venerdì 27 novembre 2015

27 novembre - Bologna, il "caffè amaro" della Saeco: annunciati 243 licenziamenti. Scatta lo sciopero



Bologna, Saeco licenzia metà dei suoi dipendenti. Fiom: “Inaccettabile”
Decisi 243 esuberi. Philips, proprietaria dell'azienda che produce macchine da caffè, avrebbe deciso di intervenire in Italia per via dei costi di produzione troppo alti. Fim Cisl: "Così si manda a morire un'intera vallata". Il 27 novembre mobilitazione congiunta di lavoratori e sindacati
di Annalisa Dall'Oca | 26 novembre 2015
243 esuberi su 558 dipendenti. In pratica, la metà dei lavoratori della Saeco, storica azienda del bolognese che dagli anni ’80 produce macchine per il caffè, verrà lasciata a casa. Ad annunciarlo è stata la multinazionale olandese Philips, proprietaria del marchio dal 2009. Una decisione calata sulle spalle degli operai Saeco “come un fulmine a ciel sereno”, dicono concordi i sindacati confederali Cisl e Cgil, tanto che a Gaggio Montano, sede dello stabilimento, è scattato lo sciopero immediato di tutti i dipendenti. “Siamo sgomenti – racconta Stefano Zoli della Fiom – un’operazione del genere è inaccettabile. Parliamo di una realtà storica italiana, che in questo modo rischia di morire. Con ripercussioni gravissime per tutta la vallata”. Che Saeco non navigasse in buone acque era noto già da tempo, anche se nel 2009, quando Philips l’aveva comprata, c’era chi aveva guardato all’operazione con ottimismo. Già da qualche settimana, infatti, i lavoratori, i 558 operai su cui pende la richiesta di dimezzamento, più altri 350 addetti alla produzione delle macchine per uffici, erano in sciopero a singhiozzo per chiedere conto alla proprietà circa le voci relative a un possibile e drastico calo della produzione nel 2016. Philips, però, non aveva mai confermato, finché, almeno, non è arrivato l’annuncio shock del 26 novembre. L’unica strada, secondo l’azienda, per rilanciare la Saeco.........

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