione” - ha aggiunto Sabina Contu - “perché nel resto del nostro Paese i lavoratori dei siti riconosciuti in quanto contaminati da amianto, vengono sottoposti gratuitamente e annualmente alla sorveglianza sanitaria: in Sardegna, invece il protocollo di sorveglianza sanitaria per i lavoratori dei siti industriali è inadeguato, rispetto alla evoluzione della moderna letteratura scientifica e medica internazionale. Stiamo cercando di seguire tutti i casi di cui veniamo a conoscenza e che, anche grazie alla nostra azione di denuncia e sostegno, stanno emergendo dalla sofferenza e dalla solitudine, in cui spessso  purtroppo molti lavoratori, fiaccati nel corpo e nello spirito, vivono"

Carmina Conte
Ufficio Stampa AIEA Sardegna
cellulare 393 13 77 616

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A seguire link ad articoli sul comunicato stampa del 25 agosto.
Amianto, appello in tribunale per i lavoratori di Ottana
Contro la “giustizia bifronte” presentato appello per lavoratori esposti all’amianto del sito industriale di Ottana
Amianto, la causa dei lavoratori di Ottana arriva in Corte d’Appello a Sassari
In Appello le vittime dell’amianto
Amianto, appello in tribunale per i lavoratori di Ottana
Articoli e rassegne stampa con comunicato AIEA
Pagina Google con link ad articoli e rassegne stampa con comunicato AIEA

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From: Assemblea 29 Giugno assemblea29giugno@gmail.com
To:
Sent: Monday, September 07, 2015 4:20 PM
Subject: NO ALLA PRESCRIZIONE PER VIAREGGIO !!!

E disumano che questo Stato non voglia la verità; è inaccettabile che siano prescritti reati del processo per il disastro ferroviario del 29 Giugno 2009, trasformatosi in una strage con 32 vittime e feriti gravissimi. Ma dove la devono cercare la giustizia e la verità, i familiari delle vittime, se non in un processo?
Sotto accusa per la strage finiscono 9 società e 33 persone, tra cui i manager del gruppo FS e i dirigenti e dipendenti di tre aziende: la proprietaria del carro, Gatx Rail Austria e Germania; l'officina tedesca Jungenthal che lo revisionò; e la Cima riparazioni che lo montò.
Alcuni reati come VIOLAZIONE DELLE NORME PER LA SICUREZZA SUL LAVORO non sono entrati neppure nel processo poiché prescritti prima di cominciare.
Altri come L’INCENDIO COLPOSO E LESIONI COLPOSE sono a rischio.
Come si può pensare che il 29 giugno non sia successo nulla, di cosa sono morti 32 innocenti?
Per questo l'Associazione dei familiari “Il mondo che vorrei” e Assemblea 29 giugno (nata in seguito alla strage) hanno deciso di essere giovedì 17 settembre di fronte a Montecitorio per una protesta forte e chiara (da Viareggio partirà almeno un pullman), per dire che non si può scherzare, che non si può giocare, su questa immane tragedia.
I familiari, per tre anni, hanno chiesto un incontro al precedente capo dello Stato, Napolitano, che si è sempre rifiutato; hanno nuovamente chiesto un incontro al nuovo capo dello Stato, Mattarella, che ha risposto di non poterli incontrare perché c'è un processo in corso. Lo stesso Mattarella, che in questi mesi ha incontrato più volte il cavalier Moretti, principale imputato nel processo, si rifiuta di guardare negli occhi i familiari delle 32 Vittime.
Coerenti, Napolitano e Mattarella, con il fatto che lo Stato non si è costituito parte civile nel processo, che i governi Berlusconi e Letta hanno rinnovato la nomina a Moretti di Amministratore Delegato delle Ferrovie e che il governo Renzi lo ha addirittura promosso Amministratore Delegato in Finmeccanica con una retribuzione milionaria (si parla di euro, naturalmente).
E per questo che il 17 andremo noi al Quirinale per (tentare di) essere ricevuti da Mattarella.
La strage ferroviaria, ovviamente, riguarda la mancanza di sicurezza o, meglio, una politica di abbandono sulla sicurezza. Il cavalier Moretti ha sempre dichiarato che non vi è un problema sicurezza e che “Viareggio” è stato uno “spiacevolissimo episodio”. Non ha avuto neppure il coraggio di definirlo incidente.
Invece, proprio sulla sicurezza, accadono incidenti gravi e gravissimi:
-         20 luglio, una porta di salita del treno regionale Firenze-Arezzo si è staccata ed è volata via;
-         4 agosto, a La Spezia, durante le manovre di un convoglio merci, Antonio Brino, 28 anni, dipendente della società SerFer, è rimasto schiacciato tra il convoglio e i respingenti del binario, morendo poco dopo (dal 2006, sui binari delle ferrovie hanno perso la vita 56 lavoratori: Una statistica drammatica ed impressionante!);
-         5 agosto, a Napoli, un treno di pendolari e viaggiatori va in fiamme;
-         29 agosto, l’ultimo vagone di un treno con 150 passeggeri è uscito dai binari alla stazione di Piombino Marittima (LI).
Solo per citare gli ultimi fatti di cui siamo a conoscenza.

Per maggiori informazioni
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From: Tommaso Grassi staff@tommasograssi.it
To:
Sent: Tuesday, September 08, 2015 12:35 AM
Subject: AMBIENTE: UN MESE DI BATTAGLIE DELLA SINISTRA FIORENTINA.

TROMBI, GRASSI E VERDI “AMIANTO: IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA UNA IMPORTANTE RISOLUZIONE DEL GRUPPO FIRENZE RIPARTE A SINISTRA”
Nella risoluzione si chiede di approvare il piano regionale per la tutela dell’amianto, come previsto dall’inapplicata Legge Regionale 51/13 e di avviare a livello nazionale il censimento e il piano di bonifica delle scuole dall’amianto.
Secondo ARPAT nel 2007 c’erano ancora 806 edifici pubblici, 111 impianti industriali e 50 impianti dismessi contaminati da amianto, e l’elenco era incompleto e non comprendeva per altro gli edifici privati e le centinaia di coperture di medie e piccole attività nella nostra regione.
La Regione Toscana ha poi approvato una legge, la prima a livello nazionale, che norma in maniera organica la materia, proposta in Consiglio dalla sinistra, prima firma Mauro Romanelli, ma l’ha poi lasciata clamorosamente inapplicata.
Per non parlare del governo, che ha più volte promesso di intervenire ma che di fatto non si è attivato.
Approvando questa risoluzione, il consiglio comunale ha invitato il sindaco ad attivarsi, presso la Regione e presso il Governo, perché agiscano per risolvere un problema grave, diffuso e pericoloso per la nostra salute.
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INCENERITORE, GRASSI, VERDI E TROMBI: “ASCOLTARSI E’ GIA’ UN PASSO IN AVANTI, MA NON CONFONDIAMO LO SCAMBIO DI OPINIONI CON LA CONDIVISIONE PARTECIPATA”
Certo, non si erano mai visti politici, tecnici e rappresentanti delle aziende a favore e contro l’inceneritore nella stessa sala, sopratutto non era mai accaduto che nel Salone dei Duegento andasse in scena un confronto come quello di stamani: una vittoria del comitato Mamme No Inceneritore e di tutti coloro che da decenni si battono contro l’impianto di Case Passerini e una dimostrazione di voler almeno ascoltare da parte di chi governa la Firenze e la Città metropolitana. Ascoltarsi è già un passo in avanti, ma non confondiamo lo scambio di opinioni con la condivisione partecipata di una scelta amministrativa come quella della costruzione di un inceneritore.
Speriamo che quanto stamani è accaduto in Comune sia solo un primo passo e un segnale che anche l’Amministrazione fiorentina inizia a vacillare davanti alle reali, circoscritte e documentate critiche che da ogni parte arrivano alla operazione economica e infrastrutturale dell’inceneritore di Case Passerini. Saremmo di fronte ad una politica vigliacca e falsa se invece tutto quanto fosse orchestrato da chi vuol dimostrarsi disponibile al confronto solo per avere la scusa di poter dire di fronte alle proteste, che siamo certi non subiranno alcun arresto, che il dialogo c’è stato.
Ecco se dialogo deve essere diciamo subito che le modalità con cui si è svolta la riunione stamani non sono ancora sufficienti: il periodo di vacanze, il fatto che si sia svolto in centro durante una mattina lavorativa, che gli interventi a favore siano stati tutti quanti proiettati sulla difesa d’ufficio e sulla esposizione della propria tesi senza aver modo di confutare e dimostrare la veridicità di quanto affermato, solo per enunciare gli aspetti di maggior peso.
Per noi l’inceneritore di Case Passerini così come qualsiasi altro impianto obsoleto, estremamente costoso e inquinante deve essere cancellato a favore di un sistema integrato di raccolta differenziata che non renda gli enti locali dipendenti dai rifiuti da bruciare e che non si arrivi al paradosso che pur di far funzionare gli impianti “di casa” di fronte ad una raccolta differenziata spinta si sia costretti a importare e per far guadagnare i partner fior fiori di denaro, rifiuti da aree lontane: costruito un impianto quello deve bruciare rifiuti e non può bruciarne di meno. Se andrà avanti non avrà senso incentivare la raccolta porta a porta o metodi di raccolta spinte che creano lavoro e costano meno degli impianti.
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TAV, GRASSI: “TALPA PRONTA PER FIRENZE. MA LE TERRE DI SCAVO DOVE FINIRANNO?” L’AFFONDO DALL’ESPONENTE POLITICO DELLA SINISTRA FIORENTINA: “BASTA CON QUEST’OPERA INUTILE, PERICOLOSA, DANNOSA E COSTOSISSIMA”
Sembra tutto pronto per riprendere i lavori a Campo di Marte, con la nuova fresa che è in viaggio dalla Germania verso Firenze, e qualcuno già forse sente la talpa muovere i primi passi. Ma ancora non è chiaro dove verrà portata la terra di scavo e questo è un ulteriore elemento di preoccupazione.
Il capogruppo dell’opposizione di sinistra a Palazzo Vecchio, a Firenze, punta il dito contro un’opera che definisce senza esitazione “inutile, pericolosa, dannosa e costosissima.
“La destinazione delle terre di scavo, sulla carta” - spiega Grassi - “sarebbe l’ex cava di Cavriglia, in provincia di Arezzo. Ma stando così la normativa, le terre scavate con l’aggiunta di fanghi bentonitici fa sì che siano classificate come rifiuti speciali da conferire in discarica. Già in tanti hanno provato a trasformare, con qualche modifica alla norma, i rifiuti in terra pulita. Ma anche a colpi di decreto, ad oggi, hanno fallito”.
“Le proteste proseguono” - aggiunge Grassi - “e con esse anche le interrogazioni per avere informazioni e dati sui controlli e i monitoraggi ambientali; così come le mozioni di indirizzo per bloccare i lavori fiorentini e invitare il Governo a ripensare all’opera. La contrarietà della cittadinanza, persino troppo silenziosa, se si pensa ai rischi per gli edifici e la popolazione, finirà solo quando si dirà basta a quest’opera inutile, pericolosa, dannosa e costosissima”.
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BELLA MANIFESTAZIONE “MAMME NO INCENERITORE” PREMIATE DAL RINVIO DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI
GRASSI: “SI SMETTA CON QUESTI TENTATIVI RIDICOLI DI REALIZZARE UN’OPERA CHE NON DEVE ESSERE FATTA”
“E’ stata una manifestazione davvero partecipata, colorata e animata dalle Mamme No Inceneritore, reduci dall’aver organizzato il concerto alle Piagge, evento che ha dato una dimostrazione concreta della contrarietà all’inceneritore da parte di tutti i cittadini. Un evento che ha dato voce alla battaglia che da anni i comitati della Piana stanno portando avanti incessantemente. E una temporanea vittoria del presidio e del corteo c’è stata: la Conferenza dei servizi e stata rinviata di un mese per motivi tecnici e per la mancanza della documentazione necessaria a superare le prescrizioni di alcuni enti”.
E’ questo il commento di Tommaso Grassi, capogruppo di “Firenze riparte a sinistra” con SEL, FAS e PRC, che interviene sulla manifestazione delle Mamme No Inceneritore.
Il capogruppo dell’opposizione di sinistra in Palazzo Vecchio ha le idee chiare: “Anche un bambino si sarebbe reso conto, dopo 10 anni che gli enti stanno cercando di realizzare il termovalorizzatore, come lo chiamano loro, che non è altro che un inceneritore, che questo impianto non si deve e non si può fare in una zona altamente inquinante. Non si può realizzare senza un reale impegno per creare posti di lavoro, ridurre al minimo il residuo non riciclabile e differenziare, utilizzando una tecnologia obsoleta e costosissima che non potrà mai recuperare il costo se non bruciando qualsiasi cosa garantendo un approvvigionamento ai massimi livelli. E che ben presto porterà pur di alimentarlo a bruciare anche le materie precedentemente differenziate o ad importare da tutto il mondo rifiuti da incenerire”.
Grassi è certo della sua posizione e sul tema inceneritore non intende arretrare di un passo: “Ribadisco ancora una volta, perché ce n’è sempre bisogno, il mio no convinto a un’opera di cui si può fare a meno, investendo invece le centinaia di milioni di euro che costerebbe in altri impianti di raccolta differenziata meccanica, in incentivi alla popolazione con l’applicazione della tariffa puntuale. Bisogna uscire dalla fase sperimentale della raccolta porta a porta e rendere questo il metodo standard su tutta la città e questa sarebbe una scelta che creerebbe posti di lavoro con aziende del settore dell’innovazione tecnologica. Questo consentirebbe l’avvio di imprese che usano le materie raccolte in modo differenziato per produrre oggetti di uso comune. Perché, allora, preferire un metodo che guarda indietro e che in molti Paesi si sta abbandonando a favore di nuove strategie, anche sulla gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di arrivare ben presto ai rifiuti zero?”.

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From: Fulvio Aurora fulvio.aurora@gmail.com
To:
Sent: Tuesday, September 08, 2015 8:32 AM
Subject: PROCESSO MORTI PER AMIANTO CONTRO PIRELLI

Giriamo il comunicato del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro  sul territorio di Sesto San Giovanni  in merito all'udienza che si è svolta ieri presso il Tribunale di Milano contro 11 dirigenti della Pirelli SpA di Milano.
Il Comitato che è parte civile difeso dallo stesso nostro avvocato Laura Mara bene sintetizza lo svolgimento della requisitoria del Pubblico Ministero. Aggiungo solo che da questa requisitoria che ha raccolto le testimonianze dei lavoratori ex esposti dello stesso stabilimento sono emerse le condizioni di lavoro terrificanti e di esposizione a sostanza cancerogene dall'amianto, alle ammine aromatiche, alla betanaftilamina al nero fumo.
Alcuni lavoratori l'anno sottolineato: "le condizioni di lavoro erano terribili, ma noi dovevamo lavorare".
Un ricatto che nemmeno oggi è finito, soprattutto dopo le misure controriformatrici del Governo a modifica dell'articolo 18 della Statuto dei Lavoratori. La sentenza è prevista verso la fine dell'anno.
Nei prossimi mesi Medicina Democratica e Associazione Italiana Esposti Amianto sono impegnati in una serie di altre udienze, a partire da un'altra sempre contro Pirelli, questa volta di Settimo Torinese, presso il tribunale di Torino.
Fulvio Aurora

COMUNICATO STAMPA
PROCESSO PIRELLI PER AMIANTO BIS: IL PUBBLICO MINISTERO CHIEDE CONDANNE PER 7 DEI 10 MANAGER IMPUTATI CON PENE CHE VANNO DAI 9 ANNI AI 4 ANNI  E 6 MESI DI RECLUSIONE
Al termine della sua lunga requisitoria, nel tardo pomeriggio di oggi 7 settembre, il Pubblico Ministero del Tribunale di Milano Maurizio Ascione, dopo aver puntualmente ripercorso tutte fasi del processo e la responsabilità dei vertici dell’azienda Pirelli degli stabilimenti di Viale Sarca di Milano e via Ripamonti nella la morte di decine di lavoratori avvenuta fra il 1979 e il 1989, ha chiesto alla dottoressa Anna Maria Gatto, Presidente della V Sezione penale, le seguenti condanne:
-         9 anni di reclusione per Grandi Ludovico;
-         7 anni per Sierra Piero (presidente sino a pochi mesi fa dell’Istituto Nazionale di Ricerca sul Cancro e tuttora nel direttivo);
-         6 anni per Bellingeri Gianfranco;
-         5 anni e 6 mesi ciascuno per Liberati Omar e Veronesi Guido;
-         4 anni e 6 mesi ciascuno per Manca Gavino e Moroni Armando.
Il Pubblico Ministero ha inoltre chiesto l’assoluzione per Battaglioli Gabriele, Pedone Carlo e Picco Roberto in considerazione dell’esiguo “periodo temporale” in cui sono stati nel Consiglio di Amministrazione dell’azienda e per “coerenza” con quanto aveva già chiesto nel precedente primo processo per l’omicidio colposo plurimo di decine di operai, svoltosi davanti al giudice dottor Martorelli della VI Sezione e conclusosi il 15 luglio 2015 con condanne a tutti gli stessi imputati da 3 anni a 7 anni e 8 mesi.
Nella requisitoria il Pubblico Ministero ha evidenziato, come emerso nel processo, che gli imputati non hanno mai informato i lavoratori sui rischi amianto, non hanno rispettato le minime misure di igiene e sicurezza non fornendo mascherine, aspiratori e altri dispositivi di protezione individuali e collettivi che già esistevano e che, come previsto dalla legge del 1956 sulle polveri, l’azienda doveva applicare.
Ha ricordato che nel processo lavorativo venivano usate altri cancerogeni, come le amine aromatiche, il talco contaminato d’amianto, il nerofumo e altri ancora, ricordando infine che lo IARC (Istituto Internazionale di Ricerca sul Cancro) considera l’industria stessa della gomma come cancerogena. Come si è accertato nel processo, negli stabilimenti di Milano in cui si producevano cavi, gomma, e articoli vari, i lavoratori sono stati esposti a diverse sostanze cancerogene, in particolare fibre d’amianto in modo diretto, indiretto e ambientale. Per il Pubblico Ministero l’istruttoria dibattimentale ha dimostrato la netta responsabilità dei sette manager per il quale egli ha chiesto le condanne.
Nella requisitoria il Pubblico Ministero esaminando i casi dei 28 lavoratori parte offesa nel processo ha chiesto l’esclusione a vario titolo di 16 lavoratori,  morti di mesotelioma, tumore polmonare, tumore all’esofago e ammalati di altre malattie professionali perché, anche se è certo che sono morti per amianto o amine aromatiche, il dibattimento non è riuscito ha dimostrare la responsabilità dei singoli dirigenti: cioè c’è stata una “mancanza di informazioni” certe sulle responsabilità.
Per altri 12 casi di lavoratori morti di mesotelioma, tumore polmonare e uno di tumore alla vescica ha chiesto la condanna dei manager.
Anche in questo processo i dirigenti Pirelli si sono comprati molte parti civili: anche le istituzioni che si erano prima costituite parti civili hanno raggiunto accordi economici con la Pirelli per uscire dal processo. L’ultimo episodio si è verificato ancora oggi: all’apertura dell’udienza l’avvocatessa dell’ASL di Milano ha comunicato al giudice di aver raggiunto un accordo con i dirigenti Pirelli.
Nella prossima udienza del 5 ottobre interverranno le poche parti civili rimaste che non si sono fatte affascinare e comprare dai soldi del padrone. Interverrà l’avvocato Laura Mara, legale delle parti civili del nostro Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, di Medicina Democratica e dell’Associazione Italiana Esposti Amianto.
Noi come sempre saremo presenti in aula per affermare la nostra voglia di giustizia.

Milano 7 settembre 2015
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
cellulare: 335 78 50 799
c/o Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”
via Magenta 88 20099 Sesto San Giovanni (MI)
telefono e fax: 0226224099

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From: Cobas Pisa confcobaspisa@alice.it
To:
Sent: Tuesday, September 08, 2015 12:25 PM
Subject: LA SEMPLIFICAZIONE DI RENZI? LA RESA IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

JOBS ACT E SICUREZZA
I Decreti attuativi riguardano anche le normative in materia di sicurezza che vengono alleggerite a uso e beneficio dei soli datori di lavoro.
Alcuni siti  e newsletter specializzate (Know Your Rights, Punto Sicuro...) hanno già analizzato meglio di noi gli interventi del legislatore che all'indomani della approvazione, nel 2008, del Testo Unico, sono stati finalizzati ad attenuare le responsabilità padronali (indistintamente del padrone pubblico o privato) in materia di sicurezza, quindi ci limiteremo all'essenziale.
Ma prima vorremmo ricordare che ancora una volta gli accordi sindacali hanno preceduto la mattanza del Jobs Act, per esempio autorizzando, in deroga allo statuto dei lavoratori, l'uso dei GPS a bordo di mezzi aziendali o anche nei dispositivi cerca persone.
Quando gli RLS si limitano a far parte della filiera della sicurezza senza distinguere un ruolo conflittuale da quello delle figure espressione dei datori di lavoro può succedere di tutto e di più, incluso sottoscrivere accordi che non tutelano la nostra salute e sicurezza rendendola una variabile dipendente dai profitti.
Parlavamo all'inizio della revisione delle sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale.
Fino ad oggi esisteva una sorta di maxisanzione per il lavoro nero, oggi non esiste più e al suo posto arrivano sanzioni "a fasce". La regolarizzazione è vincolata  al mantenimento al lavoro del personale in nero per un determinato periodo di tempo.
Viene modificato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, da una parte si vuole eliminare la condotta illecita ma scatta una sorta di premialità per i datori che si vogliano mettere in regola. In altre parole una vera e propria ancora di salvataggio ai padroni.
Sono alleggerite le sanzioni in materia di consegna del prospetto paga e in caso di mancata registrazione sul libro unico del lavoro.
Si cancella l'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori in materia di videosorveglianza dei dipendenti dando ai padroni un'arma da utilizzare nei provvedimenti disciplinari che saranno lo strumento con cui licenziare la forza lavoro scomoda e più riluttante a subire l'organizzazione del lavoro capitalistica.
Con la prossima revisione Costituzionale e modificando i poteri e le competenze di Stato e Regioni, anche il ruolo delle ASL in materia di salute e sicurezza verrà presto rimesso in discussione.
La istituzione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro rischia di essere uno strumento inefficace e burocratizzato che lede l'autonomia dei singoli ispettorati e il loro intervento in sede locale.
Il Governo Renzi quando parla di semplificazione intende non porre fine agli orpelli burocratici, ma favorire i padroni offrendo loro scappatoie di vario genere qualora operino senza rispetto della salute e sicurezza.
Semplificazione non si traduce in interventi rapidi a tutela di salute e sicurezza, ma nell'esatto contrario come dimostrato dai primi decreti attuativi del Jobs Act che hanno previsto il demansionamento dei lavoratori.

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From: CUB Savona cub.savona@gmail.com
To:
Sent: Wednesday, September 09, 2015 10:19 AM
Subject: CARBONE E BITUME: COMUNICATO STAMPA DELLA CUB DI SAVONA

QUANDO LA PROPOSTA DI LAVORO E’ UN FRUTTO AVVELENATO, SINDACATI E SOCIETA’ CIVILE HANNO IL DOVERE DI RIFIUTARLO
Lavoro, certo, ma non a qualunque prezzo, soprattutto quando a pagare questo prezzo sono i cittadini, l’ambiente e soprattutto i bambini.
La CUB savonese, che non ha esitato in passato a schierarsi contro l’utilizzo del carbone per produrre energia, ribadisce la propria posizione e prende le distanze dalle posizioni espresse dalla Segretaria Provinciale della CGIL Giulia Stella nell’intervista odierna al Secolo XIX.
Sicuramente la tecnologia potrebbe essere in grado di garantire produzione e salute, ma poi subentra l’interesse economico e di fronte ai costi di questa tecnologia le aziende tendono a usare qualunque metodo pur di risparmiare.
La pratica, e soprattutto la recente vicenda Tirreno Power, ci hanno mostrato chiaramente come la fantasia aziendale sia in grado di superare la più pessimistica delle realtà che saremmo stati in grado di immaginare: autocertificazioni sulle emissioni (durate anni) smentite dalle misurazioni effettuate dai Consulenti dei Magistrati, mancato rispetto delle prescrizioni di legge contenute nelle varie autorizzazioni, apparecchiature non tarate o posizionate dove avrebbero restituito dati più confortanti, collegamenti diretti con tecnici e dirigenti regionali che avrebbero dovuto (sic) avere un ruolo super partes, scambi di intese con il mondo dei media (per garantirsi un’informazione più favorevole?) tanto per citare le sorprese contenute nell’inchiesta che ha portato al sequestro e alla chiusura dei gruppi a carbone.
Come potremmo fidarci di questa classe dirigente, di questa imprenditoria, di queste istituzioni che tutto fanno meno che garantire la salute dei cittadini?
CARBONE E BITUME?
NO GRAZIE. L’AMBIENTE DISASTRATO, I MALATI ED I MORTI CHE ABBIAMO AVUTO SONO PIÙ CHE SUFFICIENTI.

Per la Confederazione Unitaria di Base di Savona
Loschi Maurizio 347 45 96 046
Eraldo Mattarocci 348 60 39

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